lunedì 14 aprile 2008

Elezioni politiche la rivoluzione italiana.

Nulla da dire, è stata una vera vittoria, un vero terremoto.
La scena politica italiana è da oggi decisamente cambiata.
Spariscono interi partiti che hanno fatto la storia del paese.
Paradossalmente, non e proprio e tanto la vittoria di Silvio Berlusconi, che ormai sembra ampia e fuori discussione, l' elemento più interessante di queste elezioni.
Quello che impressiona è che ora appare certo è che, sia alla Camera che al Senato, resteranno rappresentati cinque soli partiti: il Pdl, la Lega Nord, il Pd, l' Italia dei Valori e l' Udc.
Scompare decisamente, dalle aule parlamentari e dalla scena politica, qualsiasi riferimento ai partiti comunisti. Niente Verdi e neanche Mastella, di cui tra l'altro nessuno si sentirà orfano, ma anche niente socialisti.
E' questa una rivoluzione vera e propria, sicuramente inattesa.
Si era detto della disaffezione degli italiani, di un presumibile calo di votanti sull'onda di enormi proteste popolari; nulla di più falso, gli italiani hanno votato in numero cospicuo e hanno deciso.
Il Partito Democratico non ha vinto le lezioni ma non ne esce necessariamente con le "ossa rotte".
Il suo compito era arduo e tutto in salita, difficilissimo.
La vera sconfitta di queste elezioni è stata la sinistra estrema, ho il dubbio che da qui cominci per essa il vero declino e forse la sua scomparsa dalle aule parlamentari.
Non si è dimostrata possibile l'esistenza nel paese di una sinistra estrema, vi era forse spazio per una sinistra di governo, che alla fine però non è riuscita ad imporsi per le intransigenze politiche e i continui litigi dei suoi dirigenti.
Zapatero non è stato maestro in Italia, non è riuscito ad insegnarci nulla.
Il Pd, pur raccogliendo un risultato elettorale discreto, si è dimostrato troppo di sinistra per raccogliere i voti di tutti i cattolici, poco laico e riformista, e con qualche cilicio di troppo, per raccogliere i voti di tutta una sinistra oramai orfana.
Purtroppo il fallimento del governo Prodi ed alcuni macroscopici errori hanno pesato.
Ha pesato la vicenda Alitalia, che poteva e doveva essere rinviata, e che ha consegnato gli elettori del nord alla Lega e a Berlusconi, così come ha pesato la "monnezza" di Napoli, Bassolino compreso.
Ora non resta che augurare buon lavoro al Pdl ed ai suoi alleati, questo lo dobbiamo fare nell'interesse dell'Italia che necessità con rapidità di un governo in grado di realizzare quel programma di sviluppo e quelle riforme, di cui il paese ha un estremo ed urgente bisogno.
Auguriamo naturalmente anche agli italiani di aver finalmente trovato il governo che sappia essere finalmente all'altezza delle loro aspettative.

2 commenti:

Antonio Candeliere ha detto...

lo sperano un pò tutti.

Franca ha detto...

Non condivido la tua analisi.
La sinistra è scomparsa proprio perchè ha partecipato al Governo Prodi e non ha avuto il coraggio di rompere col peggiore governo della storia per quanto riguarda la classe operaia.
Il Pd troppo di sinistra? Il Pd non è affatto di sinistra; è il fratello gemello del PdL!