lunedì 24 marzo 2008

L'Alitalia come al solito servirà solo ai politici.

E' inutile nasconderlo oramai, la vertenza Alitalia è entrata di prepotenza nella campagna elettorale.
Come spesso accade in questi casi, la questione viene usata strumentalmente e da più parti a puri scopi elettorali. Si profilano nuove e impensabili alleanze persino tra Bertinotti e Berlusconi, che oramai viaggiano sulla questione quasi in piena sintonia.
Il governo Prodi sicuramente non ha brillato, al contrario, come è successo per tutte le questioni importanti affrontate non è riuscito a farne altro che un pasticcio.
In tempi non sospetti avrebbe potuto vendere Alitalia ad un miglior prezzo e inspiegabilmente non lo ha fatto.
Ora a pochi giorni dalle elezioni politiche, dopo aver tergiversato per mesi, all’improvviso decide di autorizzare il consiglio di amministrazione della compagnia a trattare con Air France-Klm.
Uno strano decisionismo, degno di un governo all'inizio del suo mandato.
Per dare poi una mano alla trattativa, nel dubbio ci sia ancora qualche sprovveduto, grida ai quattro venti che la compagnia è vicina al collasso e, o viene venduta entro il 31 marzo, o sarà fallimento.
Forse il governo sperava di commuovere i francesi o era convinto di poter contare sulla generosità di Air France.
Non c'è che dire, Prodi, aiutato da qualche suo ministro, ha deciso di fare un ultimo bel regalo a Berlusconi.
Il "romano" Veltroni sarebbe stato poco credibile come difensore degli interessi del Nord e di Milano, non era lui il destinatario delle attenzioni "prodiane", a meno che non lo si volesse far inciampare.
Prodi di fatto è riuscito, con un colpo di coda, a consegnare parte dell'elettorato lombardo e del Nord alla Lega e a Berlusconi. E pensare che proprio Berlusconi e alcuni suoi alleati possono essere annoverati tra i principali colpevoli dei problemi di Alitalia e di Malpensa.
Bella lungimiranza politica ha avuto il governo Prodi, grande tempismo.
Non c'è che dire, un coraggio da leoni e una velocità da sparvieri quando c'è da perdere voti, sempre titubanti e dubbiosi quando si tratta di guadagnarne.
Era sufficiente rinviare la trattativa di alcune settimane e la "grana" sarebbe toccata al successore.
Il partito della vendita a Air France sostiene che Alitalia perde troppo e sopratutto è Malpensa che pesa sulla compagnia.
Bella forza, hanno avuto la pretesa di far partire i voli da Malpensa con personale che risiede a Roma.
Una compagnia quasi interamente romana dovrebbe, in trasferta, far funzionare uno scalo lombardo.
Ora invece hanno deciso che si può fare l'esatto contrario, senza gli utenti del Nord vogliono far funzionare una compagnia a Roma.
Si faranno così sicuramente gli interessi di Air France, ma si creeranno tanti disagi per i viaggiatori lombardi costretti a recarsi all'estero per prendersi un volo, magari proprio in Francia.
Ho il vago sospetto che tra qualche anno avremo ancora un problema Alitalia, solo che non sarà più nostro.
Avremo però risolto almeno il problema degli utenti del Nord del paese, ingrasseranno le compagnie aeree straniere, compresa Air France.
Non che sia molto credibile neanche l'uscita di Berlusconi di una cordata di imprenditori pronti a rilevare una compagnia aerea decotta.
I "nostri" le scalate normalmente se le fanno con i soldi pubblici, difficilmente con i loro.
Non brillano di solito nè per coraggio, nè per generosità o orgoglio patrio i "ruspanti" imprenditori.
Davvero si pensa ci sia qualcuno che per salvare l'italianità di Alitalia voglia investire, o meglio "buttare" i suoi soldi in una operazione così incerta e rischiosa ?
Se così fosse rispediamo subito l'oltraggiosa offerta di Air France al mittente.
Ma è credibile una tale ipotesi in assenza di ulteriori e sensate proposte ? Se la sente davvero la "famiglia" Berlusconi di impegnarsi in tal senso ? Forse al massimo se la sentono di prendere l'aereo, ma non di "prendersi" una intera compagnia e per di più con un bilancio cosi "rosso", colore che non gode di molta simpatia in quegli ambienti.
Sicuramente quindi la risposta sarà alla fine negativa.
Ma se Roma non ha motivi per ridere, neanche Milano deve farsi illusioni.
Alla Lombardia non resta che liberarsi, al più presto possibile e nella maniera più indolore possibile, di Alitalia.
Che senso avrebbe, per una delle aree più ricche e sviluppate del mondo, tenersi una struttura aeroportuale e una compagnia perennemente in crisi ?
Alitalia a questo punto non serve più a nessuno, ha raggiunto il suo scopo.
Non serve al paese che dimostra di volerla svendere o liquidare, non serve al Nord e alla Lombardia. Sento ora veramente solo aria di bruciato e di commissariamento.
E solo servita, ancora una volta brillantemente, a quei politici che l'hanno costretta al fallimento, è solo servita a rubare qualche voto in più in questa stanca e sciocca campagna elettorale.
E' solo servita a dimostrare che ci sono furbi e furbetti, salvatori della patria e disfattisti, coraggiosi e pavidi, ma non servirà al paese, non servirà agli italiani e forse neanche ai lavoratori.
Ora la "palla", ammesso che ci possano riuscire, ce la devono togliere dai piedi quel "volpone" di Prodi ed il suo governo, il possibile lo hanno già fatto, nell'impossibile si sono buttati a capofitto, non gli resta che affidarsi ai miracoli ora, il periodo pasquale forse li aiuterà.

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