mercoledì 30 aprile 2008

Bossi avvisa che i fucili sono caldi ma sono solo 299.999 perchè io non parto

Sono scarsi i risultati che Berlusconi sta ottenendo con l'insegnamento del "bon ton" a Bossi.
Già in questi giorni ne abbiamo avuto un assaggio.
L'Umberto è tornato ed il Parlamento è diventato subito un campo di battaglia dove un "manipolo" di "squadristi" padani bivacca in attesa dello scontro.
Non uno scontro di idee, che di quelle non ne frega niente a nessuno e poi non si chiamerebbe di certo la Lega, ma proprio uno scontro fisico per davvero se non si fa come vuole lui.
Per prima cosa però arrivano i baci e le carezze mentre gira nel Transatlantico, un'abitudine strana ed inusuale qui al Nord, più tipica del meridione e che forse è sintomo dell'assuefazione a nuovi schemi e culturali.
Bacia tutti quelli che incontra il Senatur, nessuno escluso.
Non so perchè ma mi ritorna alla mente il famoso bacio di Giuda.
Bacia persino la Brambilla e passi, ma subito dopo bacia anche Alemanno e forse questo gli dà la carica perchè subito dopo passa all'attacco.
Sarà stato il sentire così vicino "l'odore" di Roma.
Infatti, appena uscito da Montecitorio, alza il pugno e urla "La squadra rimarrà la stessa, io non voglio più trattare. Berlusconi ha sposato la Lega e deve eseguire gli ordini".
Sempre diplomatico l’Umberto nonostante l’appello del Cavaliere alla moderazione, il linguaggio è come al solito, "colorito".
Continua poi strigliando gli avversari .
"Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti. I fucili sono sempre caldi. Se vogliono lo scontro, noi abbiamo trecentomila uomini sempre a disposizione. Se vogliono accomodarsi... ma mi auguro che scelgano la via delle riforme".
Siamo qui per il federalismo e per cacciare i clandestini e questa è l’ultima occasione: o si fanno le riforme e scoppia il casino. Ripeto, abbiamo trecentomila uomini, trecentomila martiri pronti a battersi. Mica siamo quattro gatti, credete che avremmo delle difficoltà a trovare la gente? No, perché verrebbero giù dalle montagne".
E io, che abito quelle montagne, mi trovo indeciso se preparare il fucile o il cestello per la scampagnata. Non mi piace però molto l'idea di diventare martire e all'ultimo minuto declino l'invito, ho troppe cose da fare in questi giorni e poi il tempo è brutto, meglio rimandare la guerra e la secessione.
Vedrò in seguito come andrà, spero mi tranquillizzi ancora il Cavaliere dicendomi che L'Umberto scherza o semplicemente che è ammalato e non sa cosa dice.
Comunque vada si vede che Bossi è ritornato alla grande, da par suo.
Prima bacia per ammansire e poi parte all'attacco e minaccia. Siamo solo al primo giorno ma cominciamo subito a divertirci.
Ne vedremo ancora delle belle anche perchè ora diventerà Ministro della Repubblica e parlerà a nome di tutto il popolo Italiano.
Per ora, come si vede, sono scarsi i risultati che il Cavaliere ha avuto con Bossi e con la sua "educazione".
Comunque io voglio rinnovare gli auguri che ho già fatto al Cavaliere, sempre convinto che gli siano necessari, anche perchè potrebbe essere che Bossi se lo debba sopportare per altri 5 anni, a Dio volendo, ma anche agli Italiani.

1 commento:

Alberto ha detto...

Ti sbagli, sono 299.998, perché non parto nemmeno io. Ciao.