lunedì 17 marzo 2008

Le false notizie cinesi sulla rivolta Tibetana.

In questi giorni tutto il mondo ha visto cosa sta accadendo in Tibet e tutti, credo, ne conoscano le motivazioni e le cause.
Il mondo civile, senza distinzione di fede religiosa, di appartenenza sociale o di razza, in genere parteggia per il popolo tibetano.
Quasi tutti ma non tutti.
In Cina la disinformazione sta facendo la sua parte e anche il suo "dovere".
Ecco per esempio la stampa cinese affermare che "I manifestanti tibetani? Sono terroristi, sovversivi, gentaglia guidata da un leader sanguinario (Il Dalai Lama)".
Così, mentre noi in internet facciamo a gara, riempiendo i nostri blog di proteste e testimonianze a sostegno dei manifestanti, in Cina si racconta una storia completamente diversa e qualche utente della Rete propone addirittura "la lotta armata contro i paesi che minaccerebbero l'integrità territoriale della potenza asiatica".
Da questa mattina poi in tutta la Cina è stato bloccato l'accesso a YouTube.
E' evidente in questo fatto il timore che i cittadini cinesi possano vedere i filmati sui fatti tibetani che mostrano una realtà diversa da quella che ufficialmente è stata a loro accreditata.
Osservando le pagine web delle testate cinesi ci si imbatte poi in prese di posizione durissime contro il "malvagio" Dalai Lama e contro l'Occidente.
Leggendo le traduzioni di alcune pagine web cinesi ci si imbatte in simili dichiarazioni:
"Considerate quanto abbiamo fatto per i nostri compatrioti tibetani!. Gli abbiamo portato le ferrovie, il turismo, i centri commerciali. Sono tutti elementi che fanno parte della gloria della grande civiltà cinese sotto la generosa guida del saggio Partito. È incredibile che non siano pienamente felici di quello che hanno come tutti noi". "Il Dalai Lama predica l'amore ma nel suo cuore non ha amore per la sua gente. È un uomo malvagio". "Ha parlato di genocidio, ma è lui stesso il responsabile di quello che sta succedendo".
E gli occidentali vengono accomunati ai tibetani nella loro "storica ignoranza".
Sentite ad esempio questa dichiarazione "Nelle ultime centinaia di anni l'Occidente ha danneggiato il popolo cinese! Ne abbiamo abbastanza. Un miliardo e 400 milioni di cinesi devono unirsi adesso per combattere le forze occidentali ostili!".
Queste sono le notizie diffuse in Cina.
Notizie bizzarre, fantasiose, terrificanti, e che preludono ad una reazione cinese che l'Occidente attende con il fiato sospeso.
Qui scontiamo il grave errore delle dichiarazioni dell'UE e degli Usa, che di fatto hanno tranquillizzato la Cina. Sono così riusciti ad essere più realisti del Dalai Lama, commettendo però, credo, un grave errore.
Aspetto con angoscia la reazione cinese e poi vorrò vedere quanti saranno ancora quelli che, in occidente, avranno il coraggio di affermare che i giochi olimpici devono continuare.
Ricordo che nell'antica Grecia, in occasione delle Olimpiadi si sospendevano anche le guerre. Se così non fosse rimango sempre più convinto si debbano sospendere o comunque boicottare i giochi , anche perché sono convinto che la Cina non stia per nulla giocando, e ho il fondato sospetto che la Cina ben presto toglierà anche a noi la voglia di giocare.

9 commenti:

GinoTocchetti ha detto...

e' anche vero che tutte le tirannie puntano all'isolazionismo e all'autarchia, condizioni indispensabili per indottrinare il popolo con propaganda e menzogne

boicottare le olimpiadi, e magari raffreddare i rapporti sociali e culturali con quel paese, non sarebbe allora fare un regalo al governo cinese ?

sono pero' d'accordo con te sulla faccia nascosta di questa fase espansionistica cinese, considerato quanto recente e quanto tremendo e' stato il loro passato (passato?) comunista, e quanto lungo (millenario) e colossale quello imperialista. sono quindi d'accordo che alla cina bisognerebbe mostrare maggiore fermezza e fedelta' ai nostri principi

ma il rapporto di forza economica non ci lascia piu' spazio, e c'e' poco da gridare alla codardia e all'ipocrisia

per questo penso che l'unica via di uscita e' l'emancipazione del popolo cinese, ormai l'unico possibile freno alla nuova rivoluzione culturale cinese in corso. E' col popolo cinese che non si puo' perdere contatto.

Dunque boicottiamo tutto quanto colpisce l'establishment cinese, ma rimaniamo presenti affianco al popolo, finche' si puo', e capaci di portare il seme e la motivazione della ribellione.

Anonimo ha detto...

"In questi giorni tutto il mondo ha visto cosa sta accadendo in Tibet"

veramente abbiamo visto pochino.

mi dovresti spiegare per quale motivo dovremmo fidarci dei fanatici del "governo tibetano in esilio" e non delle fonti cinesi. ti stanno sul cazzo i cinesi? dillo , almeno ti dimostreresti onesto intellettualmente.

le notizie date dalle fonti cinesi corrispondono sostanzialmente a quanto riportato dal corrispondente dell' Economist, uno dei pochi che è davvero sul posto e non scrive da pechino o shanghai.

un po' di intelligenza e analisi critica sulle valanghe di balle e di letame che si sta buttando sui cinesi non farebbe male.
solidarietà con il popolo Cinese. Anche i Tibetani sono Cinesi
Jean Lafitte

ivan ha detto...

mi trovo pienamente d'accordo con quanto sostieni ginotocchetti e sono convinto dobbiamo cercare di stringere la Cina in un angolo. Non possiamo che sperare nell'emancipazione del popolo cinese come dici tu anzi dobbiamo cercare di favorirla in tutti i modi. Anche perchè con una Cina che produce in condizione di semischiavitù dei propri operai non possiamo in alcun modo competere. Non mi stancherò di ripeterlo difendendo i diritti del popolo cinese non facciamo altro che difendere i nostri mercati.

ivan ha detto...

Anonimo.
Di solito non è mia abitudine rispondere agli anonimi. Tu però te lo sei meritato. Ebbene è così tutto il mondo ha visto. Solo i ciechi ed i sordi come te non vedono e non sentono. Solo quelli che come te non vogliono sentire e non vogliono vedere. Mantieni le tue idee, conservale gelosamente in segreto, mantienile però anonime. Una sola domanda. Non hai per caso visto neanche piazza tiananmen ? ti sei accorto da che parte era il popolo cinese ? era di fronte ai carri armati, non nascosto dietro.
ciao

mario ha detto...

Non male l'emancipazione del popolo cinese fatta da noi.
Detto che condanno quello che avviene in Tibet come ciò che avviene in Palestina o nel Kurdistan (lì ci sono modelli di capitalismo emancipato alla israeliana o alla turca), mi lascia interdetto leggere che "dobbiamo difendere le nostre imprese" perchè gli operai cinesi sono in schiavitù. Che è più o meno la condizione con cui si è sviluppato ed emancipato il capitalismo in tutto il mondo.Compreso il fatto che illuminati imprenditori nostrani vanno lì ad emancipare gli operai cinesi offrendo condizioni di lavoro degne per primi, o forse solo perchè lì non guardano tanto per il sottile a condizioni di lavoro ed ambiente?
Allora stanno sulle palle i cinesi o i modelli di sviluppo che generano tutto questo ben di Dio, repressione dei Tibetani compresa?

Anonimo ha detto...

"Anonimo.
Di solito non è mia abitudine rispondere agli anonimi."

"Mantieni le tue idee, conservale gelosamente in segreto, mantienile però anonime."

idiota c'è tanto di firma!

argomenti? zero

ma che ne sai tu da che parte sta il popolo cinese?

JEAN LAFITTE

ivan ha detto...

vedo che l'anonimo jean lafitte di argomenti ne ha pochissimi,e come al solito fanno quelli senza argomenti nè ragioni come lui passano alle offese. Proporrei di raccogliere un bel contributo per mandarlo a vivere e lavorare per un paio d'anni in quello splendore di democrazia che si chiama Cina, questo non perchè mi dia fastidio, ma solo per poterlo vedere finalmente beato di avere raggiunto il paradiso in terra. Argomenti è vero pochi, anche da parte mia, ma con te che argomenti si devono avere ? Se non lo hai ancora capito gli argomenti sono diversi dai pregiudizi, tu hai solo questi ultimi e con te non serve a nulla ragionare.

Anonimo ha detto...

la solita fuffa. quando uno non sa che rispondere dice allora vai a vivere in Cina!
magari!
è una delle opzioni che sto studiando per il dopo università.
se volete aiutarmi economicamente, ben venga. forse lei non sa che Shanghai (e non solo) è piena di coraggiosi ragazzi stranieri, moltissimi europei e sempre di più anche italiani che vanno in Cina proprio perchè trovano quello che nelle meravigliose democrazie occidentali non c'è.
pensi in che modo le vostre bravate davanti alle ambasciate cinesi possono significare per le loro vite.

io non ho pregiudizi ma giudizi formati dopo aver studiato, e tanto, la Cina.

le dico anonimamente che lei è un imbecille. se vuole querelarmi il mio provider vi fornirà la mia identità.

Jean Lafitte

ivan ha detto...

naturalmente "anonimo Jean Lafitte" ti faccio i miei migliori auguri, per la tua vita, che vedo mal messa, e per il tuo viaggio che auguro sia senza ritorno, come d'altronde tu speri. Naturalmente rimane a me la speranza che i tuoi studi diano migliori risultati.