lunedì 28 aprile 2008

E' la Caporetto del Pd , la piena disfatta.

Doveva essere un nuovo progetto politico, Roma poi era il riscatto, la linea Maginot, il punto estremo oltre il quale il centro destra non poteva andare.
Il fronte è stato sfondato, la linea Maginot è caduta.
Quello che doveva essere un salto nel futuro si è dimostrato un salto nel buio.
E' disfatta , completa, totale.
Francesco Rutelli è stato sommerso da quella "marea nera" tanto evocata, "che investe ", Roma".
Sotto quella marea è morto e sepolto anche il suo avvenire politico.
Roma cade e si consegna alla destra, ma con Roma cadono anche definitivamente Rutelli, Veltroni e questo Pd , come era stato pensato e voluto. La resa dei conti, siatene certi, arriverà, è cominciata in sordina. Già si ode in lontananza uno sferragliare di armi.
La sconfitta è stata troppo pesante, non è più possibile leccarsi semplicemente le ferite e tirare avanti come se nulla fosse successo, in attesa di tempi migliori.
Ora si deve ridiscutere una linea politica e ridisegnare una nuova classe dirigente, perchè il rinnovamento sia credibile davvero.
Non poteva bastare un leggero tocco di cipria, il mettere assieme un po' di sinistra e un po' di clericalismo, per sbaragliare gli avversari, almeno non ora.
Resta da chiedersi perchè la disfatta sia stata di tali proporzioni.
I motivi sono tanti e vanno da una eredità pesantissima del governo Prodi, oramai squalificato di fronte all'opinione pubblica, a un cambiamento solo annunciato come ideale, come speranza, come futuro , ma a volte carente di contenuti immediati, a liste di candidati calati dall'alto, in equilibrio instabile e destinate a cadere da sole, non fosse bastate per le polemiche.
Ne è seguita una campagna elettorale pessima, combattuta senza convinzione, sussurrata, in punta di piedi, guardando al futuro ma perdendo di vista il presente.
Si voleva guardare troppo avanti e ci si è scordati di guardare quello che si aveva attorno.
Si poteva vincere senza nemmeno nominare "il nemico" ? senza dividersi e contarsi ? senza dire quello che ci differenzia dagli altri ?
Io non lo credo e infatti la sinistra ha perso.
In politica si è sempre di parte, sempre ci si divide, ci si deve infiammare ed emozionare.
Ma chi lo ha detto che le elezioni si vincono solo guardando avanti senza voltarsi indietro e dire quello che ci ha diviso, quello che è sbagliato nei programmi e nei contenuti degli avversari? Senza guardare agli errori di Berlusconi e di questa destra o a quelli di tanta sinistra? Senza parlare di leggi ad personam, di conflitto di interessi, di sicurezza, di tasse.
Comunque ora è finita. E' finita con l'ultimo errore, la candidatura di Rutelli.
Gli sono mancati persino i voti della sinistra, gli sono venuti meno anche i voti delle periferie romane, di quei quartieri "rossi" che avevano consacrato la vittoria di Veltroni.
Ora si deve cambiare davvero se si vuole sopravvivere.
Devono arrivare finalmente tutte le risposte alle tante domande che ancora erano rimaste in sospeso.
Per esempio è proprio così necessario, al centro sinistra, un abbraccio così intenso con Di Pietro ? Io credo di no e penso sia auspicabile un divorzio.
Dopo però il Pd dovrà fare chiarezza completa anche sul suo programma, dovrà decidere che cosa vuole fare da grande, anche dopo Berlusconi.
Il Pd per intenderci deve sciogliere alcuni nodi, è , ad esempio, un partito laico o cattolico ? e non mi si venga più a dire che può essere laico ma anche cattolico, non regge la cosa, va bene per perdere ancora.
Se è laico che ci faceva la Binetti nelle liste? e se non è laico perchè lo dobbiamo votare ?
Ora i silenzi non bastano più. Neanche il futuro ci attrae se non risolviamo il presente.
In parole povere a me pare arrivato il momento di ricominciare da capo, da dove si era smarrito la strada.
Una strada che al contrario è stata percorsa in tutta Europa e che ha visto la nascita di tutte le socialdemocrazie, che li crescono e prosperano.
Credo sia giunto anche in Italia il momento di riunire tutte quelle forze di sinistra che si vorranno riconoscere nel progetto di un moderno partito socialista , laico e riformista.
Non è possibile rimandare oltre e tergiversare, vorrebbe dire non solo aver perso e non aver capito, vorrebbe dire anche perdersi senza più possibilità di capirsi.

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