venerdì 29 febbraio 2008

Ancora violenza di gruppo.

Ancora violenza di gruppo, ancora ignobili atti di "bullismo" consumati in una scuola, questa volta nei confronti di un ragazzo affetto da «ritardo cognitivo e relazionale».
I fatti avvennero però nel 2005 in una scuola di Sassari.
Nella storia in ogni caso compaiono sempre le tradizionali riprese della violenza di gruppo tramite il cellulare e la oramai consolidata disattenzione di quegli adulti che al contrario avrebbe dovuto vigilare.
Così questa volta il tribunale per i minori non ha usato mezzi termini motivando due condanne per "violenza di gruppo su uno studente disabile" e accusando gli insegnanti, ed i compagni di scuola della vittima, di avere fatto mancare, a forze dell’ordine e magistratura, «quel minimo di leale collaborazione civica oggettivamente richiesta dalla gravità dei fatti».
Il tribunale quindi questa volta chiede tre rinvii a giudizio per falsa testimonianza.
Si è scoperto infatti che qualcuno degli adulti coinvolti, oltre a non collaborare per smascherare i responsabili, avrebbe anche mentito.
La storia parla al solito di abusi sessuali, di umiliazioni, di scherzi atroci in un crescendo stupido e continuo.
In un caso le violenze sessuali sarebbero state immortalate con i telefonini.
Pensare che quando scoppiò lo scandalo dopo una denuncia dei genitori del ragazzo, tre studenti finirono dietro le sbarre, ma tanti giurarono di non aver mai sentito nè notato nulla di strano.
Recita la sentenza in quello che può essere considerato un atto d'accusa nei confronti della scuola che si «Deve con rammarico prendere atto che scarso o addirittura nullo è stato il contributo probatorio proveniente dall’ambiente scolastico: sia i compagni di classe, sia gli operatori scolastici, sia i docenti. Differenti i rispettivi ambiti ma comune la causale, consistente nel tenere il più possibile lontano da sé sospetti di complicità o comunque di omesso o insufficiente controllo».
Resta da chiedersi se non è oramai norma e regola, nell'ambiente scolastico come nella società, l'ignoranza al posto della cultura, la stupidità in sostituzione dell'intelligenza, l'indifferenza al posto della partecipazione. Non è forse sempre più evidente che il modello di società e di cultura che trasmettiamo alle nuove generazioni ha in sé qualche cosa di sbagliato, di superficiale, di sciocco e di fatuo ?
Se a volte appaiono incomprensibili le motivazioni che spingono i giovani a compiere simili atti, ancora più incomprensibile appare il distacco degli adulti rispetto al problema.
E' questo che è veramente orrendo e tragico.
E' amara e tristissima la considerazione che una società che vive con tanta indifferenza la propria impossibilità ad educare le nuove generazioni è una società destinata al nulla.
Questa è solo una società che muore lentamente.

1 commento:

Franca ha detto...

I giovani sono il "prodotto" dei nostri comportamenti.
E la scuola con la sua disattenzione, con la sua superficialità, con il suo nozionismo, ha molta colpa per la realizzazione di un "prodotto" difettoso...