giovedì 20 marzo 2008

Una dolce morte è meglio della maledizione della vita.

La foto è molto dura, duro è anche l'argomento, ma sono più duri i cuori di molti intransigenti oppositori all'eutanasia.
Si tratta di Chantal, una donna di 52 anni che invano ha chiesto di poter morire perché colpita da un cancro incurabile e doloroso che la stava distruggendo.
Sull'onda dell'emozione suscitata , la Francia si sta preparando a rivedere la legge sull'eutanasia.
La legge francese proibisce infatti di procurare la morte a un paziente su sua richiesta, ma consente la sospensione delle cure «inutili o sproporzionate» e la somministrazione di cure palliative.
Oggi la neo sottosegretario alla Famiglia Nadine Morano si è detta "favorevole alla creazione di una commissione nazionale straordinaria sull’eutanasia, che si dovrà esprimere sui casi particolari come quelli di Chantal Sebire, a cui il tribunale di Digione in base alla legge vigente ha rifiutato assistenza" e il cui caso ha commosso persino il presidente Sarkozy.
Se non basta e non serve la ragione per piegare le intransigenze degli oppositori all'eutanasia, mi auguro vi possano supplire la pietà e i sentimenti.
Non vorrei più sentire l'urlo di chi supplica la morte, le grida di chi chiede il diritto ad abbandonare una vita oramai insopportabile.
Non vorrei vedere più nessuno supplire pietà laddove basterebbero dignità, comprensione ed amore.
Mi auguro e spero che la foto di Chantal riesca a piegare i cuori e le menti, non solo in Francia ma anche in Italia.
Mi chiedo quanti degli intransigenti nostrani riuscirebbero a sopportare quello che ha dovuto sopportare Chantal.
Esiste qualcuno al mondo che sinceramente può pensare che basti una generica vicinanza sentimentale a Chantal per convincerla a non desiderare più la morte ? E' pura ipocrisia pensarlo è stupido qualunquismo.
A Chantal non potevo che augurare una serena morte, se questo non basta a piegare le intransigenze degli oppositori non vorrei essere costretto ad augurare a nessuno una vita come quella di Chantal.

5 commenti:

tisbe ha detto...

sono favorevole all'eutanasia

Franca ha detto...

Mai più casi come questo o come Welby...

Franca ha detto...

Con i Vaticano dentro casa sarà difficilissimo spuntarla sui temi etici, ma auguriamoci che alla fine, come dici tu, dove non arriva la ragione arrivi almeno la pietà.
Mai più casi come questi, mai più casi come Welby...

mistyinweb ha detto...

Ognuno dovrebbe essere libero di scegliere se continuare o no la propria vita. E questo per qualsiasi motivo perchè, se non si può scegliere di venire al mondo, di deve poter scegliere se vivere o morire.
Lasciamo stare le false considerazioni buoniste: la vera crudeltà è IMPORRE di vivere o, peggio ancora, imporre di scegliere un suicidio doloroso o umiliante quando si potrebbe morire dolcemente e con dignità.

draiskus ha detto...

Concordo con mistyinweb, ognuno dovrebbe essere libero di decidere di se stesso e della SUA vita, non siamo noi a portarci dentro i SUOI pensieri e il SUO modo di pensare e di vedere le cose, quindi ritengo che sia giusto che ognuno scelga se vuole vivere o meno. Non scegliamo noi di nascere, per cui, ritengo che sia nostro diritto poter scegliere se continuare o meno.