giovedì 3 aprile 2008

L'altra faccia della guerra.

Il primo ministro iracheno Nouri Al Maliki ha fatto rientro a Baghdad, da dove si era allontanato una settimana fa per seguire da vicino l’evolversi dell’offensiva militare nella città di Bassora.
Le operazioni militari sono state ufficialmente giudicate un successo.
Purtroppo è questo il duro linguaggio dei comunicati e delle guerre.
Viene giudicato un "successo" un'operazione militare che nel mese di marzo ha causato tra i 920 e i 1.080 morti, 920 di questi erano civili, 103 poliziotti, 54 militari.
I feriti sono stati in totale 1.630 e parte di questi allungheranno le fila dei morti.
A febbraio, i civili uccisi erano stati 633, contro i 466 di gennaio, con un aumento del 36 per cento.
Nell'ultima settimana di scontri poi, più di 3,2 milioni di persone, per metà bambini, sono rimaste intrappolate nei combattimenti che, partendo da Bassora si sono rapidamente diffusi nella capitale Baghdad.
Gli ospedali di Bassora stanno lottando, in costante penuria di medicinali, per curare il grande numero di feriti causati dagli scontri.
Il maggior problema per la popolazione, sopratutto per i bambini, sembra però essere l'emergenza idrica.
«Lo scoppio improvviso dei combattimenti ci ha colti di sorpresa, e le scorte d'acqua, cibo e carburante sono divenute presto insufficienti» ha dichiarato un operatore UNICEF di Bassora impegnato negli aiuti alla popolazione.
«L'acqua è il bisogno primario, dal momento che la popolazione dipende da quella acquistata in negozio.
Con l'interruzione dell'energia elettrica, l'impianto di depurazione cittadino ha cessato di funzionare e le scorte idriche si sono presto esaurite.
Le famiglie si sono viste costrette a bere l'acqua salmastra o non depurata dei rubinetti, finché è venuta a mancare anche quella.» Vi è il rischio di un aumento delle infezioni intestinali cosi difficili da combattere con gli scarsi medicinali a disposizione.
Come si vede le dichiarazioni ufficiali parlano di "grande successo", ma il successo è sempre rapportato a quello che sono gli obiettivi.
Se l'obiettivo è la guerrà allora sì, questo è stato un "grande successo".
Ma se l' obiettivo rimane la pace allora questa non è altro che una tremenda tragedia.

1 commento:

Franca ha detto...

Li chiamano effetti collaterali...
Alcuni giorni fa ho pubblicato da me una parte del dossier di Amnesty International denominato "Carneficina e disperazione"; contiene dati terrificanti