lunedì 31 marzo 2008

Berlusconi riuscirà a farsi smentire persino dal Padreterno ?

A forza di parlare a vanvera alla fine non si sa più con chi si parla o che cosa si deve dire.
E' quello che capita a Silvio Berlusconi; oramai ha interpretato il pensiero di tutti ed ha provato a parlare con tutti e per tutti.
La settimana scorsa ha interpretatato a "suo modo" e a "suo vantaggio" il pensiero del Cardinal Ruini, affermando che il Cardinale conosce talmente bene la legge elettorale italiana che ha capito che i voti dati a partiti diversi dal Pdl sono voti persi.
A riprendere Berlusconi è intervenuto nientemeno che Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Crstiana.
Persino lui, attento più alle cose spirituali, si è subito accorto dei giochetti del Cavaliere ed ha dichiarato : "E’ una trumentalizzazione. Un espediente per ammaliare i cattolici e portarli dalla propria parte .
E' una uscita fuori luogo e fuori posto. Per quel che ne so io il cardinal Ruini non ha mai detto cose del genere. Quindi quando Berlusconi riporta il suo pensiero ne fa un uso indebito ai fini della campagna politica".
Povero Cavaliere oramai è stato smentito da tutti, lo ha smentito Bossi , lo hanno smentito i membri della presunta cordata Alitalia, lo ha smentito Famiglia Cristiana.
Mi ero quasi convinto e mi aspettavo, che nel periodo Pasquale, sarebbe riuscito a farsi smentire persino da Cristo.
Come fanno ancora a credergli gli italiani rimane per me un mistero.
Però mi sono accorto che anche i preti oramai hanno capito l'andazzo, forse si tratta di una rivelazione o è la divina provvedenza, ma lo stesso don Sciortino riconosce che i politici "a promettere sono tutti bravi, ma raramente le promesse vengono poi mantenute".
Avreste mai pensato tanta malizia in queste anime candide ? E' proprio vero sono pratici anche delle cose di questo mondo.
E allora, se è così, vada pure tranquillo Cavaliere, potrebbe persino osare un po' di più e dire che anche il Padreterno voterà per lei e per il Pdl.

domenica 30 marzo 2008

Brogli elettorali ma di destra.

Alla fine Berlusconi ancora una volta ha dimostrato di aver ragione.
Lui le cose le sapeva.
Se parlava di "brogli elettorali" un motivo c'era.
A Palermo,in questi giorni sono stati arrestati due presidenti di seggio che avrebbero falsificato centinaia di schede elettorali durante le amministrative di maggio 2007 (ma non le aveva controllate tutte anche Berlusconi queste schede dopo le elezioni?).
Fonti giudiziarie precisano che la lista "favorita" con i brogli sarebbe stata quella di "Azzurri per Cammarata", apparentata al candidato di Forza Italia poi eletto sindaco.
Il Cavaliere aveva indovinato tutto, tranne i colpevoli.
Non era la solita sinistra coinvolta nei brogli, ma erano uomini legati a filo doppio alla lista di Centrodestra. Peccato....
Consiglierei al Cavaliere di rifarsi accusando il giudice di essere un "comunista".

venerdì 28 marzo 2008

Le immagini del linciaggio di una strega in India.


















Il filmato è particolarmente scioccante, mostra la dura punizione inflitta in India ad una donna accusata di praticare la magia nera. La donna è stata linciata a Dumaria Adalchak, alla periferia di Patna (capitale dello stato orientale del Bihar).
Le immagine sono state trasmesse dalla televisione Indiana e hanno scosso l'intero paese.
Il filmato mostra la "strega" presa a pugni e a calci mentre decine di abitanti del villaggio assistono imperterriti alla punizione.
A scatenare la rabbia si dice sia stato il tentato suicidio di una donna psicolabile che la "strega" avrebbe dovuto curare.
Le immagini evocano sensazioni ed eventi legati ad altri periodi storici.
Si era nel più oscuro medio Evo.
Sembrava tutto finito, sembrava solo storia, forse ci eravamo illusi.
Il Medio Evo non finisce mai, non ha tempo, non appartiene solo alla storia, fa parte dell'uomo e quanto successo potrebbe benissimo accadere anche in Italia.

Berlusconi-Veltroni lo scontro sempre rinviato.

I due leader continuano a pungolarsi a distanza, sembrano cercare lo scontro.
Il Cavaliere da perfetto Superman ribadisce di essere "in grado di stracciare qualunque avversario, perché io nella mia vita ho fatto tutto ciò che gli altri non hanno fatto. Io sono un uomo di fatti, gli altri sono uomini di parole. I fatti vincono sulle parole". Detta così parrebbe che Hitler , " uomo di fatti", la "vinca" su Aristotele "uomo di parole", la qual cosa mi lascia perplesso.
Veltroni però non è da meno: "Si faccia il confronto dove vuole, quando vuole, come vuole. Noi siamo pronti, vuole farlo sulle sue reti? Vado a farlo sulle sue reti. Ma non scappi".
Tanto coraggio da parte dei due candidati dovrebbe precludere a una grande battaglia.
Ma allora perchè il confronto non si fa ?
Se le armi sono pronte, se il braccio non trema, perchè si continua a rimandare lo scontro ?
Non è che sempre sia possibile scegliere l'arma, il campo, l'arbitro, il momento.
Una qualche volta bisogna avere il coraggio dei grandi, quello di osare.

E' sul web il film anti- Corano, si temono attentati.

E' disponibile sul web, al sito www. liveleak. com., il film anti-corano del parlamentare olandese di estrema destra Geert Wilders.
Si tratta di un cortometraggio di 15 minuti che, ancora prima di essere proiettato ha provocato una crisi internazionale ed è destinato a far parlare a lungo di sé.
L'Olanda attende ora con paura le reazioni del mondo musulmano, forti sono i timori di ritorsioni commerciali ma quelli che si temono sono sopratutto i possibili atti di violenza.
Sulla questione io non ho cambiato idea, non credo sia lecito mutarla.
Già il mio precedente post sull'argomento aveva provocato forti reazioni di qualcuno, in pratica ero stato tacciato di ipocrisia.
Mi si accusava di essere un benpensante ed un ometto di sinistra; poco m' importa.
Per me rimane sempre valida la considerazione che ci sono cose a cui l'occidente non si può piegare, che non può proibire semplicemente per decreto o per legge un libro o un film, cose a cui non può rinunciare.
Su queste idee si regge la nostra Democrazia ed a nessuno, nemmeno ad un Presidente delle Repubblica o ad un Primo Ministro, è permesso limitare il diritto di libertà del cittadino e dell'individuo.
Sta proprio qui il dilemma, il problema ed il motivo di incomprensione e di scontro, in questo semplice principio di libertà, che l'Islam non ha ancora compreso, che non rientra negli schemi mentali di quei popoli e di quella società.
Anche io la penso e giudico che "non è mai apprezzabile che vengano colpiti i sentimenti religiosi altrui", dico di più, aggiungo anche che non mi piace lo siano.
Aggiungo anche che il film mi pare superficiale, odioso, sciocco, e che non ho alcun desiderio di vederlo, che criticherei la sua uscita ed il suo messaggio, al pari e come ho criticato le stupide idee e posizioni di Calderoli sull'Islam.
Ma qui mi fermo, qui si fa largo quel principio di libertà che nemmeno io voglio intaccare ed a cui, come occidentale non riesco, non posso e non voglio rinunciare.
Quel principio è il fondamento della nostra democrazia, è il risultato di secoli di storia e di lotte che non posso dimenticare ed a cui anche l'Islam si dovrà piegare.

giovedì 27 marzo 2008

Facci sognare Vasco.
















Sta andando letteralmente a ruba l'ultimo album di Vasco "il mondo che vorrei". Per ora sono state trecentocinquantamila le copie già prenotate.
Il disco uscirà sicuramente oggi e sarà ancora una volta successo; il fenomeno Vasco non demorde, non cessa, non ha età.
A 56 anni suonati sa ancora parlare a più di una generazione.
La maturità non gli ha tolto nulla, è solo un valore aggiunto.
E' la sua vita spericolata che incanta tutti, quella vita fuori dagli schemi, libera, volontariamente alta, sopra tono, intensa e vera.
Ma è anche la voglia di viverla così fino in fondo, nonostante o contro gli anni, senza arrendersi mai, senza mai rinunciare ad essa.
Grida ancora con le sue canzoni Vasco, grida i suoi sogni e le sue delusioni.
Ma grida anche la sua speranza, quel "ragazzo" che è in lui non si arrende a nulla, neanche alla maturità.
Vasco è il simbolo che le "idee" non hanno tempo né età.
Ti trascina Vasco mentre "picchia" forte, picchia con la sua musica, con il suo rock, con le sue idee, picchia dentro di noi.
Sono la sua vita vera e la sua immagine che incantano i "giovani" e nel contempo risvegliano i ricordi dei "vecchi", finalmente insieme, per lui e con lui.
Nelle sue canzoni vi è tutto il piacere ed il dolore della vita, vi trovi il suo entusiasmo, a volte unito a una leggera e roca malinconia, ma subito dopo , smaliziato, Vasco si riprende e ricomincia a volare, di nuovo alto, di nuovo forte, come i suoi sogni, come le sue speranze.
Ed si sogni e le speranze viaggiano sulle sue note, sulle sue canzoni, appesi li a mezz'aria, in una stanza come in uno stadio.
Vasco riesce sempre a ricordarmi il Kerouac di "On the road", come lui sembra dire e ricordare a tutti che "l'unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo...." .
E Vasco brucia, sì brucia e ti brucia dentro, e i suoi messaggi non sono proclami, sono semplici canzoni , sono sensazioni, sono sentimenti, e che sentimenti.
Ma il mondo, dice Vasco, non convince, non basta, e anche lui, come un novello Don Chisciotte, combatte la sua battaglia, alla sua maniera contro i" suoi mulini a vento", contro il conformismo, contro le sofferenze, contro una realtà che non gli piace, "una realtà - dice- che mortifica le aspirazioni umane, mentre non c’è limite alla sofferenza. La realtà che vedo mi fa schifo. Bisogna accontentarsi, ma l’artista non ci sta. Io sono un sopravvissuto".
Il punto di riferimento per Vasco è sempre la vita spericolata: «Io non volevo una vita come quella che sognavano per me i miei genitori, un lavoro in banca: una vita con le pause, garantita.
Io non sopporto i limiti che la vita impone, e li combatto con i sogni".
Ed è qui il punto Vasco, sono i tuoi sogni che ti fanno grande, perché sono anche i nostri sogni. Anche noi come te Vasco non riusciamo ad accontentarci di questa vita, la vorremmo diversa.
Non vorremmo sempre e solo adattarci ad essa, ma spingere come te sull'acceleratore, come te sognare e volare, perché è vero Vasco, i sogni e le illusioni aiutano a vivere.

Ecco i nomi della cordata, voleranno dopo le elezioni.

Ecco finalmente che Berlusconi fa i nomi dei partecipanti alla cordata.
La cordata italiana sembra quindi esistere, per ora.
I nomi rilasciati nell'intervista alla Stampa sono diversi, vanno da Ligresti a Benetton a Mediobanca. E, aggiunge Berlusconi, "ce ne sono molti altri, come l'Eni che ha tante risorse, che può partecipare direttamente all'operazione e che ha grande interesse in questa vicenda".
Sembrano per ora svaniti nel nulla i "figli", semplicemente "volati" via, può darsi che si giudichi basti un impegno in famiglia.
Nessuno ha comunque ancora confermato la partecipazione alla cordata.
Resta solo da notare come persino Bossi sia estremamente dubbioso.
Il Senatur, più smaliziato di molti altri o forse molto meno diplomatico, ha infatti affermato che "gli imprenditori si fanno avanti solo se c'è da guadagnarci".
Per ora quindi registriamo le semplici dichiarazioni, rimangono però inalterati tutti i dubbi.
Sono convinto che si parlerà molto di cordate e di Alitalia in campagna elettorale, ma vedrete che le cordate cominceranno a "volare" solo ad elezioni avvenute.

mercoledì 26 marzo 2008

Per non morire chiede aiuto su YouTube

I familiari di una casalinga di Indianapolis chiedono aiuto su YuToube.
La donna è afflitta da un tumore al pancreas come Patrick Swayze, l'attore che tutti ricorderanno per "Ghost".
Il tumore al pancreas è uno dei più letali, con una percentuale di mortalità del 90%.
La donna chiede con questo appello di poter usufruire, pagando comunque di tasca propria le cure, di un nuovo trattamento terapeutico, purtroppo ancora in fase sperimentale.
Fino ad ora la casa farmaceutica si è rifiutata di dare questa possibilità alla donna.
Da qui scaturisce l'invito ai frequentatori di internet: "Tempestate di mail i dirigenti della GenVec".
Come spesso capita in questi casi le coscienze e gli uomini si divideranno. Da una parte i sostenitori e dall'altra chi, in nome di un qualche principio morale, si dichiarerà contrario.
Io sostengo l'iniziativa, perché credo nella libertà individuale e per le mie convinzioni.

lunedì 24 marzo 2008

Il battesimo di Magdi Allam è un po' sopratono.

Benedetto XVI ha impartito, durante la veglia pasquale in San Pietro, il battesimo a sette catecumeni, due uomini e cinque donne provenienti da Italia, Camerun, Cina, Stati Uniti e Peru.
Tra di essi anche il giornalista e saggista di origine egiziana Magdi Allam, vicedirettore del Corriere della Sera. Naturalmente non sono mancate le reazioni del mondo islamico e tutte naturalmente sono state rabbiose e polemiche. L'indignazione dell'islam lascia ancora una volta trasparire un sempre latente sottofondo di illiberalità, solo una sottile e leggera nota.
Devo riconoscere che personalmente mi piace Magdi Allam, mi piace come giornalista e come uomo, lo ammiro per le sue idee, che in parte condivido, così come lo ammiro per la forza e la coerenza con cui le manifesta.
Rispetto profondamente perciò le sue convinzioni, anche questa sua scelta di fede. Mi pare superfluo perciò dire che anche in questa occasione ha dimostrato il coraggio che gli è tipico.
D'altronde ogni manifestazione di fede merita rispetto e comprensione, avvenga in umili capanne o negli sfarzi di San Pietro.
Ricordiamo che i primi cristiani professavano la loro fede e si battezzavano nel buio delle catecombe. Rischia spesso anche oggi di doverlo fare così un arabo che si converta al cristianesimo.
Nessuno naturalmente pretendeva che anche Agdi Allam lo facesse in questa maniera, è un diritto di tutti farlo alla luce del sole, in una chiesa, su un altare.
Resta però vero che non a tutti è dato di essere battezzati in San Pietro e addirittura dal Pontefice sotto gli occhi del mondo intero, in mondovisione.
Questo è sempre stato un privilegio di pochi, nel passato era riservato a re e imperatori.
Quando ciò avveniva quello che veramente contava non era l'atto di fede, ma il messaggio politico che questo rappresentava e che veniva trasmesso al mondo ed ai sudditi.
Ora, nè Agdi Allam nè Benedetto XVI, sono degli sprovveduti , entrambi credo abbiano coerentemente valutato l'importanza e le conseguenze del loro gesto.
A me personalmente non ha dato fastidio, mi è solo sembrato leggermente stonato, un poco sopra tono, un voler marciare muro contro muro, una leggera nota di integralismo di ritorno.
E stato questo voler sbandierare al mondo una conversione che mi ha colpito, il voler costruire attorno ad un fatto personale un caso "politico-religioso universale".
Ho sempre guardato con naturale diffidenza quell'agitare minaccioso di "bandiere" al vento, guardo sempre con preoccupazione sopra tutto quelle bandiere che sventolano i simboli e le croci della fede, quelle bandiere che vengono agitate nel nome di Dio. La conversione di Agdi Allam rischia di diventare una "bandiera", un simbolo.
Ho ben presente che l'integralismo non è retaggio del solo islam, ma è spesso radicato anche nella cristianità.
Non è necessario risalire al medio evo ed alle crociate per scoprirlo, basta ricordarsi della civilissima Irlanda.
Non rispolveriamo perciò le "crociate", non servono più a nessuno, nemmeno alla fede, servono solo a quell'integralismo che vorremmo combattere.
Di "simboli" come questi il mondo non ne ha più bisogno, ne fa volentieri a meno.

L'ordine dei medici contro il "Grande Fatello".

Si scopre ora che anche i membri dell'Ordine dei medici di Napoli sono tra i fedelissimi della trasmissione televisiva il Grande Fratello.
Infatti il vicepresidente dell'Ordine ha richiesto a Mediaset la cassetta del video in cui in cui la concorrente Lina Carcuro, medico napoletano in gara, si è "lasciata andare" a letto con un altro concorrente.
"Il comportamento pubblico della Carcuro potrebbe aver violato il rigido Codice deontologico della categoria - ha esordito il vicepresidente - Il Consiglio direttivo visionerá il materiale e decideremo le eventuali misure da prendere, senza pregiudizi nè senza fare sconti, tenendo presente che le sanzioni disciplinari vanno dal richiamo, alla sospensione per qualche mese, fino alla radiazione dall'Ordine".
Resta da chiedersi se non avrà nulla di meglio da fare il vicepresidente dell'Ordine dei medici di Napoli ? Non converrebbe forse di più, a lui e all'intera categoria, vigilare sulla professionalità dei propri iscritti piuttosto che sulla loro vita privata ?

L'Alitalia come al solito servirà solo ai politici.

E' inutile nasconderlo oramai, la vertenza Alitalia è entrata di prepotenza nella campagna elettorale.
Come spesso accade in questi casi, la questione viene usata strumentalmente e da più parti a puri scopi elettorali. Si profilano nuove e impensabili alleanze persino tra Bertinotti e Berlusconi, che oramai viaggiano sulla questione quasi in piena sintonia.
Il governo Prodi sicuramente non ha brillato, al contrario, come è successo per tutte le questioni importanti affrontate non è riuscito a farne altro che un pasticcio.
In tempi non sospetti avrebbe potuto vendere Alitalia ad un miglior prezzo e inspiegabilmente non lo ha fatto.
Ora a pochi giorni dalle elezioni politiche, dopo aver tergiversato per mesi, all’improvviso decide di autorizzare il consiglio di amministrazione della compagnia a trattare con Air France-Klm.
Uno strano decisionismo, degno di un governo all'inizio del suo mandato.
Per dare poi una mano alla trattativa, nel dubbio ci sia ancora qualche sprovveduto, grida ai quattro venti che la compagnia è vicina al collasso e, o viene venduta entro il 31 marzo, o sarà fallimento.
Forse il governo sperava di commuovere i francesi o era convinto di poter contare sulla generosità di Air France.
Non c'è che dire, Prodi, aiutato da qualche suo ministro, ha deciso di fare un ultimo bel regalo a Berlusconi.
Il "romano" Veltroni sarebbe stato poco credibile come difensore degli interessi del Nord e di Milano, non era lui il destinatario delle attenzioni "prodiane", a meno che non lo si volesse far inciampare.
Prodi di fatto è riuscito, con un colpo di coda, a consegnare parte dell'elettorato lombardo e del Nord alla Lega e a Berlusconi. E pensare che proprio Berlusconi e alcuni suoi alleati possono essere annoverati tra i principali colpevoli dei problemi di Alitalia e di Malpensa.
Bella lungimiranza politica ha avuto il governo Prodi, grande tempismo.
Non c'è che dire, un coraggio da leoni e una velocità da sparvieri quando c'è da perdere voti, sempre titubanti e dubbiosi quando si tratta di guadagnarne.
Era sufficiente rinviare la trattativa di alcune settimane e la "grana" sarebbe toccata al successore.
Il partito della vendita a Air France sostiene che Alitalia perde troppo e sopratutto è Malpensa che pesa sulla compagnia.
Bella forza, hanno avuto la pretesa di far partire i voli da Malpensa con personale che risiede a Roma.
Una compagnia quasi interamente romana dovrebbe, in trasferta, far funzionare uno scalo lombardo.
Ora invece hanno deciso che si può fare l'esatto contrario, senza gli utenti del Nord vogliono far funzionare una compagnia a Roma.
Si faranno così sicuramente gli interessi di Air France, ma si creeranno tanti disagi per i viaggiatori lombardi costretti a recarsi all'estero per prendersi un volo, magari proprio in Francia.
Ho il vago sospetto che tra qualche anno avremo ancora un problema Alitalia, solo che non sarà più nostro.
Avremo però risolto almeno il problema degli utenti del Nord del paese, ingrasseranno le compagnie aeree straniere, compresa Air France.
Non che sia molto credibile neanche l'uscita di Berlusconi di una cordata di imprenditori pronti a rilevare una compagnia aerea decotta.
I "nostri" le scalate normalmente se le fanno con i soldi pubblici, difficilmente con i loro.
Non brillano di solito nè per coraggio, nè per generosità o orgoglio patrio i "ruspanti" imprenditori.
Davvero si pensa ci sia qualcuno che per salvare l'italianità di Alitalia voglia investire, o meglio "buttare" i suoi soldi in una operazione così incerta e rischiosa ?
Se così fosse rispediamo subito l'oltraggiosa offerta di Air France al mittente.
Ma è credibile una tale ipotesi in assenza di ulteriori e sensate proposte ? Se la sente davvero la "famiglia" Berlusconi di impegnarsi in tal senso ? Forse al massimo se la sentono di prendere l'aereo, ma non di "prendersi" una intera compagnia e per di più con un bilancio cosi "rosso", colore che non gode di molta simpatia in quegli ambienti.
Sicuramente quindi la risposta sarà alla fine negativa.
Ma se Roma non ha motivi per ridere, neanche Milano deve farsi illusioni.
Alla Lombardia non resta che liberarsi, al più presto possibile e nella maniera più indolore possibile, di Alitalia.
Che senso avrebbe, per una delle aree più ricche e sviluppate del mondo, tenersi una struttura aeroportuale e una compagnia perennemente in crisi ?
Alitalia a questo punto non serve più a nessuno, ha raggiunto il suo scopo.
Non serve al paese che dimostra di volerla svendere o liquidare, non serve al Nord e alla Lombardia. Sento ora veramente solo aria di bruciato e di commissariamento.
E solo servita, ancora una volta brillantemente, a quei politici che l'hanno costretta al fallimento, è solo servita a rubare qualche voto in più in questa stanca e sciocca campagna elettorale.
E' solo servita a dimostrare che ci sono furbi e furbetti, salvatori della patria e disfattisti, coraggiosi e pavidi, ma non servirà al paese, non servirà agli italiani e forse neanche ai lavoratori.
Ora la "palla", ammesso che ci possano riuscire, ce la devono togliere dai piedi quel "volpone" di Prodi ed il suo governo, il possibile lo hanno già fatto, nell'impossibile si sono buttati a capofitto, non gli resta che affidarsi ai miracoli ora, il periodo pasquale forse li aiuterà.

sabato 22 marzo 2008

Dipendenza da internet , malattia e cura..

E ora si scopre una nuova malattia mentale, la dipendenza da internet.
La scoperta arriva, a dire il vero non inaspettata, dalle pagine dell’American Journal of Psychiatry , che identifica la internet addiction come un particolare tipo di disturbo mentale compulsivo-impulsivo.
E' in pratica l'irresistibile desiderio di connettersi al web, con vere e proprie crisi di astinenza.
Ma come capire dove finisce il normale uso del web o dove cominci l'abuso risulta estremamente difficile, la linea di demarcazione è molto sottile, purtuttavia dicono, individuabile.
"L’astinenza si manifesta con rabbia, frustrazione e depressione quando si è in assenza di accesso alla rete, mentre l’assuefazione consiste nel desiderare, oltre a una permanenza sempre più lunga davanti al pc, software e hardware sempre più performanti".
La dipendenza da internet è però, nell’86 per cento dei casi, spesso associata anche ad altre forme di dipendenza.
Il consiglio è uno solo, come per tutte le cose è bene cercare di usare il buon senso, e di chiudere, non metaforicamente, ma realmente la spina.
In sostituzione della vita di relazioni digitali vale e serve, con frequenza, dedicarsi alla vita reale, tanto difficile a volte, ma tanto bella.
Per non avere dubbi, o anche solo per prevenzione, decido di chiudere qui e farmi un bagno di folla e di relazioni sociali, in pratica un bel tuffo nella vita reale.

La croce dell'uomo.

"Buona Pasqua.
Anche quest'anno abbiamo ripercorso il cammino della Croce, la Via Crucis, rievocando la passione di Cristo.
I nostri occhi hanno rivisto la sofferenza e l'angoscia che il nostro redentore ha dovuto sopportare nell'ora del grande dolore che ha segnato il culmine della sua missione.
Tornando a casa, anche noi, come coloro che assisteranno al sacrificio di Gesù, ci percuotiamo il petto ripensando a quanto è accaduto".

Quanto accaduto, Santità, diventa grande perché è così simile a quante accade anche oggi, quotidianamente, in così tante parti del mondo.
Ripensiamo perciò a quanto accaduto, ma ancora di più pensiamo a quanto ancora accade.
I nostri occhi guardano, con pari intensità e con inalterata angoscia, a tutti quegli uomini che portano, collettivamente o individualmente, ancora oggi e ogni giorno, la loro "croce".
Il loro dolore sembra eterno, eterna la loro sofferenza, facciamo si che non non sia eterno anche per noi il consueto gesto di percuoterci costantemente il petto; un inconscio segno di immutata colpa.
Diamo a tutti almeno la speranza, affinchè non rischi anche questa di diventare eterna.
La Pasqua è la festa della resurrezione dei cristiani, mi piacerebbe fosse la festa della "speranza" e della "resurrezione" dell'uomo, di ogni uomo e di ogni popolo, anche per i non credenti.

venerdì 21 marzo 2008

Nancy Pelosi: Il Tibet sfida la coscienza del mondo.

Mentre Bush rassicura la Cina affermando che le Olimpiadi sono un gioco e quindi si svolgeranno regolarmente, con un gesto di aperta sfida alla Cina, Nancy Pelosi, la presidente della Camere dei Rappresentanti Usa, si e' recata a incontrare il Dalai Lama , nella residenza di quest'ultimo a Dharamsala, nel nord dell'India.
Nancy Pelosi afferma che , "se la comunità internazionale, e in particolare il mondo libero, non si opporranno alla brutale repressione cinese in Tibet, avranno perso ogni autorità morale che li legittimi a rivendicare il rispetto dei diritti umani".
Aspettiamo ora, sicuramente non si farà attendere la stizzita reazione Cinese alla visita.
La Pelosi e' il primo statista straniero di rango cosi' elevato a recarsi dal Dalai Lama da quando hanno avuto inizio in Tibet le proteste di piazza che hanno provocato una così dura repressione da parte del "regime" cinese.
"Oggi siamo qui per unirci a voi, in questo triste momento, nel diffondere la luce vivida della verità su quanto sta accadendo in Tibet", ha affermato Nancy , nel suo incontro con il Dalai Lama e con i capi della comunità tibetana in esilio, "Il mondo deve sapere che cosa sta succedendo. Siamo qui con voi per affrontare questa sfida", ha continuato le Pelosi, strappando un fragoroso scoscio di applausi, "in questa sfida siamo con voi".
"Se coloro che in tutto il mondo amano la libertà non dichiareranno la loro opposizione all'oppressione cinese in Tibet, avremo perduto ogni autorità morale per poter parlare a favore dei diritti dell'uomo, dovunque nel mondo. Forse e' il nostro karma, forse e' il nostro destino essere qui con voi in un momento del genere. Quando ritorneremo a casa, porteremo il messaggio di quanto abbiamo visto, e cercheremo di raccogliere la sfida alla nostra coscienza che il Tibet ci pone".
Condivido in pieno le affermazioni della Presidente della camera dei Rappresentanti Usa e le faccio mie.
Io credo che il mondo intero debba raccogliere la sfida, la sfida delle globalizzazione si vince solo globalizzando per prima cosa i diritti degli uomini.
Nessun interesse, nessun mercato può far passare in second'ordine il diritto alla libertà di un popolo.
Se mai esiste un "coscienza del mondo" è questo il momento di dimostrarlo, altrimenti veramente avremo perso qualsiasi autorità morale .

giovedì 20 marzo 2008

Una dolce morte è meglio della maledizione della vita.

La foto è molto dura, duro è anche l'argomento, ma sono più duri i cuori di molti intransigenti oppositori all'eutanasia.
Si tratta di Chantal, una donna di 52 anni che invano ha chiesto di poter morire perché colpita da un cancro incurabile e doloroso che la stava distruggendo.
Sull'onda dell'emozione suscitata , la Francia si sta preparando a rivedere la legge sull'eutanasia.
La legge francese proibisce infatti di procurare la morte a un paziente su sua richiesta, ma consente la sospensione delle cure «inutili o sproporzionate» e la somministrazione di cure palliative.
Oggi la neo sottosegretario alla Famiglia Nadine Morano si è detta "favorevole alla creazione di una commissione nazionale straordinaria sull’eutanasia, che si dovrà esprimere sui casi particolari come quelli di Chantal Sebire, a cui il tribunale di Digione in base alla legge vigente ha rifiutato assistenza" e il cui caso ha commosso persino il presidente Sarkozy.
Se non basta e non serve la ragione per piegare le intransigenze degli oppositori all'eutanasia, mi auguro vi possano supplire la pietà e i sentimenti.
Non vorrei più sentire l'urlo di chi supplica la morte, le grida di chi chiede il diritto ad abbandonare una vita oramai insopportabile.
Non vorrei vedere più nessuno supplire pietà laddove basterebbero dignità, comprensione ed amore.
Mi auguro e spero che la foto di Chantal riesca a piegare i cuori e le menti, non solo in Francia ma anche in Italia.
Mi chiedo quanti degli intransigenti nostrani riuscirebbero a sopportare quello che ha dovuto sopportare Chantal.
Esiste qualcuno al mondo che sinceramente può pensare che basti una generica vicinanza sentimentale a Chantal per convincerla a non desiderare più la morte ? E' pura ipocrisia pensarlo è stupido qualunquismo.
A Chantal non potevo che augurare una serena morte, se questo non basta a piegare le intransigenze degli oppositori non vorrei essere costretto ad augurare a nessuno una vita come quella di Chantal.

Vendita Alitalia


SSS...vendita Alitalia.

Ridatemi un avversario, datemi un'arena.

Ho nostalgia delle infuocate campagne elettorali del 1994, del 1996 e parzialmente del 2001.
Annate eccezionali da conservare nella memoria.
Là si parlava del "Caimano".
Berlusconi era l'uomo da abbattere, l'immagine , il simbolo del "male".
Ora tutto è soft, ovattato, cortese e cordiale, spento.
Si ragiona in punta di piedi, disegnando il cielo con un dito.
Poco importa se il cielo è un po' più sporco e i piedi rischiano di sprofondare nella "monnezza" di Napoli.
Neanche Grillo riesce ad infiammarmi più anche se in negativo.
Come farà questo Paese a rimettersi in moto se sta dormendo ? Non è che lo vogliano volontariamente addormentare ?
Quello che ci dipingono fino ad ora è un paese di favole, di sogni, ci propinano quotidianamente la nostra dose di tisana e di analgesico.
Le immagini sono da Mulino Bianco, da favola felice in cui tutti sono allegri tranne gli italiani, sorride sempre anche il lupo "cattivo"perchè pensa già di aver vinto le elezioni e di mangiarsi cosi il suo Cappuccetto rosso , che detto fra di noi , si è sbiadito perdendo un po' di colore.
E' una noia , una banalità infinita.
Ci si può permettere veramente di stracciare i programmi.
Non ne servono due copie, ne basta una per i due schieramenti, l'altra si può buttare.
E la politica, quella con la P maiuscolo, quella ragionata, che fine ha fatto ? Ci rotoliamo in questi giorni nelle banalità.
Si riconosce che i due schieramenti sono diversi, ma si capisce anche che i profani possano avere delle difficoltà.
Il "Caimano" mi sa che ce lo dobbiamo scordare, molto meglio sostituirlo con il "Cavaliere", fa più snob.
I candidati ? non riescono sempre ad entusiasmare.
Veltroni era partito bene, ora sembra aver perso smalto ed entusiasmo, non riesce a scuotermi e a darmi emozioni.
E se non riesce a trasmetterle a me che non aspetto altro, figuriamoci a chi è digiuno di politica e ancora è indeciso sul voto.
Ma avranno capito che devono farmi battere il cuore oltre che la mente ? A volte faccio fatica a tenere ben sveglia anche quella.
Non è che Berlusconi brilli, tutt'altro, ma di quello poco me ne importa.
Sembrano entrambi "rassegnati", l'uno alla sconfitta, l'altro al trionfo. Sembrano palleggiare. Entrambi capaci di parlare in apnea per un paio di ore infarcendo i loro discorsi del più piatto buonsenso assoluto.
Io al contrario ho bisogno di avversari , non posso essere amico di tutti, anche di Berlusconi.
Sono sempre stato un uomo di partito, mi spiace ma sono di "parte".
Non voglio nemici , mi bastano gli avversari, ma mi piace la lotta politica, la discussione e la partigianeria, mi rende vivo.
Ve lo chiedo per favore datemi un vero avversario, da combattere e forse da sconfiggere con orgoglio e soddisfazione, con sadico piacere, e se vinceremo gli darò anche l'onore delle armi.
Ho dato un'occhiata alle liste, mi infiammano meno dei discorsi .
Vi ho trovato qualche cilicio di troppo, ma sono miope e farò finta di non aver visto.
Farò solo finta, perchè come tutti sanno, i miopi vedono benissimo da vicino.
Andrò avanti , ma ho bisogno che qualcuno gridi il "mio" progetto politico, mi faccia ragionare, mi indichi un "avversario", mi infiammi il "cuore e la mente" sui miei progetti di futuro, sulle mie speranze, sull'avvenire del paese. Possibile che Obama abbia insegnato così poco ?
Ho bisogno di volare, ma ho pretese e voglio volare alto. Poco importa se poi dovremo atterrare con qualche difficoltà, cercheremo di arrangiarci al meglio.
Ma per favore basta buonismo, basta melassa e sonniferi, siamo avversari, non stiamo costruendo "inciuci", fatemelo capire. Lo volete capire che ho bisogno di un sogno ?
L'unica cosa che non mi fanno mancare sono le idiozie, quelle sono quotidiane vivendo in Lombardia, che come tutti sanno è patria della Lega .
Ho solo bisogno di una arena dove esercitare le mie idee e confrontarmi con quelle degli altri, ho bisogno del "duello", magari a colpi di fioretto e non di sciabola, ma fatemi combattere, non dormire.
Mancano ancora pochi giorni cerchiamo di metterci d'impegno, poi andrò a votare e metterò la mia X, convincetemi a metterla bene, datemi fiducia, voglio sognare.
Solo una cosa, se poi però questa volta non sarete un po' più seri, allora veramente per l'avvenire non ditemi più niente, lasciatemi perdere, non parliamone più.
Questa è veramente l'ultima possibilità, è l'ultima spiaggia, sia chiaro per tutti.

mercoledì 19 marzo 2008

Le paure della Cina




La libertà quando comincia a mettere radici è una pianta di rapida crescita.

[George Washington]




Ecco apparire la lista dei presunti evasori.

Finalmente appare la famosa lista che da tempo fa discutere l'intera Europa.
Finalmente trapelano i primi nomi, sono oltre 400 i personaggi più o meno famosi che vi compaiono. Ci sono manager, imprenditori, avvocati, commercialisti, politici, professori universitari, gente di spettacolo. E' una fotografia dell'Italia, un bel "spaccato".
Meglio, di un certo tipo d'Italia, l'Italia dei furbi, l'Italia che può e vuole essere al di sopra della legge, l'Italia nascosta e segreta.
Personaggi nuovi assieme a vecchie conoscenze, a dimostrazione che la categoria dei furbi abita il mondo e vive in ogni tempo.
Ed eccoli allora alcuni nomi che hanno fatto la storia del paese, Carlo Sama, il delfino di Raul Gardini, che in compagnia di esponenti della famiglia Ferruzzi pare abbia (secondo le notizie riportate) depositato nell'istituto di credito di Vaduz cinque milioni di euro.
La famiglia Mian ( gruppo Farmaceutico) , dicono vi appaia con 400 milioni di euro. Non sono i soli proventi di medicinali depositati nel Princiapto, vi appare anche un altro gruppo specializzato nella commercializzazione di medicinali che manteneva in deposito oltre 200 milioni di euro.
Non poteva mancare qualche esponente politico, ed ecco allora l'Eurodeputato Bonsignore (Cdl) con un deposito di cinque milioni e mezzo di euro.
Ma, secondo notizie di stampa, vi appaiono anche uomini e donne di spettacolo come Milva, si dice , con un deposito di 7 milioni di euro, in compagnia di calciatori e attori.
E' L'Italia allegra, che gode, canta e gioca, l'Italia che ancora " può " farlo.
Non tutti saranno giudicati colpevoli di evasione fiscale, ma di certo le Procure di mezza Italia avranno di che divertirsi, e per fortuna (loro), gli elenchi resi pubblici si fermano al 2002, altrimenti ve ne sarebbe per le Procure di tutto il paese.
Naturalmente vi sono anche i "rei confessi" come Rocco Buttiglione, che minimizzando, aveva subito ammesso di aver depositato a Vaduz «poco più di 4.000 euro, compenso di una università del Principato».
Vi sono anche alcune smentite come quelle di Luigi Grillo, parlamentare di Forza Italia che risulta intestatario di un conto di qualche centinaia di milioni di euro.
Ma tra smentite e conferme le indagini continuano, devono continuare, non fosse altro che per rispetto di quei tanti italiani onesti che ancora hanno il vezzo di depositare i loro risparmi nelle nostre banche, ma che sopratutto mantengono ancora "l'inspiegabile" e "sciocca" consuetudine di pagare, "doverosamente", le tasse in questo paese.

martedì 18 marzo 2008

L'Olocausto del Tibet, le foto della vergogna.

La protesta si è estesa in tutto il Tibet, ma con essa ha avuto inizio anche la pesantissima repressione cinese.
Centinaia, forse migliaia sono stati fino ad ora i morti.
Il vento della libertà non soffia ancora sulle montagne del Tibet, per ora vi soffia solo il vento gelido della morte, la morte di ogni libertà, la morte di un popolo, di una cultura, la morte fisica di tanti tibetani.
La repressione dell’esercito cinese entra in ogni casa, un arresto dietro l'altro, un uomo dietro l'altro viene portato via.
Nonostante l'isolamento in cui la Cina tenta di mantenere il Tibet le notizie continuano a filtrare e parlano di nuove brutali uccisioni, di arresti sempre più numerosi.
Il Dalai Lama è pronto a dimettersi a condizione che le violenze cessino.
Da Pechino gli viene attribuita la colpa di tutto: “E’ lui, è la sua cricca tibetana che fomentano le proteste anticinesi”.
La propaganda del partito si fa sentire, e Wen Jiabao ha parlato di violenze commesse dai manifestanti contro “innocenti cittadini cinesi e le loro proprietà”.
Non parla mai il leader cinese dei monaci e dei civili tibetani ammazzati in ogni angolo del paese e anche in Cina.
Non parla delle persone arrestate, legate, caricate a forza su camion, torturate e poi portate in giro per le strade di Lhasa come un trofeo.
Il mondo ancora una volta tace e pensa a volte ai "suoi giochi", a volte ai suoi commerci.
E' importante credo l’appello al dialogo che si alza da ogni parte del mondo, non sempre con forza, a volte al contrario è tanto flebile che si fa fatica a sentirlo.
Devono cessare le violenze, deve finire la repressione.
Il Tibet non può e non deve essere sacrificato alle Olimpiadi, la libertà e la pace vanno conquistate anche a costo di sacrificare le Olimpiadi.
Nessuno vuole più giocare al mondo, non lo vuole il Tibet, non lo vuole il mondo libero. Nessun gioco può giustificare quello che sta accadendo.
Sono gli interessi economici che rendono le voci del mondo flebili di fronte al colosso orientale, la Cina è il nuovo mercato. Nessuno vuole, nel momento cruciale della recessione mondiale precludersi quegli importanti mercati.
Ma nessun commercio, nessuna ricchezza può far venire meno le richieste che il mondo rivolge alla Cina, e sono il rispetto dei diritti umani, la tutela dei più elementari principi della democrazia, la salvaguardia dell’ambiente.
Le nostre richieste alla Cina rimangono li ferme ma inascoltate, al contrario il risultato della repressione cinese è sotto gli occhi di tutti, anche quelli chiusi che non vogliono vedere, per paura di aprirli su una nuova Piazza Tian'anmen o per paura di squarciare il velo di idiozie che ottenebra ancora qualche mente bacata.
Proprio per questi motivi voglio pubblicare le foto orribili che giungono dal Tibet, affinchè nessuno possa girare gli occhi e la mente da qualche altra parte, sono la vergogna del mondo libero, la vergogna del mondo civile.
Foto 1 - foto 2 - foto 3 - foto 4 - foto 5 - foto 7 - foto 8

Anche il loro programma è carta straccia.

Pubblico volentieri una lettera anonima al direttore de "Il Brescia".
La dice lunga sulle promesse non mantenute e sui programmi, che non sarebbero altro che carta straccia o, a dire il vero, già stracciata.

Le promesse disattese

"Quando parlo con i leghisti sento il solito ritornello, uguale dalla nascita del partito del Carroccio: Nord autonomo , federalismo fiscale, via i musulmani, delinquenti stranieri, clandestini e prostitute. Basta tasse per mantenere Roma ladrona, magistrati eletti dal popolo, nuove carceri e pene più severe. Faccio notare che dal 2001 al 2006 la Lega con gli alleati ha governato il Paese, e le stesse promesse le aveva fatte prima di vincere nel 2001. La coalizione del Cdl aveva 50 senatori (non 3 come il governo Prodi) e 100 deputati in più, ma tutte le proposte elencate sopra furono ignorate. Perchè ? Perchè il governo Berlusconi era impegnato a sfornare leggi ad personam come la depenalizzazione del falso in bilancio (che lo ha salvato), condoni fiscali e di capitali all'estero. "

Mi fermo. Il Direttore del giornale non dà risposte e allora rispondo io.
Dico che la stessa cosa capita anche a me quando parlo con i leghisti.
Io però non mi faccio domande, li accetto così come sono. Faccio fatica ad immaginarmi, se per disgrazia fossero riusciti a realizzare integralmente il loro programma , che mai altro avrebbero detto ora agli elettori.
Il ritornello è quello, quella la lezione imparata a memoria, non è che si possa pretendere poi tanto di più.
La cosa però più importante i Leghisti l'hanno raggiunta , anche loro finalmente sono riusciti ad "andare" a Roma, si proprio in quella loro famosa "Roma ladrona" , e tra l'altro stanno dimostrando di trovarcisi proprio a loro agio.

lunedì 17 marzo 2008

Le false notizie cinesi sulla rivolta Tibetana.

In questi giorni tutto il mondo ha visto cosa sta accadendo in Tibet e tutti, credo, ne conoscano le motivazioni e le cause.
Il mondo civile, senza distinzione di fede religiosa, di appartenenza sociale o di razza, in genere parteggia per il popolo tibetano.
Quasi tutti ma non tutti.
In Cina la disinformazione sta facendo la sua parte e anche il suo "dovere".
Ecco per esempio la stampa cinese affermare che "I manifestanti tibetani? Sono terroristi, sovversivi, gentaglia guidata da un leader sanguinario (Il Dalai Lama)".
Così, mentre noi in internet facciamo a gara, riempiendo i nostri blog di proteste e testimonianze a sostegno dei manifestanti, in Cina si racconta una storia completamente diversa e qualche utente della Rete propone addirittura "la lotta armata contro i paesi che minaccerebbero l'integrità territoriale della potenza asiatica".
Da questa mattina poi in tutta la Cina è stato bloccato l'accesso a YouTube.
E' evidente in questo fatto il timore che i cittadini cinesi possano vedere i filmati sui fatti tibetani che mostrano una realtà diversa da quella che ufficialmente è stata a loro accreditata.
Osservando le pagine web delle testate cinesi ci si imbatte poi in prese di posizione durissime contro il "malvagio" Dalai Lama e contro l'Occidente.
Leggendo le traduzioni di alcune pagine web cinesi ci si imbatte in simili dichiarazioni:
"Considerate quanto abbiamo fatto per i nostri compatrioti tibetani!. Gli abbiamo portato le ferrovie, il turismo, i centri commerciali. Sono tutti elementi che fanno parte della gloria della grande civiltà cinese sotto la generosa guida del saggio Partito. È incredibile che non siano pienamente felici di quello che hanno come tutti noi". "Il Dalai Lama predica l'amore ma nel suo cuore non ha amore per la sua gente. È un uomo malvagio". "Ha parlato di genocidio, ma è lui stesso il responsabile di quello che sta succedendo".
E gli occidentali vengono accomunati ai tibetani nella loro "storica ignoranza".
Sentite ad esempio questa dichiarazione "Nelle ultime centinaia di anni l'Occidente ha danneggiato il popolo cinese! Ne abbiamo abbastanza. Un miliardo e 400 milioni di cinesi devono unirsi adesso per combattere le forze occidentali ostili!".
Queste sono le notizie diffuse in Cina.
Notizie bizzarre, fantasiose, terrificanti, e che preludono ad una reazione cinese che l'Occidente attende con il fiato sospeso.
Qui scontiamo il grave errore delle dichiarazioni dell'UE e degli Usa, che di fatto hanno tranquillizzato la Cina. Sono così riusciti ad essere più realisti del Dalai Lama, commettendo però, credo, un grave errore.
Aspetto con angoscia la reazione cinese e poi vorrò vedere quanti saranno ancora quelli che, in occidente, avranno il coraggio di affermare che i giochi olimpici devono continuare.
Ricordo che nell'antica Grecia, in occasione delle Olimpiadi si sospendevano anche le guerre. Se così non fosse rimango sempre più convinto si debbano sospendere o comunque boicottare i giochi , anche perché sono convinto che la Cina non stia per nulla giocando, e ho il fondato sospetto che la Cina ben presto toglierà anche a noi la voglia di giocare.

domenica 16 marzo 2008

Questa volta sto con il Papa ma starei anche con il diavolo

Non amo particolarmente Benedetto XVI, per la verità non condivido quasi nulla del suo pensiero, delle sue idee e delle sue convinzioni.
Questo Papa rappresenta forse quanto di più distante possa esserci dal mio mondo.
Oggi però l'ho sentito dichiarare, in una piazza San Pietro gremita,
"Basta con le stragi, basta con le violenze, basta con l'odio in Iraq. Noi vogliamo da qui lanciare un forte e accorato grido e in pari tempo un appello al Popolo iracheno..,Amato popolo iracheno solleva la tua testa e sii te stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale. Ora null'altro che" riconciliazione, perdono, giustizia, rispetto della convivenza civile tra tribù, etnie, gruppi religiosi..".
Capisco che stia difendendo la "sua chiesa" e anche i suoi interessi, in Iraq e nel mondo.
Lo so, e sono anche cosciente, che io e lui ci troviamo spesso su "barricate" diverse.
Considero anche che di solito non "cammino" con tutti o con il primo che capita, abitualmente mi scelgo dei buoni compagni di strada e di vita, dei buoni e credibili maestri.
Resta però il fatto che per una buona causa "camminerei" persino con il diavolo, e questa volta cammino anche con lui.

sabato 15 marzo 2008

Boicottiamo le Olimpiadi.

E' feroce la repressione del governo cinese ai danni del popolo del Tibet. Nelle ultime 48 ore è degenerata in una vera e propria strage.
Viene da chiedersi fino a che punto di indifferenza arriveranno le cattive coscienze dell'Occidente.
Anche il governo indiano ha sacrificato proprio in questi giorni, in nome della realpolitik, tanti anni spesi a sostegno della causa tibetana.
Ma la notizia più stupefacente è che il Dipartimento di Stato Americano ha deciso di cancellare la Cina dalla lista nera dei paesi che violano i diritti umani.
In pratica il colosso Cinese viene assolto dei suoi numerosi crimini.
Sembra che anche gli Usa stiano sacrificando, alla necessità di aumentare il commercio con la Cina in un momento di difficoltà dell'economia americana, non solo il Tibet, ma anche le battaglie ideali, a difesa dei diritti umani, che li hanno fino ad ora contraddistinti.
Ma ora dopo la rivolta del Tibet e l'inizio della repressione cinese, non rimangono al mondo libero molte scelte, o far finta di nulla e voltarsi dall'altra parte e ignorare cosi i numerosi morti e le continue persecuzioni, oppure agire.
Gira per tutto l'Occidente , non so se per convenienza o per quale strano motivo, una convinzione largamente condivisa e cioè che non sia nè logico nè conveniente isolare la Cina.
Questa convinzione si regge sul presupposto che prima o poi anche quel paese imboccherà la strada della democrazia e della libertà.
Ma questa non è altro che una pia illusione di molti, funzionale agli interessi di pochi.
La Cina al contrario sarà sempre uguale a se stessa.
E ora è un paese che si regge sulla repressione, un paese in cui le minoranze etniche e religiose vengono sempre perseguitate, in cui la tortura è largamente praticata e la libertà di pensiero e di stampa è repressa con il carcere e con la detenzione.
Il vero dramma è che la Cina non cambierà mai nonostante le illusioni dell'Occidente. Quel regime non può cambiare, non si regge sul consenso e sulla democrazia ma sulla forza.
Ecco perchè resta per me doveroso boicottare i giochi olimpici cinesi e non illudersi, il nostro commercio con quel paese non passa attraverso la sua democratizzazione, ma al contrario può passare solo sul sacrificio di tutti i nostri ideali.
L'occidente non può competere economicamente con un paese retto da un sistema politico che fa dello sfruttamento, non solo del lavoro, la sua fede.
La strada da seguire ed il messaggio che perciò si deve mandare alla Cina è uno solo , o questa interrompe la repressione in Tibet o l'occidente potrebbe boicottare i giochi olimpici.
E' solo questa la strada che può far cambiare idea alla Cina, non ne esistono altre.
Difendendo il Tibet e i diritti umani alla fine difendiamo anche i nostri interessi, che non passano sicuramente per un consolidamento del sistema politico e del governo cinese.

venerdì 14 marzo 2008

Sergente U.S.A. stupra a Napoli e a Latina ma tutto viene tenuto segreto.

Daniel H. Gaskins era un sergente dell'esercito degli Stati Uniti, che lavorava alla scuola militare di comunicazioni della Nato a Latina.
Si apprende oggi, con la diffusione in Italia del rapporto periodico della Corte marziale statunitense, che è stato , per due delitti commessi in territorio italiano, condannato a 12 anni di prigione e degradato.
Nel periodo compreso tra il febbraio e marzo del 2007 ebbe un rapporto sessuale con una bambina di 12 anni, figlia di un collega, durante una festa a Latina.
Non contento, e dopo essere stato per questo motivo trasferito a Napoli, tentò di stuprare una soldatessa in un appartamento nei sobborghi della città campana.
Le vittime erano entrambi cittadine americane.
Il processo del soldato è avvenuto nelle caserma Ederle di Vicenza senza che la magistratura italiana venisse mai informata dei fatti.
E' vero che, in base al trattato tra lo Stato italiano ed il Governo U.S.A. , la giurisdizione sui crimini, ai danni di cittadini americani, resta affidata agli Stati Uniti, ma è comunque inaccettabile la mancata informazione alla magistratura italiana di un crimine commesso sul territorio di uno stato sovrano.
Gli Americani hanno fatto tutto da soli, indagini, processo e condanna nel silenzio più totale.
Alla notizia, si aggiunge anche la beffa, quando si apprende che, nonostante Gaskins fosse sotto inchiesta per i fatti sopra riportati, è stato libero di circolare , e nuovamente delinquere in territorio italiano, senza che nei suoi confronti scattasse mai alcun tipo di custodia cautelare.
Anzi, in attesa del verdetto, fu proprio trasferito a Napoli (il luogo in cui fu tentato lo stupro) dove gli venne anche affidato il comando di un plotone.
Il governo degli Stati Uniti dovrebbe sapere che l'Italia è uno paese amico, uno dei suoi più fedeli alleati e non una repubblica delle banane del centro America.
Qualora lo avessero dimenticato potrebbe essere utile ricordargli che in Italia rimarranno fino a che saranno graditi ospiti.

giovedì 13 marzo 2008

Citazioni : "Le precarie sposino mio figlio"..

Citazioni:

"Le precarie? Sposino mio figlio"
Berlusconi

Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma non sono sicuro della prima.
Albert Einstein


L' ignorante parla a vanvera, l' intelligente parla al momento opportuno, il saggio parla se interpellato, il fesso parla sempre.
Egidio

Aborti illegali e legge 194.

Già gli avvoltoi come Giuliano Ferrara si sono buttati sul caso del suicidio del ginecologo Ermanno Rossi.
Questa è gente che non si ferma davanti a nulla, neanche al dolore, basta che gli serva a sostegno delle propri tesi.
La storia dice che il ginecologo fosse ufficialmente uno stimato professionista e che in privato fosse un punto di riferimento per chi voleva abortire senza seguire la trafila burocratica prevista dalla legge 194.
Cinquecento euro era la tariffa per mettere fine a una gravidanza indesiderata.
E pensare che il ginecologo lavorava all'ospedale Gaslini di Genova, ospedale che fa capo a una fondazione presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco.
La sua era una storia professionale di grande successo, mediamente faceva nascere circa 300 bambini all'anno, numerosi si scopre sono gli attestati di stima che gli giungono postumi, da parte di tante donne.
Personalmente credo che nella vicenda, al di là di alcune considerazioni generali non sia lecito andare.
Ancora una volta, se scandalo deve essere, questo si coglie solo nelle difficoltà di applicazione della legge 194.
Altro che revisione si deve chiedere, quello che manca e che va chiesto con forza è solo l'applicazione integrale della legge.
Il vero dramma, al di là dei tanti drammi personali, è che ancora una volta si scopre che, non in un piccolo paese di provincia, ma in una grande città del nord come Genova, per le donne è diventato più difficile poter ricorrere all'aborto ricorrendo, come è loro diritto, ad una legge dello Stato, che così rischia di rimanere inapplicata.
Resta da chiedersi come sia possibile non accorgersi che oramai più del 60% dei ginecologi che lavorano nel settore pubblico è obiettore di coscienza ?
La legge infatti prevede l'"obiezione di coscienza" per i medici e il personale ausiliario , esonerandoli in pratica da tutte le procedure.
Non è un caso che oramai molte donne abbiano denunciato le gravi inadempienze che hanno dovuto registrare per poter interrompere la gravidanza, iter burocratici estremamente lunghi, interlocutori non sempre disponibili, in pratica un vero calvario, non solo morale.
Si assiste a donne che devono emigrare da una regione all'altra o che si trovano costrette a fare ricorso alle cure di cliniche private, sempre disponibili, ma a pagamento.
E' corretta la presa di posizione del presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) Amedeo Bianco, che denuncia una ripresa degli aborti clandestini , "Non tanto e non solo negli Ambulatori privati non autorizzati - come forse faceva Ermanno Rossi, secondo l'ipotesi dei carabinieri Nas - o delle vecchie "mammane" magari immigrate.
Ma soprattutto a casa propria, prendendo pillole acquistate su internet o nei mercati illegali e che hanno come effetto collaterale proprio quello di provocare, con forti contrazioni dell'utero, l'espulsione del feto. Sono i cosiddetti aborti clandestini di tipo farmacologico, un fenomeno nuovo che evidentemente è la risposta delle donne al nuovo clima oscurantista che si sta instaurando".

Quel prete sia dannato per l'eternità.

Il suo Dio si sacrificò sulla croce per salvare "l'uomo". Lui sacrificò tanti uomini, forse per salvare la sua vita o per le sue stupide idee.
Athanase Seromba, un prete cattolico ruandese, durante la caccia all’uomo del 1994 , che fece seguito alla guerra civile tra gli hutu e gli tutsi , aveva attirato all’interno della sua parrocchia a Nyange in Ruanda, almeno 1500 tutsi.
Li aveva rassicurati tutti , forse anche nel nome di Dio e sfruttando la loro fede, che lì, al cospetto di Gesù e della Madonna, protettrice del Ruanda, sarebbero stati in salvo.
Lo avevano ascoltato, convinti che nella cattedrale le bande armate hutu non avrebbero osato entrare.
Mentre i rifugiati pregavano, padre Seromba ha poi chiuso a chiave le porte della chiesa e ha ordinato all’autista di un bulldozer di abbattere l’edificio, mentre gli hutu armati sparavano e lanciavano granate sui tutsi.
Fu un massacro di donne, vecchi e bambini.
La giustizia degli uomini lo ha condannato all'ergastolo. Che la giustizia del suo Dio lo possa dannare per l'eternità.

mercoledì 12 marzo 2008

A che serve passare dei giorni




A che serve passare dei giorni se non si ricordano?.

Cesare Pavese


In italia si torturano i prigionieri ma l'ora era tarda, gli occhi pesanti, il cervello spento.

Io non mi stancherò mai di osservare come il nostro sia un paese strano, pieno di contraddizioni.
Riusciamo sempre a perdonarci tutto, anche le cose peggiori, nella convinzione che gli italiani alla fine sono sempre brava gente.
Ho aspettato qualche giorno prima di decidermi a scriverne, sperando che gli organi di stampa si decidessero ad intervenire, invece nulla, silenzio totale.
Lo strano è che anche a sinistra non si sono avute reazioni, neanche nei blog, sempre alla ricerca di notizie fresche.
Vengo ai fatti.
Venerdì sera nella trasmissione "le Iene" è andato in onda un filmato nel quale un nostro militare della Dea, ha candidamente raccontato come spesso anche i nostri servizi segreti facciano uso della tortura come strumento di interrogatorio dei terroristi.
Lo strano è che la cosa è passata nel silenzio generale.
Nessuno ha gridato allo scandalo, nessuno ha presentato, mi risulta, una interrogazione parlamentare al competente Ministro.
Mi chiedo spesso per quale strano motivo il popolo italiano eserciti sempre quella sua grande ipocrisia che gli permette di indignarsi per quello che avviene in Iraq o a Guantanamo e mai per quello che accade in Italia. Forse sarà che noi ci consideriamo meglio degli altri, la "creme" del mondo ?
Ci riempiamo la bocca ed il cuore di ogni buona causa internazionale, siamo sempre pronti a sfilare, e anche giustamente, per sostenere il "rifiuto alla guerra" o l'abrogazione della pena di morte, siamo sempre sostenitori della democrazia, della legalità e dell'Onu, ma solo quando ci possiamo esercitare nel nostro sport preferito che è quello di farci maestri e critici dei costumi degli altri.
Non riusciamo mai al contrario ad indignarci per quanto avviene a casa nostra, quello passa inosservato anche sulla televisione, tra una sigaretta e l'altra, tra un bicchiere e l'altro.
L'ora era tarda, gli occhi pesanti, il cervello spento....se almeno si fossero sentite le urla.

martedì 11 marzo 2008

La chiesa non si schiera...dicono...

La chiesa non si schiera dice il cardinale Bagnasco, ma richiama tutti al dialogo ed a far propri i suoi "principi non negoziabili", quali vita, famiglia ed educazione.
Prendiamo atto delle parole del cardinale, pronunciate nel bel mezzo della campagna elettorale,anche se ci pare un po' difficile il "dialogo" con chi dice di avere "principi non negoziabili".
Più che un dialogo rischierebbe di essere un monologo.
La chiesa non si schiera ribadiscono i vescovi, ma dopo le elezioni "serve una intesa". Non vi pare abbia già scelto e si sia schierata ?
Mi pare di ricordare che anche in Spagna la chiesa avesse detto che non si sarebbe schierata.
Proviamo però a rileggere assieme le parole del Primate di Spagna cardinale Antonio Cañizares per giudicare che cosa intende la chiesa quanto dice di non schierarsi politicamente.
«Sì, è in corso una rivoluzione culturale. Non solo in Spagna; in tutto l’Occidente. La denuncia Benedetto XVI, quando paventa la dittatura del relativismo. La Spagna rappresenta la punta più avanzata di questa rivoluzione, con le sue leggi “di genere”, che vanno ben oltre il femminismo tradizionale, questa sorta di lotta di classe tra uomo e donna. Il governo spagnolo ha varato leggi che negano l’evidenza della natura e della ragione, che affidano allo Stato la formazione morale dei giovani, che si propongono di fondare una nuova cultura su una concezione falsa della libertà»....
In pratica il cardinale nega il diritto e dovere dello stato di educare i giovani, in più rincara la dose dichiarando che le leggi approvate dal parlamento spagnolo sono contro natura e del tutto irrazionali.
Parrebbe già sufficiente, ma probabilmente non basta e raggiunge il top addirittura criticando il sistema democratico con l'incredibile dichiarazione che "i diritti non si creano in Parlamento".....e subito dopo, doverosamente, richiamando anche la situazione italiana e dichiarando .. "giusta la battaglia di Giuliana Ferrara"......
Più oltre "Noi non siamo contro la democrazia, ma a favore; chi nega il diritto alla vita è contro la democrazia, e conduce la società al disastro ( si intenda il governo socialista di Zapatero).
Che tradotto in italiano significa che solo la chiesa è democratica non il governo o il parlamento spagnolo.
Tutto questo, notate bene, viene detto dopo aver riaffermato il principio che la chiesa non si schiera.
Si, aggiungo io. la chiesa non si schiera ma solo e quando tutti sono d'accordo con i suoi "principi non negoziabili", in pratica quando tutti fanno quello che lei chiede.

E se la chiesa ufficialmente non si schiera, anche Berlusconi riafferma il principio che, nelle questioni "morali", come la legge 194 , la famiglia , la ricerca scientifica ecc. ecc. il Pdl lascerà libertà di coscienza a tutti.
Ebbene, anche qui quello che conta è la riaffermazione di un vago principio che vada bene a tutti in generale, ma poi nello specifico, per intenderci nelle parrocchie e nelle chiese, è meglio ricordare, con l'invio di un apposito opuscolo come siano stati importanti "i cinque anni di Governo Berlusconi letti alla luce della dottrina Sociale della Chiesa".
E' sempre la stessa storia, poco importano la coerenza o il programma, quelli si stracciano, la sola cosa che conta sono i voti ed a quelli non si guarda in faccia, vanno bene tutti , sia che provengono dai postriboli o dalle sagrestie, siano quelli di Ciarrapico o di Bagnasco poco importa, l'importante è non sbagliare nell'invio degli opusculi.....

lunedì 10 marzo 2008

Che Il vento impetuoso della libertà soffi sul Tibet.

Proprio oggi, nel giorno del 49° anniversario anniversario della fallita rivolta tibetana contro il governo cinese, almeno 300 monaci hanno marciato per le vie della città di Lhasa.
I monaci sono usciti dal monastero di Drepung, fuori da Lhasa, e hanno percorso circa 10 chilometri a piedi fino al centro della città, secondo Radio Free Asia.
Si sono fermati poi al Palazzo Potala, l'ex residenza dei Dalai Lama, per chiedere il rilascio dei bonzi arrestati nell'ottobre scorso, quando il leader spirituale Tenzin Gyatso ricevette la medaglia d'oro del Congresso Usa, un premio che irritò fortemente i vertici di Pechino.
Al mondo ed al Tibet viene lasciata solo la speranza, quella di un paese finalmente libero dall'occupazione e dalla repressione cinese.
Oggi la ricorrenza è stata ricordata in tutto il mondo, da Roma a Kathmandu, da Nuova Delhi a Dharamsala.
Proprio da Dharmsala, nell'India del Nord, dove si è rifugiato 49 anni fa a seguito del bagno di sangue con cui la Cina soffocò la rivolta tibetana, il Dalai Lama ha parlato della condizione vissuta dal suo popolo.
Le sue parole sono state di profonda amarezza e dolore: "La repressione aumenta fino a raggiungere enormi e inimmaginabili violazioni dei diritti dell'uomo.
Per quasi sei decenni i tibetani hanno dovuto vivere in stato di paura costante sotto la repressione cinese".
Ma se il Tibet non può "parlare", se fra quelle maestose montagne regna lo spettrale e innaturale silenzio del terrore, diamo noi voce al Tibet.
Cerchiamo di non essere anche solo involontariamente colpevoli, nel nostro disinteresse, con il governo Cinese.
Ricordiamo alla Cina che a volte dal silenzio eterno delle montagne, nei posti più nascosti del pianeta, può nascere, aiutato da favorevoli o imprevedibili condizioni, un "vento" impetuoso che soffia non solo lungo i pendii e le valli o nei luoghi più reconditi del pianeta.
E' un vento che spazza e distrugge ogni ostacolo che incontra sul suo cammino, non vi resistono gli eserciti, non le città e neanche i governi, quel vento si chiama "libertà".
Speriamo che, prima o poi, raggiunga impetuoso anche quelle lontane alture del Tibet.

Sono preoccupato ho saputo che Berlusconi farà i miracoli riducendomi le tasse.

Ancora una volta sento Berlusconi riproporre il suo vecchio slogan, quello per intenderci della riduzione delle tasse.
Dico vecchio solo perché ne avevo già sentito parlare qualche anno fa, non perchè sia oramai risolto e superato.
Devo essere però sincerò, pur essendo convinto che il problema esista non credo alle facili promesse, anzi devo dire che io la cosa la vivo sempre con un po' di apprensione.
Sono sempre stato in vita mia scettico e non ho mai creduto ai miracoli e neanche agli imbonitori.
Al riguardo infatti mi resta sempre qualche domanda da fare a cui Berlusconi, furbescamente, non dà risposte.
Direte voi ma se dovesse svelarci tutto prima delle elezioni potrebbe essere che anche gli avversari copino il suo programma, anche perché lui glielo ha stracciato e non so se ne avevano una copia.
Se poi tutti sapessero anche metterlo in pratica questo piano "miracoloso" allora la gente si chiederebbe perchè mai dovrebbe dare il voto a Berlusconi che tra l'altro è già cosi occupato a curare i suoi di interessi prima di quelli degli Italiani ?
Però io, che in fondo sono un sempliciotto, mi faccio un piccolo ragionamento.
Ma chi la pagherà questa benedetta riduzione delle tasse ? e riguarderà poi tutti gli italiani o solo qualcuno ? e tra quelli che risparmieranno ci sarà anche lui che è già cosi ricco oppure no?
La domanda a me pare sensata, nel senso che dando per scontato che la spesa per far funzionare la politica, i ministeri, la scuola (che tra l'altro vuole sviluppare) , la sanità (che vuole migliorare ) ed in pratica tutta la macchina statale è quella che è, ma allora, mi chiedo, da dove verranno i soldi ? Chi pagherà ?
Farà come l'ultima volta e risparmierà sui contratti degli statali e del pubblico impiego non rinnovandoli ? Licenzierà i dipendenti pubblici ? Non finanzierà le ferrovie e ci darà le macchine gratis ? Non farà le opere pubbliche ? non credo anzi vuole fare addirittura il ponte sullo stretto. Ma allora i miei dubbi restano senza risposta, dovrò tenermeli, anche perchè non credo lui voglia ridurre la pressione fiscale dei più bisognosi facendo pagare di più ai ricchi.
Toglierà forse i soldi dal cilindro ? non sarebbe meglio, dico io, ce lo spiegasse un po' prima delle elezioni anche perchè non vorrei trovarmi con le tasse ridotte ma dovendo poi pagarmi la clinica privata, la macchina nuova, la scuola privata per il figlio o addirittura, nel peggiore dei casi, trovarmi senza lavoro.
Il dramma mio è che se Berlusconi si riduce le tasse di qualche centinaia di migliaia di euro comunque poi riesce a pagarsi tutto, anche la scuola privata dai "Salesiani" per i nipoti, se a me invece riducono le tasse di 200 euro l'anno ma poi devo arrangiarmi per la scuola, per i trasporti e per la sanità sapete dirmi che vantaggio ne ho avuto ?
Cercate di capirmi e di perdonare i miei dubbi, ma al giorno al giorno d'oggi, se non si sta attenti, basta così poco per essere presi per i fondelli, trovandosi così oltre che "cornuti" anche "mazziati".

domenica 9 marzo 2008

Ha vinto Zapatero "ma anche" la sinistra.

Ha vinto Zapatero. Il Premier uscente governerà per altri quattro anni la Spagna.
Purtroppo però ancora una volta le elezioni Spagnole si sono svolte nel sangue.
Come osserva El País, nelle elezioni in Spagna "ancora una volta come quattro anni è la pistola contro il voto, l’irrazionalità violenta contro la razionalità della meditazione cittadina".
Sembra una maledizione: ieri fu l’Islam radicale a colpire, oggi è stata l’Eta a uccidere un ex consigliere comunale, il socialista basco Isaias Carrasco.
L'attentato sembrava fatto apposta per penalizzare ed ostacolare la svolta politica e culturale impressa da Zapatero al paese.
Zapatero dimostra invece all'Europa che si può governare e far crescere un paese da sinistra, con programmi di sinistra, ma anche con grandi sogni, con grandi aspettative e grandi progetti.
Il premier è l'uomo che ha ridato fiducia al popolo spagnolo consegnandogli un progetto politico fatto di riformismo e di progresso civile e sociale.
Per molti versi Zapatero ricorda Obama, stesso taglio, ugualmente giovane, simili progetti, stessa capacità di sognare il nuovo e di infondere fiducia nella gente.
Come Obama, anche Zapatero si è fatto molti nemici, sopratutto tra l'establishment.
Zapatero è infatti l'uomo politico spagnolo più inviso alla gerarchia cattolica che si ricordi, a causa del forte contenuto laico dei suoi programmi.
Questo nonostante poi abbia fatto importanti concessioni economiche alla chiesa.
Ha voluto forse salvare l'"anima" di uno Stato laico ingrassando il "corpo" della chiesa, dimostrando così di conoscere tutte le debolezze dei suoi avversari.
Zapatero in pratica ha cambiato il volto della Spagna rendendola un paese moderno. Così sono convinto riuscirà a fare Obama se alla fine diventerà Presidente degli Stati Uniti.
Saprà Veltroni, l'uomo politico Italiano più vicino a questa immagine di Zapatero, raccogliere utili ed importanti insegnamenti ?
Sapranno gli italiani apprezzare e credere ancora nei sogni o preferiranno chiudersi a "riccio" nella difesa della loro d'orata "agonia" ?
La Spagna ha ampiamente dimostrato di saper reagire con forza e coraggio anche nei suoi momenti più difficili, ha dimostrato inoltre di credere nello sviluppo e nel progresso.
Riuscirà in questo difficile compito anche questa sempre più vecchia ed assonnata Italia ?. Io sinceramente lo spero.

Fini vuole farci dimenticare la "nostra" festa di liberazione

Fini sale sul palco e incita il "suo popolo".
Poi , forse preso dall'enfasi o da un inconscio desiderio di rivalsa nei confronti della storia, lancia la sua sfida all'Italia rendendo pubblico il suo sogno di "Fare del 13 aprile non solo una festa di libertà, ma la nuova Festa della Liberazione dall'utopia, dagli inganni e dai fallimenti della sinistra".
Dimentica l'Onorevole Fini che gli italiani hanno già una festa della liberazione, ed è il 25 aprile, dimentica che ci siamo liberati in quella data proprio da chi "salutava" come lui.
Noi non dimentichiamo che proprio in quel giorno, nel lontano 1945, il nostro paese riconquistava la libertà e la democrazia, dopo che quelli che lui ci ha additato per anni come esempi di "italiche virtù" avevano trascinato il paese nella peggiore tragedia della sua storia moderna.
Anni bui, da dimenticare, sicuramente non da rimpiangere o da desiderare.
Io so onorevole che lei non ama molto quel 25 aprile che al contrario è caro a tanti italiani che amano la democrazia e la libertà.
I politici che lei amava, gli esempi, gli "idoli" (colga l'ironia) che lei additava agli italiani, in quegli anni erano dall'altra parte delle barricate.
Posso capire che lei sogni , anche di notte, una rivincita su quell'Italia e su quegli italiani.
Capisco anche onorevole che lei preferisca, più che dimenticare, far dimenticare, capisco lei voglia cambiare una storia che non le è mai piaciuta.
Spero solo, ed ho fiducia, che gli italiani mantengano al contrario una buona memoria.
Lo strano è che lei, che vorrebbe che tanti si dovessero vergognare delle loro "origini", mai è riuscito a vergognarsi delle sue, le ha semplicemente rimosse.
Non basta onorevole una visita ad una Sinagoga per far cambiare idea a tanti italiani, sopratutto quando si hanno poi tanti compagni di strada e di partito che si sono sempre dichiarati "fascisti".
Impari Onorevole a tenere a freno le sue inconsce aspirazioni e la lingua.
Non pretenda troppo dalla storia, se vuole che anche quelli come me se ne stiano tranquilli (come vorrei ) e si dimentichino delle sue origini, non ci provochi, non si lasci andare, non si lasci prendere dai facili entusiasmi, impari a tenere "a freno" le sue idee, così come ha imparato a tenere a freno ed "a posto" il suo braccio e la sua mano.

sabato 8 marzo 2008

Nonno-Orco violenta la nipotina.

Non sempre la vita è come nelle fiabe, non sempre è felice, non sempre è serena.
Anche i nonni non sempre sono dolci , non sempre sono amorevoli e cari, a volte, come in questo caso, non sono altro che orrendi Orchi degni delle peggiori fiabe.
La bimba lo amava, lo cercava per un istintivo desiderio di affetto.
Lui l'ha ripagata, abusando di lei, con due anni di violenze. A raccontarne l'orrore è stata la stessa piccola vittima che si è confidata con la madre.
A voi lascio i commenti, io mi tengo lo sdegno e la rabbia.

venerdì 7 marzo 2008

A Benedetto XVI non resta che prendersela con il "positivismo"

Sono sempre preoccupanti le esternazioni di questo Pontefice, anche quando racchiudono un discorso condivisibile o una parte di verità.
Ora il Papa se la prende con il positivismo e con il materialismo.
Dice infatti che “Entrambe queste ideologie hanno condotto a uno sfrenato entusiasmo per il progresso che, animato da spettacolari scoperte e successi tecnici, malgrado le disastrose esperienze del secolo scorso, determina la concezione della vita di ampi settori della società. Il passato appare, così, solo come uno sfondo buio, sul quale il presente e il futuro risplendono con ammiccanti promesse.
A ciò è legata ancora l’utopia di un paradiso sulla terra, a dispetto del fatto che tale utopia si sia dimostrata fallace”.
Resta da discutere sulle varie utopie a cui accenna il pontefice, e se è pur vero che rimane un'utopia il paradiso in terra, almeno ci consola il fatto che stiamo parlando di "realtà", la terra e la vita.
Parlare di una altro Paradiso futuro ci porterebbe lontano e forse a parlare di due utopie.
Come Benedetto XVI considero importante lo studio della storia, ma a differenza sua condivido anche uno sfrenato entusiasmo per il positivismo che mi fa considerare come, solo grazie alla scienza ed alle sue scoperte, ci è stato permesso di raggiungere livelli di vita insospettabili fino a poco tempo fa.
Non sarà il paradiso la nostra vita ma grazie al "positivismo" è profondamente cambiata.
Ed è poi un cosi grave peccato sperare e credere nella nostra scienza, nella ragione e nel progresso ?
In che altro dovremmo sperare ed aver fiducia ?
La scienza forse non è tutto, ma ci ha aiutato e sono convinto ci aiuterà ancora parecchio, se cercheremo di non ostacolarla con falsi pregiudizi.
Noi Santità continuiamo tranquilli a sperare in essa ed a consegnarle intatta tutta la nostra fiducia. Senza mancarle di rispetto, e nel dubbio di poter essere frainteso, intendevo nella scienza Santità.

Il caso Wilders divide l'islam e il mondo occidentale.

Il caso Wilders è la grana politica di questi giorni, da poco scoppiato a livello internazionale, ma si sta guadagnando rapidamente l'attenzione del mondo per le sue implicazioni.
E' giusto o meno che l'Olanda proibisca il film anti-Corano del suo deputato populista Geert Wilders, come le chiede una parte del mondo musulmano che si dice offeso e ferito ? o deve lasciare che il film venga diffuso in nome del sacrosanto principio della libertà, e non solo di espressione ? Come si vede le implicazioni, non solo politiche sono tante.
Su questa domanda si scontrano due concezioni del mondo, quello occidentale , fondato sulla libertà e sul diritto, quello musulmano ed arabo molto spesso fondato solo sulla legge del Corano.
Non è facile dare risposte alle domande, molte sono le implicazioni e le ricadute nei rapporti tra occidente e mondo Arabo che ne potrebbero scaturire.
Basti pensare ai nostri soldati in Afghanistan.
Ma il mondo Arabo ancora una volta non ha compreso che il potere in occidente si regge su principi e regole molto diversi dai loro.
Nessun governo occidentale può proibire o precludere la libertà di stampa o di espressione.
Ci sono cose a cui l'occidente non si può piegare, che non può proibire semplicemente per decreto o per legge, cose a cui non può rinunciare.
Su queste idee si regge la nostra Democrazia ed a nessuno, nemmeno ad un Presidente delle Repubblica o ad un Primo Ministro, è permesso limitare il diritto di libertà del cittadino e dell'individuo.
Sta proprio qui il dilemma, il problema ed il motivo di incomprensione e di scontro, in questo semplice principio di libertà, che l'Islam non ha ancora compreso, che non rientra negli schemi mentali di quei popoli e di quella società.
Anche io la penso integralmente, totalmente, come D'Alema e giudico che "non è mai apprezzabile che vengano colpiti i sentimenti religiosi altrui", aggiungo anche che non mi piace lo siano. Aggiungo anche che il film mi pare, da quello che ne sento, superficiale, odioso e sciocco, che non ho alcun desiderio di vederlo e che neppure lo vorrei vedere, che criticherei la sua uscita ed il suo messaggio, al pari e come ho criticato le stupide idee e posizioni di Calderoli sull'Islam.
Ma qui mi fermo, qui si fa largo quel principio di libertà che nemmeno io voglio intaccare ed a cui, come occidentale non riesco, non posso e non voglio rinunciare.
Quel principio è il fondamento della nostra democrazia, è il risultato di secoli di storia e di lotte che non posso dimenticare ed a cui anche l'Islam si dovrà piegare.