sabato 5 aprile 2008

Sarkosy non ci sta, a differenza di Berlusconi e Veltroni.

Nicolas Sarkozy pone tre condizioni per poter partecipare alla cerimonia d'apertura dei Giochi Olimpici di Pechino:
"la fine delle violenze contro la popolazione,
la liberazione dei prigionieri politici,
la chiarezza sugli eventi tibetani e l'apertura del dialogo con il Dalai Lama".
Chissà perchè né Berlusconi né Veltroni riescono a considerare altrettanto importanti le stesse condizioni, anzi, al contrario, danno già per scontata la loro presenza.
Sono convinto che gli italiani preferirebbero di gran lunga che i due leader non avvallassero, con la loro presenza ai Giochi, una nuova repressione cinese contro la popolazione del Tibet.
Inutile aggiungere che io naturalmente condivido e appoggio le decisioni di Sarkozy.

3 commenti:

Karim ha detto...

Cosa ci vuoi fare? Io ho sempre visto più umanità negli altri paesi che in Italia.

Franca ha detto...

Non va in Cina, la le compagnie petrolifere francesi continuano a fare affari in Birmania.
Che grande coerenza...

marco ha detto...

bello fare i paladini della libertà sette anni dopo la decisione, come se le violazioni dei diritti umani in cina siano iniziate due mesi fa.

dove erano tutti i giudici di pace nel luglio 2001 ?