martedì 1 aprile 2008

Boicottare la cerimonia di apertura dei giochi è un dovere dell'occidente.

Nancy Pelosi, rompe gli indugi e abbandona ogni ipocrisia, chiedendo ufficialmente al presidente degli Stati Uniti George W. Bush, di valutare concretamente la possibilità di boicottare la cerimonia d'apertura delle Olimpiadi di Pechino, a causa del modo in cui la Cina ha gestito la rivolta in Tibet.
"Penso che il boicottaggio della cerimonia d'apertura, che è una forma reale di rispetto verso il governo cinese, è qualcosa che andrebbe messo sul tavolo", ha detto Pelosi in un'intervista alla trasmissione della rete tv ABC "Good Morning America" che verrà trasmessa oggi.
La repressione cinese delle proteste scoppiate in marzo in Tibet, che per Pechino sarebbero state orchestrate dal Dalai Lama, sono state di una violenza inaudita e hanno suscitato indignazione e rabbia in tutto il mondo.
Le dichiarazioni di Nancy Pelosi fanno seguito di pochi giorni a quelle del presidente francese Sarkozy , che non ha escluso la possibilità di una assenza Francese alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi.
Intanto si apprende che la cancelliera tedesca Angela Merkel ha già dichiarato che non vi assisterà in ogni caso.
Ma già si fanno sentire le abituali e minacciose reazioni Cinesi.
Scrive oggi il principale quotidiano di Pechino che "i manifestanti che cercheranno di disturbare le Olimpiadi offenderanno i cittadini cinesi che invece amano i Giochi. Coloro che provocano guai hanno valutato male lo stato d'animo del paese. Se qualcuno pensa che le calde aspirazioni e le attese appassionate del popolo cinese rappresentino un'opportunità per fare qualche scherzo e 'inquinare' le Olimpiadi di Pechino, ha fatto un grosso errore di calcolo".
Come dire, attenti a voi.
Io ancora una volta credo però che il mondo occidentale non debba lasciarsi intimidire, così come sono altrettanto convinto che nessuna delegazione ufficiale occidentale debba partecipare alla cerimonia di apertura in segno di protesta.
Nulla può giustificare quanto sta avvenendo in Tibet, né le ragioni economiche né quelle sportive. Nessun avvallo e nessuna comprensione quindi nei confronti della Cina, a volte ci dovremmo convincere che la fermezza paga.
Deve essere chiaro per tutti, anche per la Cina, che prima di ogni cosa viene il rispetto dei diritti umani, sono questi un bene universale, non i giochi Olimpici.

2 commenti:

Franca ha detto...

Quanto mi piacerebbe sentire le stesse parole e le stesse reazioni anche in altre regioni del mondo!

ivan ha detto...

anch'io le vorrei sempre sentire, in ogni luogo e in ogni angolo del mondo senza se e senza ma, mai...ovunque i diritti umani vengano calpestati.