mercoledì 19 marzo 2008

Ecco apparire la lista dei presunti evasori.

Finalmente appare la famosa lista che da tempo fa discutere l'intera Europa.
Finalmente trapelano i primi nomi, sono oltre 400 i personaggi più o meno famosi che vi compaiono. Ci sono manager, imprenditori, avvocati, commercialisti, politici, professori universitari, gente di spettacolo. E' una fotografia dell'Italia, un bel "spaccato".
Meglio, di un certo tipo d'Italia, l'Italia dei furbi, l'Italia che può e vuole essere al di sopra della legge, l'Italia nascosta e segreta.
Personaggi nuovi assieme a vecchie conoscenze, a dimostrazione che la categoria dei furbi abita il mondo e vive in ogni tempo.
Ed eccoli allora alcuni nomi che hanno fatto la storia del paese, Carlo Sama, il delfino di Raul Gardini, che in compagnia di esponenti della famiglia Ferruzzi pare abbia (secondo le notizie riportate) depositato nell'istituto di credito di Vaduz cinque milioni di euro.
La famiglia Mian ( gruppo Farmaceutico) , dicono vi appaia con 400 milioni di euro. Non sono i soli proventi di medicinali depositati nel Princiapto, vi appare anche un altro gruppo specializzato nella commercializzazione di medicinali che manteneva in deposito oltre 200 milioni di euro.
Non poteva mancare qualche esponente politico, ed ecco allora l'Eurodeputato Bonsignore (Cdl) con un deposito di cinque milioni e mezzo di euro.
Ma, secondo notizie di stampa, vi appaiono anche uomini e donne di spettacolo come Milva, si dice , con un deposito di 7 milioni di euro, in compagnia di calciatori e attori.
E' L'Italia allegra, che gode, canta e gioca, l'Italia che ancora " può " farlo.
Non tutti saranno giudicati colpevoli di evasione fiscale, ma di certo le Procure di mezza Italia avranno di che divertirsi, e per fortuna (loro), gli elenchi resi pubblici si fermano al 2002, altrimenti ve ne sarebbe per le Procure di tutto il paese.
Naturalmente vi sono anche i "rei confessi" come Rocco Buttiglione, che minimizzando, aveva subito ammesso di aver depositato a Vaduz «poco più di 4.000 euro, compenso di una università del Principato».
Vi sono anche alcune smentite come quelle di Luigi Grillo, parlamentare di Forza Italia che risulta intestatario di un conto di qualche centinaia di milioni di euro.
Ma tra smentite e conferme le indagini continuano, devono continuare, non fosse altro che per rispetto di quei tanti italiani onesti che ancora hanno il vezzo di depositare i loro risparmi nelle nostre banche, ma che sopratutto mantengono ancora "l'inspiegabile" e "sciocca" consuetudine di pagare, "doverosamente", le tasse in questo paese.

1 commento:

L&F ha detto...

Qui, oltre alla classe politica, bisognerebbe cambiare la mentalità da furbetti ad almeno la metà degli italiani... e il dipendente paga!