sabato 19 aprile 2008

La crociata di Ratzinger.

Papa Ratzinger non demorde, continua imperterrito nella sua crociata assolutista contro il relativismo, senza dubbi e senza tentennamenti. Anche nel suo discorso alle Nazioni Unite, per molti aspetti condivisibile, se ne trovano tracce.
"Le Nazioni Unite hanno il diritto di intervenire se uno Stato non riesce a difendere i diritti umani della propria popolazione o salvaguardarla in caso di calamita' naturali o crisi politiche".
E' quanto ha affermato il Papa, intervenendo davanti all'Assemblea generale dell'Onu a New York.
La dignita' dell'uomo, "creato ad immagine di Dio", deve essere al centro dell'azione della Comunita' internazionale.
"Di fronte alle nuove sfide del presente" , ha ammonito Papa Ratzinger, "sarebbe un errore adottare un "approccio pragmatico", cedendo ad un relativismo, secondo cui il senso e l'interpretazione dei diritti potrebbe variare, e la loro universalita' potrebbe essere negata in nome di differenti concezioni culturali, politiche, sociali e persino religiose".
E qui mi pare che il discorso, sia pure doveroso, sacrosanto, totalmente condivisibile, ceda però a qualche piccola tentazione.
Non che non sia vero, sicuramente i diritti umani sono universali, ma il legare la prima affermazione con la seconda può creare qualche problema, il danno potrebbe essere irreparabile e ben peggiore del male che si vuole estirpare.
Si rischia di giustificare gli interventi dell'O.N.U. in circa due terzi del mondo, a cominciare dal Tibet, per finire ai paesi Arabi e all' Africa.
Mi rimane il dubbio che potrebbe essere molto meglio accettare un approccio estremamente "pragmatico" al problema, sia pure nella riaffermazione universale dei diritti.
Senza un approccio graduale finiremmo, non solo con il boicottare le Olimpiadi , ma addirittura con l'invadere il Tibet.
Ratzinger continua poi criticando la scienza, che rischia di mettere in discussione "l'ordine della creazione", minacciando il "carattere sacro della vita" e arrivando a "derubare la persona umana e la famiglia della loro identita' naturale".
Le Nazioni Unite devono opporsi a queste deviazioni della ricerca scientifica, ha detto oggi il Pontefice, durante il suo intervento all'Onu.
Qui Ratzinger raggiunge l'apice, il punto più "alto" forse del suo discorso, tra l'altro cercando di trascinare l' O.N.U. su un terreno scivolosissimo e difficilissimo da percorrere.
Il principio che agita e tormenta il Santo Padre è che nella sua idea di "assoluto" non vi è posto per la ricerca, non vi è spazio per la scienza nè per il dubbio.
La scienza è ricerca, è tentativo, è progresso e relativismo, che vuole sì portare alla scoperta delle regole universali del mondo, ma è sempre e fondamentalmente dubbio e ricerca.
Il Papa al contrario non ha dubbi, non ha ricerche da perseguire, non ha scoperte da fare, la "Verità" già esiste, non serve cercarla, la verità è quella che è stata, non scoperta ma rivelata, ed è quella di Dio, di cui lui è il portavoce.
Tutto il resto è superfluo e tra l'altro rappresenta l'errore, ciò che distoglie l'uomo dalla sua strada, ciò che lo allontana dal fine ultimo della sua creazione.

1 commento:

Franca ha detto...

Sarà che ha più rispetto per l'America che per l'Italia (dove interviene ogni giorno nella vita pubblica) che, ad esempio, ha glissato totalmente sulla pena di morte e la tortura?