mercoledì 23 aprile 2008

Bossi sta rosolando a fuoco lento il Cavaliere.

Il nuovo governo non ha ancora visto la luce, ma già è chiaro chi comanda.
Il Cavaliere potrà anche fare il Premier , ma chi comanda in Italia sono Bossi e la Lega.
Domenica scorsa, al termine di una riunione ad Arcore, per la formazione del nuovo governo, Bossi se ne esce raggiante affermando “E’ andata. Io alle Riforme, Calderoli vicepremier, Maroni al Viminale, Luca Zaia al ministero dell’Agricoltura”.
Già il giorno dopo il Cavaliere, tirato per il bavero, si sente costretto a dire, per rassicurare anche Fini, che la decisone finale tocca a lui e che "nulla è ancora deciso.
"Ci saranno sorprese, stiamo sentendo tutti e tutto si concluderà quando avrò chiaro l’intero panorama” dice Berlusconi.
Ma il panorama per Bossi è già chiarissimo, a lui toccheranno quattro ministeri, e se ci dovranno proprio essere delle sorprese saranno un qualche cosa in più rispetto a quanto già deciso.
Tra l'altro, a chi gli fa notare che il Viminale è già una grossa conquista, risponde che “andando al Viminale facciamo noi un piacere a Berlusconi perché chi dei suoi è in grado di affrontare i problemi della sicurezza e dell’espulsione dei clandestini? Ci vuole uno con le palle, e Maroni lo è”. Capito il concetto ?
Il Cavaliere di colpo si trova costretto a tacere, sa che la Lega non scherza.
Come si vede, siamo ai primi passi, ma già si capisce chi tiene il bastone per il manico e chi, per davvero, ha vinto le elezioni.
Senza la Lega il Cavaliere e Fini non vanno da nessuna parte.
I voti, diceva Craxi, si "pesano" e non si "contano" e quelli del Senatur pesano molto.
Chi temeva che il Cavaliere diventasse ostaggio di Bossi si è dimostrato lungimirante.
Ora sembra averlo capito anche Berlusconi, così come ha capito di essere solo all'inizio.
Il Cavaliere si dovrà preparare ad arrostire, piano piano e a fuoco lento, finché piacerà alla Lega e , alla fine della legislatura, ammesso che ci arrivi, sarà ben rosolato.
Tutto questo avverrà alla faccia di chi sosteneva che erano finiti i tempi dei ricatti dei piccoli partiti.
Sono al contrario finiti miseramente alcuni piccoli partiti, non sono però finiti i ricatti, mi sa che stanno proprio cominciando, per davvero, solo ora.
La Lega con il suo 8% è determinante per il nuovo governo.
Berlusconi può mettersi tranquillo e dirsi anche "profondo e sincero amico" di Bossi, l'importante è che faccia quello che il Senatùr vuole, a meno che non immagini di trovare un accordo con Veltroni per una nuova legge elettorale che elimini la Lega e magari anche Di Pietro.

2 commenti:

Bastian Cuntrari ha detto...

Analisi lucidissima e ficcante.
Mi permetto di chiosare.
Berlusconi inizia a sentire il fiato sul collo di Bossi e della Lega e, come ha sempre fatto, lancia il sasso della delegittimazione.

Già ha buttato lì un "... ma è un uomo malato...", per pararsi dalle intemperanze del senatùr, qualche giorno fa. Ora dice, da purista della lingua italiana qual è, che i leghisti dovrebbero usare un linguaggio meno violento e più... forbito.

Ma, ricordo male? non è stato lui a dire che chi vota a sinistra è un cogl*****ne?
Non è stato lui a dare del Kapò al deputato tedesco Schultz a Strasburgo?

Della serie, il bue che dice cornuto all'asino...

Ermes ha detto...

sarà il governo di bossi...
e l'unico che può fermarlo è berlusconi

siamo messi male, eh

http://ilpopolosovrano.splinder.com/