mercoledì 30 aprile 2008

Bossi avvisa che i fucili sono caldi ma sono solo 299.999 perchè io non parto

Sono scarsi i risultati che Berlusconi sta ottenendo con l'insegnamento del "bon ton" a Bossi.
Già in questi giorni ne abbiamo avuto un assaggio.
L'Umberto è tornato ed il Parlamento è diventato subito un campo di battaglia dove un "manipolo" di "squadristi" padani bivacca in attesa dello scontro.
Non uno scontro di idee, che di quelle non ne frega niente a nessuno e poi non si chiamerebbe di certo la Lega, ma proprio uno scontro fisico per davvero se non si fa come vuole lui.
Per prima cosa però arrivano i baci e le carezze mentre gira nel Transatlantico, un'abitudine strana ed inusuale qui al Nord, più tipica del meridione e che forse è sintomo dell'assuefazione a nuovi schemi e culturali.
Bacia tutti quelli che incontra il Senatur, nessuno escluso.
Non so perchè ma mi ritorna alla mente il famoso bacio di Giuda.
Bacia persino la Brambilla e passi, ma subito dopo bacia anche Alemanno e forse questo gli dà la carica perchè subito dopo passa all'attacco.
Sarà stato il sentire così vicino "l'odore" di Roma.
Infatti, appena uscito da Montecitorio, alza il pugno e urla "La squadra rimarrà la stessa, io non voglio più trattare. Berlusconi ha sposato la Lega e deve eseguire gli ordini".
Sempre diplomatico l’Umberto nonostante l’appello del Cavaliere alla moderazione, il linguaggio è come al solito, "colorito".
Continua poi strigliando gli avversari .
"Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti. I fucili sono sempre caldi. Se vogliono lo scontro, noi abbiamo trecentomila uomini sempre a disposizione. Se vogliono accomodarsi... ma mi auguro che scelgano la via delle riforme".
Siamo qui per il federalismo e per cacciare i clandestini e questa è l’ultima occasione: o si fanno le riforme e scoppia il casino. Ripeto, abbiamo trecentomila uomini, trecentomila martiri pronti a battersi. Mica siamo quattro gatti, credete che avremmo delle difficoltà a trovare la gente? No, perché verrebbero giù dalle montagne".
E io, che abito quelle montagne, mi trovo indeciso se preparare il fucile o il cestello per la scampagnata. Non mi piace però molto l'idea di diventare martire e all'ultimo minuto declino l'invito, ho troppe cose da fare in questi giorni e poi il tempo è brutto, meglio rimandare la guerra e la secessione.
Vedrò in seguito come andrà, spero mi tranquillizzi ancora il Cavaliere dicendomi che L'Umberto scherza o semplicemente che è ammalato e non sa cosa dice.
Comunque vada si vede che Bossi è ritornato alla grande, da par suo.
Prima bacia per ammansire e poi parte all'attacco e minaccia. Siamo solo al primo giorno ma cominciamo subito a divertirci.
Ne vedremo ancora delle belle anche perchè ora diventerà Ministro della Repubblica e parlerà a nome di tutto il popolo Italiano.
Per ora, come si vede, sono scarsi i risultati che il Cavaliere ha avuto con Bossi e con la sua "educazione".
Comunque io voglio rinnovare gli auguri che ho già fatto al Cavaliere, sempre convinto che gli siano necessari, anche perchè potrebbe essere che Bossi se lo debba sopportare per altri 5 anni, a Dio volendo, ma anche agli Italiani.

Tre bimbi subivano abusi e la madre partecipava.

E' una storia di estrema periferia, di estremo degrado, che lascia sgomenti, senza parole, annichiliti.
Ma è anche rabbia profonda che ti prende, un pugno nello stomaco improvviso, un disagio incontenibile.
Una donna palermitana avrebbe costretto i 3 figli a patire violenze da parte di alcuni adulti.
Quattro sono state le persone arrestate a Palermo, compreso la madre, nel quartiere di Ballarò.
Tre bambini, di età inferiore a 10 anni, subivano abusi sessuali durante festini pedofili realizzati con la partecipazione della madre.
Gli arresti avvengono dopo una segnalazione degli assistenti di una casa famiglia dove era ospite una delle bambine vittime degli abusi, che aveva deciso di raccontare il suo dramma agli operatori.
Secondo le prime ricostruzioni, la madre avrebbe condotto i tre figli in casa di due coniugi poco più che ventenni, dove si sarebbero svolti i giochi erotici spesso "aiutati" dall'uso di hashish consumata davanti ai tre bambini, che in alcuni casi avrebbero anche fumato delle "canne".
Come si vede una orribile storia di soprusi e sofferenze a cui le Forze dell' Ordine hanno finalmente posto fine.

lunedì 28 aprile 2008

E' la Caporetto del Pd , la piena disfatta.

Doveva essere un nuovo progetto politico, Roma poi era il riscatto, la linea Maginot, il punto estremo oltre il quale il centro destra non poteva andare.
Il fronte è stato sfondato, la linea Maginot è caduta.
Quello che doveva essere un salto nel futuro si è dimostrato un salto nel buio.
E' disfatta , completa, totale.
Francesco Rutelli è stato sommerso da quella "marea nera" tanto evocata, "che investe ", Roma".
Sotto quella marea è morto e sepolto anche il suo avvenire politico.
Roma cade e si consegna alla destra, ma con Roma cadono anche definitivamente Rutelli, Veltroni e questo Pd , come era stato pensato e voluto. La resa dei conti, siatene certi, arriverà, è cominciata in sordina. Già si ode in lontananza uno sferragliare di armi.
La sconfitta è stata troppo pesante, non è più possibile leccarsi semplicemente le ferite e tirare avanti come se nulla fosse successo, in attesa di tempi migliori.
Ora si deve ridiscutere una linea politica e ridisegnare una nuova classe dirigente, perchè il rinnovamento sia credibile davvero.
Non poteva bastare un leggero tocco di cipria, il mettere assieme un po' di sinistra e un po' di clericalismo, per sbaragliare gli avversari, almeno non ora.
Resta da chiedersi perchè la disfatta sia stata di tali proporzioni.
I motivi sono tanti e vanno da una eredità pesantissima del governo Prodi, oramai squalificato di fronte all'opinione pubblica, a un cambiamento solo annunciato come ideale, come speranza, come futuro , ma a volte carente di contenuti immediati, a liste di candidati calati dall'alto, in equilibrio instabile e destinate a cadere da sole, non fosse bastate per le polemiche.
Ne è seguita una campagna elettorale pessima, combattuta senza convinzione, sussurrata, in punta di piedi, guardando al futuro ma perdendo di vista il presente.
Si voleva guardare troppo avanti e ci si è scordati di guardare quello che si aveva attorno.
Si poteva vincere senza nemmeno nominare "il nemico" ? senza dividersi e contarsi ? senza dire quello che ci differenzia dagli altri ?
Io non lo credo e infatti la sinistra ha perso.
In politica si è sempre di parte, sempre ci si divide, ci si deve infiammare ed emozionare.
Ma chi lo ha detto che le elezioni si vincono solo guardando avanti senza voltarsi indietro e dire quello che ci ha diviso, quello che è sbagliato nei programmi e nei contenuti degli avversari? Senza guardare agli errori di Berlusconi e di questa destra o a quelli di tanta sinistra? Senza parlare di leggi ad personam, di conflitto di interessi, di sicurezza, di tasse.
Comunque ora è finita. E' finita con l'ultimo errore, la candidatura di Rutelli.
Gli sono mancati persino i voti della sinistra, gli sono venuti meno anche i voti delle periferie romane, di quei quartieri "rossi" che avevano consacrato la vittoria di Veltroni.
Ora si deve cambiare davvero se si vuole sopravvivere.
Devono arrivare finalmente tutte le risposte alle tante domande che ancora erano rimaste in sospeso.
Per esempio è proprio così necessario, al centro sinistra, un abbraccio così intenso con Di Pietro ? Io credo di no e penso sia auspicabile un divorzio.
Dopo però il Pd dovrà fare chiarezza completa anche sul suo programma, dovrà decidere che cosa vuole fare da grande, anche dopo Berlusconi.
Il Pd per intenderci deve sciogliere alcuni nodi, è , ad esempio, un partito laico o cattolico ? e non mi si venga più a dire che può essere laico ma anche cattolico, non regge la cosa, va bene per perdere ancora.
Se è laico che ci faceva la Binetti nelle liste? e se non è laico perchè lo dobbiamo votare ?
Ora i silenzi non bastano più. Neanche il futuro ci attrae se non risolviamo il presente.
In parole povere a me pare arrivato il momento di ricominciare da capo, da dove si era smarrito la strada.
Una strada che al contrario è stata percorsa in tutta Europa e che ha visto la nascita di tutte le socialdemocrazie, che li crescono e prosperano.
Credo sia giunto anche in Italia il momento di riunire tutte quelle forze di sinistra che si vorranno riconoscere nel progetto di un moderno partito socialista , laico e riformista.
Non è possibile rimandare oltre e tergiversare, vorrebbe dire non solo aver perso e non aver capito, vorrebbe dire anche perdersi senza più possibilità di capirsi.

Siamo noi i trombati non i Parlamentari.

Trombati ? loro o noi ? Ai posteri l'ardua sentenza.
Finita la legislatura, come si sa, molti dei nostri Onorevoli Rappresentanti hanno dovuto lasciare, il posto e l'incarico nel Palazzo, ai loro successori.
Perdere il "posto di lavoro", sopratutto se così ambito, sicuramente è spiacevole, si capisce possa anche intristire.
Giudicando però veritiera l'inchiesta di Panorama al riguardo, i nostri amati Onorevoli possono lasciare il Palazzo con un ampio sorriso sulla bocca.
Ad intristirci dovremmo essere noi, non perchè comuni mortali, ma semplicemente perchè "comuni lavoratori".
Proviamo ad analizzare per sommi capi quanto si portano a casa, secondo Panorama ed il "Giornale", i nostri cosiddetti trombati.
"Alfonso Pecoraro Scanio, 49 anni, 5 legislature alle spalle, si porterà a casa 8.836 euro lordi al mese.
Solo per dovere di cronaca si sottolinea che interpellato ha riconosciuto che «sì, è un privilegio ma lo utilizzerò anche per sostenere il volontariato ambientale».
Antonio Martusciello (Fi), di anni ne ha 46, di cui 14 passati in Parlamento.
Potrebbe riscattare i restanti per arrivare a 20 e portarsi a casa per tutta la vita 7.959 euro lordi al mese.
Pietro Folena, Prc, di anni di contributi ne ha 25: per lui sono garantiti 8.836 euro al mese. E ancora, tutti sotto i 60 anni di età, avranno il vitalizio di 7.959 euro lordi al mese, tra gli altri, Enrico Boselli (Psi), Oliviero Diliberto (Pdci), Ramon Mantovani (Prc) Maurizio Ronconi (Udc), Enrico Nan (Forza Italia), Fulvia Bandoli (Sd). Un po’ meno (6.203 euro) prenderanno Tana de Zulueta (verdi), Salvatore Buglio (Rnp), Gloria Buffo (Sd).
Poi ci sono quelli con la mega liquidazione, che hanno 30 anni di contributi versati e/o riscattabili. Per loro 9.363 euro lordi al mese. Si tratta di Ciriaco De Mita (Rosa bianca), Gerardo Bianco (ex Margherita), Paolo Cirino Pomicino (Dc), Sergio Mattarella (Pd), Vincenzo Visco (Pd), Luciano Violante (Pd) e Valdo Spini (Psi). Il Senato staccherà un assegno di 9.604 euro per Armando Cossutta (Pdci), Egidio Sterpa (Fi), Alfredo Biondi (Fi), Clemente Mastella (Udeur), Willer Bordon (Consumatori) e Edo Ronchi (Pd)".
Se le notizie riportate ed i dati sono veri, siamo certi che questi siano stati effettivamenti trombati ? o semplicemente siamo noi i trombati ? E come devono sentirsi i tanti pensionati al minimo che non riescono ad arrivare a fine mese ?
Non vado oltre perchè sono certo che basterà questo per accusarmi di essere diventato qualunquista, alla Grillo....

venerdì 25 aprile 2008

Berlusconi vuole insegnare "bon ton" a Bossi e alla Lega

Berlusconi vuole insegnare un pò di bon ton a Bossi e ai suoi compagni di partito , comincia quindi con invitarli ad un linguaggio più consono al nuovo ruolo.
Forse il Premier comincia a vergognarsi di qualche grossolanità di troppo dei suoi compagni di coalizione.
Gli esponenti della Lega, dichiara il Cavaliere ,"hanno un linguaggio iperbolico e metaforico che non funziona e che devono assolutamente cambiare".
La voglia di voltare pagina è talmente prepotente, che Berlusconi prosegue spiegando di aver "pubblicamente invitato i protagonisti della Lega a non usare questo tipo di linguaggio, eliminando sopratutto espressioni come 'Roma ladrona'.
Se proprio non ci dovessero riuscire, sembrerebbe almeno importante cercare di trattenersi un pò fino a che non si arriverà al ballottaggio nella capitale.
Roma sarà anche ladrona, ma è strategica per il centrodestra.
Il Cavaliere passa poi allo spinoso problema della sicurezza e delle "ronde padane", dichiarando che "non condivide questo tipo di autodifesa da parte dei cittadini".
Sicuramente, quelle di Berlusconi, sono buone e sacrosante considerazioni, che a dire il vero altri avevano in precedenza sostenuto.
E' pur sempre vero che è meglio tardi che mai, ma le dichiarazione di Berlusconi hanno il grosso difetto di arrivare a campagna elettorale conclusa, avremmo preferito sentirle prima.
Che le dobbiamo dire a questo punto Cavaliere ? Ci pare che l'opera educativa che Lei vuole intraprendere sia anche meritevole.
Per quanto ci riguarda quindi Le auguriamo buona fortuna, anche perchè siamo convinti che questa volta ne ha veramente bisogno, visto le difficoltà dell'impresa.

Il sacrilegio dell'esposizione del corpo di Padre Pio.

Dappertutto telecamere e microfoni, sguardi curiosi, domande nascoste e spesso senza risposta, occhi estasiati, mistici o sognatori, quasi si fosse di fronte ad un miracolo, al grande evento.
E' questa la prima immagine che si coglie osservando la fila di fedeli che si snoda davanti al santuario di S. Giovanni Rotondo e alla teca, che raccoglie, le spoglie di padre Pio.
Sembra la folla delle grandi occasioni, la folla estasiata ed osannante dei grandi miracoli, sembra una intera "corte dei miracoli".
Si fa però fatica a cogliere qualche cosa di miracoloso nel corpo mummificato, incerato e impomatato, di Padre Pio, esposto alla curiosità morbosa dei fedeli e del mondo.
Il grande circo è cominciato, i "mercanti del tempio" sono tutti li, presenti ed attivi, i riflettori sono tutti accesi, persino il sole splende alto.
Migliaia di persone, forse qualche milione, saranno quelle che, per un qualsiasi motivo, vorranno vedere, prima o poi, il corpo del Santo Frate.
Li vedi arrivare in autobus, a piedi, in pellegrinaggio come in gita turistica , sanno di essere in diretta davanti alle telecamere ed ai giornalisti di mezzo mondo, qualcuno assume lo sguardo di circostanza.
Portano con sè la curiosità, il dolore, la speranza, la fede come la superstizione.
Sentimenti nobili e sinceri ma anche impudicizie inconfessate ed inconfessabili.
Tra i tanti c'è anche chi si fa qualche conto, un euro di offerta a testa per un milione e mezzo di persone, forse due, fanno un milione e mezzo/due milioni di euro; sembrano il minimo.
Poi ci saranno i grandi affari per" il business" che ruota attorno al convento ed al paese.
Già questo è un primo e grande miracolo, anche se c'è chi dice che i soldi raccolti serviranno per la costruzione della casa di riposo per le suore.
Ma nonostante tutti i buoni propositi, nonostante la sincerità dei sentimenti dei fedeli, vi è un qualche cosa di orribile nell'esposizione di quel corpo, nella vista di quella "mummia" in lenta decomposizione.
Tralasciando il rispetto e l'affetto per Padre Pio, così come la devozione dei suoi molti fedeli, quello a cui si assiste è un qualche cosa di spaventoso, di ripugnante.
Di fronte alla riesumazione di quel cadavere persino gli antichi Egizi e gli Etruschi riuscirebbero a consideraci barbari e sacrileghi.
La cosa che più può sembrare strana è l'attaccamento e l'adorazione per un corpo, da parte di chi professa da sempre la grandezza dello spirito, la supremazia di quest'ultimo sulla materia e sulla carne.
La fede dei cristiani dà per scontato la caducità della vita, presuppone che ognuno alla fine debba ritornare al Padre per godere dell'eterna felicità, ricorda che "polvere sei e polvere diverrai".
Non si capisce perchè solo quel corpo, stranamente e sacrilegamente, non abbia diritto a tutto questo, per quale motivo non abbia nemmeno diritto al suo eterno riposo, alla pace eterna, a poter ritornare dal "Padre" o a ridiventare polvere.
In tutto ciò si coglie una evidente e sostanziale contraddizione.
Le scene sembrerebbero da Medio Evo.
Se nel Santo Padre padre esposto appare un residuo di superstizione medievale, vi si coglie anche qualche "straordinaria" modernità, vi si coglie la paura della morte, del disfacimento del corpo, del "nulla" vero ed eterno.
E nel mondo dei Media poi cosa vi è di più moderno che mostrare persino un Santo, mostrare la fede in diretta, il pianto, il dolore, l'affetto, come se si trattasse di un nuovo e grandissimo spettacolo.
In tempi andati si "credeva" per fede, ora si crede solo in ciò che si vede in tv o si legge sui giornali, sono gli "occhi" la nostra unica "fede", e vogliamo vedere e conservare visibile persino la santità e la morte.
Così tutto va mostrato, magari anche su Youtube (da ieri infatti il filmato vi impazza ed è gettonatissimo).
Siamo nel mondo dell'immagine, ci rimane quel corpo, quella moltitudine di gente, quei volti di circostanza, qualche lacrima a comando e qualche smarrimento.
Conserviamo quindi i corpi , mostriamoli al mondo, cullandoci nell' illusioni di conservarne anche le loro qualità interiori, lo spirito e la grandezza.
Ancora non abbiamo compreso di aver già perso, abbiamo perso la fede che non ha bisogno di corpi per credere, abbiamo perso i sentimenti.
E ora abbiamo perso anche l'intelligenza e la ragione.

mercoledì 23 aprile 2008

Bossi sta rosolando a fuoco lento il Cavaliere.

Il nuovo governo non ha ancora visto la luce, ma già è chiaro chi comanda.
Il Cavaliere potrà anche fare il Premier , ma chi comanda in Italia sono Bossi e la Lega.
Domenica scorsa, al termine di una riunione ad Arcore, per la formazione del nuovo governo, Bossi se ne esce raggiante affermando “E’ andata. Io alle Riforme, Calderoli vicepremier, Maroni al Viminale, Luca Zaia al ministero dell’Agricoltura”.
Già il giorno dopo il Cavaliere, tirato per il bavero, si sente costretto a dire, per rassicurare anche Fini, che la decisone finale tocca a lui e che "nulla è ancora deciso.
"Ci saranno sorprese, stiamo sentendo tutti e tutto si concluderà quando avrò chiaro l’intero panorama” dice Berlusconi.
Ma il panorama per Bossi è già chiarissimo, a lui toccheranno quattro ministeri, e se ci dovranno proprio essere delle sorprese saranno un qualche cosa in più rispetto a quanto già deciso.
Tra l'altro, a chi gli fa notare che il Viminale è già una grossa conquista, risponde che “andando al Viminale facciamo noi un piacere a Berlusconi perché chi dei suoi è in grado di affrontare i problemi della sicurezza e dell’espulsione dei clandestini? Ci vuole uno con le palle, e Maroni lo è”. Capito il concetto ?
Il Cavaliere di colpo si trova costretto a tacere, sa che la Lega non scherza.
Come si vede, siamo ai primi passi, ma già si capisce chi tiene il bastone per il manico e chi, per davvero, ha vinto le elezioni.
Senza la Lega il Cavaliere e Fini non vanno da nessuna parte.
I voti, diceva Craxi, si "pesano" e non si "contano" e quelli del Senatur pesano molto.
Chi temeva che il Cavaliere diventasse ostaggio di Bossi si è dimostrato lungimirante.
Ora sembra averlo capito anche Berlusconi, così come ha capito di essere solo all'inizio.
Il Cavaliere si dovrà preparare ad arrostire, piano piano e a fuoco lento, finché piacerà alla Lega e , alla fine della legislatura, ammesso che ci arrivi, sarà ben rosolato.
Tutto questo avverrà alla faccia di chi sosteneva che erano finiti i tempi dei ricatti dei piccoli partiti.
Sono al contrario finiti miseramente alcuni piccoli partiti, non sono però finiti i ricatti, mi sa che stanno proprio cominciando, per davvero, solo ora.
La Lega con il suo 8% è determinante per il nuovo governo.
Berlusconi può mettersi tranquillo e dirsi anche "profondo e sincero amico" di Bossi, l'importante è che faccia quello che il Senatùr vuole, a meno che non immagini di trovare un accordo con Veltroni per una nuova legge elettorale che elimini la Lega e magari anche Di Pietro.

Se Berlusconi non arrossisce è solo per il trucco.

E' cominciata la picchiata di Alitalia; è cominciata con il "prestito ponte".
Non so ancora se gli Italiani hanno capito e afferrato il concetto che saranno ancora una volta loro a pagare.
Mi sa che qualcuno è ancora convinto che i debiti ed il prestito lo pagheranno i figli di Berlusconi, "interessati alla cordata".
Quando penso che i soldi servono per pagare gli stipendi dei Dirigenti che dovevano, anche loro, "risollevare" la compagnia, per pagare assunzioni clientelari, per "pagare" gli errori e ora anche l'elezione dei nostri politici, Berlusconi e Bossi compresi, che con Alitalia hanno giocato.
Va tutto bene alla fine, ma stranamente paghiamo noi, loro non hanno pagato proprio nulla, anzi forse si sono guadagnati qualche voto in più.
Della "cordata", come era prevedibile, per ora nemmeno l'ombra, forse arriverà se saremo generosi.
Per ora è rimasta solo la corda, ma si è spezzata e va bene solo per chi ci si vuole impiccare.
Una proposta io l'avrei, e mi sa che alla fine sarà quella che permetterà la soluzione del problema.
Noi Italiani ci accolliamo tutti i debiti della compagnia e in più il costo del personale in esubero, l'Alitalia la regaliamo, tutto compreso, aggiungendo anche qualche buona agevolazione e sgravio fiscale per gli acquirenti che così possono guadagnare con i nostri soldi. Molto meglio se questi sono Italiani che così i soldi rimangono in Italia, altrimenti va bene anche un vecchio "comunista " come Putin.
Forse così, finalmente riusciremo a sbolognarla.
Lui intanto, il Cavaliere, ci è già riuscito e, senza pudore, senza vergogna, senza neanche arrossire (ma forse è solo il trucco), se ne esce tranquillo dicendo che "Il ritiro di Air France è colpa solo dei sindacati".
Ben inteso io non condanno Berlusconi, lui fa il suo mestiere oltreché i suoi interessi, come ha sempre fatto nonostante le convinzioni di molti.
Le colpe ed i debiti ora se li prendano un po' qualcun altro, le colpe i suoi elettori, i debiti purtroppo tutti gli Italiani.

Il vero volto delle Olimpiadi Cinesi

Salari bassissimi, condizioni di lavoro disumane ed indegne, rischi enormi per la salute, scarsa o nulla copertura sociale: è questo purtroppo il profilo dello sviluppo cinese.
E' questo il paese con il quale l'Occidente tenta invano di competere.
Qui vive e prospera quello che resta del vecchio comunismo, saldato ed unito con il nuovo, rampante e globalizzato, capitalismo.
Ne è uscito un mostro a due teste, un sistema aberrante che qualcuno ancora si sforza di definire, senza vergognarsene, un' opportunità.
Forse si tratta di opportunità per le varie multinazionali, per la "Puma"come per la "Nike", per "Adidas" e per le tante che qui hanno trasferito buona parte delle loro produzioni; non è per nulla un'opportunità per il popolo e per i lavoratori cinesi ai quali è impedito anche la protesta ed a cui sono preclusi tutti i diritti.
Questi si devono accontentare di "80 dollari al mese, 2 al giorno, per cucire magari palloni da calcio, incollare a ritmo sfrenato suole di scarpe da ginnastica, ricamare t-shirt in condizioni disumane, tutto questo per garantire alle grandi multinazionali di fare profitti miliardari".
Poi a sera devono tornarsene a casa, di solito a notte fonda, e dividere una stanza, tutto compreso, cucina, toilette e doccia, di solito con un decina di persone.
Mentre noi stiamo ancora a discutere se partecipare o meno, in segno di protesta, alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici, i lavoratori cinesi non si pongono nemmeno il problema, hanno già deciso.
Sicuramente non saranno in molti ad avere questa opportunità, per un lavoratore cinese non basterebbero quattro mesi di stipendio per potervi partecipare.
Anche queste sono le Olimpiadi cinesi, una faccia ed un aspetto che, in nome della "neutralità" dello sport, si cerca sempre di rimuovere e di dimenticare.
E' questa però la vera immagine del paese che ospita i giochi olimpici, è questo il paese che aveva promesso, quando si decise di assegnargli le Olimpiadi, che avrebbe fatto tutti gli sforzi per allinearsi agli standard internazionali sulla tutela dei diritti umani.
Quelle erano le promesse, i fatti sono sotto gli occhi di tutti, la repressione dei diritti umani avviene non solo nel Tibet ma in ogni angolo del paese.
Purtroppo da allora non sono per nulla cresciuti i diritti, è aumentata solo la prepotenza e l'arroganza del governo cinese oltreché i guadagni delle multinazionali.

martedì 22 aprile 2008

Il governo lavora, ha già risolto grossi problemi.

Meno male che abbiamo girato pagina e alcuni grossi problemi sono già stati risolti.
Non sembra, ma questo governo si è già mostrato attivo ancora prima di insediarsi.
Ricordate ad esempio il problema della "monnezza" di Napoli ? Risolto, nessuno ne parla più, finalmente gli italiani possono stare tranquilli.
Anche se il problema ancora esiste, l'importante è non mostrarlo alla tv o sui giornali, almeno così l'immagine dell'Italia e salva.
Si parlava poi tanto di Alitalia e della sua vendita a Air France.
Risolto anche questo. Ne abbiamo parlato tanto che Air France ha sentito il dovere di dire la sua e ci ha lasciato senza parole.
Anche questo risolto, i "debiti" hanno mantenuto la loro Italianità, finalmente saremo contenti. Problema Malpensa ? Risolto. Il problema non esiste, Malpensa si arrangerà da sola. Chi pensava alla Lombardia in ginocchio per questo si tranquilli, sono arrivati loro e hanno già risolto tutto.
Ora si parla tanto di sicurezza, aspettiamo finiscano le elezioni comunali a Roma e poi finalmente risolveranno anche questo, vedrete che non se ne parlerà più.
Era ora finalmente di avere un governo decisionista, che affrontasse di petto i problemi, finalmente mi "sento" più tranquillo.

Il governo è quasi pronto, speriamo che ce la caviamo anche questa volta


Sembra che alla fine, nonostante ancora un certo ritegno, si sia raggiunto l'accordo tra Berlusconi e Bossi.
Il leader del Carroccio, in questi giorni è raggiante, si è visto alzare il pugno in segno di vittoria.
Bossi, nonostante si dicesse che le sue condizioni di salute non l'avrebbero permesso, sembra sarà il nuovo ministro delle Riforme, Roberto Maroni andrà al Viminale e Calderoli sarà vicepremier. L’assessore del carroccio alla regione Veneto, Luca Zaia dovrebbe guidare il ministero per le Politiche Agricole.
Quattro posti di assoluto rilievo nella compagine governativa di Berlusconi.
Fini se ne è uscito solo con un lapidario "sbagliato andare da Berlusconi con la lista della spesa".
Come si vede nulla è cambiato nelle politica italiana quello a cui si assiste è il solito mercato delle poltrone.
Ecco ora tutte quelle che sembrano essere, secondo voci insistenti, le "grandi novità" del governo Berlusconi ; due vicepremier Calderoli e Letta , agli esteri Franco Frattini, ancora indecisione alla giustizia fra Alfredo Mantovano e Giulia Bongiorno, mentre a Ignazio La Russa andrebbe la Difesa.
Giulio Tremonti sembra scontato all’Economia, Claudio Scajola potrebbe andare alle Attività produttive, Gianni Alemanno, in attesa del risultato del ballottaggio per il Campidoglio, è in lizza per il Welfare.
Michela Vittoria Brambilla potrebbe andare all' ambiente e Altero Matteoli alle Infrastrutture e ai trasporti. Sandro Bondi potrebbe diventare ministro dell’Istruzione dell' università e della ricerca e Paolo Bonaiuti ministro dei Beni Culturali.
Per quanto riguarda i ministeri senza portafoglio, oltre a Bossi alle Riforme, si fanno i nomi di Stefania Prestigiacomo alle Pari opportunità, di Elio Vito ai Rapporti con il Parlamento, di Lucio Stanca all’Innovazione tecnologica, di Adriana Poli Bortone alle Politiche comunitarie e di Mariastella Gelmini agli Affari regionali.
Ma le trattative non sono ancora concluse e ancora si attendono possibili cambiamenti, visto che la situazione è ancora estremamente fluida.
Questa sembra per ora la squadra destinata a far "rialzare" l'Italia. Fatto salvo che Berlusconi promette ancora sorprese. come se queste già da sole non bastassero.
Non mi pare si registrano grandi novità, un governo del tutto uguale al precedente e che non brilla sicuramente per cultura, per esperienza e per preparazione dei suoi componenti.
Se si dovessero togliere Gianni Letta e Giulio Tremonti quella che rimane è una "squadretta" di serie c2.
Appare una immagine di vecchio che scoraggerebbe anche i più ottimisti, tra l'altro nanche i modi sono cambiati il teatrino è sempre lo stesso.
Ma l'Italia ha scelto per il meglio dicono , speriamo sia così, auguriamoci ora che questo governo scelga al meglio per l'Italia.
Certo è che Calderoli come vicepremier è già un segnale, ne aveva già combinate tante di "porcate" che speravamo potessero bastare.
Ancora però non abbiamo toccato il fondo, se non altro ora può contare su Maroni agli interni.
Per quanto ci riguarda però, speriamo che ce la caviamo anche questa volta.

lunedì 21 aprile 2008

Con vero affetto dedicata a chi ancora urla "Roma ladrona"

Pubblico volentieri una "lettera al direttore di Varese News", come si vede il numero dei disillusi aumenta.
Questa lettera giunge dal cuore della Padania ed è dedicata a chi crede, a chi spera, a chi ancora si illude, a chi pone fiducia nel rinnovamento, a quelli che devono rinnovarsi come a quelli che si credono innovatori.
Ma sopratutto la voglio dedicare davvero con il cuore a chi, con convinzione, ancora urla "Roma ladrona", neanche si è accorto che tutto il mondo è paese e che i soldi che intasca gli arrivano proprio da "quella Roma".


Egregio direttore,
...e noi paghiamo!
Altro che CASTA. I partiti italiani ( TUTTI ) quando c' è da mungere si trasformano in Alì Babà e i 40 ladroni. Questo duro giudizio mi deriva dalla seguente considerazione:
gli italiani con un referendum avevano negato il finanziamento pubblico ai partiti. Ed ecco che gli stessi, usando gli strapoteri di legislatori, hanno gabbato il popolo bue inventando il rimborso elettorale. 800 lire per ogni voto ottenuto, trasformato in 1 euro ( e poi ci chiediamo come mai con l' avvento dell' euro tutto sia aumentato). A chi spetta il sostanzioso rimborso? A tutti quelli che, pur non entrando in parlamento, beccano almeno l'1 per cento alle votazioni. E allora si potrebbe spiegare così la pletora di partitelli che presentano il loro simbolo con i titoli più assurdi, sapendo in partenza che non otterranno alcun risultato. L' importante è entrare nel ristorante: se va bene si mangia gratis. Certo, è giusto che lo Stato consenta a tutti, anche a coloro privi di mezzi finanziari, di candidarsi. Quello che è insopportabile sono le leggi assurde sui rimborsi, approvate da tutti, con qualche timido rifiuto dei dipietristi, che poi anche loro passano regolarmente alla cassa. Si interrompe la legislatura? No problem. Il rimborso continua per tutti i virtuali cinque anni (legge bipartisan del 2006 del governo Berlusconi). Infatti i partiti presenti in parlamento e trombati il 13 aprile, beccheranno il mangime fino al 2011. Per quelli che hanno raggiunto il quorum va in scena la sovrapposizione: fino al 2011 quale rimborso per la passata legislatura, dal 2008 al 2013 per quella appena iniziata. Milioni di euro. Così opera la partitocrazia di Roma ladrona e tutti, felici e contenti di mungere, si siedono al banchetto, con appetito unitario e in nome del popolo italiano. E nessuno si permetta di darmi del qualunquista.


Lunedi 21 Aprile 2008
Giovanni Mele - Luino

Le stigmate di un fruttivendolo.

Pare proprio che Padre Pio abbia trovato un degno successore.
Giulio Massa da sei anni infatti ha le stigmate che emanano odore di viola, va in estasi e parla in aramaico.
Lo strano è che fa il fruttivendolo, non è particolarmente religioso, è sposato, ed ha una grande passione per la cucina.
Sembra in pratica essere un uomo moderno, 38 anni, senza grossi ideali, senza una grande fede, senza grandi aspirazioni, se non quella di vivere sereno del suo lavoro crescendo i suoi due figli.
Se fosse stato "scelto" lo sarebbe stato suo malgrado.
Nulla in lui, dicono, faccia pensare a qualche cosa di particolare.
Ma sei anni fa, senza apparenti motivi, cominciano ad apparire sul suo corpo delle ferite che hanno tutto l'aspetto delle stigmate.
Da persona normale pare si sia recato subito dal dermatologo, ma purtroppo la sua non è una malattia curabile con le normali creme.
Si preoccupa ancora di più dopo qualche giorno quando comincia ad avere anche delle "estasi" in cui parla in Aramaico.
Gli psichiatri però non riscontrano in lui patologie note.
Se a tutto questo si aggiunge che dal 2005, a questi fenomeni, si associano anche le lacrimazioni: di una statua della Madonna di Medjugorje, di una immagine di padre Pio, di una stampa che rappresenta il Cuore misericordioso di Gesù che si trovano presso la sua abitazione, il quadro è completo.
Il fruttivendolo con le stigmate per ora tace, come tace la chiesa, sempre stretta in quel confine labilissimo tra la patologia psichiatrica e il soprannaturale.
Naturalmente anche a noi conviene tacere, accettando e registrando semplicemente il "fenomeno" e lasciando ognuno libero di trarne le personali considerazioni.
Abbiamo avuti santi appartenenti ad ogni categoria, ancora ci mancava forse "un santo fruttivendolo".
In ogni caso se io sono convinto che di qualsiasi "cosa" soffra il fruttivendolo di Salerno è giusto che questo rimanga un fatto personale, senza scomodare nessuno, né il padre eterno, nè il soprannaturale.
Non serve a nessuno sapere se "Giulio Massa" ha le stigmate e se conosce o meno l'Aramaico. Serve solo a lui "guarire" da quelle che fino ad ora ha considerato come una sua malattia e come una sua sofferenze.
Il mondo non mi pare abbia bisogno di altri santi, il mondo ha semplicemente bisogno di uomini.

sabato 19 aprile 2008

Il testosterone dell'uomo fa crollare le borse.

Le crisi dei mercati, secondo un ricercatore dell’università di Cambridge, sono tutta colpa del testosterone.
Alcuni ricercatori hanno infatti misurato per otto giorni il livello di testosterone e cortisolo, due ormoni presenti nell’uomo.
Nella maggior parte degli agenti di borsa londinesi, sottoposti al test, si è rilevato che nei giorni in cui il tasso di testosterone era più alto i guadagni diventavano maggiori.
Joe Herbert, che ha condotto la ricerca, spiega che: “Gli agenti di borsa, così come altri lavoratori, sono sotto estrema pressione e dallo studio sembra che a guidare le decisioni siano anche fattori ormonali che non avevamo considerato prima”.
Secondo i ricercatori, accrescendo l’autostima e l’attitudine a prendere rischi, il testosterone aumenta le possibilità di guadagno.
Ma il segreto è tutto nella giusta misura poichè l’eccesso recherebbe danni ingenti al portafoglio favorendo comportamenti irrazionali che inevitabilmente condurrebbero a crack finanziari e bolle speculative.
Le donne si dice potrebbero mitigare con la loro presenza gli eccessi ma purtroppo non sono adatte per gli alti guadagni.
Qui non avevamo bisogno di ricerche, già si sapeva che le donne sono tendenzialmente più adatte a spendere, questa attitudine le rende però immensamente più felici.
Detto tra di noi, tutte le ricerche sono interessanti, tutte le ricerche danno comunque risultati.
Non è però scontato che i risultati di tutte le ricerche siano certi e veritieri, forse, azzardo io, durante le prove i ricercatore avevano un elevato livello di testosterone.
Potrebbe essere interessante anche questa ricerca.

La crociata di Ratzinger.

Papa Ratzinger non demorde, continua imperterrito nella sua crociata assolutista contro il relativismo, senza dubbi e senza tentennamenti. Anche nel suo discorso alle Nazioni Unite, per molti aspetti condivisibile, se ne trovano tracce.
"Le Nazioni Unite hanno il diritto di intervenire se uno Stato non riesce a difendere i diritti umani della propria popolazione o salvaguardarla in caso di calamita' naturali o crisi politiche".
E' quanto ha affermato il Papa, intervenendo davanti all'Assemblea generale dell'Onu a New York.
La dignita' dell'uomo, "creato ad immagine di Dio", deve essere al centro dell'azione della Comunita' internazionale.
"Di fronte alle nuove sfide del presente" , ha ammonito Papa Ratzinger, "sarebbe un errore adottare un "approccio pragmatico", cedendo ad un relativismo, secondo cui il senso e l'interpretazione dei diritti potrebbe variare, e la loro universalita' potrebbe essere negata in nome di differenti concezioni culturali, politiche, sociali e persino religiose".
E qui mi pare che il discorso, sia pure doveroso, sacrosanto, totalmente condivisibile, ceda però a qualche piccola tentazione.
Non che non sia vero, sicuramente i diritti umani sono universali, ma il legare la prima affermazione con la seconda può creare qualche problema, il danno potrebbe essere irreparabile e ben peggiore del male che si vuole estirpare.
Si rischia di giustificare gli interventi dell'O.N.U. in circa due terzi del mondo, a cominciare dal Tibet, per finire ai paesi Arabi e all' Africa.
Mi rimane il dubbio che potrebbe essere molto meglio accettare un approccio estremamente "pragmatico" al problema, sia pure nella riaffermazione universale dei diritti.
Senza un approccio graduale finiremmo, non solo con il boicottare le Olimpiadi , ma addirittura con l'invadere il Tibet.
Ratzinger continua poi criticando la scienza, che rischia di mettere in discussione "l'ordine della creazione", minacciando il "carattere sacro della vita" e arrivando a "derubare la persona umana e la famiglia della loro identita' naturale".
Le Nazioni Unite devono opporsi a queste deviazioni della ricerca scientifica, ha detto oggi il Pontefice, durante il suo intervento all'Onu.
Qui Ratzinger raggiunge l'apice, il punto più "alto" forse del suo discorso, tra l'altro cercando di trascinare l' O.N.U. su un terreno scivolosissimo e difficilissimo da percorrere.
Il principio che agita e tormenta il Santo Padre è che nella sua idea di "assoluto" non vi è posto per la ricerca, non vi è spazio per la scienza nè per il dubbio.
La scienza è ricerca, è tentativo, è progresso e relativismo, che vuole sì portare alla scoperta delle regole universali del mondo, ma è sempre e fondamentalmente dubbio e ricerca.
Il Papa al contrario non ha dubbi, non ha ricerche da perseguire, non ha scoperte da fare, la "Verità" già esiste, non serve cercarla, la verità è quella che è stata, non scoperta ma rivelata, ed è quella di Dio, di cui lui è il portavoce.
Tutto il resto è superfluo e tra l'altro rappresenta l'errore, ciò che distoglie l'uomo dalla sua strada, ciò che lo allontana dal fine ultimo della sua creazione.

venerdì 18 aprile 2008

Se la sinistra riparte così è gia "arrivata".

Sarà del tutto inutile cercare la sinistra nel nuovo parlamento italiano, non ne è rimasto che il ricordo e qualche fotografia a memoria.
E allora eccoli, tutti d'accordo, a cercare una ricetta, un programma, un progetto, da cui ripartire.
La cura mi sa dovrà essere da cavallo.
Per ora ascolto con grande interesse i progetti ma non riesco a tacere del tutto.
Ho sentito non più tardi di ieri sera Diliberto riconoscere la sconfitta (come avrebbe potuto non farlo) e dare la sua ricetta per il futuro.
Per ripartire a sinistra, dice Diliberto, "bisogna ricominciare dalla contrapposizione tra "lavoro" e "capitale"".
Ecco, se ricominciano da qui mi sa che sono già "arrivati".
Di colpo mi è chiaro come mai sono spariti dalla scena politica italiana.
Ancora non hanno capito che devono cominciare a parlare di problemi reali e non preparare un brillante intervento ad un convegno di intellettuali di sinistra.

Basta il battito d'ali di una farfalla per sconvolgere il mondo.

E' morto Edward Lorenz.
Forse i più diranno chi era costui ? Ebbene era il padre della meteorologia moderna ed è stato uno dei fondatori della teoria del caos, disciplina che si colloca al confine tra matematica e fisica, scienza oggi molto accreditata e di gran moda.
Edward Norton Lorenz si è spento ieri a novant’anni, consumato da un male incurabile, non lontano dal famoso Massachusetts Institute of Technology (Mit) dove per tanti anni aveva insegnato.
Lorenz passerà sicuramente alla storia come lo scopritore dell’«effetto farfalla, espressione ormai entrata nel linguaggio comune e che vuole sottolineare, come un evento di grande portata, possa essere innescato da una causa del tutto insignificante come il battere di ali di una farfalla. In pratica sosteneva Lorenz il battito d'ali di una farfalla in Brasile può scatenare una tempesta in Texas.
È colpa dell’«effetto farfalla» in pratica se nessuno è in grado di prevedere che tempo farà tra una settimana, infatti, oltre un certo limite l'atmosfera sfugge al determinismo e sconfina nel caos.
Il fenomeno e la scoperta di Lorenz non sono applicabili al solo campo della meteorologia, ma in genere a tutti i fenomeni naturali, e non solo.
In pratica la sua è una teoria del "caos" che alla fine tutto governa.
Non è caotico solo il tempo meteorologico ma, ad esempio, anche il ritmo con cui batte il nostro cuore e persino il moto dei pianeti.
Tutto al mondo si reggerebbe in pratica sul caos e anche l'ordine apparentemente "più perfetto" è destinato prima o poi a ritornare inevitabilmente al caos, anche per fenomeni che possono sembrare del tutto marginali o insignificanti.
Come si vede la teoria di Lorenz è più vitale che mai, modernissima ed interessantissima, con implicazioni che sembrano sconvolgere i comuni pensieri anche "sull'ordine" del cosmo.

giovedì 17 aprile 2008

Berlusconi decidi in fretta, la Lega non aspetta.

E' iniziato il teatrino a colpi di comunicati.
Se qualcuno pensava di potersi attardare per strada, magari per schiarirsi le idee, ora il messaggio della Lega è chiaro e forte.
Tanto per cominciare quello di Roma, per la Lega, è stato un vertice del tutto inutile, tante parole, per i "taciturni uomini del nord", sono superflue.
Da ora in poi il Carroccio parlerà solo con Berlusconi.
La Lega parlerà "solo con il leader del Pdl Silvio Berlusconi", al quale chiede, come "premier in pectore e pur nel rispetto delle prerogative del presidente della Repubblica, di proporre nel più breve tempo possibile la composizione del governo".
È questo che si legge nella nota diffusa dalla Lega dopo la riunione della segreteria politica presieduta da Umberto Bossi nella sede del Carroccio a Milano.
"Il momento nel Paese - continuano i vertici lombardi - è talmente grave che è necessario vengano prese decisioni rapidissime".
Quindi, onde fugare ogni dubbio sulle reali intenzioni e sulle possibilità di mediazione, ecco arrivare come un macigno il richiamo al programma leghista: "La segreteria politica ha ribadito che la Lega Nord ha ricevuto l’imperativo mandato dagli elettori di risolvere le questioni legate al federalismo e alla sicurezza.
Pertanto, visto lo straordinario risultato ottenuto su questi due temi, non è possibile derogare dall’assoluto rispetto dello stesso".
Uomo avvisato mezzo salvato.
Berlusconi sicuramente è avvisato.
Poi il Cavaliere può anche dire che che non ci sono disaccordi con Bossi purchè faccia alla svelta e decida come vuole la Lega.
E il bello è che è appena iniziato il primo tempo, lo sceneggiato continuerà, e il bello deve ancora venire.

Sesso in cambio di spazi pubblicitari.

Dirigente del Comune di Roma condannato per violenza sessuale e abuso d’ufficio anche se la condanna, tutto sommato, è molto lieve (un anno e mezzo di reclusione) e per di più già sospesa dalla condizionale.
L’ex funzionario infatti pare chiedesse prestazioni sessuali in cambio della concessione di spazi comunali a promotrici e organizzatrici di eventi.
Le indagini sono partite dalla denuncia di una donna che testimoniò di esser stata invitata a compiere prestazioni "particolari" al fine di ottenere spazi comunali durante le manifestazioni dell’Estate romana.
La cassazione ha ora in pratica confermato la condanna inflittagli già nel 2007.
Si possono fare sulla questione molte considerazioni, chi vi vede un segnale di quella arroganza del potere così tipica di una certa burocrazia romana, oppure vi scopre un rigurgito di tangentopoli sotto altre vesti.
Certo è che alla stupidità ed alla corruzione non si riesce mai a porre rimedio, sono eterne.
Comunque la si voglia pensare è utile che la giustizia riconosca in questi atteggiamenti anche il reato di violenza sessuale oltre a quello di abuso di ufficio.
Un solo dubbio mio, vorrei che qualcuno me lo risolvesse, così solo per farmi due brevi conti, ma quanti spazi pubblicitari esistono a Roma ? Quanti è riuscito a venderne il Dirigente ?

Umberto Bossi e la Lega chiedono il pagamento del conto.

Umberto Bossi e la Lega, è inutile nasconderlo, hanno vinto.
E' ora normale che chiedano il pagamento del conto.
Dicono che lo stesso Bossi abbia ammesso a Montecitorio che nel vertice di ieri del centrodestra non si è combinato «niente» proprio perchè agli alleati sono forse sembrate eccessive le richieste del Carroccio.
Pare infatti , da indiscrezioni di stampa, che la Lega abbia reclamato 4 ministeri.
"Parlano i numeri delle elezioni", hanno spiegato al Cavaliere gli esponenti leghisti; parleranno anche, però 4 su 12 non è un richiesta da poco.
Direbbe il Principe di Salina che tutto doveva cambiare perché tutto potesse rimanere come prima; gli accordi sui programmi si trovano subito, quello per cui ci si scontra veramente è solo sulla spartizione del potere, in fondo è quello che conta.
In ogni caso ora anche il Cavaliere si ridimensiona un po' e, dovendo inevitabilmente passare dalle promesse ai fatti, precisa "Ci saranno momenti difficili e servirà un forte rinnovamento per fare quelle riforme necessarie al Paese. Alcune di queste avranno anche caratteri di impopolarità". E' il sano realismo che ritorna dopo le ubriacature della campagna elettorale.
Però noi qui rischiamo di smarrirci, pensiamo sarebbe stato molto meglio, invece di tante promesse prima, essere più modesti, più realisti, più chiari, e dire agli italiani, che ora si sono caricati di tante aspettative, che non li aspettano momenti facili, che il tunnel è sicuramente lungo e buio, la traversata difficile, il risultato incerto e costellato di lacrime e sangue.
La mia però è una considerazione inutile visto che si prefiggevano "solo" di vincere le elezioni.

mercoledì 16 aprile 2008

Non bastano le parole Santità per ottenere il perdono.

Papa Benedetto XVI, in visita negli U.S.A., ha detto oggi di "vergognarsi profondamente" per gli abusi sessuali che hanno scosso e toccato la Chiesa Cattolica negli Stati Uniti e si è impegnato a fare tutto il possibile per evitare che simili scandali si ripetano in futuro.
Le parole del Papa erano obbligate e sicuramente benvenute, ma non sono sufficienti.
Le promesse purtroppo non bastano a proteggere i bambini. "Servono solo i fatti'', si legge in una nota del Survivors Network for those Abused by Priests (SNAP).
Siamo giunti al punto che delle parole, sia pure sincere, alcuni gesti di rammarico, delle scuse ufficiali o delle vaghe promesse, non significano più nulla.
Non servono più le preghiere, non bastano le scuse o la vergogna per addolcire o lenire il dolore di tanti ragazzi.
Il perdono di Dio può forse arrivare in un confessionale con il pentimento e con le preghiere, ma questo non basta ad ottenere il perdono degli uomini, non può bastare.
Quello che conta ora sono i fatti, solo i fatti Santità.

Yemen, la sposa bambina ha ottenuto il divorzio.

La sposa bambina ha ottenuto finalmente il divorzio, anche per il giudice "non è matura per il matrimonio ed è stata abusata dal marito".
Nojoud la immaginiamo ora sorridente, dall'alto dei suoi otto anni, mentre si mangia golosamente una fetta di torta al cioccolato e stringe a sè un grosso orso di peluche.
La immaginiamo mentre festeggia così, alla sua maniera, il divorzio dal marito trentenne, deciso dal giudice di Sana’a in Yemen.
Nojoud Muhammed Nasser è finalmente libera ed ha vinto la sua battaglia.
Ora Nojoud può gioire, e noi possiamo gioire con lei.
Nonostante l'esito felice per la piccola, la sentenza lascia molti dubbi e perplessità.
Basti pensare che Nojoud è stata condannata a restituire la somma pagata dal marito come dote per le nozze.
Il giudice ha infatti ordinato alla famiglia di restituire 100.000 rial (316 euro) all’uomo.
Questo è stato possibile solo grazie ai soldi raccolti dai lettori Yemeniti, commossi dalla vicenda.
Un altro tribunale avrebbe sicuramente condannato l'uomo al pagamento dei danni morali e materiali.
Purtroppo così è la giustizia nel mondo, sempre diversa, sempre amministrata a secondo dei luogo, del tempo e delle società. Quello che alla fine conta però è la felicità di Nojoud.

martedì 15 aprile 2008

Abbiamo insegnato all'Europa, ora per favore silenzio il Cavaliere deve lavorare.

E adesso è tutto finito, finita la campagna elettorale, finite le aspettative.
Si ritorna alla norma, alla vita di tutti i giorni.
Con il senno di poi possiamo dire, senza ombra di dubbio, che la campagna elettorale è stata noiosissima.
Ci si aspettavano proteste, insulti, mozzarelle e "monnezza" sparse nei seggi elettorali, nulla di nulla.
Neanche il famoso "vaffa.." di Grillo ci è venuto in aiuto.
Solo Berlusconi e Bossi per un po' hanno "colorito" le giornate degli Italiani che così sono riusciti, almeno saltuariamente, a distrarsi dall'ascolto del Grande Fratello.
Per un attimo avevo tolto il fucile dall'armadio, per poi riporlo subito, rassicurato da Berlusconi.
Veltroni è stato di una noia mortale, mai un urlo, mai un improperio, mai che abbia perso la pazienza una volta, troppo gentleman, troppo inglese.
Ma come pensava riuscissero a distrarsi dalla Tv e ad ascoltarlo gli italiani se mai una volta ha alzato la voce ?
Flemmatico, piatto, scontato, non ha mai neanche voluto pronunciare il nome del suo avversario, mai che lo abbia chiamato almeno "Caimano".
E' però motivo di orgoglio scoprire che ora il paese è finalmente unito e che abbiamo imparato dalle grandi Democrazie del Nord Europa, vincitori e vinti, a scrutini avvenuti, si sono complimentati e augurati un buon lavoro, hanno brindato assieme all'Italia ed al suo futuro.
Saremo giudicati scontati e banali noi Italiani, ma almeno abbiamo eletto un candidato Premier che rappresenta e incarna tutto, rappresenta il Nord ma anche il Sud, rappresenta la politica ma anche la Confindustria, rappresenta la borghesia ma anche il proletariato, rappresenta la televisione ma anche la carta stampata.
Aspettiamo ora di vedere come riuscirà a rappresentare gli italiani, l'impegno non gli mancherà nonostante l'età, in fondo lui vive la politica come una missione al servizio degli altri.
Una cosa è però certa, noi italiani abbiamo insegnato al mondo intero come, da una situazione catastrofica e da un paese alla sbando sia poi possibile far rinascere quella che molti già chiamano la Terza Repubblica, riunire e rimettere d'accordo finalmente tutta la nazione, vincitori e vinti.
Impari l'Europa, si tenga le sue leggi sul conflitto d'interessi, noi riusciremo a vivere e crescere anche senza; ci diranno alla fine che va bene anche così, da parte nostra non abbiamo mai avuto dubbi.
Ora finalmente è tutto finito, abbiamo scoperto di essere un paese normale, perfetto, un paese in cui tutti sono rappresentati, un paese che ama i politici e la "casta" e che è riuscito ad amare persino una legge elettorale orrenda.
Persino le nostre convinzioni erano sbagliate, eravamo convinti di essere un paese di sinistra, ci siamo svegliati scoprendo di essere di destra.
Ora per favore rimaniamo un po' in silenzio, lasciamo lavorare il Cavaliere che ha molte cose da fare per noi.
Spegniamo un po' la luce e ritorniamo alle nostre occupazioni, un po' più tranquilli, un po' più sereni, abbiamo chi pensa per noi.
Possiamo finalmente ritornare al Grande Fratello e ad "Amici", quelli si che sono spettacoli che interessano, entusiasmano e dividono, non le elezioni politiche.
E smettiamola una buona volta di lamentarci e di chiedere in continuazione ai politici che cosa possono fare per noi, è giunto il momento di chiederci che cosa noi possiamo fare per i politici; loro ci hanno già promesso tanto, tanto ci hanno dato, ora è giunto il nostro momento di dare, ora è il momento di contraccambiare.

lunedì 14 aprile 2008

Elezioni politiche la rivoluzione italiana.

Nulla da dire, è stata una vera vittoria, un vero terremoto.
La scena politica italiana è da oggi decisamente cambiata.
Spariscono interi partiti che hanno fatto la storia del paese.
Paradossalmente, non e proprio e tanto la vittoria di Silvio Berlusconi, che ormai sembra ampia e fuori discussione, l' elemento più interessante di queste elezioni.
Quello che impressiona è che ora appare certo è che, sia alla Camera che al Senato, resteranno rappresentati cinque soli partiti: il Pdl, la Lega Nord, il Pd, l' Italia dei Valori e l' Udc.
Scompare decisamente, dalle aule parlamentari e dalla scena politica, qualsiasi riferimento ai partiti comunisti. Niente Verdi e neanche Mastella, di cui tra l'altro nessuno si sentirà orfano, ma anche niente socialisti.
E' questa una rivoluzione vera e propria, sicuramente inattesa.
Si era detto della disaffezione degli italiani, di un presumibile calo di votanti sull'onda di enormi proteste popolari; nulla di più falso, gli italiani hanno votato in numero cospicuo e hanno deciso.
Il Partito Democratico non ha vinto le lezioni ma non ne esce necessariamente con le "ossa rotte".
Il suo compito era arduo e tutto in salita, difficilissimo.
La vera sconfitta di queste elezioni è stata la sinistra estrema, ho il dubbio che da qui cominci per essa il vero declino e forse la sua scomparsa dalle aule parlamentari.
Non si è dimostrata possibile l'esistenza nel paese di una sinistra estrema, vi era forse spazio per una sinistra di governo, che alla fine però non è riuscita ad imporsi per le intransigenze politiche e i continui litigi dei suoi dirigenti.
Zapatero non è stato maestro in Italia, non è riuscito ad insegnarci nulla.
Il Pd, pur raccogliendo un risultato elettorale discreto, si è dimostrato troppo di sinistra per raccogliere i voti di tutti i cattolici, poco laico e riformista, e con qualche cilicio di troppo, per raccogliere i voti di tutta una sinistra oramai orfana.
Purtroppo il fallimento del governo Prodi ed alcuni macroscopici errori hanno pesato.
Ha pesato la vicenda Alitalia, che poteva e doveva essere rinviata, e che ha consegnato gli elettori del nord alla Lega e a Berlusconi, così come ha pesato la "monnezza" di Napoli, Bassolino compreso.
Ora non resta che augurare buon lavoro al Pdl ed ai suoi alleati, questo lo dobbiamo fare nell'interesse dell'Italia che necessità con rapidità di un governo in grado di realizzare quel programma di sviluppo e quelle riforme, di cui il paese ha un estremo ed urgente bisogno.
Auguriamo naturalmente anche agli italiani di aver finalmente trovato il governo che sappia essere finalmente all'altezza delle loro aspettative.

Yemen, sposa bambina va dal giudice.

In Italia giustamente si parla spesso e ancora della condizione della donna, ma la realtà che appare nei paesi arabi ti lascia inorridito.
A volte non si tratta neanche di donne , si tratta semplicemente di bambine a cui viene tolto tutto, dalla dignità alla spensieratezza dell'infanzia, spesso anche la vita.
Nojoud Muhammed Nasser è una bambina Yemenita di 8 anni .
Il 2 di aprile Nojoud si è presentata a un tribunale di Sana’a, la capitale dello Yemen, per chiedere il divorzio dal marito, che la picchiava e la costringeva ad avere rapporti sessuali, e per denunciare il padre, che due mesi fa l’ha data in moglie a quest' uomo di 30 anni.
Nojoud piangente ha raccontato ai giudici che "Ogni volta che volevo giocare in cortile, mi picchiava e mi faceva andare con lui in camera da letto. Era molto duro con me e quando lo imploravo di avere pietà, mi picchiava, mi schiaffeggiava e poi mi usava. Voglio avere una vita rispettabile e divorziare".
È questa la prima volta che una minore chiede il divorzio in Yemen, anche se la legge non le concede una grande protezione.
Sono molte infatti le bambine che vengono date in spose all’età di Nojoud in Yemen, anche se la legge fissa un'età minima per il matrimonio a 15 anni, per maschi e femmine.
Purtroppo poi la legge non punisce mai chi la viola.
Davanti al tribunale, stampato in viso un sorriso tesissimo e con la decisione di una adulto, Nojoud ha raccontato la sua storia al giornalista Hamed Thabet dello Yemen Times. «Mio padre mi ha picchiato e mi ha detto che dovevo sposare quest’uomo. Lui mi ha fatto brutte cose, io non avevo idea di cosa fosse il matrimonio. Correvo da una stanza all’altra per sfuggirgli, ma alla fine mi prendeva, mi picchiava e poi continuava a fare ciò che voleva. Ho pianto così tanto, ma nessuno mi ascoltava. Ho supplicato mia madre, mio padre, mia zia di aiutarmi a divorziare. Mi hanno risposto: "Non possiamo fare niente. Se vuoi, vai in tribunale da sola". Ed è quello che ho fatto".
Raccapriccianti nella loro semplicità le parole dello sposo "Sì, sono stato in intimità con lei ma non ho fatto nulla di male. È mia moglie e ne ho il diritto. Nessuno può fermarmi".
Al contrario noi speriamo che qualcuno riesca a fermarlo, lo vorremmo per Nojoud che merita di ritornare a vivere, a correre e a giocare felice con i suoi compagni, ma lo vogliamo anche per le migliaia di bambine e di donne che come lei vivono in un mondo in cui essere donna significa ancora essere poco più di un semplice oggetto di proprietà.

domenica 13 aprile 2008

Un nuovo spettro vaga per il mondo , la fame

Si dice in Italia che il carovita sale mentre i consumi continuano a scendere. E se il trend pare strutturale in tutto il mondo, in Italia risulta sicuramente aggravato da altri fattori.
Come spesso accade si è molto attenti alle proprie necessità ed ai propri bisogni e a volte si perde di vista però la complessità del problema, la sua vastità.
E' vero che in Italia, come in Europa, sale la protesta per i prezzi raggiunti dalla pasta, del pane, del riso, ma ognuno può immaginare che cosa sta accadendo nel resto del mondo, lì è veramente tragedia.
Dal Camerun alla Mauritania, dalla Thailandia al Vietnam, dal Marocco al Messico si moltiplicano le rivolte per l'aumento dei prezzi.
I motivi degli aumenti dei prezzi sono molteplici e vanno, dalla crescita della domanda dei paesi come la Cina e l'India, alla diminuzione delle superfici coltivate, al surriscaldamento del pianeta che provoca siccità diffuse, al consistente aumento dei fenomeni naturali che danneggiano spesso i raccolti.
Proviamo solo per un attimo a pensare quale potrà essere l'impatto di tutto ciò sulle condizioni di vita di tanti paesi; proviamo a immaginare quali saranno i riflessi politici che ne deriveranno, quali le conseguenze sul versante alimentare e migratorio del mondo.
Avanza oramai il terribile dubbio che non si tratta più di fenomeni ciclici, al contrario qui è messo in dubbio il nostro sistema, è il nostro tipo di sviluppo che non è più sostenibile, sono le nostre errate politiche di sviluppo che vanno corrette, quanto prima.
Il direttore della Fao, Diouf prova a lanciare l'allarme affermando che "se il Nord del mondo non cambierà modello di sviluppo, la bolletta per i cereali continuerà a crescere e le rivolte popolari e sociali che oggi colpiscono Egitto, Tunisia, Senegal, Burkina Faso, Camerun, Guinea, Haiti e tanti altri paesi poveri, dilagheranno".
Vanno subito proposti interventi rapidi, si pensi solo che, se da un lato la fame sta dilagando nel mondo, in Europa abbiamo quasi 15 milioni di ettari di terreno incolto che potrebbero essere coltivati.
I paesi ricchi del mondo consumano la stragrande maggioranza delle risorse disponibili ma spendono per la loro alimentazione il 10 o 20 per cento del loro reddito, al contrario i paesi poveri consumano per questo quasi il 90 per cento dei loro redditi.
La politica quindi deve ritornare a ripensare il "mondo " e la sua crescita o lo spettro della fame e delle carestie dilagherà per il pianeta e questa volta la catastrofe rischia davvero di diventare totale e di estendersi rapidamente a tutte le aree geografiche.

sabato 12 aprile 2008

A Forza di gridare attenti ai brogli elettorali eccoli materializzarsi

A proposito di brogli elettorali si apprende oggi di un nuova indagine della procura della Repubblica di Reggio Calabria su un presunto comitato d'affari che avrebbe contattato molti connazionali all'estero per fargli vendere, ad alcuni emissari della 'ndrangheta le schede, ancora non votate, pervenute loro per posta e ancora da rispedire ai consolati.
Il giornale "la Repubblica" riporta testualmente che " è Marcello Dell'Utri (FI) il parlamentare coinvolto nell'inchiesta sull'intervento della 'ndrangheta sul voto degli italiani all'estero.
La procura della Repubblica di Reggio Calabria indaga infatti su un presunto comitato d'affari che, avrebbe chiesto, "tramite un parlamentare uscente siciliano ed un imprenditore, di chiedere alle consorterie mafiose della Piana di Gioia Tauro di interessarsi all'acquisto di 50mila voti, tramite le schede bianche degli italiani residenti all'estero, in particolare nel sud America".
Le indagini hanno avuto origine da intercettazioni telefoniche effettuate su appartenenti al clan mafioso dei Piromalli, dalle quali è emerso che un imprenditore di origine siciliana, Aldo Miccichè, da tempo residente in America latina, avrebbe fatto da tramite tra i boss della piana ed un parlamentare uscente siciliano.
L'inchiesta è condotta dal procuratore Francesco Scuderi e dal sostituto Roberto di Palma, che avrebbero informato già il governo nazionale ed il ministro dell'interno.
In questo senso vanno anche interpretate le affermazioni del Ministro dell'Interno Giuliano Amato che ha dichiarato di aver allertato tutti i consolati italiani all'estero affinchè vigilino sul voto dei nostri connazionali.
''Non ho ricevuto alcun avviso di garanzia'', dell'inchiesta ''ho letto sui giornali'', ''non conosco personalmente Aldo Micchiche' ma l'ho sentito per telefono'' e l'ho messo in contatto con Barbara Contini perche' ''lui si e' offerto di occuparsi dei voti degli italiani all'estero''.
Questa è la dichiarazione rilasciata alla stampa del senatore Marcello Dell'Utri (Fi) rispondendo in merito all'inchiesta sui brogli elettorali in cui il suo nome risulterebbe coinvolto.
Sarà il caso, sarà il destino, sarà che a forza di intrallazzare prima o poi ci si sporca, oppure sarà l'ennesima procura della Repubblica comunista che ancora una volta si accanisce contro il Cavaliere ed il suo partito, fatto sta che si dimostra veritiero anche qui il proverbio che "chi di spada ferisce di spada perisce".
Speriamo si salvino almeno gli italiani.
A me rimane una speranza che deriva dalle affermazioni di Berlusconi che aveva dichiarato che "qualora fossero uscite nuove intercettazioni" avrebbe abbandonato definitivamente l'Italia.
Ebbene, se il Cavaliere mi dovesse, gentilmente comunicare, la data del suo espatrio sarai tra quanti, educatamente e civilmente, vorrebbe porgergli l'estremo saluto.

venerdì 11 aprile 2008

Non spegnete quella fiamma.

La fiamma olimpica rischia oramai di spegnersi definitivamente sotto i venti delle polemiche e sotto una montagne di proteste.
A Parigi come a Londra o come a San Francisco, il fuoco olimpico non infiamma lo sport e neppure i sentimenti di fratellanza tra i popoli, infiamma solo l'odio del mondo contro la repressione Cinese nel Tibet.
Non vi è pace e non vi sarà pace, ne sono certo, per tutto il viaggio.
Quella che i tedofori portano in giro per il mondo non è più la fiamma olimpica, al contrario sta diventando la bandiera del Tibet, il fuoco indomabile delle sue speranze di pace e di libertà. Spegnerla vorrebbe dire porre fine al sogno del Tibet.
Il lungo percorso della fiaccola non è ancora finito e sicuramente assisteremo ad altre proteste, ad altri cortei e manifestazioni di dissenso.
Ci dobbiamo rendere conto che oramai quella fiamma brucia vicinissimo a tutti noi anche se corre lontano; quella fiamma rischia di scottare le dita ai potenti della terra.
Man mano che si avvicina l’8 agosto, la data ufficiale della cerimonia di inaugurazione dei Giochi olimpici di Pechino, le dissociazioni aumentano.
Non è ancora un boicottaggio di massa, ma la gente si sta rendendo sempre più conto che è stato un grave errore politico assegnare, nel 2001, le Olimpiadi alla Cina.
Le defezioni quindi si allungano, vanno oramai da Sarkozy a Brown e alla Merkel; ora sta vacillando persino l'arroganza di Bush mentre anche il Segretario generale dell'Onu dice no alla cerimonia.
E' poi notizia di queste giorni che anche il parlamento dell'Ue invita al boicottaggio.
E' vero alcune di queste decisioni sembrano più strappate dalle forza delle proteste popolari che dalle convinzioni, in genere arrivano un po' tardi e dopo molti tentennamenti, ma fa piacere comunque vedere che si stanno alla fine svegliando dal loro torpore.
Sono solo gli sprovveduti in fondo che pensano che i giochi Olimpici non devono avere nulla a che fare con la politica.
Non vi è nulla di più falso e di più sciocco.
Le Olimpiadi sono sempre state un fatto politico ancor prima che sportivo.
Nell'antica Grecia si sospendevano le guerre per i giochi Olimpici; in tutta la storia non vi è mai stata un' Olimpiade che non abbia avuto importanza politica o riflessi politici consistenti.
La stessa Cina ha deciso di ospitare i giochi Olimpici del 2008 per motivi politici, per mostrare al mondo ed al popolo cinese la sua potenza, la sua grandezza, il suo sviluppo economico e tecnologico.
E allora il mondo sfrutti davvero le olimpiadi.
I sostenitori ad oltranza dello svolgimento dei giochi Olimpici hanno sostenuto che questi sono una meravigliosa occasione sopratutto per il popolo cinese, per mostrare ad esso i valori della libertà e della democrazia.
Allora utilizziamo davvero queste Olimpiadi, facciamole diventare un grande fatto politico, diamo allo sport il suo vero significato, riscopriamo il valore della fratellanza tra i popoli.
Facciamo sì che assieme a quella fiamma che arde, viaggi in tutto il mondo la bandiera del Tibet, viaggino la speranza di pace e il desiderio di libertà del popolo tibetano come di tutti i popoli, a testimonianza che il mondo non dimentica, che il mondo non vuole dimenticare.
Pretendiamo che i "grandi" della terra decidano dove e con chi stare, "obblighiamoli" protestando, perchè il mondo non aspetta in eterno e per ora non ha avuto dubbi, ha già deciso da che parte schierarsi e con chi stare.
Si svolgano quindi pure le Olimpiadi in Cina, gareggino gli atleti , trionfi lo sport, si assicuri una partecipazioni di massa delle squadre di ogni paese.
Ma ogni Governo occidentale condizioni la partecipazione e la presenza dei suoi rappresentanti politici alla fine della repressione e all'inizio di trattative che devono portare all'indipendenza del Tibet.
La richiesta pare alta ? Lo è sicuramente e sarà inaccettabile per la Cina ma questa, piaccia o non piaccia, è la volontà non solo del Tibet ma dei popoli del mondo.
E' il prezzo che il mondo chiede gli venga pagato.
Queste Olimpiadi non devono servire solo alla Cina, devono servire a tutti, sono un fatto politico e tale devono restare, devono essere una enorme e corale protesta di ogni paese contro il governo Cinese, contro tutti quei paese in cui ancora vengono violati e calpestati i diritti dell'uomo.
A eterna memoria, ogni oppressore della terra dovrà sapere quale è il prezzo che dovrà pagare agli oppressi.
Quella fiamma quindi deve essere seguita in tutto il mondo, e tutto il mondo deve seguirla, ad essa debbono essere affidate, pacificamente, le nostre proteste, assieme devono viaggiare, insieme devono arrivare fino a Pechino e in ogni angolo del pianeta.
Encomiabile fino ad ora e stata l’iniziativa di Reporter senza frontiere (la stessa organizzazione che è riuscita a interrompere la cerimonia di Olimpia), che è riuscita a mobilitare migliaia di cittadini in tanti paese.
Chiediamoci noi però, qui in Italia, dove sono ancora una volta finiti i pacifisti nostrani, i fanatici dell’arcobaleno, i sindacati, i partiti, le organizzazioni cattoliche, i radicali, i benpensanti? Non mi si dica che sono tutti impegnati nella campagna elettorale, Veltroni lo è più di tutti ma almeno il suo parere lo ha dato.
Forse i monaci buddhisti possono anche aspettare qualche giorno, ma la coscienza no, quella è difficile da tacitare e poi non è possibile essere pacifisti a giorni alterni o a secondo delle convenienze, cerchiamo di svegliarci, quella fiamma arde e brucia, ma non brucerà in eterno.

giovedì 10 aprile 2008

Berlusconi golpe o delirio ?

Una nuova dichiarazione di Silvio Berlusconi ha scatenato subito violente e giustificate polemiche nel mondo politico italiano.
Tra l'altro questa sua dichiarazione, ancora una volta ne smentisce alcune sue precedenti.
In tempi andati, e all'inizio della campagna elettorale, aveva dichiarato che sarebbe stato "corretto" assegnare, una volta vinte le elezioni, la presidenza di camera o senato all'opposizione.
Ora il Cavaliere si rimangia tutto, o meglio, condiziona tutto alle dimissioni del presidente della Repubblica.
Le sue parole suonano così "Se per ipotesi, fosse eletto un altro Capo dello Stato che appartenesse alla nostra parte politica, riterrei assoluto dovere da parte nostra dare la seconda carica dello Stato, cioè la presidenza del Senato ad un esponente della sinistra".
Quindi aggiunge, facendo riferimento a Giorgio Napolitano, "Porto stima al presidente della Repubblica, con cui non ho mai avuto neanche un minuto di contrasto. Da lui ho sempre avuto un'accoglienza molto rispettosa e credo che la stima che gli porto sia ricambiata. Lunga vita al presidente della Repubblica" .
Strano modo di portare rispetto e stima al Presidente della Repubblica, strano modo di pretendere o auspicare che la stima sia ricambiata.
Strano modo di rispettare la democrazia e le istituzioni, strano modo di considerare lo stato.
Due sono i casi, o questo è un preciso e sciagurato piano politico per delegittimare la presidenza della Repubblica e la magistratura ( a cui aveva rivolto le precedenti esternazioni), e allora hanno ragione le opposizioni, si sta tentando un evidente "colpo di stato", oppure queste sono parole senza senso, dette in un momento di evidente stato confusionale o di delirio.
Comunque le si considerino, e qualunque siano le conclusioni a cui si arriva, questa è una persona pericolosa, che non dovrebbe mai governare un paese.

mercoledì 9 aprile 2008

Di blog si può morire dice chi pensava che i bloggers fossero virtuali.

L'allarme arriva dagli Stati Uniti, dove s'è registrato il terzo caso di decesso in seguito a stress da blog, le preoccupazioni invece viaggiano sulla rete e sono state riportate su più di un blog.
Scrive il Corriere della Sera che "lo stress di tener aggiornato 24 ore su 24 un diario on line combinato con l'assenza di esercizio fisico e di sonno e con una dieta irregolare e malsana, sono un cocktail potenzialmente letale che ha cominciato a mietere vittime nel mondo del web".
Non credo però che il mondo si trovi davanti ad una nuovo pandemia ma pur in presenza di qualche verità, sono migliaia le professioni ed i mestieri che ti provocano e ti costringono a ben peggiori prestazioni.
Si dice che possa essere fatale l'ansia di far bene, di maggiori guadagni pubblicitari, del successo e della notorietà.
Ma pare di capire, leggendo i vari interventi, che anche chi non fa del proprio diario online un business o una professione, possa vivere una continua ansia da prestazione.
Sembrano nocivi, non solo per i professionisti ma anche per i "dilettanti" del blog, il confronto con gli altri, la dipendenza psicologica dalle performance, le polemiche; a volte anche il coinvolgimento emotivo sui fatti e sulle cose.
Insomma, aprire un blog sembra essere per tanti un tremendo impegno e una enorme sofferenza.
Io non so, ma nutro il fondato sospetto che, come al solito, in questa inchiesta vi siano considerazioni vere, ma anche molte esagerazioni.
Tenere un blog può anche influire sulla salute di una persona, così come influiscono tutte le abitudini di vita, la sedentarietà come l'eccessivo esercizio fisico, o se si vuole, il camminare per strada come il lavorare in un cementificio, in una acciaieria, l'abitare semplicemente in un posto piuttosto che in un altro.
Quindi chi vuole tenersi il suo blog e fare di questa attività la sua professione continui pure e la faccia con passione , con un unico e solo accorgimento quello di preservare anche la propria salute, di morti sul lavoro ne abbiamo già tante per vecchie professioni, preferimmo evitarle, se possibile, per le nuove.
Ma anche chi vuole tenersi il suo blog per puro divertimento continui serenamente senza preoccuparsi, in fondo se vive un po' di ansia, se si arrabbia, se soffre, se passa alcune notti in bianco o litigando on line, non sta facendo nulla di diverso dal vivere, come tanti uomini, come milioni di uomini al mondo.
Entrambi sappiano però una cosa che forse hanno dimenticato i ricercatori che hanno condotto questa indagine, alla fine anche i bloggers muoiono per una qualche malattia, per un acciacco qualsiasi per il semplice motivo che anche loro sono veri e vivi, non sono solo virtuali....

martedì 8 aprile 2008

Perizie psichiatriche per politici e sbarramento elettorale per gli idioti

Che a pochi giorni dal voto si ripropongano molti dei vecchi e triti argomenti della passate campagne elettorali potrebbe essere anche comunemente accettato, ma che si raccontino tante scempiaggini lascia solo perplessi.
Si sa che molti politici considerano gli italiani completamente idioti, basta vedere le polemiche per le schede elettorali, ma un minimo di ritegno poi alla fine dovrebbe esserci.
Invece nulla , qualche giorno fa ci hanno riproposto la solita "bufala" dei brogli elettorali, poi abbiamo sentito quella della cordata Alitalia, ora , con un tocco di originalità si ritorna all'attacco della magistratura.
Così oggi a Savona, Berlusconi annuncia candido che "Il pubblico accusatore dovrebbe essere sottoposto periodicamente a esami che ne attestino la sanità mentale".
Insomma, secondo il Berlusconi pensiero, nei tribunali dovrebbero esserci meno processi e più visite meno tabulati di intercettazioni e più psicologi.
Perchè poi si debba attestare la sanità mentale dei soli magistrati per me rimane un mistero.
Ecco perchè allargo la proposta e convengo che si debba rendere obbligatorio, per chiunque ricopra cariche pubbliche, quindi parlamentari compresi, un attestato di sanità mentale.
Ho la certezza che così intere coalizioni rischierebbero di sparire, qualche partito verrebbe decimato, in pratica non avrebbero più rappresentanza.
Allora avanti con le leggi Cavaliere, per giudici, magistrati e politici, si renda obbligatorio un patentino che attesti la sanità mentale.
Ne lasceremmo tanti sul campo, cominceremmo davvero a sfrondare le liste.
Se a questo poi si aggiungesse, per le elezioni di domenica, oltre al previsto sbarramento elettorale anche un bel sbarramento per gli idioti, di colpo avremmo dimezzato i costi della politica.
La visita dovrebbe però essere obbligatoria anche per i candidati premier e qualche rischio nel superarla, tenga conto Cavaliere, potrebbe esserci per tutti.
Lei comunque vada tranquillo, una via di fuga se la tenga aperta, se proprio dovesse avere qualche problema le rimane sembra la possibiltà di dire che lo psicologo era comunista, quello funziona sempre, e poi ancora ci mancava.

lunedì 7 aprile 2008

In India nasce una bimba con due teste.

In un villaggio indiano a 50 chilometri da New Delhi è nata, tre settimane fa , una bambina che ha due facce.
La piccola Lali, così è stata chiamata, è da tutti considerata la reincarnazione di Ganesh, il dio induista con testa di elefante, per tale motivo viene venerata come una divinità.
Il padre della piccola, dichiara: "All'inizio mi ero un po' spaventato poi ho accettato ciò che Dio mi ha dato. Gente da ogni angolo dell'India e anche dall'estero viene qui a vedere la bambina. E' un dono divino. Alcune persone dicono che è come una dea, che ha il volto di una dea".
L'immagine della bimba è scioccante mentre le affermazioni del padre lasciano semplicemente allibiti.
Viene accettata come volontà divina la tremenda sofferenza che si è abbattuta sulla piccola.
Sembrerebbe umanamente impossibile accettare una simile disgrazia per sè e per la piccola, ma a volte l'uomo riesce a fare anche questo.
Riesce a farlo però solo facendo ricorso alla sua fede; solo attribuendo agli eventi o alle cose un significato divino, religioso o trascendentale.
Viene accettato alla fine, proprio per questo come un dono, quello che altri uomini considererebbero un tremendo castigo, una disgrazia, una condanna certa.
Sono i diversi aspetti di una medesima realtà che non è mai oggettiva, al contrario è sempre e solo soggettiva, frutto dei luoghi, del tempo o della mentalità.
Neanche di fronte ad una medesima realtà si riesce a intravedere l'esistenza di "un'idea" o di un pensiero unico ed universale; la vita , come il pensiero sono sempre incerti e relativi, sempre trasfigurati dai pregiudizi e dalla fede che tutto giustificano e accettano.
Senza la fede la vita può e deve essere solo bella, serena, gioiosa, deve portare alla felicità dell'uomo e del mondo. Altrimenti viene odiata e maledetta.
Solo la fede o la superstizione, al contrario, riescono a farti accettare serenamente anche le brutture della vita, per il semplice fatto che con la fede diventano del tutto superflui sia il pensiero razionale che la ragione.
La fede è nel contempo conforto e disgrazia dell'uomo e del mondo, ma tutto questo non è naturale, né logico, né razionale.

Decapitata la mafia crotonese ora aspettiamo solo giustizia.

Brillante operazione della Polizia di Stato ancora in corso. Sono infatti 42 le ordinanze di custodia cautelare emesse nell’ambito della maxi operazione contro la ‘ndrangheta nel Crotonese.
Le accuse, emesse a vario titolo a carico degli arrestati vanno dall' associazione mafiosa, all'omicidio, all'estorsione, al traffico di armi e di sostanze stupefacenti.
Nel corso delle indagini sono emersi anche importanti collegamenti con le cosche del reggino e con la criminalita’ albanese, dalla quale le persone coinvolte nell’inchiesta si sarebbero rifornite di armi ed esplosivo.
Tanti brillanti risultati dovrebbero alla fine dare i loro frutti, purtroppo l'unica cosa incerta nel nostro paese è la Giustizia, sempre promessa e mai realizzata.
Il dubbio è che, anche questa volta, conoscendo il sistema, potremmo trovarci nella situazione di non dover far altro che aspettare per poter vedere come, anche questi "mafiosi", ritorneranno alla fine nuovamente liberi senza subire alcun processo .
E' schizofrenico e incomprensibile il comportamento di un paese in cui si mobilitano centinaia di uomini e vengono impiegate risorse economiche tanto ingenti, in fondo per nulla, per una "rappresentazione", per una giustizia che è sempre lontana, impossibile , sempre di là da venire, sempre ingiusta.
Quindi rallegriamoci oggi ma con parsimonia, non facciamolo più del dovuto, aspettiamo di raccoglierne se possibile domani i frutti , quando saranno finalmente maturi i risultati provvisori per ora raggiunti.
La criminalità non si sconfigge con gli annunci sulle prime pagine dei giornali, ma solo dopo che sono stati assicurati alla giustizia e condannati i criminali.

domenica 6 aprile 2008

Le "porcate" di Bossi e Berlusconi.

La destra schierata, da Bossi a Berlusconi, se la prende con le schede elettorali, dopo essersela presa, la settimana scorsa, con gli oramai immancabili brogli elettorali.
Bossi scende in campo, e naturalmente lo fa con la finezza tipica dei suoi ragionamenti, quasi un nuovo dottor sottile: "Se necessario, per fermare i romani che hanno stampato queste schede elettorali che sono una vera porcata, e non permettono di votare in semplicità e chiarezza, potremmo anche imbracciare i fucili.
I veneti, i piemontesi, i lombardi non permetteranno questo imbroglio. Se necessario imbracceremo i fucili contro la canaglia centralista romana che sta facendo apposta a impedire il voto".
Il linguaggio come si vede è degno di un ministro del governo Berlusconi , spiace solo che questi ministri possano esserlo anche della Repubblica Italiana.
Ma anche Berlusconi riprende la polemica e proprio per le schede elettorali.
L'impressione che se ne ricava è proprio che non sappiano più che polemiche fare o che pesci pigliare.
Neanche si sono accorti che le schede elettorali sono state stampate secondo quanto previsto dalla legge approvata dal loro stesso governo.
Dovrebbero in fin dei conti prendersela solo con se stessi.
La cosa curiosa è che vorrebbero cambiare le schede, definite una porcata, ma non si sono per nulla preoccupati di cambiare una legge elettorale che, sempre loro, hanno definito una "vera porcata".
Ma sono proprio sicuri gli italiani di voler affidare il paese a gente che non riesce a fare, per loro stessa ammissione, niente altro che porcate ?