Il mondo del web realtà o virtualità ?
Si avvicinano le vacanze, il 13 si parte, sarà dura lasciare tante abitudini consolidate, lo staccare la spina, il chiudere con la quotidianità delle cose.
Mi mancherà il paese, in fondo lo amo questo paese di provincia, mi mancheranno gli amici, anche se solo per alcuni giorni e poi mi mancherà, sì anche questo, il lavoro.
Ho difficoltà a riconoscerlo ma mi mancherà anche il blog e mi mancherete anche voi che mi leggete, a dimostrazione esplicita che questo mondo, tanto vituperato da qualcuno, tanto disprezzato da altri, sarà anche per tante persone un mondo virtuale, ma per noi, o almeno per me, è sempre più reale.
I più maliziosi potranno dire che mi sto staccando dalla realtà per entrare nel mondo della finzione, non è così, sono ancora attento ai valori ed alle cose, ho ancora la capacità di ragionamenti complessi e compiuti, sereni, distaccati ed obiettivi .
Ma una domanda mi sorge spontanea a volte, la faccio più a me stesso che a voi che leggete.
Ma perchè lo facciamo tutto questo ?
E strano come spesso sentiamo così pressante il bisogno di dialogare fra di noi, di metterci in mostra, di affidare ad altri i nostri pensieri, a volte proprio quelli più intimi, i più nascosti .
Come mai, mi chiedo e non so darmi risposte, a tratti abbandono parte della vita che gli altri definiscono reale, lasciando spezzoni di vera socialità familiare, per una , per me altrettanto reale vita "virtuale".
La risposta è una sola, riempio dei vuoti, dei vuoti che percepivo, a volte sottintesi, vuoti nei rapporti, vuoti di conoscenza, può essere anche vuoti relazionali.
Ma se così è, perchè questo non deve essere anche lui parte della mia vita, della mia vera vita, quella che viene definita "reale" ?
Io ne sono oramai certo, io non ho due vite, una reale e una virtuale, ne ho una sola e tutte due vi appartengono, ne sono parte integrante, si compenetrano l'una nell'altra.
Ma voglio farli tutti i ragionamenti e voglio li facciate anche voi con me, anche a costo di essere frainteso, di essere un poco sgradevole o sgradito a qualcuno.
Non voglio lasciare nessuna possibilità intentata, voglio un po' ragionarci sopra "la cosa", anche se il più brevemente possibile.
Molti dicono che noi siamo qui per una manifesta incapacità alla socializzazione, per incapacità a reggere rapporti umani reali e veri.
Tutte le persone che io ho conosciuto in Internet, sui blog, in twitter, a parte rare eccezioni che confermano comunque la regola, si sono dimostrate sempre aperte ai rapporti sociali, tutti hanno , o sembrano avere, una intensa vita sociale anche nella realtà quotidiana e se questa a volte puo sembrare non sufficiente, non dipende dalla fragilità dei rapporti o dalla loro scarsa consistenza, ma solo ed esclusivamente da mancanza di tempo.
Quindi, al contrario di quanto normalmente possa apparire, tutti sembrano dare, sul piano umano in generale, un qualche cosa in più rispetto alla norma, rispetto alle persone che normalmente frequentiamo nella vita.
Allora dove sta l'inghippo ?
C'è qualcuno che ci definisce esibizionisti, egocentrici, leggermente autistici.
Esibizionisti perchè dicono vogliamo mostrare a tutti quanto siamo convinti di valere.
Non sentendoci realizzati nella vita reale ci rifugiamo in questa, convinti di essere , in quella reale, incompresi dalla società, dagli amici o dai compagni.
Per me non è così, io mi sento realizzato nella vita, ho un discreto lavoro che mi dà soddisfazioni , sinceramente anche economiche, mi sento oltretutto anche apprezzato e stimato.
A volte ci definiscono egocentrici per lo stesso motivo.
Credendoci meglio e di più degli altri e non riuscendo a capire perchè invece la società ci considera del tutto normali, ci rifugiamo qui, nel nostro rassicurante gruppo, nella nostra cerchia di amici, ad adularci, ad incensarci a vicenda.
Anche questo non regge, per molti di noi è una falsità bella e buona, io non sono così e non è così la gente che io qui "vivo" che io qui frequento.
Qui io ho trovato gente normale, simpatica e disponibile.
Anche il "cazzeggio", il dolce far niente assieme, ha il sapore dell'intelligenza e della profondità che spesso non si trova da altre parti.
Qualcuno poi dice che abbiamo la tendenza a rinchiuderci in noi stessi, cioè in parole povere che siamo leggermente "autistici"
Per me questo non vale, io anche nella vita reale non sono così, io socializzo con tutti, è forse questo, per tanti, il mio difetto peggiore, sono sempre pronto a nuove amicizie ed a nuove conoscenze.
Lo stesso noto in molti di quelli che qui conosco, lo percepisco nei vari "blog" che leggo, nella gente che ho conosciuto o negli amici di twitter.
Anzi dirò di più, io frequentando il "web" mi sono aperto a pensieri nuovi, esperienze nuove, conoscenze nuove.
E vero riconosco alle amicizie che qui ho fatto una frequentazione inferiore alle reali, un legame di affetti diverso e sicuramente che pongo per ora su un piano inferiore, ma non meno capacità e potenzialità di sviluppo e di profondità.
Ed è altrettanto vero che qui ho trovato gente di norma più preparata che nella vita reale, con maggiore disponibilità, spesso con più sensibilità, con più e migliori conoscenze, il che potrà anche essere un caso ma è comunque un caso reale.
Allora mi richiedo dove sta l'inghippo, dove è per me l'incomprensibile.
Un solo grande sospetto, come sempre alla fine, e cioè che le statistiche e gli studi sul mondo del web siano sempre più spesso affidati a gente che del web non ne capisce proprio nulla e che lo vive solo come una perdita di tempo, gente quindi superata, parrucconi d'altri tempi.
Mi dicano perchè per esempio giudicano alcuni rapporti reali più importanti dei cosiddetti "virtuali" ?
A me sinceramente, per esempio, ha insegnato e mi ha dato di più sul piano umano, lo studio e la lettura di quanto non mi abbiano dato tante frequentazioni e conoscenze, e si che i libri sono virtuali al pari di internet e dei blog.
Allora la finisco con un unico consiglio, freghiamocene dei giudizi o dei pregiudizi di tanta gente, lasciamo a loro le loro convinzioni, le loro semplicistiche affermazioni e continuiamo per la nostra strada, io almeno così farò, in quello che mi piace fare e con gli amici che meglio preferisco e soprattutto come mi piace essere.
Se qualcuno, sempre prodigo di consigli, vorrà poi dirmi o dirci, che è meglio uscire da "questo mondo" per un bel bagno nel mondo vero, un risposta sola da parte mia, chiara; nel vero io o noi ci siamo già, lo viviamo già integralmente, piaccia o non piaccia a loro, il mondo oramai è fatto anche di questo, quindi non perdano tempo e cerchino d'entrarci al più presto possibile anche loro, forse riusciranno a capire meglio la realtà moderna, forse riusciranno a cogliere quello che noi abbiamo già colto.
Senza anche questo, senza internet la vita moderna, la vita vera, non quella voluta od immaginabile, non sarebbe possibile per nessuno oramai.
Mi mancherà il paese, in fondo lo amo questo paese di provincia, mi mancheranno gli amici, anche se solo per alcuni giorni e poi mi mancherà, sì anche questo, il lavoro.
Ho difficoltà a riconoscerlo ma mi mancherà anche il blog e mi mancherete anche voi che mi leggete, a dimostrazione esplicita che questo mondo, tanto vituperato da qualcuno, tanto disprezzato da altri, sarà anche per tante persone un mondo virtuale, ma per noi, o almeno per me, è sempre più reale.
I più maliziosi potranno dire che mi sto staccando dalla realtà per entrare nel mondo della finzione, non è così, sono ancora attento ai valori ed alle cose, ho ancora la capacità di ragionamenti complessi e compiuti, sereni, distaccati ed obiettivi .
Ma una domanda mi sorge spontanea a volte, la faccio più a me stesso che a voi che leggete.
Ma perchè lo facciamo tutto questo ?
E strano come spesso sentiamo così pressante il bisogno di dialogare fra di noi, di metterci in mostra, di affidare ad altri i nostri pensieri, a volte proprio quelli più intimi, i più nascosti .
Come mai, mi chiedo e non so darmi risposte, a tratti abbandono parte della vita che gli altri definiscono reale, lasciando spezzoni di vera socialità familiare, per una , per me altrettanto reale vita "virtuale".
La risposta è una sola, riempio dei vuoti, dei vuoti che percepivo, a volte sottintesi, vuoti nei rapporti, vuoti di conoscenza, può essere anche vuoti relazionali.
Ma se così è, perchè questo non deve essere anche lui parte della mia vita, della mia vera vita, quella che viene definita "reale" ?
Io ne sono oramai certo, io non ho due vite, una reale e una virtuale, ne ho una sola e tutte due vi appartengono, ne sono parte integrante, si compenetrano l'una nell'altra.
Ma voglio farli tutti i ragionamenti e voglio li facciate anche voi con me, anche a costo di essere frainteso, di essere un poco sgradevole o sgradito a qualcuno.
Non voglio lasciare nessuna possibilità intentata, voglio un po' ragionarci sopra "la cosa", anche se il più brevemente possibile.
Molti dicono che noi siamo qui per una manifesta incapacità alla socializzazione, per incapacità a reggere rapporti umani reali e veri.
Tutte le persone che io ho conosciuto in Internet, sui blog, in twitter, a parte rare eccezioni che confermano comunque la regola, si sono dimostrate sempre aperte ai rapporti sociali, tutti hanno , o sembrano avere, una intensa vita sociale anche nella realtà quotidiana e se questa a volte puo sembrare non sufficiente, non dipende dalla fragilità dei rapporti o dalla loro scarsa consistenza, ma solo ed esclusivamente da mancanza di tempo.
Quindi, al contrario di quanto normalmente possa apparire, tutti sembrano dare, sul piano umano in generale, un qualche cosa in più rispetto alla norma, rispetto alle persone che normalmente frequentiamo nella vita.
Allora dove sta l'inghippo ?
C'è qualcuno che ci definisce esibizionisti, egocentrici, leggermente autistici.
Esibizionisti perchè dicono vogliamo mostrare a tutti quanto siamo convinti di valere.
Non sentendoci realizzati nella vita reale ci rifugiamo in questa, convinti di essere , in quella reale, incompresi dalla società, dagli amici o dai compagni.
Per me non è così, io mi sento realizzato nella vita, ho un discreto lavoro che mi dà soddisfazioni , sinceramente anche economiche, mi sento oltretutto anche apprezzato e stimato.
A volte ci definiscono egocentrici per lo stesso motivo.
Credendoci meglio e di più degli altri e non riuscendo a capire perchè invece la società ci considera del tutto normali, ci rifugiamo qui, nel nostro rassicurante gruppo, nella nostra cerchia di amici, ad adularci, ad incensarci a vicenda.
Anche questo non regge, per molti di noi è una falsità bella e buona, io non sono così e non è così la gente che io qui "vivo" che io qui frequento.
Qui io ho trovato gente normale, simpatica e disponibile.
Anche il "cazzeggio", il dolce far niente assieme, ha il sapore dell'intelligenza e della profondità che spesso non si trova da altre parti.
Qualcuno poi dice che abbiamo la tendenza a rinchiuderci in noi stessi, cioè in parole povere che siamo leggermente "autistici"
Per me questo non vale, io anche nella vita reale non sono così, io socializzo con tutti, è forse questo, per tanti, il mio difetto peggiore, sono sempre pronto a nuove amicizie ed a nuove conoscenze.
Lo stesso noto in molti di quelli che qui conosco, lo percepisco nei vari "blog" che leggo, nella gente che ho conosciuto o negli amici di twitter.
Anzi dirò di più, io frequentando il "web" mi sono aperto a pensieri nuovi, esperienze nuove, conoscenze nuove.
E vero riconosco alle amicizie che qui ho fatto una frequentazione inferiore alle reali, un legame di affetti diverso e sicuramente che pongo per ora su un piano inferiore, ma non meno capacità e potenzialità di sviluppo e di profondità.
Ed è altrettanto vero che qui ho trovato gente di norma più preparata che nella vita reale, con maggiore disponibilità, spesso con più sensibilità, con più e migliori conoscenze, il che potrà anche essere un caso ma è comunque un caso reale.
Allora mi richiedo dove sta l'inghippo, dove è per me l'incomprensibile.
Un solo grande sospetto, come sempre alla fine, e cioè che le statistiche e gli studi sul mondo del web siano sempre più spesso affidati a gente che del web non ne capisce proprio nulla e che lo vive solo come una perdita di tempo, gente quindi superata, parrucconi d'altri tempi.
Mi dicano perchè per esempio giudicano alcuni rapporti reali più importanti dei cosiddetti "virtuali" ?
A me sinceramente, per esempio, ha insegnato e mi ha dato di più sul piano umano, lo studio e la lettura di quanto non mi abbiano dato tante frequentazioni e conoscenze, e si che i libri sono virtuali al pari di internet e dei blog.
Allora la finisco con un unico consiglio, freghiamocene dei giudizi o dei pregiudizi di tanta gente, lasciamo a loro le loro convinzioni, le loro semplicistiche affermazioni e continuiamo per la nostra strada, io almeno così farò, in quello che mi piace fare e con gli amici che meglio preferisco e soprattutto come mi piace essere.
Se qualcuno, sempre prodigo di consigli, vorrà poi dirmi o dirci, che è meglio uscire da "questo mondo" per un bel bagno nel mondo vero, un risposta sola da parte mia, chiara; nel vero io o noi ci siamo già, lo viviamo già integralmente, piaccia o non piaccia a loro, il mondo oramai è fatto anche di questo, quindi non perdano tempo e cerchino d'entrarci al più presto possibile anche loro, forse riusciranno a capire meglio la realtà moderna, forse riusciranno a cogliere quello che noi abbiamo già colto.
Senza anche questo, senza internet la vita moderna, la vita vera, non quella voluta od immaginabile, non sarebbe possibile per nessuno oramai.



































5 commenti:
Ivan, è proprio così!
Ma non per tutti.
Anch'io ti manifesto sempre la volontà di mischiare reale con virtuale in un unico mash-up, come si usa dire in questo mondo 2.0.
Mi amoglie, ieri sera leggendo twitter diceva: "una volta si faceva il filò"!
Forse non è sbagliato, è il nostro filò ritrovato!
Ciao scrittore :-)
Per me il virtuale è semplicemente una estensione della realtà.
Una stampante virtuale è la possibilità di intercambiare diverse stampanti, rispetto a un sistema che produce roba da stampare, senza che ci si debba preoccupare di produrre una stampa conforme alle convenzioni di una stampante specifica.
Quindi il mondo del web è una realtà con dei gradi di libertà in più. Sono poco conosciuti. Chi li conosce fatica ad applicarli agli aspetti consueti di una vita vissuta ancora fuori dal web.
Per applicarli bisogna cambiare consuetudini e comportamenti .. è dura ..; è tanto dura che chi percepisce il virtuale come una realtà migliore, a portata di mano, non riesce a comunicarlo neppure ai propri famigliari o agli amici più cari.
Forse è questo il problema? Coinvolgere chi ci è vicino nella vita di tutti i giorni? Farli partecipi di un ampliamento della realtà che sentiamo possibile .. ma che non possiamo far nostro senza la loro partecipazione?
Niente di più reale del mondo "virtuale" di blogger. Condivido quello che dici :-)
Come fa un mondo virtuale a esser così chiamato se popolato da persone reali?
Come mi hai fatto notare te abbiamo scritto due post, esteticamente diversi, ma con il concetto di base perfettamente uguale.
Se un giorno dovessi staccare la spina e lasciare tutto, blog twitter e mail, ci soffrirei, certo ma non morirei.
Non è la stessa cosa però cambiare città-paese? Dove in uno c'è il blog nell'altro c'è la casa, dove in uno c'è twitter nell'altro c'è la piazza del paese, dove in uno c'è il cellulare nell'altro ci sono le mail.
Tutto qui. :)
Anche per me non c'è dualismo tra reale e virtuale.
Considero queste conversazioni un'estensione di quelle fatte faccia a faccia, un modo per allargare la possibilità di confronto
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