martedì 1 aprile 2008

Sufiah da genio a prostituta.

Sufiah aveva 13 anni quando fu ammessa all'università di Oxford perché giudicata un genio della matematica.
La vita però non le ha concesso un laurea.
Per lei non una brillante carriera universitaria, il destino le ha riservato la più antica delle professioni.
Sufiah è diventata infatti una prostituta.
Nessuna ricerca scientifica le ha dato lustro, non passa il tempo cercando regole matematiche, molto più banalmente ricerca solo clienti nelle strade o su internet.
Qui reclamizza alcuni "numeri", ma sono le misure del suo corpo, e si dichiara "disponibile a prenotazioni tutti i giorni dalle 11 alle 20". Costo: 130 sterline l'ora.
E' la sconcertante parabola di Sufiah Yusof, quella raccontata dal tabloid britannico "News of the World".
All'origine di tutto sembra ci sia il padre della ragazza, un professore di matematica, "oppressivo e soffocante", appena condannato a 18 mesi di carcere per atti osceni ai danni di due quindicenni delle quali era tutore di studi.
Sembra fosse stato lui ad "addestrare" la figlia al punto da farne, a tredici anni, un piccolo mostro con i numeri e le equazioni. Ma dopo tre anni di università lei piantò tutto e fuggì di casa perché non poteva più sopportare gli abusi "fisici ed emotivi" del genitore.
Pare che nel suo "addestramento" non entrassero solo i numeri e la matematica.
"Con il suo stupefacente cervello potrebbe far soldi in qualunque campo" ha detto di lei un amico.
Purtroppo fa soldi solo con il suo corpo, a testimonianza pratica che a volte il solo cervello non basta, occorrono spesso volontà, motivazioni, desideri, sogni ed aspettative, ma anche fortuna.
Perdere momentaneamente il "senso" della propria vita, smarrire anche per poco la "strada", può essere la fine di tutto.
Il dramma è che difficilmente vi è rimedio, il tempo è sempre tiranno e spesso si affida unicamente al caso ed alla fortuna, a quel famoso e antico "fato".
Una vita non è mai sprecata, ma fa rabbia a volte vedere come la sorte, nel momento in cui concede a qualcuno tutti mezzi per riuscire, poi come perpetrando una terribile vendetta per chi ha avuto tanto, gli fa venir meno le possibilità o le volontà.
Questa però è la vita, così va accettata , con tutti i suoi imprevisti, con i suoi misteri, con le sue casualità. Nulla vi è in essa di certo, dovuto o prescritto, se non la sua fine.

Nessun commento: