venerdì 14 marzo 2008

Sergente U.S.A. stupra a Napoli e a Latina ma tutto viene tenuto segreto.

Daniel H. Gaskins era un sergente dell'esercito degli Stati Uniti, che lavorava alla scuola militare di comunicazioni della Nato a Latina.
Si apprende oggi, con la diffusione in Italia del rapporto periodico della Corte marziale statunitense, che è stato , per due delitti commessi in territorio italiano, condannato a 12 anni di prigione e degradato.
Nel periodo compreso tra il febbraio e marzo del 2007 ebbe un rapporto sessuale con una bambina di 12 anni, figlia di un collega, durante una festa a Latina.
Non contento, e dopo essere stato per questo motivo trasferito a Napoli, tentò di stuprare una soldatessa in un appartamento nei sobborghi della città campana.
Le vittime erano entrambi cittadine americane.
Il processo del soldato è avvenuto nelle caserma Ederle di Vicenza senza che la magistratura italiana venisse mai informata dei fatti.
E' vero che, in base al trattato tra lo Stato italiano ed il Governo U.S.A. , la giurisdizione sui crimini, ai danni di cittadini americani, resta affidata agli Stati Uniti, ma è comunque inaccettabile la mancata informazione alla magistratura italiana di un crimine commesso sul territorio di uno stato sovrano.
Gli Americani hanno fatto tutto da soli, indagini, processo e condanna nel silenzio più totale.
Alla notizia, si aggiunge anche la beffa, quando si apprende che, nonostante Gaskins fosse sotto inchiesta per i fatti sopra riportati, è stato libero di circolare , e nuovamente delinquere in territorio italiano, senza che nei suoi confronti scattasse mai alcun tipo di custodia cautelare.
Anzi, in attesa del verdetto, fu proprio trasferito a Napoli (il luogo in cui fu tentato lo stupro) dove gli venne anche affidato il comando di un plotone.
Il governo degli Stati Uniti dovrebbe sapere che l'Italia è uno paese amico, uno dei suoi più fedeli alleati e non una repubblica delle banane del centro America.
Qualora lo avessero dimenticato potrebbe essere utile ricordargli che in Italia rimarranno fino a che saranno graditi ospiti.

4 commenti:

l'ovvinionista ha detto...

Mi piacerebbe pensarla come te, ma non credo che gli Stati Uniti siano in Italia in quanto "ospiti". Temo che siano qui in quanto "protettori": noi ripudiamo la guerra, probabilmente non saremmo in grado di difenderci da soli neanche dal Kosovo se decidesse di invaderci. Di sicuro non avremmo nessuna possibilità di far rispettare l'ordine mondiale che tanto ci fa comodo. Siamo realisti: stiamo pagando la protezione militare con la sudditanza politica... E tutto sommato è un buon affare.

Lorenzo ha detto...

ma davvero l'Italia non è una repubblica delle banane? E Mastella, Berlusconi, Pecoraro come li spieghiamo allora?

Anonimo ha detto...

da cosa capisci che l'italia non e'una repubblica delle banane?

Anonimo ha detto...

Nella stesura del tuo articolo non hai considerato la possibilità che il silenzio nasconde l'innocenza della persona e comunque prima di emettere sentenze analizza quanti errori della giustizia italiana fanno circolare a piede libero pedofili e stupratori recidivi di accertata colpevolezza.Questo caso per dirla all'americana è tutto una :
BULL SHIT!!!