lunedì 3 marzo 2008

Il corpo di Padre Pio meritava maggiore pietà umana

Ho sempre pensato che per un credente "l'anima" rappresentasse quasi la sublimazione della sua fede, l'essenza dell'umana condizione, il soffio divino della vita in un corpo.
Ho dovuto ricredermi in questi giorni.
L'occasione è stata la riesumazione del corpo di Padre Pio.
Ho trovato a dir poco di cattivo gusto le affermazioni di Mons. Domenico D'Ambrosio che, con incomprensibile soddisfazione, testualmente descriveva il corpo di Padre Pio : "Il mento perfetto, la presenza della barba, dei mezzi guanti e delle unghie. Se padre Pio mi permette, è come se fosse passato un manicure".
Ieri un padre cappuccino, uscendo dal santuario, aveva detto che la salma di padre Pio era «quasi intatta».
A queste si sono aggiunte poi le dichiarazioni dei periti che hanno effettuato una prima ispezione, riscontrando che «il cranio e gli arti superiori sono in parte scheletriti. Le restanti parti presentano i tegumenti adesi ai piani sottostanti e molto umidi, ma suscettibili di trattamento conservativo».
L' Arcivescovo di Manfredonia e San Giovanni Rotondo, mons. Domenico D'Ambrosio ha poi aggiunto che "c'è la storica responsabilità di garantire, attraverso appropriate procedure, una prolungata conservazione del corpo del nostro Santo per permettere anche alle generazioni che verranno la possibilità di venerare e custodire le sue reliquie". Nell'antico Egitto si preparavano e si conservavano cosi le mummie dei Faraoni.
Personalmente resto in parte inorridito da questa maniacale descrizione del lento decomporsi di un corpo, degna di veri "necrofili" (ha ragione Biagio) .
E' un disagio profondo che prende gli ascoltatori ed i lettori, è un disgusto non trattenibile.
Viene da chiedersi a chi possa servire tutto questo.
Padre Pio non aveva bisogno di questo orrendo rito per essere ricordato.
Quel corpo meritava la stessa pace concessa all'anima, aveva tutto il diritto di ritornare come "polvere" alla "sua terra".
Non avevano bisogno di tutto questo neanche i numerosi fedeli.
Solo i poveri di "spirito" hanno bisogno di reliquie per ricordarsi di una santità a loro diversamente non immaginabile.
Non vi è nulla nè di grande nè di trascendentale in questa adorazione, quasi pagana, di un corpo privo di vita, di un corpo in decomposizione che merita solo umano rispetto e pace eterna.
Vi si legge, al contrario, solo la pochezza degli uomini e delle loro menti.


6 commenti:

Biagio Raucci ha detto...

...inaudito!

BC. Bruno Carioli ha detto...

Vuoi mettere la "pietas" con lo scoop e gli affari attorno a Pietralcina?

ivan ha detto...

hai ragione Bruno gli affari prosperano a Pietralcina. Sono questi i nuovi mercanti del Tempio. Si venderebbero anche la loro anima per 30 denari. E poi la pubblicità è sempre l'anima del commercio anche di quello delle anime.

Federico Moretti ha detto...

Allucinante... è qualcosa di disgustoso. Del resto, da "gentile", ho sempre visto le santificazioni come un retaggio "pagano" mai abbandonato (dal punto di vista spirituale). Dal punto di vista economico... ha ragione Guzzanti - il comico - quando parla di merchandising di Cristo. Anzi, parlava, perché è stato censurato e condannato per averlo fatto...

Franca ha detto...

Strana quella fede che ha bisogno di un corpo terreno per potersi esprimere!

angelotta ha detto...

paganesimo,idolatria,materialismo......bussines!....
fanno passare tutto per
CRISTIANESIMOOO!E SE NE VANTANO PUREEE!