sabato 29 settembre 2007

Il delitto di Garlasco



Delitto di Garlasco. Chiara, studentessa modello, è stata trucidata nella sua casa senza ancora essere riusciti a scoprire un colpevole.
Ci si chiede ancora chi possa essere stato. In un primo momento i sospetti si indirizzarono nell'ambiente familiare ma senza alcuna prova certa, visto che la stupidita delle cugine non bastava ad incriminarle.
La stupidità non è una colpa, anzi, non è una colpa che ti debba, per forza di cose, mandare in prigione.
Gli inquirenti ancora oggi stanno brancolando nel buio. Sembrano andare avanti a piccoli passi per poi ritornare alle posizioni di partenza.
Sembrava esserci una piccola prova, trovata sui pedali di una bicicletta, ma obiettivamente sembra un po' poco per tutti, non solo al Gip, che ha predisposto la scarcerazione di Alberto, il fidanzato della vittima.
Credo che la verità resti ancora lontana.
In ogni caso, comunque lo si guardi, quello a cui abbiamo assistito è uno spettacolo per tanti versi penoso e vergognoso.
Come al solito è con enorme pena che si assiste al dolore dei familiari e degli amici.
Ma ha anche procurato pena vedere Alberto, il fidanzato accusato dell’orrendo crimine, mentre si difendeva e piangeva, e poi, è stato sopratutto penoso, non riuscendo a scorgere un bagliore di verità, vedere come le accuse passavano rapidamente dalle cugine ad Alberto.
E stato penoso vedere la madre della vittima, che sembrava certa dell'innocenza di Alberto (in chiesa gli teneva la mano) , passare dalle certezze dell'innocenza ai sospetti della sua colpevolezza.
E' stato vergognosa, credo, l’incredibile e inverecondo assalto dei media; ho trovato spesso volgari e impietose le interviste televisive fatte a tutti.
Ma la cosa che mi ha colpito di più e che giudico più tremenda ed orribile, che mi ha dato la dimensione di un mondo consegnato al teatrino dello scoop ad ogni costo, per inseguire quella curiosità insana che accompagna sempre questi delitti, è stato considerare un vero e proprio spettacolo, da dare in pasto alla curiosità quotidiana di tutti, quella che era per tanti una tragedia umana.
Ci sono state fatte sentire le sciocchezze delle cugine, alla ricerca di una facile pubblicità e disponibili ad utilizzare anche il clamore di un omicidio pur di ottenerla, abbiamo visto precipitarsi sulla scena l'immancabile Corona, abbiamo assistito ad un arresto in diretta, che a dire il vero poco ci convinceva e a una successiva liberazione, per accorgerci che, ancora non abbiamo uno straccio di prova che possa farci immaginare chi sia veramente il colpevole.
Lo stesso arresto sembrava una scena da fiction, con Alberto muto tra i carabinieri e la folla urlante, ai due lati della macchina che lo traduceva in carcere.
Ma in tutto questo ci è stata data una sola certezza ed è che abbiamo assistito a cose invereconde, a uno spettacoli indecente da parte di tutti, giornalisti, operatori televisivi, media in generale, e neppure voglio tralasciare la magistratura sempre pronta a diffondere, con dovizia di particolari, una serie di sospetti che avrebbe fatto meglio a tacere, fintanto che per la legge i sospetti non vengano ancora considerati prove certe.
E pensare che basterebbe, come spesso capita, un briciolo di pietà in più, un po' di rispetto e un doveroso silenzio da parte di ognuno.
Tutto questo avrebbe fatto bene a tutti, forse anche alla verità.

Le nuove esternazioni di Bossi e la garanzia del Cavaliere

Bossi oramai ci ha abituato al linguaggio forte, alle parole in libertà , parole dette e poi subito ritirate ed anche qui, a Vicenza, non è venuto meno alla sua "fama".
Mentre parlava al parlamento del nord e subito dopo aver ricevuto un attestato di affetto da parte di Berlusconi, Bossi ha preso la parola e, con il solito cipiglio e l'inalterato irresponsabile qualunquismo, ha affermato "che oramai non ci sono più i margini per cambiare la Costituzione. La Costituzione non si puo' più cambiare, non c'e' piu' sicurezza da questo punto di vista.
La nostra liberta' non si puo' più conquistare attraverso il parlamento, ma con uomini lanciati in una 'guerra di liberazione".
Bossi ha poi ricordato anche che dietro di lui ci sono almeno dieci milioni di lombardi e altrettanti veneti pronti a seguirlo.
Bossi non mi meraviglia più di tanto, alle sue "sparate" ci sono abituato; non le accetto, le considero comunque pericolose ma mi sono assuefatto.
Ora però voglio vedere se quanti hanno apertamente criticato Grillo mentre infiammava le piazze si faranno avanti, con inalterate preoccupazioni pubbliche, a criticare apertamente le parole del Segretario della Lega.
Vorrei anche qui sentire il direttore del tg2 Mauro Mazza porsi pubblicamente la fatidica domanda "cosa accadrebbe se la farsa si trasformasse in tragedia ?".
O dobbiamo aspettarci che queste "esternazioni" , come al solito, verranno minimizzate, magari con la solita affermazione, già portata avanti a dire il vero dal Cavaliere Berlusconi " Bossi usa termini forti ma garantisco per lui ".
Bella affermazione Signor Presidente ma chi le garantisce che la cosa ci rassicuri poi così tanto.
Noi ci sentiamo più rassicurati dalla Nostra Costituzione che ci ha "garantito" per tanti anni l'unità d'Italia", e se non le spiace, è stata scritta da uomini che hanno "garantito" (quelli sì veramente) tutti noi per molti anni.
Lei, se vuole e non la imbarazza un po', continui a garantire pure per Bossi.
Ma si ricordi, il fatto che sia in continuazione costretto a ripeterlo dimostra, sotto sotto, che qualche dubbio lo nutre anche Lei.


La fondatezza delle notizie e la credibilità della rete

Questi sono i rischi a cui si va in contro affidandosi completamente ad internet ed accettando per principio ed a priori, tutto quanto vi viene pubblicato.
Jonty Haywood, un giovane burlone originario di Truro, sulla costa orientale della Cornovaglia, in vena di goliardici scherzi, ha fatto credere a 6.500 persone che in Cornovaglia si trovava un litorale bellissimo, con acque cristalline ed una spiaggia piena di palme dove in pratica ci si poteva permettere di prendere il sole in topless.
Nel suo sito si leggeva poi che "C'é una balla molto nota in Cornovaglia, dove gli abitanti del luogo fingono di non sapere dove si trova la spiaggia di Porthemmet. Non cascateci, dite semplicemente loro che siete un "emmet"(un amante della Cornovaglia), per farvi dire dov'é".
Anche questo era uno scherzo infatti "emmet" non è altro che una parola tipica della lingua 'Cornish' per insultare i turisti.
Lo scherzo è come si vede ben riuscito ma al di là dello scherzo e della ingenuità qui dimostrata, rimane il grosso problema della credibilità dei mezzi di comunicazione, sopratutto di internet, dove non esiste "accertata o certificata credibilità del mezzo" diffusore della notizia, e della fondatezza delle notizie diffuse. Un giornale ha una sua reputazione ed una sua credibilità da difendere così come una televisione.
Qui no, qui l'accettare senza verifiche, e spesso senza nemmeno riflettere sulla plausibilità di quanto diffuso, rischierà di essere il vero problema della rete data l' accessibilità quasi universale sia nella "fruizione e accessibilità" alle notizie sia nella "formulazione e creazione" delle stesse .
Basterebbe poco , utilizzando la rete e magari sfruttando particolari circostanze, per diffondere in tutto il pianeta notizie infondate e false.
Ricordiamoci solamente quanto riusci a provocare Orson Welles nella sua famosa trasmissione radiofonica nel 1938, per poterne capire la portata.
Se i media globalmente raggruppati rappresentano il "quarto potere" Internet da sola rischia di diventare per importanza, diffusione e penetrazione nella società, il "quinto potere ", ma ben più grande di ogni altro fino ad ora conosciuto.
E' una enorme potenzialità ma è anche un grande rischio per noi tutti e per la rete.
Per esempio ora, pensateci bene anche voi che leggete, anche questa potrebbe essere una notizia falsa, creata ad arte per influenzare e manipolare i vostri giudizi, una notizia da me costruita a tavolino o ingenuamente ripresa per porre all'attenzione di tutti un particolare problema che mi interessa e la sua diffusione sarà direttamente proporzionale al desiderio ed alla voglia che tutti voi avrete che questa si dimostri effettivamente vera.
In fondo che credibilità ho io o che credibilità ha la notizia in sè o che credibilità aveva Jonty Haywood ? forse nessuna.
Ma a quelle 6.500 persone piaceva pensare per tanti motivi che la notizia potesse essere vera e credibile e questo è bastato per farla diventare tale.
Il problema è posto, ad ognuno la riflessione sulle implicazioni e le conseguenze.

venerdì 28 settembre 2007

Un solo grido dai blog italiani. Liberta per la Birmania


Appello tratto da Kataweb

Aggiungete il post al vostro blog

Note: This is a new kind of online protest that uses blogs to spread a petition globally. To participate, just add your blog by following the instructions in this blog post.

This not an issue of partisan politics, this is an issue of basic human rights and democracy. Please help to prevent a human tragedy in Burma by adding your blog and asking others to do the same.

By passing this meme on through the blogosphere hopefully we can generate more awareness and avert a serious tragedy. As concerned world-citizens this something we bloggers can do to help.

How to participate:

1. Copy this entire post to your blog, including this special number: 1081081081234

2. After a few days, you can search Google for the number 1081081081234 to find all blogs that are participating in this protest and petition. Note: Google indexes blogs at different rates, so it could take longer for your blog to show up in the results.

THE SITUATION IN BURMA AND WHY IT MATTERS TO ALL OF US

There is no press freedom in Burma and the government has started turning off the Internet and other means of communication, so it is difficult to get news out. Individuals on the ground have been sending their day-by-day reports to the BBC, and they are heartbreaking. I encourage you to read these accounts to see for yourself what is really going on in Burma. Please include this link in your own blog post.

The situation in Burma is increasingly dangerous. Hundreds of thousands of unarmed peaceful protesters, including monks and nuns, are risking their lives to march for democracy against an unpopular but well-armed military dictatorship that will stop at nothing to continue its repressive rule. While the generals in power and their families are literally dripping in gold and diamonds, the people of Burma are impoverished, deprived of basic human rights, cut off from the rest of the world, and increasingly under threat of violence.

This week the people of Burma have risen up collectively in the largest public demonstrations against the ruling Junta in decades. It’s an amazing show of bravery, decency, and democracy in action. But although these protests are peaceful, the military rulers are starting to crack down with violence. Already there have been at least several reported deaths, and hundreds of critical injuries from soldiers beating unarmed civilians to the point of death.

The actual fatalities and injuries are probably far worse, but the only news we have is coming from individuals who are sneaking reports past the authorities. Unfortunately it looks like a large-scale blood-bath may ensue — and the victims will be mostly women, children, the elderly and unarmed monks and nuns.

Contrary to what the Burmese, Chinese and Russian governments have stated, this is not merely a local internal political issue, it is an issue of global importance and it affects the global community. As concerned citizens, we cannot allow any government anywhere in the world to use its military to attack and kill peacefully demonstrating, unarmed citizens.

In this modern day and age violence against unarmed civilians is unacceptable and if it is allowed to happen, without serious consequences for the perpetrators, it creates a precedent for it to happen again somewhere else. If we want a more peaceful world, it is up to each of us to make a personal stand on these fundamental issues whenever they arise.

Please join me in calling on the Burmese government to negotiate peacefully with its citizens, and on China to intervene to prevent further violence. And please help to raise awareness of the developing situation in Burma so that hopefully we can avert a large-scale human disaster there.

nessun tag

Casini cambia idea sull'eutanasia.

Oggi mi è capitato di sentire l'Onorevole Casini affermare al Tg 5 che non è più possibile continuare con l'accanimento terapeutico quando si vede che l'ammalato soffre ogni giorno di più.
Diceva serafico l'onorevole che in quel caso, è evidente per tutti che si debba finalmente staccare la spina e lasciare morire, in pace, l'ammalato.
Per un attimo mi sono illuso avesse cambiato idea e che questo fosse un primo e significativo passo nei confronti dell'accettazione dell'eutanasia, proprio da parte di un così illustre rappresentante del mondo del "no".
Ma mi ero proprio sbagliato, non stava parlando di un povero ammalato sofferente, per quello molto meglio l'accanimento terapeutico, per quello molto meglio la sofferenza.
Poco importa se questi dovesse anche implorare la morte ogni giorno o, supplicando, chiedere la pietà dell'uomo, no, non è possibile, quello deve vivere ad ogni costo.
Per quello l'Onorevole Casini non conosce nè manifesta pietà.
No signori, lui parlava della morte del Governo, per quello si che manifesta tutta la sua profonda pietà.
E' un grande e nobile sentimento la pietà, che fa onore a chi la prova, un po' meno in questo caso perchè ci pare un po' interessata.
Ma in fondo anche l'interesse non nuoce alla pietà, e se anche c'è un po' di tornaconto in quelle affermazioni che importa.
E poi in fondo siamo già abituati alle contraddizioni "cristiane" dell'Onorevole , lui è così anche con il matrimonio dove predica bene ma poi razzola male.
Bravo Onorevole continui così, noi siamo sempre grandi estimatori della coerenza e l'ammiriamo per questo, in fondo lei sa sempre essere coerente, quando parla della vita degli altri.

giovedì 27 settembre 2007

Non lasciamoli soli


Non è possibile essere indifferenti di fronte a quello che avviene in Myanmar ma non è nemmeno possibile accettare di essere del tutto impotenti.
Al contrario, quello che ci è possibile fare va tentato, e allora il nostro sdegno gridiamolo.
Gridiamolo tutti assieme e forte, sperando che il mondo possa sentire e forse qualcuno anche capire.
Non aspettiamo che le strade di Yangon diventino rosse non solo delle vesti dei suoi monaci ma anche del loro sangue.
Non accettiamo rassegnati ed in silenzio che si possa calpestare così brutalmente il desiderio di libertà di un popolo e la sua volontà di democrazia.
E se anche l' Onu si trova nell'impossibilità di intervenire per il veto Cinese e Russo nel Consiglio di Sicurezza, facciamo noi l'unica cosa che ci è possibile fare e, a differenza di quei monaci e di quel popolo, protestiamo noi per loro, protestiamo noi con loro.

Propongo perciò a tutti quelli che mi leggeranno, e che come me hanno a cuore le sorti di quei monaci e di quel popolo, di protestare fermamente con il Governo Cinese e Russo, dichiarando che da oggi in poi, e fino a che non avrà termine la repressione in Birmania e si apra anche per quel popolo la strada dell'agognata libertà, cominceremo a boicottare qualsiasi prodotto porti impresso il marchio di "made in China" o in "Russia".

L’ambasciata della Repubblica Popolare Cinese a Roma si trova in Via Bruxelles, 56 - telefono: 06-8413458 - fax: 06-85352891, sito web http://it.chineseembassy.org/ita/.
L’email dell’ambasciatore è chinaemb_it@mfa.gov.cn.

L' Ambasciata della Federazione Russa si trova in: Via Gaeta, 5 – 00185 Roma
telefono: (39) 06/4941680/1/3
fax: (39) 06/491031
Il sito Web: www.ambrussia.com
E-mail: ambrus@ambrussia.it

Le difficolta del Governo.


Prodi se la sta proprio passando male. Il vertice di maggioranza tenuto nella nottata a Palazzo Chigi e che, almeno nelle intenzioni, doveva servire a riappacificare gli animi è , al contrario, completamente fallito.
La strada è sempre più irta di ostacoli per il Governo e questo proprio nel momento peggiore.
E quando si sente, come ora, che la nave sta affondando, lo dimostrano anche i recenti sondaggi sul gradimento del Governo, l'equipaggio comincia a correre cercando scampo in tutte le direzioni, il motto principale a questo punto diventa il tanto atteso "si salvi chi può".
Ma l'inizio è pessimo, perchè pessimo è quel vertice in cui, a fronte dei gravi problemi del paese, si da inizio alla riunione esprimendo solidarietà a Mastella, che tra l'altro risultava assente.
Resta da chiedersi quale solidarietà gli debba essere espressa, a fronte di quali servigi resi allo stato, o di quali ingiustificate accuse possa essere stato vittima.
Forse sarà sbagliato il mio giudizio, visto che anche l'autorevole Presidente della camera , l'onorevole Bertinotti,i si è sentito in dovere di esprimergli analoga solidarietà.
Poi si scopre che la solidarietà gli viene espressa per gli ingiusti attacchi subiti da Floris a Ballarò ed allora mi accorgo che i politici tutti, nessuno escluso, ancora non hanno capito nulla.
Ancora sono convinti, ma forse è anche un'abitudine, che la stampa sia al loro servizio e che lo debbano essere anche tutti i giornalisti, passi per i blog, ma i giornalisti proprio no, sopratutto se fanno parte della Tv pubblica devono essere servizievoli e fare solo domande non imbarazzanti. In ogni caso il vertice, iniziato male prosegue poi peggio, assente Mastella ed i disobbedienti dell' Ulivo, e Di Pietro che chiede apertamente un rimpasto di governo e le dimissioni di Visco.
Ma anche la sinistra radicale, Prc, Comunisti italiani, Verdi e mussiani, attaccano, affermando che la manovra economica è tutta da riscrivere e che vanno tassate, da subito, le rendite finanziarie, anche se Prodi ha già detto di essere contrario.
Una sola piccola aggiunta da parte della sinistra, buttata li al termine della riunione, che di per se da già il senso del problema "Caro Prodi abbiamo fiducia nelle tue capacità di mediazione" che nel linguaggio politico sta solo a significare o "ci dai quanto abbiamo chiesto o ti molliamo vedi un po' tu".
E in tutto questo marasma la manovra finanziaria dovrebbe essere varata entro 24 ore.
Staremo a vedere gli sviluppi, da parte mia resto sempre più convinto che si debba approvare al più presto la finanziaria e poi si cerchi rapidamente un'intesa per la legge elettorale e per tutte quelle riforme della politica che si riuscirà a realizzare in tempi brevi e poi al voto, che è inevitabile, così non è possibile continuare.
Che la politica potesse essere oramai considerata decadente, lo sapevo, ma non pensavo riuscissero a mostrarcela proprio così decaduta.

mercoledì 26 settembre 2007

La repressione in Birmania


Ed ora siamo alla repressione, oggi la polizia Birmana ha caricato i manifestanti e aperto il fuoco sulla folla.
Secondo fonti agenzia sembra che vi siano 6 morti, tra cui cinque monaci e anche centinaia di feriti.
Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International, ha chiesto l'invio immediato a Myanmar di una missione del Consiglio di sicurezza dell'Onu.
Si apprende intanto che alle 21 odierne, su richiesta del premier britannico Gordon Brown si riunisce d'urgenza il Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Da stamane, dopo una notte di coprifuoco militari e poliziotti, in assetto antisommossa, hanno circondato i più grandi monasteri del Paese che erano stati dall'inizio il motore della rivolta.
Poi la repressione si è mostrata in tutta la sua forza.
Si è fatto ricorso, da parte della polizia, ai gas lacrimogeni e numerosi sono stati gli atti di violenza nei confronti dei manifestanti.
Tra i manifestanti si trovavano molti monaci e pare siano state arrestate un'ottantina di persone.
Le violenze non hanno comunque fermato i monaci buddisti, unica autorità morale del paese, e circa 500 di loro hanno comunque ripreso la loro marcia di protesta, attorniati da una catena umana di sostenitori.
Come circa 20 anni fa, sono state alcune rivendicazioni di ordine economico che hanno dato fuoco alle polveri in un Paese, dove una famiglia su quattro vive sotto la soglia della povertà.
A differenza del 1988 però, le immagini e le informazioni che provengono dai telefoni mobili, dalle camere digitali e dai tanti blog che riescono a passare attraverso le maglie della censura del regime, rendono evidente al mondo intero quanto stia accadendo
.
«Per merito però della tecnologia, la situazione ora è completamente diversa. Tutto il mondo può seguire, grazie a Internet, quanto sta accadendo in Birmania», spiega Said Win, redattore capo di Mizzima News, un gruppo editoriale con sede in India e diretto da birmani in esilio.
«È veramente il risultato della globalizzazione.
Che la giunta lo voglia o no, il governo non può più isolare il Paese dal resto del mondo», aggiunge.
Dall’inizio delle proteste il regime militare ha ridotto gli accessi a Internet e chiuso molti Internet-Caffè.
«I giovani sanno come aggirare i controlli su Internet. Abbiamo ricevuto immagini non solo da Rangoon ma anche da Mandalay» seconda città del Paese, spiega Aung Din, direttore di «US Campaign for Burma», un gruppo di opposizione al regime militare che ha sede a Washington. Aung Din, che nel 1988 aveva partecipato alle manifestazioni, constata l’enorme differenza : «Nel 1988, non avevamo questi mezzi, in particolare Internet, per trasmettere i nostri messaggi dalla Birmania".
Ora invece il mondo intero ne è informato.
Ancora una volta internet sta facendo la differenza, e forse si riuscirà, mantenendo anche con questo mezzo alta l' attenzione del mondo sul regime Birmano, a salvare molte vite umane e ad aprire nel paese prima o poi spazi di democrazia.


Si tratta solo di caste o è l'intera società che deve cambiare ?

Sembra che per Grillo ora non esista più solo la casta dei politici ma anche quella dei giornalisti.
Difatti il comico comincia, con sempre maggiore insistenza a bacchettare, alla sua maniera, anche i giornalisti.
Grillo ha dalla sua l'evidenza delle cose, le sue sono considerazioni vere, da tutti condivise, lo si ami o lo si odi.
Basta guardarsi attorno, è sotto gli occhi di tutti vedere come i giornalisti Rai, per esempio ma non solo, siano asserviti al potere politico, con regole di nomina spartitorie e con consigli di amministrazione e vertici che non sono altro che una fotocopia del potere politico.
Tutti noi poi, possiamo notare, come in Italia manchino editori puri per cui, alla fine, rischi di crearsi quella sottile commistione e quell'intreccio di affari, politica e stampa, il tutto ad evidente discapito di una corretta informazione.
Avremo presto perciò, ne sono convinto un nuovo richiamo di Grillo ai suoi sostenitori e ai suoi comitati, per una nuova battaglia.
Potrebbe essere facile individuarne le mosse.
Per prima cosa si potrebbe cominciare con una giornata di sciopero dei lettori che per un giorno rinuncerebbero all'acquisto dei quotidiani.
Ma la mossa vincente di Grillo, credo, potrebbe essere un'altra e questa, ne sono convinto, farà alla lunga la differenza.
L'informazione non è più e solo quella ufficiale ma è anche quella di internet e dei blog, è una informazione, continua, a tutto campo, poco controllabile dai media, dal potere politico e dall'establishment, spesso sommersa.
Questa ha fatto la differenza fino ad ora ed i politici non ne hanno percepito l'importanza, questa sarà anche ora la differenza sostanziale.
Certo questa nuova informazione dovrà fare i conti con la qualità, i progetti, le aggregazioni e la sostanza vera delle cose, ma oramai "il dado è tratto", da qui non si torna indietro, si può solo andare avanti, è questa la strada maestra.
Io non sono un sostenitore di Grillo, sono fra quanti non lo amano, non mi piace il suo qualunquismo, la sua "forma", le sue battute scontate e facili a volte sciocche ed ignoranti.
Grillo ha avuto però una grande fortuna ed è stata quella di essere stato escluso, per sue vicessitudini, dai media ufficiali , costretto per questo a pubblicizzarsi solo con internet, scoprendo così, prima di altri, le enormi potenzialità dei blog e della rete.
A chi dice che i giovani non amano la politica vorrei consigliare la frequentazione di internet per alcuni giorni, scoprirebbero forse che non amano semplicemente un certo modo di fare politica.
A chi dice che la nuova gioventù è priva di valori e di slanci ideali, di prospettive, e che in fondo si riduce ad essere una gioventù "dalla vita bassa" come i loro calzoni , ebbene provino per qualche giorno a leggere alcuni di questi blog che con tanta facilità sono reperibili in rete, e potranno constatare e verificare di persona.
Questa è una società nuova, sono giovani nuovi, colti, preparati, un mondo nuovo che sta affiorando e si fa cosciente delle proprie volontà e delle proprie responsabilità ma anche e sopratutto delle proprie capacità, e che anela per questo a forti cambiamenti.
Tutti dovrebbero prenderne coscienza, è un ciclo storico, è forse il necessario cambiamento generazionale del potere, della cultura e della società.
Trovo personalmente molte analogie tra i fatti di questi giorni e la contestazione del "68", anno in cui tanti giovani si ribellarono, riversando tutta la loro rabbia repressa nei confronti dei "padri" e del potere, chiedendo legittimità per i loro nuovi valori ideali, per un cambiamento epocale della società.
La storia spesso procede a "salti" e con rotture, non sempre la società si evolve, cerchiamo almeno di risparmiarci, se la storia ci è stata maestra. gli errori di quegli anni.

martedì 25 settembre 2007

Anoressia


Ho visto questa mattina, con un forte senso di disagio la foto che è stata pubblicata sul quotidiano 'La Repubblica', così come su 'Il Sole 24 Ore' ed 'Il Giornale'.
Si tratta della campagna dell'azienda di abbigliamento 'Nolita' fatta per il suo debutto "nel giorno d'apertura della Settimana della Moda".
Domani la stessa foto apparirà dicono su 'Libero', 'Il Riformista' e sul settimanale 'Vanity Fair'.
Seguiranno poi affissioni in tutta Italia con maxi cartelloni ad ogni angolo di strada.
La foto ha ottenuto l'approvazione del Ministero della salute ma le critiche dell' Aba, l'Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia che ipotizza possa dare il via a "un possibile processo di emulazione tra le giovani".
"La fotografia è testimone del nostro tempo" replicaToscani, autore della campagna pubblicitaria.
Purtroppo anch'io sono convinto che, al di là degli illustri pareri del Ministro Livia Turco, l'immagine di quel viso attonito e spaventato , di quel corpo consunto e piegato dalla malattia non aiuterà nessuna delle tante persone alle prese con l'anoressia.
Concordo pienamente con Fabiola De Clercq, ex ragazza anoressica e oggi Presidente e fondatrice dell'Aba, Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia, la bulimia, l'obesità e i disordini alimentari, che afferma che l'immagine rischierà di essere fonte di ulteriore sofferenza e dolore per tutte quelle famiglie che vivono con angoscia la malattia dei loro cari.
Tutti gli altri, come dice la presidente dell'Abi e cioè "Le persone che non conoscono il dramma di questa patologia volteranno" - infastiditi - " lo sguardo altrove, perché l'anoressia è una malattia che si preferisce non vedere. Trasparente come le persone che ne sono affette".
Personalmente avrei preferito meno crudezza e più sensibilità nei confronti di chi comunque "soffre" la malattia.
Mi pare di poter concludere che il "sensazionalismo" , anche in buona fede, e sopra tutto su questi argomenti rischia di fare gravi danni e creare molte vittime innocenti.
Non è nè pensabile nè possibile credo, organizzare una campagna pubblicitaria sulla sofferenza anche di una sola persona.

Lo stile di Brown


A chi non sa cosa fare per cambiare la maniera di far politica in Italia mi sentirei di poter dare, a cuor leggero, un solo appassionato suggerimento, ed è quello di provare ad analizzare le regole, i costumi e le leggi delle grandi democrazie dei paesi nordici o semplicemente osservare i comportamenti dei loro uomini politici, analizzare i loro progetti, ascoltare i loro discorsi.
In questi paesi esistono, al di là delle regole scritte, leggi morali e costumi, per cui ad esempio uomini come Berlusconi mai avrebbero potuto essere eletti se non dopo aver risolto il problema del conflitto di interessi.
Qui esistono anche stili di vita e consuetudini che danno ai loro uomini politici consensi, apprezzamenti e spessore politico molto diversi da quelli dei nostri politici.
Prendiamo solo ad esempio l'Inghilterra, proprio in questi giorni impiegata nel cambio della guardia del suo primo ministro.
Il primo discorso ufficiale da premier di Gordon Brown, che ha sostituito Blair alla guida del paese, ha avuto inizio con quella che può essere per gli inglesi considerata una battuta ma che per noi rappresenterebbe già di per sè un cambiamento epocale della mentalità politica.
Brown ha candidamente confessato davanti al Congresso laburista che il più grande vantaggio che ha avuto da che è diventato primo ministro è stato quello di
"Poter andare al lavoro a piedi»
Abbiamo spesso una parte della nostra classe politica intenta a chiedersi che cosa dovrebbe fare per fare qualche cosa di sinistra, ebbene prendano l'esempio da Brown e forse lo scopriranno.
Non c'è bisogno di commenti lo stile è diverso, è l'approccio che cambia, la cosa si commenta da sè. Credo dovrebbe essere d'esempio a tanti dei nostri, a qualsiasi schieramento appartengano.
Ma poi Brown non si è fermato qui e ha continuato, davanti a ottomila delegati del suo congresso, da uomo di sinistra, da uomo del Labour,
ricordando la sfida del terrorismo che ha colpito nuovamente la Gran Bretagna lo scorso giugno, ringraziando il coraggio degli agenti che hanno disinnescato le bombe a Londra così come quello di chi ha fermato i terroristi, in azione a Glasgow.
Il suo è stato un discorso che ha esaltato poi con soddisfazione, l'orgoglio dei suoi cittadini, ha insistito sul tema dell'unità del Paese (nonostante il suo paese debba fare i conti con l'irredentismo scozzese) ed ha affermato che crede nei valori britannici e si batterà per questi valori e per un Paese più forte.
Nel suo discorso non vi è stato nessun accenno all'opposizione ed al suo leader, nessuna critica è stata avanzata, ma ha parlato solo ed esclusivamente del suo programma, riforma della sanità, riforma dell'istruzione e dei problemi della sicurezza e della criminalità.
Ha detto poi di voler mantenere il processo di modernizzazione in corso, flessibilità del mercato del lavoro, privatizzazioni, liberalizzazioni.
In pratica vuole continuare sulla linea economica del suo predecessore ma anche dei governi conservatori precedenti.
Numerosi e attenti però anche gli accenni ai problemi sociali ed al discorso della ridistribuzione della ricchezza, laddove ha legato la modernizzazione del paese ad un discorso di più ampia giustizia sociale dichiarandosi convinto che lo stato debba giocare un ruolo importante per abbattere i livelli di povertà e risolvere i problemi sociali.
Brown si dice sia riuscito a toccare le corde emotive della platea, incentrando tutto sulla nuova società delle «opportunità» che intende creare nei prossimi anni di governo, nella «nuova decade laburista» che intende portare avanti.
E' il segno della speranza nel futuro, è il programma dell'avvenire, sono i sogni da realizzare, è tutto questo che da il senso di un politico, di un progetto politico serio e di sinistra, che riesce a dare slancio e speranza ad un popolo ed ai suoi elettori.
Riproviamo a leggere, magari anche in versione originale, il discorso del Primo Ministro Inglese e notiamo, di quanto il suo approccio alla politica sia stato diverso rispetto a quello a cui ci siamo abituati in questi anni, notiamo le distanze abissali, la differenza di stile e di mentalità.
Chiediamoci poi perchè quella sia una democrazia che cresce, un paese che progredisce, mentre il nostro al contrario sia un paese in cui nessuno, nè vecchi nè giovani , riescono più ad avere prospettive di futuro.

lunedì 24 settembre 2007

La protesta e la fede religiosa


Anche oggi, ed è ora il settimo giorno, un grande corteo di monaci buddisti ha attraversato, protestando pacificamente, il centro della ex capitale birmana Yangoon (Rangoon) in una delle più grandi manifestazione contro il regime militare degli ultimi 20 anni.
Le proteste sono state provocate dagli aumenti del carburante e di tutti generi alimentari in uno dei paesi più poveri al mondo.
Si parla oramai apertamente di più di 100 mila persone che partecipano alla manifestazione.
Domani poi è attesa un'ulteriore manifestazione nonostante le minacce di intervento della giunta militare al potere.
Questa mattina i monaci si sono riuniti presso la pagoda dorata Shwedagon, per poi separarsi in 5 per percorsi diversi all'interno di Yangoon e cercare così di raggiungere la casa dove Suu Kyi (premio Nobel per la Pace e legittimo Primo Ministro della ex Birmania) è agli arresti domiciliari.
La Bbc ha confermato che una delle colonne di monaci, che marciano a piedi nudi, è lunga più di un chilometro.
La folla che assiepa le strade di Yangoon accoglie con applausi i religiosi, ma anche con lacrime di commozione, molti sono poi i semplici cittadini che volontariamente si aggiungono al corteo.
Il tutto avviene nonostante la gerarchia religiosa, controllata dal regime, abbia impartito ai monaci l'ordine di fare rientro ai rispettivi conventi e che membri del Governo Militare al potere abbiano minacciato di reprimere le manifestazioni con la forza.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, ha esortato il governo militare ad evitare una risposta violenta alla protesta e , lo stesso portavoce ha dichiarato, che "Il segretario generale spera che il governo sappia cogliere l'occasione per intraprendere senza ritardi il dialogo con tutte le parti interessati al processo di riconciliazione nazionale".
Lo stesso Segretario generale ha poi chiesto all'inviato speciale per il Myanmar, Ibrahim Gambari, di recarsi al più presto possibile nel paese per "chiedere al governo dei militari di includere i partiti di opposizione nel processo di riconciliazione nazionale e di restaurare al più presto la democrazia ed il rispetto dei diritti umani in tutto il territorio".
La marcia pacifica dei monaci Birmani rende evidente a tutti che non sempre la religione e la fede vengono strumentalizzate ed usate a difesa del potere costituito.
A volte ed al contrario sono esse stesse che sanno diventare forze di progresso riuscendo a farsi interpreti dei bisogni democratici della popolazione e protestando coraggiosamente e con mezzi pacifichi, affinchè trovino riconoscimento quei diritti civili a cui ogni uomo al mondo legittimamente aspira.
Ogni uomo libero credo debba essere, già da oggi, idealmente a fianco di quei monaci e della popolazione del Myanmar.

E bravo Mastella


Viene sempre il momento in cui uno alla fine deve ricredersi di qualche cosa e magari lo fa anche con con un certo piacere, il piacere di che dice, almeno su uno mi sono sbagliato.
A me sta proprio succedendo questo, in questi giorni, e per forza di cose, sono costretto a ricredermi sul Ministro Mastella.
Mastella si sta rivelando una vera sorpresa, lui non è come tutti gli altri Ministri che faticano a mantenere i programmi promessi agli elettori, lui e tutto di un pezzo ed al contrario qualche colpo di genio alla fine riesce ad averlo.
D'accordo è leggermente scivolato in stile, accettando quel maledetto passaggio in elicottero da Rutelli, ma poi sul programma della giustizia lui non sta sbagliando un colpo.
Lui qui è stato sincero ed il suo bel programmino lo sta mantenendo.
Ha parlato chiaro, ha promesso agli elettori che avrebbe impedito le lungaggini burocratiche ed accorciato i tempi dei processi.
Ebbene guardate il suo comportamento con il caso di Don Gelmini , sapendo in anticipo che è innocente (lui proprio scarta a priori l'idea che un sacerdote possa compiere certi atti), ha deciso quindi di trasferire, prima ancora della formulazione delle accuse, il Pm che indagava.
Ora guardate come, con altrettanta cristallina limpidezza, si comporta sul caso De Magistris, chiedendo anche qui il trasferimento del magistrato.
E si, lui Mastella il problema lo ha risolto alla fonte. Non serve a nessuno, deve essere stato il suo ragionamento, portare avanti processi, oltretutto inutili, che poi magari durano anche una decina di anni, appesantendo così la macchina della giustizia, molto meglio questi processi non farli proprio e così risolviamo in un sol colpo i problemi dei magistrati, che avranno meno lavoro, quelli della giustizia e quelli del Ministro che così potrà, alla fine, ripresentarsi, tranquillo e serafico ai suoi elettori, avendo realizzato pienamente il suo programma elettorale.
Bravo Mastella, continua così e cerca di essere esempio anche per i tuoi colleghi che rischiano di perdersi, ci vuole almeno qualcuno coerente che tira dritto per la sua strada.
Alla fine , ne sono certo, potrai personalmente constatare che a forza di ben seminare un qualche cosa raccoglierai.

domenica 23 settembre 2007

Salutiamo il grande Marcel Marceau.


E' morto a 84 anni Marcel Marceau il grande mimo.
Marceau, forse sconosciuto ai più giovani, ha dato vita al personaggio di Bip che, con una maglietta a strisce orizzontali, la faccia bianca e un cappello a cilindro, seppe essere un personaggio modernissimo, dall'animo nobile e fragile che richiamò, per molti versi, il grande mito di Charlot, e che è stato il protagonista di numerosi spettacoli televisivi e teatrali.
Marcel riscosse, con la sua grande arte, numerosi consensi e successi in tutto il mondo, riuscendo a diffondere ed a rendere popolare anche in occidente quella grande tradizione di mimi che sembrava, fino ad allora, appannaggio solo orientale.
Non a caso riscosse notevole successo anche in Cina e Giappone.
In un mondo, che vive sempre più spesso di chiacchiere, di vuote ed inutili parole, salutiamo chi seppe rendere grandi il sentimento, il silenzio ed il semplice gesto.

sabato 22 settembre 2007

La guerra contro il terrorismo deve essere totale


Passa quasi inosservata ai più tutta una serie di notizie, che al contrario trovo estremamente inquietanti.
E' di ieri la notizia che, nelle vicinanze di Algeri vi è stato l'ennesimo attentato terroristico, che riporta altissima la tensione in un paese che, per anni, è stato orrendamente insanguinato e martoriato da azioni terroristiche di ogni tipo.
Tra l'altro pare che nell'attentato, in cui risultano ferite 9 persone, sia anche rimasto coinvolto e ferito lui stesso, un cittadino italiano.
L'attentato è stato rivendicato da Al-Qaida.
Il tutto avviene a breve distanza da due farneticanti messaggi trasmessi in internet, il primo di Al Zaahiri, diffuso per commemorare l' 11 settembre, ed il secondo di Bin Laden stesso, in cui il leader di Al-Qaida, si rivolge al popolo Pachistano invitandolo a ribellarsi al governo del Presidente Musharraf.
Non bastasse questo, al tutto si aggiunge l'attentato di Beirut che registra 9 morti ma il cui vero obiettivo risultava essere il Deputato anti Siriano Ghanem, del Partito falangista, un politico incline al dialogo e proprio per questo eliminato da chi rifiuta a priori qualsiasi forma di dialogo.
A togliere qualsiasi illusioni su cosa ci aspetterà con l'Iran sono di oggi, poi, le dichiarazioni del Presidente Iraniano per nulla intimorito degli avvertimenti lanciati al suo regime da Stati Uniti e Francia.
Un regime , il suo, che apertamente sovvenziona e protegge il terrorismo internazionale e che si sta dotando di un sistema missilistico e della bomba atomica, in una regione strategicamente importante per tutto il mondo.
Non voglio menzionare, perchè oramai noto a tutti, l'inasprirsi, il radicalizzarsi e l'imbarbarirsi sempre più, dei rapporti tra Israele ed i Palestinesi e che è una delle principali cause, a volte diciamocelo, anche pretesto, delle azioni terroristiche .
Tutto questo serve a mio giudizio a renderci chiara una idea, serve ad avvisarci che il nostro mondo occidentale è sempre più odiato da folte masse di integralisti, serve a richiamare l'attenzione di un occidente, sempre più distratto e costantemente timoroso.
Non voglio diffondere inutili allarmismi ma ancora non credo che noi occidentali abbiamo ancora perfettamente compreso e valutato l'ampiezza e la portata dell'attacco a cui siamo e saremo sottoposti.
Ancora non ci è chiara l'idea che già siamo in guerra, ancora non ci siamo assuefatti.
Non ci sono bastati gli attentati alle Torri Gemelle, nè alla metropolitana Londinese , nè alla stazione di Atocha a Madrid, ho il dubbio che altri dovremo averne.
Questa è una guerra dichiarata dai vari estremismi, che non sono isolati, come qualche illuso ancora spera, ma che al contrario, questi, contano varie migliaia di adepti e forse anche milioni di "simpatizzanti" alla loro causa in tutto il mondo musulmano.
Riporto integralmente la breve notizia diffusa dalle autorità del Belgio, per cui "almeno un migliaio di ex combattenti della Jihad islamica vive in Belgio, giovani simpatizzanti della guerra santa che, partiti per sostenere la loro causa in medio Oriente ed in Cecenia, sono poi rientrati assumendo posizioni ancora più estremiste".
Mancano dati certi per l'Italia ma credo sarebbero sicuramente ben più allarmanti.
Rimane allora doveroso chiedersi che fare, e la risposta non può esser che una, ma prima si rende necessaria una premessa, e cioè, che dobbiamo ben renderci conto del problema per poterlo combattere con i mezzi adeguati.
E qui io non ho dubbi, alla guerra si può solo rispondere con la " guerra", con una "guerra" totale al terrorismo, senza cedimenti e senza perplessità, senza soverchie illusioni.
Il nostro mondo può finire se viene meno anche solo la nostra sicurezza, se vengono meno le nostre idee e il nostro pensiero, se viene meno la nostra democrazia, se solo cominciamo ad avere veramente paura nelle nostre città.
Sembra paradossale ma, allo stato attuale, solo noi possiamo distruggere il nostro mondo, solo noi possiamo essere gli artefici della fine della nostra civiltà, e lo possiamo fare per disattenzione, per superficialità o per eccessiva arrendevolezza.
Di fronte ad ogni attentato si deve reagire con coraggio e senza tentennamenti senza dare a nessuno giustificazioni, che sono comunque improprie, se esercitate nei confronti di chi dimostra tanto disprezzo di fronte alla vita umana.
Non ci deve essere consona la morale cattolica del porgere l'altra guancia o della tolleranza sempre ed a ed ogni costo.
Trovo sciocca, quando non criminale, l'estrema disattenzione dell'occidente e di alcuni Governi al problema.
Ancora non ci si è resi conto della portata dell'attacco terroristico, sicuramente non è una guerra tra due popoli per conquiste territoriali, non è forse una guerra di religione anche se a volte lo può sembrare, non è una guerra totale tra due civiltà o tra due mondi.
Ma è sicuramente una "guerra" , anche psicologica, tra due diverse concezioni del mondo e tra due culture, e mentre noi predichiamo e speriamo nella costruzione di un mondo multirazziale, altri si stanno preparando alla nostra distruzione.
E' sciocco, è stupido non riconoscerlo, per la paura di esser annoverato tra i "guerrafondai" o per la paura di essere considerato "reazionario" o di destra.
L'amare il proprio mondo e la democrazia, la cultura occidentale e le suo pensiero , il pretenderne il rispetto e sperare che questi ideali possano diffondersi liberamente nel mondo non è di destra.
Il combattere una "guerra", a difesa di questi ideali può rendere una vita degna di essere vissuta.
Nel contempo però riconosco vada combattuta fino in fondo anche una "guerra" nei confronti delle motivazioni che sono alla base della diffusione del terrorismo e che sono sicuramente motivazioni economiche, di stili di vita, costumi e mentalità diverse.
Questa sarà forse anche una guerra contro l'ignoranza e l'arretratezza culturale, ma anche contro un profondo e diffuso odio nei nostri confronti.
Si di odio si tratta, se ancora non l'abbiamo capito, e odio allo stato puro, e proprio nei nostri confronti.
Odio a volte per il colore della nostra pelle, per le nostre abitudini, per la nostra cultura, vista spesso o presentata come superiore o unica cultura, odio per la nostra religione che a loro pare falsa e, vista nella loro intransigenza, insopportabile.
E' l'odio di chi non ha nulla nei confronti di chi sembra avere tutto, è l'odio di un mondo che si pensa a volte inferiore, nei confronti di un mondo ricco che ha tutto, compreso l'arroganza di una presunta superiore autorità morale o intellettuale o civile, un mondo che vuole tutto governare o dirigere, è l'odio dell'uomo che non ha nulla e non spera in nulla, nemmeno nel futuro.
Non meravigliamoci quindi se vi è chi è pronto a sacrificare la sua vita e a morire in nome del suo Dio, in nome di una vita migliore o semplicemente diversa, in nome di una speranza.
Il premio promesso per lui è il paradiso, e non è poca cosa per chi è abituato a vivere, magari sotto una tenda, in un torrido deserto che pare dimenticato da tutti, anche dal suo stesso Dio.
Dio che ha reso quel mondo, il suo mondo, molto simile a quell'immagine di inferno così comune a tutte le religioni, è il loro inferno su questa terra.
Solo pensando questo riusciremo a spiegarci il loro disprezzo per la vita, in contrapposizione al nostro terrore nei confronti della morte.
Noi predichiamo la tolleranza, l'amore, la civiltà, la comunione dei popoli, l'uguaglianza , e la predichiamo anche in nome del nostro Dio, che è venuto qui su questa terra per dire che ogni uomo è uguale all'altro.
Il nostro Dio è venuto per riscattare i poveri e gli oppressi, gli umili ed i perseguitati, a tutti le sue parole hanno dato la speranza di un mondo migliore e questo si è realizzato.
Il nostro è veramente un mondo migliore, un mondo in cui tutti gli uomini possono essere uguali, in cui sempre esiste almeno la speranza di una vita diversa e migliore, per questo abbiamo sempre meno bisogno dell' aldilà , il nostro paradiso è qui, è ora, sta noi cercare di realizzarlo.
A loro Dio, il loro Dio, ha dato solo una speranza, una promessa, ma entrambe non ancora realizzate su questo mondo, e non esiste cosa peggiore al mondo di una promessa non mantenuta, di una speranza irrealizzata e irrealizzabile.
Ecco spiegato il loro profondo odio, ecco il perchè della loro guerra, tanto più se consideriamo che, per tanti motivi si sentono depredati anche delle loro ricchezze, che rendono sempre più piacevole la nostra vita e sempre meno apprezzata la loro.
Ecco perchè, ne sono sempre più convinto, avremo sempre di più a che fare con il terrorismo e ci troveremo sempre più costretti a combatterlo duramente e con ogni mezzo.
Ma resto in ogni caso certo che non riusciremo ad estirparlo, che mai vinceremo la nostra "guerra", che comunque saremo chiamati a combattere, se nel contempo non riusciremo a a far si che siano realizzabili e realizzate, anche le loro speranze, fino a che non riusciremo ad aprire, anche per loro, le porte di questo paradiso, del nostro paradiso su questa terra.

venerdì 21 settembre 2007

Ripristiniamo il 20 settembre, la festa della laicità dello Stato


Il 20 settembre 1870 , attorno alle ore 9.00, due battaglioni, uno di bersaglieri e uno di fanti, al comando del Generale Cadorna, apre una breccia nelle vicinanze di Porta Pia che consente all'esercito italiano di occupare la città di Roma.
Papa Pio IX, condannando aspramente l'attacco allo Stato Pontificio, si rifugia in Vaticano dichiarandosi prigioniero politico.
Pare che numerose siano state le testimonianze di una significativa soddisfazione del popolo romano ad un evento che pose termine, definitivamente, al potere temporale dei Papi e sancì la caduta del dispotico governo.
I soldati italiani, durante la marcia verso Roma e all'interno della stessa città , registrarono numerose manifestazioni di giubilo e di affetto da parte della popolazione romana.
La ricorrenza andrebbe commemorata come significativa e rappresentativa dell'idea della laicità dello stato.
Notiamo solo con quanto poca soggezione politica, morale ed intellettuale si comportò la popolazione ed il Governo italiano del tempo di fronte alla chiesa ed alla Curia Romana, e confrontiamo, quel comportamento con quello attuale dei nostri politici, sempre pronti, per piccole e meschine convenienze elettorali, ad asservire le loro coscienze ed i diritti civili del paese all'arroganza della gerarchia della chiesa.
Dimostrazione evidente questa che la modernità di un paese o di una idea non si misurano solo con il tempo.

Comune senso del pudore

Matteo Crottognini viene arrestato in Zambia per aver fotografato la sua ragazza in pantaloni che lasciavano parzialmente scoperte le gambe.

Al di la della facili e scontate considerazioni sui guai a cui si può andare incontro, quando ci si reca all'estero, in paesi di cui non si è ben valutato o compreso gli usi, i costumi, la cultura e la mentalità, resta il dato, eclatante e qui visibile, di quanto ampio possa essere il concetto di "comune senso del pudore" se rapportato ai diversi tipi di civiltà.

Aggiungo un'altra evidente considerazione sulla notizia, questi non sono altro che i risultati degli estremi a cui può giungere uno stato che vuole essere ad ogni costo "etico" .

Ci auguriamo che, al più presto e su intervento del Governo, Crottognini venga liberato e possa rientrare in Italia.

giovedì 20 settembre 2007

Subito il chiarimento o al voto.


Come ormai accade con sempre maggiore frequenza anche la discussione al Senato delle mozioni sulla Rai si è confermata un passaggio molto delicato per il Governo, alle prese con le insofferenze di Udeur e del gruppo di Dini.
Le votazioni iniziano a Palazzo Madama con all'ordine del giorno una dozzina di risoluzioni sull'assetto della Rai. La maggioranza appare già dall'inizio subito divisa, la sinistra radicale e il gruppo Dini si presentano in ordine sparso, tanto che Mastella, annusando l'aria, preannuncia la "bufera" confermando che sarebbe uscito subito dall'Aula con i suoi parlamentari. "Abbiamo constatato - ha avvisato - che una maggioranza non c'è più, così non si può andare avanti, senza un chiarimento, in primavera si va al voto", queste le lapidarie parole del Ministro.
Solo l'assenza di Storace in aula è riuscita a salvare il Governo.

Non è altro che u
n evidente gioco al massacro oramai e, mai come ora, risulta sempre più urgente un chiarimento all'interno della stessa maggioranza.
Dando per scontato che la ragione sta dalla parte del Ministro del tesoro quando afferma che la Rai ha un solo grosso problema ed è l'ingerenza dei partiti, non è pensabile bloccare un paese per null'altro motivo che una nuova lottizzazione della televisione pubblica.
E si che i problemi non mancano, è di ieri la notizia che il Fondo Monetario Internazionale rivede al ribasso le stime di crescita nel mondo, a seguito della crisi dei mutui americani.
Si aggiunga che, proprio ieri,
il presidente della Federal Reserve ha espresso le sue forti preoccupazioni per l'impatto che il fenomeno rischia di avere sulla crescita americana, mentre in Italia, la Confindustria ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita , sia nel 2007 che nel 2008, che pertanto non dovrebbero andare oltre un risicato 1,3%, mentre il governo si appresta a varare, con molta probabilità,una Finanziaria con previsioni di crescita del 2%.
Se una manovra correttiva non è ancora in programma, rischia di essere sempre più prevedibile e probabile nel futuro.
Si aggiunga l'apprezzamento dell'euro nei confronti del dollaro, che rischia di rendere meno competitive le esportazioni europee e ancor di più quelle di paesi, già di per sè poco competitivi come il nostro.
A tutto dobbiamo aggiungere l'aumento esorbitante del prezzo del petrolio, giunto a più di 80 dollari al barile, e questo riferito ad un paese come l'Italia, fuori dal nucleare a seguito di un referendum, privo di centrali a carbone per l' opposizione delle comunità locali, bisognoso di degassificatori e di fonti alternative, ma privo delle une e delle altre per la mancanza più totale di un serio piano energetico, e aggiungo, con previsioni, già avanzate di black out energetico durante l'inverno.
Non ci sarebbero motivi per essere troppo allegri anzi, non ci sarebbero motivi più seri per governare al meglio il paese.
Se però non si è in grado, per incompetenza, per mancanza di programmi o di accordi, oppure per semplice incapacità, ebbene meglio non perdere tempo, molto meglio una nuova legge elettorale, anche alla belle meglio e dicendo "chi ci sta ci sta" e poi al voto.
Lo richiede un minimo di responsabilità politica, se ancora esiste e che alla fine qualcuno dovrà pur dimostrare, e sopratutto lo richiedono gli italiani.
Tanto più che ora, non si stanno sfilando dalla maggioranza solo singoli deputati o senatori, ma se ne stanno andando fette consistenti di partito.
Aggiungo ancora, e personalmente non voglio rientrare in ulteriori valutazioni sul V-Day di Grillo, le lascerò ad una analisi più serena nei prossimi giorni, ma certo è che le piazze hanno dato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, un segnale chiaro degli "umori" in cui si dibatte il paese.
Sarebbe ora, al di là di qualsiasi considerazione, "criminale" non tenerne conto.

E' chiuso o aperto il caso Visco ?


Notizie riferite da fonti giudiziarie assicurano che la procura di Roma ha chiesto l'archiviazione del caso sulle presunte pressioni esercitate dal viceministro dell'Economia Vincenzo Visco sull'ex comandante della Guardia di Finanza Roberto Speciale.

Riferiscono fonti vicine all'inchiesta che il pm abbia giudicato il comportamento di Visco "illegittimo ma non illecito" e privo di "dolo intenzionale".

Visco era indagato per "abuso d'ufficio e minacce" e per "presunte pressioni" esercitate sull'ex comandante delle Fiamme Gialle per rimuovere da Milano alcuni ufficiali della GdF - in realtà ufficiali che non sono mai stati trasferiti - impegnati nell'inchiesta sulla vicenda Unipol.

Il viceministro, allo scoppio del caso e sotto le pressioni dell'opinione pubblica, aveva rimesso la delega sulla GdF nelle mani del Presidente del Consiglio, in attesa dei necessari chiarimenti sulla vicenda.

Di fatto la magistratura, pur giudicando penalmente non perseguibile il comportamento del ministro, confermerebbe l’illegittimità del comportamento dello stesso nella vicenda Speciale.

La censura del Pm, chiude la vicenda giudiziaria ma, apre il caso sotto il profilo della responsabilità politica.

Gli opposti schieramenti come al solito si dividono e, ad alcune dichiarazioni soddisfatte della sinistra, si accompagnano forti critiche e richieste di dimissioni da parte della destra.

A me pare evidente però che la questione non possa, nè debba, essere archiviata con tanta facilità e che ad un politico, oltretutto con incarichi di governo, debba essere richiesto, non solo e naturalmente il rispetto delle leggi, ma anche il rispetto di quella morale pubblica che rende alcuni comportamenti leciti ed altri illeciti.

Il richiedere la rimozione di alcuni ufficiali della guardia di Finanza coinvolti nella vicenda Unipol, quand'anche non penalmente perseguibile, fu una scorrettezza che diede adito a fortissimi dubbi , che ancora sussistono, di interferenza nella vicenda giudiziaria a tutto vantaggio della propria parte politica.

E' a politici come Visco, come Mastella e come Rutelli (non capisco perchè quest' ultimo debba essere salvato quando anche lui risultava presente sul volo su cui, di fatto la Corte dei Conti ha deciso di aprire un'istruttoria) , o a uomini come Capecchi (funzionario della presidenza del consiglio), che in questo momento si deve chiedere di fare un passo indietro, lo richiedono, se non la loro coscienza, una nuova etica politica ed una nuova morale pubblica, oltre che naturalmente i cittadini e gli elettori.

A meno che qualcuno pensi, non di essere al servizio dello stato, ma indispensabile al funzionamento dello stato.



mercoledì 19 settembre 2007

Mi è capitato di leggere di una querela

Leggo oggi su questo post di una querela inviata da Filippo Facci a Edoardo Bonaccorsi, (classe 1990) siciliano, di Giarre (CT) per un commento da lui rilasciato sul blog Macchianera.

Credo valga la pena di spendere anche solo due parole sulla questione.

1) La prima questione riguarda la moderazione nei termini e nel linguaggio a cui noi tutti dovremmo in un certo senso adeguarci.
Girando qua e là per i blog, a volte, si trovano commenti, giudizi sommari, valutazioni o post stessi che rasentano l'offesa e l'insulto, quasi che la crudezza del linguaggio sia essa stessa una dote ed una caratteristica che fa tanto moderni e alla fine simpatici e cliccati.
Non credo debba essere per forza di cose cosi e un piccolo sforzo, da parte di tutti, credo valga fatto nella ricerca della qualità e della moderazione.

Voglio dire, meno facilonerie e più responsabilità, più ricerca della verità e meno pressapochismo non farebbero altro che bene a tutti oltrechè far bene alla serietà ed alla qualità della blogosfera.

Si può essere intelligenti senza essere offensivi, si può essere taglienti senza essere per forza maleducati.

2) Detto questo credo che Edoardo Bonaccorsi abbia solo un poco ecceduto nel giudizio, per quel senso di amicizia, di confidenzialità e di cameratismo che automaticamente si instaura tra noi tutti.
Riconosco che a volte può essere facile lasciarsi un po andare in qualche giudizio, ma a tutti va riconosciuto il beneficio, e mi pare importante, della involontarietà e della non intenzionalità.

Credo pertanto, mi auguro e auspico, che la cosa possa essere risolta in altre maniere, con qualche scusa del tutto personale da parte di Edoardo o come vedo auspica anche Unopercento (lo sto leggendo proprio ora) con qualche amichevole "stretta di mano virtuale".

Il mio è un invito che voglio, personalmente e pubblicamente, inoltrare a Filippo Facci confidando che possa decidere, con un atto di reponsabilità che non gli farebbe altro che onore, di ritirare la querela presentata.
Sicuramente noi tutti, non potremmo che essergliene profondamente grati.

La chiesa ed i veri miracoli.

Ma veramente qualcuno ancora pensa che si debbano seguire i loro insegnamenti ?
Non bastano gli scandali che li vedono coinvolti, quasi con cadenza giornaliera, per farci almeno comprendere che quelli che ci vengono propinati ogni domenica dai pulpiti di ogni chiesa sono spesso niente altro che giudizi e considerazioni del tutto personali, che nemmeno loro riescono poi a rispettare condividere.
E l'antica e fariseica frase "non guardate a quello che faccio ma solo a quello che dico " non mi convince.
Il loro Dio spesso li avrebbe paragonati a nient' altro che a sepolcri imbiancati.
Le loro azioni, le infamanti accuse a loro rivolte sono li davanti agli occhi di tutti, non bastassero le condanne per pedofilia dei sacerdoti e dei Vescovi americani, possiamo elencare ora le accuse a Don Gelmini, ora, e più recenti quelle a don Lelio Cantini ed al Vescovo ausiliario di Firenze Claudio Maniago, oppure quelle all'Arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani (e si che il cognome poteva essere anche di buon auspicio ).
La catena è continua ed ininterrotta, non voglio fare di ogni erba un fascio, ma voglio solo considerare quanta più santità, quanta più moralità, quanti più insegnamenti o consigli possiamo cogliere nella vita quotidiana di un buon padre di famiglia che, magari con poco più di mille euro al mese e con mille sacrifici sbarca "miracolosamente" , questo sì, e ogni mese il lunario per se e per i figli.
Questi sono i veri miracoli, sono questi i miracoli che anche quel loro Dio sicuramente sapeva amare, i miracoli dei poveri, degli ultimi, dei diseredati, sono i miracoli quotidiani della vita, oltrettuto poco apprezzati e considerati.
Se dipendesse dal vostro giudizio umano, che senza pretesa alcuna sicuramente ha poco del divino, a chi spalanchereste le porte dei cieli ?
Io non ho dubbi, ma vi assicuro che, per quel poco che conosco Dio, sono certo non ne avrebbe neppure Lui.

martedì 18 settembre 2007

Una passeggiata sul lungolago.



Anche oggi, come spesso mi accade duranti i periodi autunnali, finito il pranzo, me ne esco per una passeggiata sul lungolago.
E' una vecchia abitudine che non voglio perdere questo mio girovagare avanti e indietro senza meta alcuna, a volte con la semplice compagnia di un pensiero, di una idea che non riesce ad abbandonarmi o di una immagine non dimenticata.

Ancora non mi è consono, nè forse lo sarà mai, il consumistico passeggiare nei tanto frequentati e moderni centri commerciali, forse questo non è altro che l'inequivocabile segno di appartenenza ad un'altra epoca.
Ma mentre mi godo quel lago e quel paesaggio sempre così maledettamente uguali a sè stessi ma sempre così diversi, istintivamente guardo quel paese alle sue spalle, la storia dell'uno è compenetrata in quello dell'altro.
Sono bellissimi quei vicoli, uniti solo da quell'intricato labirinto costruito nei bui, dicono, secoli medievali , da gioiosi e sconosciuti architetti che tanto bene hanno però saputo interpretare le loro esigenze ed il loro periodo.
Ogni palazzo è li accanto all'altro, addossati gli uni agli altri, distanziati solo da quel poco spazio che sa rendere difficile anche al vento del Nord intrufolarsi tra quelle case.
Sono i ricordi di un tempo in cui i vetri erano di là da venire ed ogni casa era costruita anche in funzione d'essere adeguato riparo alle case adiacenti.
Davanti ti rivedi quel lago, risenti lo sciacquio di quelle onde, il loro sussurro tenue.
In fin dei conti quelle onde, giocano come bambini, intente solo a cullarsi ritmicamente e perpetuamente tra quelle sponde, a cui chiedono solo di essere contenute tutte.
Mi accorgo di quanto quel rumore ritmico, quella dolce cantilena, abbia accompagnato ogni attimo delle mia vita, quasi ne fosse il metronomo occulto che ha saputo dare ritmo ed intonazione alle cose ed ai fatti, che a volte ha anche scandito il mio passo.
In fin dei conti tutto quanto vive attorno all'uomo prima o poi vive anche dentro l'uomo, nessuno è capace di vivere al di sopra delle cose, estraniato dal mondo.
In queste passeggiate, in questi rari momenti di intimità ci si rende conto di quanto siano indelebili ed importanti i ricordi, le tue origini, la tua "storia".
A volte sono quei paesaggi vissuti in tenera età, a volte sono solo gli odori o i sapori della tua giovinezza.
Da qui , da questi luoghi ha avuto inizio la mia storia, ma li, in quei luoghi , in quel lago, in quei monti, a volte in quelle case, si legge anche la storia del mondo.
Sono in fondo i percorsi ciclici della storia, hanno inizio dall' infinitamente piccolo, da paesi, da villaggi sconosciuti, da idee a volte solo inizialmente sussurrate, come quelle onde, ma che sanno poi rapidamente diffondersi e dilagare con la forza di un ciclone, che spazzano civiltà e culture e che spesso sono nate e hanno trovato terreno fertile in paese e luoghi come questi, certamente belli , certamente dolci, ma che sembrano dimenticati da Dio, fuori da ogni importante rotta del mondo.
Ma siatene certi la storia ritorna sempre dove è nata, qui in questo paese vi leggi, sapendo guardare con occhi attenti e curiosi, le glaciazioni che hanno scolpito i monti e formato il lago, vedi, se alzi appena lo sguardo da quelle onde in lontananza, quelle colline moreniche della Franciacorta create dall'erosione di millenni.
Ma, poichè l'uomo è un animale sociale, ritorna sempre alla "sua" storia, gli da più attenzione e allora lì in quei vicoli ci puoi trovare tutto il Medio Evo, le sue paure, le sue angosce ma anche le gioie e l'allegria del Rinascimento.
Ti bastano solo , in fin dei conti, una mente attenta e due occhi curiosi.
Questo, per chi non lo avesse ancora capito è il mio "focolare" l' Heimat di teutonica memoria , da qui sono partito, ma qui, inesorabilmente e inevitabilmente voglio sempre e solo ritornare.
Qui si trova la mia storia , che non è chiusa ma è aperta al mondo come questo lago, è essa stessa la storia del mondo.
In fondo a ben guardare ognuno si porta sempre dietro il suo mondo, le sue origini sono li a imperitura memoria, a volte è un'inflessione dialettale che non ci vuole abbandonare, a volte è solo un atteggiamento o una maniera di affrontare il mondo e le cose, è la tua storia che ti segue sempre e ovunque, e inevitabilmente ti riporta alla fine, per quanto distante tu sia, ai tuoi luoghi, alla tua terra, alla tua gente, alle tue origini.
Mi è d'esempio, al riguardo Cezanne che fu grande nel mondo, per tanti versi "fece" la storia della pittura moderna e in fondo per tutta la sua esistenza non fece altro che dipingere, da angoli diversi, sempre lo stesso "suo" monte per tutta la sua vita.

lunedì 17 settembre 2007

I movimenti di Grillo e i "movimenti "dell'Italia


E' di oggi l'annuncio di Grillo di dare il via alla presentazione di liste civiche per le prossime elezioni e come ci si doveva aspettare il mondo politico si divide tra oppositori e sostenitori.

Non verserò alcuna lacrima per le sorti dei nostri vecchi politici, mi resta, forse caso unico in Italia , la tenue speranza che riusciremo a spazzarli via alle prossime elezioni, se solo riusciremo ad avere una nuova legge elettorale.
Vale quindi per me il vecchio detto "chi è causa del suo mal pianga sè stesso" , sicuramente io non piangerò.

Sono le liste civiche di Grillo la mia nuova fonte di preoccupazione anche se per me era evidente, qui non capisco le meraviglie dei sostenitori , che Grillo dovesse per forza di cose giocare questa carta, non gli restavano altre possibilità ora, ma come era inevitabile adesso anche tra i suoi sostenitori inizieranno le divisioni.

Ora è evidente i nodi devono venire al pettine. Quando si fa solo opposizione, quando si fa solo critica si raccolgono consensi a destra come a sinistra.
Ma appena si è costretti ad entrare nell'agone della politica cominciano i distinguo e le critiche.

Da parte mia trovo preoccupante, populista e paternalista la presunzione di Grillo di assegnare "bollini doc" ai suoi "fedeli" sostenitori, ma le scelte me le aspettavo tutte e Grillo le sta facendo da par suo.
Mai mi ha convinto un partito o un movimento creato dall'alto, quasi per una sorte di imprimatur divino, anche se in fondo Grillo non sta facendo altro che imitare quanto già fatto e sperimentato da Forza Italia e da Berlusconi.
Grillo quindi si appresta a diventare il "Signore e Padrone" dei "suoi movimenti".

Ma quello che mi preoccupa ancora di più è il dovermi poi ora aspettare anche una miriade di "piccoli Grilli" in ogni paese, in ogni regione, in ogni provincia.
"Piccoli Grilli" che faranno a gara nell'alzare al cielo le loro urla e i loro anatemi, gareggiando solo in ignoranza, presunzione e pressapochismo.

Piccoli Attila di paese o di città, per un esercito di barbari pronti a devastare quanto ancora non siano riusciti a distruggere i nostri politici.

Mi è facile presagire che tanto più sapranno urlare, tanto più saranno osannati e maggiori saranno i consensi che riusciranno a raccogliere.
Speriamo solo di non assistere anche alle medievali caccia alle streghe, o a roghi improvvisati nelle piazze, dopo aver atteso inutilmente gli splendori del nuovo "Rinascimento Italiano".

Povere città , poveri paesi e povera quell'Italia tutta, in cui si rischia, tanto per cambiare, che ancora una volta la politica ed il futuro si giochino, non sull'immagine di serie proposte e progetti, ma sul deprimente spettacolo, a volte tragico e ora comico, di una nazione che non riesce a vivere, se non arrotandosi costantemente su se stessa, mostrando sempre più il suo lato peggiore, e sempre e solo rotolandosi nel fango del suo qualunquismo, della sua grassa ignoranza e della sua becera stupidità.

Se solo fossi meno cortese, se solo fossi meno gentlemen, se non mi fosse d'ostacolo e d'intralcio la mia educazione e la mie buone frequentazioni culturali, anch' io ora mi lascerei andare ad un piccolo sfogo liberatorio e urlerei a squarciagola ma "vaffanculo Grillo".
Solo che lo vorrei, ma non posso.

Il mondo si prepari alla guerra dice Kouchner

La notizia è di quelle che ti lasciano senza fiato già di prima mattina.
Rimbalza fresca su alcune agenzie di stampa - "Gli Stati Uniti si preparano a Bombardare l'Iran" - lo dice il Ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, in una intervista rilasciata alla tv LCI.-
In sostanza Kouchner ha detto, parlando del programma nucleare iraniano e dei tentativi dell'Occidente per indurre Teheran a piu' miti consigli, che comunque "Il mondo deve prepararsi al peggio...cioe' alla guerra".

Kouchner, pur lasciando aperta la porta della trattativa a tutto campo e fino in fondo, ha precisato che Teheran rappresenta "un pericolo reale per tutto il mondo".
Analoghe dichiarazioni sono state, in più occasioni, rilasciate anche dalla Casa Bianca, ora anche dal capo del Pentagono Robert Gates che, afferma che "Tutte le opzioni sono sul tavolo".
Mi chiedo solo, in presenza di un così evidente fanatismo di Teheran, a che potrà servire l'ulteriore riunione dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu (piu' la Germania), già programmata per il 21 settembre e che, nelle intenzioni, dovrebbe servire a scoraggiare Teheran nel proseguo del suo programma atomico, imponendogli ulteriori e più restrittive sanzioni economiche.

Basti pensare alle dichiarazioni rilasciate al riguardo dal Presidente Iraniano Mahmoud Ahmadinejad, nel corso di un'intervista alla televisione iraniana.

In sostanza il Presidente Iraniano ha ripetuto che "l' Iran padroneggia le tecniche di arricchimento dell'uranio a livelli industriali e sul nucleare non tornerà indietro di fronte alle pressioni della Comunità internazionale e che "nessuno ci può imporre sanzioni " .

Resta da vedere se queste ulteriori dichiarazioni delle parti si inseriscono in quella evidente guerra di nervi che ogni trattativa impone, io personalmente resto convinto che nè gli U.S.A. (chiunque sia al governo, repubblicani o democratici) nè l'Inghilterra e ora neppure la Francia, accetteranno passivamente che un paese come L'Iran , aperto sostenitore di ogni movimento terroristico internazionale, alla fine riesca a dotarsi di una arsenale atomico, costituendo una evidente minaccia, non solo a livello locale, in una zona strategica per le risorse energetiche del pianeta, ma anche, e ancor di più, a livello internazionale.

Ecco perchè mi suona come un sinistro presagio questa nuova affermazione del Ministro degli Esteri Francesi "il mondo si prepari alla guerra " e mi chiedo, qualora il mondo si stia preparando , se anche l'Italia lo stia facendo.

domenica 16 settembre 2007

Anche la politica può far sorridere a volte


Oggi è giornata di festa , ma per la politica non si riposa mai sarei tentato di dire se non fossi così certo di trovare qualcuno che accoglierebbe l'affermazione con un sorriso .
In fin dei conti è lo stesso sorriso che mi ha colto quando ho sentito Mastella affermare, serafico e convinto, che lui non ci pensa proprio a lasciare il Governo, non ne ha alcuna intenzione , per qualsiasi ragione lo vogliono attaccare a lui poco importa, lo attacchino da destra o da sinistra lui se ne frega completamente .
Io non avevo dubbi, il ragionamento del "Mastella nazionale" non fa una grinza, se cade il governo cade la maggioranza, senza di me non c'è alcun governo e cosi sarà fino a che avrò chi mi vota.
Mastella non è scemo, non si sacrifica sull'altare della patria o per il rinnovamento della politica, lui non è li per quello, non ha mai avuto dubbi al riguardo, lui non è al servizio della nazione , anzi è la nazione che deve mettersi al suo di servizio.
Oltretutto poi, a dimostrazione che la ragione sta dalla sua parte, per quanto riguarda la questione del viaggio in elicottero, in fin dei conti lui ha accettato solo un passaggio da Rutelli e oltretutto ha ricevuto anche la solidarietà ed il sostegno sia da Berlusconi che da Prodi (nessuno dei due ha smentito tra l'altro).
Vi chiederete perchè io sorrido, sorrido solo perchè penso a come sia rimasto chi immaginava di poterlo mettere in difficoltà sbattendolo in prima pagina solo per un semplice volo in elicottero.
Siamo tutti avvisati non è questa la strada per sbarazzarsi di Mastella. Ci rimane solo la caccia ai suoi elettori per sottoporli a visita medica, nella speranza di poterli poi dichiarare incapaci di intendere e di volere.

Ma non ho finito di sorridere quando ripenso alla faccia dei dirigenti diessini presenti allo show di Grillo alla festa dell' Unità di Milano.
Forse i Ds pensavano di poter "riconquistare" il comico alla loro causa, forse è ancora radicata nel Partito la convinzioni di poter "rappresentare" o "inglobare" alla fine qualsiasi opposizione e ogni protesta. Forse non hanno ancora ben capito di essere partito di governo.
Oppure semplicemente non si erano ancora accorti che Grillo ce l'ha con tutti i partiti compreso il loro che in fin dei conti è il "partito" per antonomasia.
Mi direte perchè sorrido qui, be è subito detto, sorrido perchè penso a come devono essersi "divertiti" allo show i dirigenti dei Ds.
A me hanno ricordato quel cinese che per godere si picchiava un grosso martello sulle palle.
Mi direte sorpresi ma quando godeva quell'idiota ? godeva quando sbagliava il colpo...

sabato 15 settembre 2007

Il più bel lavoro del mondo

La notiziè di quelle che rischiano di cambiare la vita a molte persone.
Al giorno d'oggi è già difficile trovarsi un lavoro e ancora di più lo è trovarsi un lavoro interessante e piacevole, uno di quelli da cui ti lasci incantare e di cui non ti senti mai stanco o annoiato, qualsiasi sia il tuo impegno giornaliero.
Ebbene Jim McBride ha trovato un lavoro veramente invidiabile, in pratica ha deciso di catalogare tutte le scene di nudo femminile nei film, con una cura quasi maniacale e che svela la profonda passione nel suo lavoro, su un sito web e su un' apposita guida.
Sono oramai 25.000 i film e gli spettacoli televisivi che Jim sta cataogando.
Il frutto di tanto "sudato lavoro" (forse farebbe sudare parecchie persone) si trova " sul suo sito web, www.mrskin.com e, ora, anche in un volume, la guida "Mr. Skin's Skintastic Video Guide".
"E' il più bel lavoro del mondo", ha commentato McBride. "Da bambino registravo tutti i film che potevo con scene di nudo e poi registravo le singole scene su altri nastri, ho sorpreso i miei amici con la mia competenza".
E pensare che io credevo di aver trovato un lavoro piacevole ed interessante. Ma in ogni caso, letta la notizia, mi sono precipitato ad inviare il mio Curriculum Vitae a Jim Mc Bride, specificando la mia disponibilità a prestazioni straordinarie giornaliere.
Non è mai troppo tardi per trovare la propria strada professionale o un lavoro piacevole per cui valga veramente la pena di sacrificarsi.

Esiste avvenire per la sinistra italiana e per il partito Democratico?

In più di una occasione, e spesso proprio qui in questo blog, sto ripetendo che giudico esaurita la spinta propulsiva di questo governo, che oramai è strattonato e criticato sia al centro che a sinistra.
Negli ultimi periodi poi è tutto un fiorire di dichiarazioni , da Rutelli a Fassino a D'Alema, che lasciano intravedere possibili e diversi scenari politici.
L'allusione evidente è all'esclusione dalla maggioranza della sinistra estrema, che negli ultimi periodi sta creando al Governo notevoli difficoltà.
Non voglio entrare nelle scelte di future possibili nuove alleanze, che tra l'altro mi lasciano parecchio perplesso, ma piuttosto ragionare sulla nascita del nuovo Partito Democratico.
Sulla carta uno schieramento che vede assieme forze politiche di sinistra e di centro rappresenta uno schieramento che possiede quantitativamente i numeri per poter essere vincente.
Ma basta, mi chiedo da un po' di tempo a questa parte, la somma dei numeri dei due schieramenti per fare un vero nuovo Partito Democratico e la scelta è quella pura e semplice della spartizione del potere o quella di creare un vero programma politico riformista ?
Ne segue , ma per me resta la domanda, davvero si pensa che unendo parte delle forze dell'ex partito comunista e parte di quella della vecchia Democrazia Cristiana sia di per sè sufficiente a far nascere una moderna forza socialista europea ?.
Fortissimi sono i miei dubbi al riguardo.
Sicuramente si potrebbero trovare punti di unione sulla gestione del potere, sicuramente convergenze nel governo dell'economia, sicuramente in alcuni programmi sociali e sulla scuola per esempio.
Ma già qui comincerebbero le divergenze, con buona parte dei cattolici favorevoli ad una scuola privata, magari cattolica, favorevoli sì ad una spiccata "socialità" ma molto meglio, per loro, se gestita dalla chiesa e dalle sue organizzazioni.
Tralascio di menzionare tutto quel patrimonio di conquiste sociali, democratiche e civili che fanno parte della cultura, delle idee e dei programmi di ogni partito socialista in Europa, al governo come all'opposizione.
E' pur vero che quando ci si unisce in matrimonio si cercano più le affinità che le divergenze, ma non ci sarà alcun matrimonio duraturo se non si è d'accordo sulle cose essenziali e sostanziali, che al contrario sono sottaciute, e rischiano di restare li a covare sotto la cenere fino a che, prima o poi, e basterà soffiare un po' sul fuoco, daranno fuoco alle polveri facendo saltare la casa comune.
Non ci sarà alcun matrimonio duraturo se non si sa nemmeno dove si vuole erigere la propria residenza. In Europa, una moderna forza politica di sinistra si colloca nel gruppo socialista, non mi pare siano queste le scelte del nascente Partito Democratico.
Proviamo per esempio a parlare solo di divorzio e vediamo come la pensiamo, ho il dubbio ci siano più sostanziali divisioni che affinità.
Proviamo, e cerchiamo poi di avere un programma comune sull'aborto, sui diritti civili, sui DICO, sulla ricerca scientifica e sugli embrioni umani, e vediamo quante affinità riusciamo a trovarci tra sinistra e cattolici.
Su come poi si pensi, date queste premesse, di fare dell'Italia un moderno paese Europeo mi è difficile immaginarlo.
Mi resta poi una domanda che rischierà di non avere risposte, per chi come me si considera e si riconosce nei programmi di quelle forze socialiste europee dove sarà possibile trovare "casa e famiglia politica" qui in Italia ?
Il dubbio che mi assale è uno, corro il rischio di restare orfano e solo per tutta la vita anche se coltivo la speranza, e le speranze si sa sono le ultime a morire, che prima o poi finalmente ci sia qualcuno che riesca a raccogliere ed unificare una vera sinistra riformista anche in Italia.

venerdì 14 settembre 2007

Un treno nuovo di zecca.

Il dover essere a Milano in orari mattutini mi obbliga a piccole levatacce.
Quando capita, capirete, l'umore non è mai alle stelle.
Potrebbe avere qualche influenza su questo il viaggiare su un treno quanto meno confortevole e decoroso.
Ebbene questa mattina ho fatto un viaggio su un treno nuovo di "zecca". No non perchè fosse appena stato messo in circolazione, ma solo perchè era talmente sporco che a voler cercare su quei sedili ci avresti trovato di nuovo una zecca.

giovedì 13 settembre 2007

Sbarramento elettorale











Per le elezioni del prossimo Parlamento è sempre più urgente richiedere una legge elettorale che oltre allo sbarramento del 5% preveda uno sbarramento anche per i deficienti sia nel parlamento Europeo che nel Parlamento Nazionale.


Trasferito il Procuratore dell'inchiesta su Don Gelmini


E' stato trasferito il procuratore Capo di Terni Carlo Maria Scipio.
Nulla di eccezionale se non per un piccolo particolare e cioè che egli sia il titolare dell'inchiesta sui presunti abusi sessuali compiuti da Don Gelmini.
La sostituzione di Carlo Maria Scipio avviene su ricorso di Fausto Cardella, attuale consigliere di Cassazione, che si era rivolto al Consiglio di Stato giudicando che, la nomina a Procuratore Capo di Scipio, avesse leso suoi diritti.
Non voglio entrare nel merito della legittimità o meno del ricorso presentato, così come non voglio emettere ora giudizi sulla colpevolezza o meno di Don Gelmini, ma rimango fondamentalmente contrario al trasferimento di un magistrato proprio nel corso delle sue indagini.
Dico di più, non solo ne sono contrario, ma lo considero anche una atto sospetto ed immorale nei confronti della giustizia e delle indagini, un atto che avrebbero potuto e dovuto esserci risparmiato o quantomeno rinviato ad indagini concluse, e che, tra l'altro, getta un'ombra oscura sui successivi sviluppi dell'inchiesta.
Tanto più se proprio all'inizio dell'inchiesta, che vede coinvolto Don Gelmini, uno dei più accaniti sostenitori dell' innocenza del sacerdote, ancora prima di qualsiasi indagine, fosse proprio il Ministro della Giustizia Mastella.
Quanto avvenuto crea sicuramente forti dubbi e sospetti nell'opinione pubblica anche perchè resta da chiedersi come sia possibile che, una giustizia che normalmente impiega anni prima di emettere una qualsiasi sentenza, sia stata in questo caso tanto solerte e rapida nelle sue decisioni.
In ambienti politici poi si sussurra, da più parti, che forti pressioni, al fine di procedere rapidamente al trasferimento, accogliendo quindi le richieste in tal senso di Cardella, siano state effettuate proprio da esponenti dell'Udc e della Margherita.
Lo strano è che ci pare di ricordare che Don Gelmini, all'inizio dell'inchiesta, avesse parlato di lobby a lui contrarie al lavoro per screditare lui e la sua opera.
Ebbene al riguardo ed al contrario mi pare nuovamente doveroso dichiarare che conosco, per esperienza, una sola lobby ed è quella che anche oggi mi pare di vedere operativa ma che non è contraria a Don Gelmini anzi è una lobby a lui favorevole e che a lui fa riferimento, è la vecchia lobby del clero e della Democrazia Cristiana.
Altro che rinnovamento della politica, altro che Rinascimento, siamo ancora nel profondo Medio Evo.