venerdì 4 aprile 2008

Ora tocca a "Air Silvio" .

Ora il governo sta cercando di riallacciare le trattative tra Alitalia, sindacati e Air France.
Un primo incontro pare programmato già la prossima settimana.
Il rischio è che su Alitalia cali il disinteresse generale; a quel punto non servirebbero più neanche le cordate, basterebbero le corde.
Di cordate che possano veramente volare purtroppo neanche l'ombra, sembrano svanite nel nulla dopo che anche i figli, con il loro silenzio, hanno smentito i padri.
Ma in Italia, come si sa, si confida molto nei miracoli.
Al contrario basta varcare le Alpi per trovare gente meno credulona e più smaliziata.
Forse sta proprio qui il segreto per cui in Europa ancora "si cresce" e noi no, sono semplicemente più furbi.
Loro alle "bufale" non credono più, hanno chiuso le frontiere anche per queste, approfittando di un po' di diossina; così si son presi due piccioni con una fava.
Su Alitalia il "Sole 24 ore" pubblica un interessante resoconto della stampa estera.
Forse conoscere tanti illustri pareri può servire a rendere meno "provinciali" gli italiani.
Il Wall Street Journal per esempio fa dure critiche a Berlusconi per l'intera vicenda.
Un commento intitolato «Air Silvio» afferma: "E' raro che un politico faccia scoppiare una grave crisi prima ancora di avere vinto. E' quello che Silvio Berlusconi ha fatto con Alitalia. Se, come ci si aspetta, vincerà il suo terzo mandato come Primo ministro il prossimo weekend, Berlusconi si meriterà ogni mal di testa che la compagnia di bandiera gli darà".
Tra l'altro, secondo il parere dello stesso quotidiano, le rigidità sindacali nascono proprio in seguito alle dichiarazioni di Berlusconi.
Quanto alla famosa cordata italiana il giornale afferma che "Se i misteriosi cavalieri bianchi sono tanto numerosi quanto Alitalia è "sana e competitiva", allora i dipendenti e i clienti della compagnia aerea resteranno delusi. Alitalia avrà bisogno di un prete, per recitare i suoi ultimi riti".
Il Financial Times mette sulla home page il titolo "Un esorcista per Alitalia" e scrive che il problema è "vedere se in Italia c'è un esorcista , o meglio, qualcuno capace di fare miracoli". "Senza una radicale ristrutturazione, l'Alitalia non va nessuna parte".
Anche il Times e il Telegraph si occupano di Alitalia e se la prendono con "I sindacati" che " spingono Alitalia sull'orlo dell'insolvenza".
Le Monde (che potrebbe anche essere di parte) titola che "il Governo e i sindacati italiani chiedono ad Air France-Klm la ripresa dei negoziati" e sottolinea che le alternative alla soluzione franco-olandese sono "molto aleatorie".
Tra i siti spagnoli, El Mundo, spiritosamente scrive: "Il futuro di Alitalia, per aria",
Expansion invece "La ritirata di Air France lascia Alitalia sull'orlo della bancarotta".
Oltre al Wall Street Journal, tra i siti dei media statunitensi l'International Herald Tribune dedica all'Alitalia numerosi articoli.
Il titolo dell'Ap «Alitalia continua a volare… per ora» ricorre su molti siti Usa, come il New York Times e il Washington Post.
Il mondo ride mentre l'Italia aspetta la cordata del cavaliere che forse se ne volerà davvero via ad elezioni avvenute.
Sarà servita purtroppo solo al Cavaliere e molto poco all'Italia, ma ancora una volta sarà servita a dimostrare quanto siano ingenui e creduloni gli Italiani.
In Italia ancora non si sono viste cordate capaci di "volare", hanno alcuni problemi nel "decollo", al contrario, in questo strano paese, ci sono solo gli asini che riescono a volare e lo fanno anche bene.

2 commenti:

Franca ha detto...

Appunto!
Fra un po' sarà più facile vedere volare un asino piuttosto che un aereo targato Alitalia!

Chris ha detto...

il problema su Alitalia non sono i soldi o le cordate ma dei manager che riescano a gestire la cosa. Orami le compagnie sono tutte unite volano sostanzialmente in "quattro gatti".
Alitalia non avrebbe la forza per vincere sul mercato. Per questo purtroppo servirebbe una grande compagnia. Te lo dico io che il solo pensiero di vendere ad Air France mi fa venire il mal di stomaco.