lunedì 21 aprile 2008

Le stigmate di un fruttivendolo.

Pare proprio che Padre Pio abbia trovato un degno successore.
Giulio Massa da sei anni infatti ha le stigmate che emanano odore di viola, va in estasi e parla in aramaico.
Lo strano è che fa il fruttivendolo, non è particolarmente religioso, è sposato, ed ha una grande passione per la cucina.
Sembra in pratica essere un uomo moderno, 38 anni, senza grossi ideali, senza una grande fede, senza grandi aspirazioni, se non quella di vivere sereno del suo lavoro crescendo i suoi due figli.
Se fosse stato "scelto" lo sarebbe stato suo malgrado.
Nulla in lui, dicono, faccia pensare a qualche cosa di particolare.
Ma sei anni fa, senza apparenti motivi, cominciano ad apparire sul suo corpo delle ferite che hanno tutto l'aspetto delle stigmate.
Da persona normale pare si sia recato subito dal dermatologo, ma purtroppo la sua non è una malattia curabile con le normali creme.
Si preoccupa ancora di più dopo qualche giorno quando comincia ad avere anche delle "estasi" in cui parla in Aramaico.
Gli psichiatri però non riscontrano in lui patologie note.
Se a tutto questo si aggiunge che dal 2005, a questi fenomeni, si associano anche le lacrimazioni: di una statua della Madonna di Medjugorje, di una immagine di padre Pio, di una stampa che rappresenta il Cuore misericordioso di Gesù che si trovano presso la sua abitazione, il quadro è completo.
Il fruttivendolo con le stigmate per ora tace, come tace la chiesa, sempre stretta in quel confine labilissimo tra la patologia psichiatrica e il soprannaturale.
Naturalmente anche a noi conviene tacere, accettando e registrando semplicemente il "fenomeno" e lasciando ognuno libero di trarne le personali considerazioni.
Abbiamo avuti santi appartenenti ad ogni categoria, ancora ci mancava forse "un santo fruttivendolo".
In ogni caso se io sono convinto che di qualsiasi "cosa" soffra il fruttivendolo di Salerno è giusto che questo rimanga un fatto personale, senza scomodare nessuno, né il padre eterno, nè il soprannaturale.
Non serve a nessuno sapere se "Giulio Massa" ha le stigmate e se conosce o meno l'Aramaico. Serve solo a lui "guarire" da quelle che fino ad ora ha considerato come una sua malattia e come una sua sofferenze.
Il mondo non mi pare abbia bisogno di altri santi, il mondo ha semplicemente bisogno di uomini.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Certo non dovremmo avere bisogno di santi ma di uomini, veri. Purtropo la situazione reale è diversa. Fra l'altro i soggetti con le stigmate proliferano. Tale frate Elia a Calvi in Umbria è oggetto di pellegrinaggi continui. Ci dovremmo comunque interrogare cperchè molti hanno bisogno di santi nella nostra società.
Ciao

Paolo Borrello
www.paoloborrello.ilcannocchiale.it

Comicomix ha detto...

"Il mondo non mi pare abbia bisogno di altri santi, il mondo ha semplicemente bisogno di uomini."

Una conclusione da applausi a scena aperta.

Un sorriso al volo

Mister X di Comicomix

Anonimo ha detto...

Che ne sappiamo di cosa ha bisogno il mondo? Il santo non è un uomo a metà, ma se è tale fino in fondo è un uomo vero.La presunzione di alcuni di banalizzare tutto quello che non capiscono, che va oltre i loro schemi empirici, ed è l'espressione di dimensioni diverse tra cui quella religiosa,dovrebbe far riflettere sulle loro chiusure ed i loro pre-giudizi.

ivan ha detto...

anonimo, nessuno vuol banalizzare nulla libero di pensarla come credi.Tu dici che un santo è sempre anche uomo, ecco a me basta questo. Vedi per gli uomini primitivi tutto quello che non capivano era "divino" e miracoloso; sono passati migliaia di anni ma l'uomo è ancora così, tutto quello che non capisce...e non ti pare che siano queste delle grosse limitazioni?

Anonimo ha detto...

Io conosco bene la persona in oggetto, e posso dire con grande serenità che non ho alcun dubbio sulla veridicità dei fatti in oggetto, in quanto uomo di grande semplicità e di grande fede, che vive la sua condizione con razionalità e sopratutto con obbedienza verso la chiesa e verso il sacerdote, sua guida spirituale.
Bisogna fare molta attenzione a come si scrivono gli articoli, molto semplice ricamarci su aggiungendo o omettendo particolari.

ivan ha detto...

credo di essere stato parchissimo nel post. da quello che mi dici e da quello che ho letto Giulio mi sembra un uomo che vive con serenità il suo problema. Questo a me basta.

itch ha detto...

io vivo nello stesso paese di giulio, ma ammetto di conoscerlo solo di vista. è evidente che cose di questo tipo siano da valutare con grandissima attenzione prima di dare giudizi, ma mi sembra già una grande dimostrazione di serenità e serietà il fatto di non essersi fatto "pubblicità" in questi 6 anni, sapendo come, se avesse voluto, avrebbe potuto sfruttare i mezzi di informazione.
per quanto riguarda le stimmate, o ferite, o lesioni che siano, io posso solo dire di aver sempre visto in questi anni giulio indossare i guanti per coprirle, così come, nel periodo di Pasqua, portare anche una fascia a coprire la fronte, segno che, proprio in quei giorni, le ferite aumentino sul suo corpo...e, ripeto, non lo fa per mostrarsi!

florence ha detto...

Ammesso che tutto quello che è stato detto/scritto in questi commenti fosse vero, avendolo conosciuto personalmente per problemi di diritti di vicinato (uno già in sede legale, e altri due che ad oggi non ha mostrato interesse a soluzione) al momento non ha dimostrato quello che sia: una persona tranquilla e con la voglia di vivere serenamente.