sabato 22 marzo 2008

La croce dell'uomo.

"Buona Pasqua.
Anche quest'anno abbiamo ripercorso il cammino della Croce, la Via Crucis, rievocando la passione di Cristo.
I nostri occhi hanno rivisto la sofferenza e l'angoscia che il nostro redentore ha dovuto sopportare nell'ora del grande dolore che ha segnato il culmine della sua missione.
Tornando a casa, anche noi, come coloro che assisteranno al sacrificio di Gesù, ci percuotiamo il petto ripensando a quanto è accaduto".

Quanto accaduto, Santità, diventa grande perché è così simile a quante accade anche oggi, quotidianamente, in così tante parti del mondo.
Ripensiamo perciò a quanto accaduto, ma ancora di più pensiamo a quanto ancora accade.
I nostri occhi guardano, con pari intensità e con inalterata angoscia, a tutti quegli uomini che portano, collettivamente o individualmente, ancora oggi e ogni giorno, la loro "croce".
Il loro dolore sembra eterno, eterna la loro sofferenza, facciamo si che non non sia eterno anche per noi il consueto gesto di percuoterci costantemente il petto; un inconscio segno di immutata colpa.
Diamo a tutti almeno la speranza, affinchè non rischi anche questa di diventare eterna.
La Pasqua è la festa della resurrezione dei cristiani, mi piacerebbe fosse la festa della "speranza" e della "resurrezione" dell'uomo, di ogni uomo e di ogni popolo, anche per i non credenti.

1 commento:

Franca ha detto...

Per rivivere la passione di Cristo oggi non c'è bisogno di rappresentare la via crucis. Basta accendere la televisione. A volte basterebbe semplicemente aprire la finestra...