giovedì 30 agosto 2007

Quei bimbi non hanno colpe.

Poi uno li guarda un po' più a fondo questi bimbi che ingenuamente ridono e scherzano rincorrendosi in quel parco giochi e di colpo capisce.
Capisce che loro non hanno colpa alcuna, loro semplicemente se ne fregano.
Se ne fregano dei vestiti puliti, se ne fregano di far piano perchè lì vicino c'è un ricovero per anziani, se ne sbattono se ogni tanto litigano e si prendono per i capelli.
Certo lo capiscono, quando glielo dici, che la mamma lavora e non ha molto tempo.
Sanno anche che gli anziani è meglio muoiano ascoltando il rosario piuttosto che le loro garrule e felici voci, e poi tirarsi i capelli non fa fine, non fa nulla se poi hanno visto la mamma che lo faceva con la vicina, quella era una motivazione seria, era per la pulizia delle scale, mica per gioco.
I bambini ti accorgi non danno fastidio, anzi li guardi con piacere.
Che disturbano di più e rompono proprio le palle invece sono i genitori.
Sono loro in fin dei conti i più indaffarati a rincorrerli, sembra quasi questo gioco il gioco vero, il gioco degli adulti.
E' un susseguirsi di stai attento al vestitino che ti sporchi, non toccare la terra che ti ammali e non avvicinarti a quel rumeno che ha i pidocchi, non litigate e non dite le parole.
Poi chi se ne frega se, come mamma apre bocca, è vero a volte a sproposito, il papà la manda a dar via il culo, in fin dei conti lo dice sempre a bassa voce e a casa, mai al parco giochi.
Di fronte a queste scene ti viene istintivo chiederti come possano fare loro a giocare, se devono stare attenti a questo e quello , se stanno attenti a tutto quello che gli dicono viene sera prima di poter cominciare.
Ma allora teneteli a casa questi bambini, se non altro non disturberete voi chi passeggia tranquillamente.
Mettetili li davanti alla loro bella televisione, magari anche un 32 pollici di quelli ultrapiatti che avete acquistato a rate e che è di moda, così non si rovinano la vista, ben vestiti come i manichini delle vetrine che gli mostrate sempre al grido di "lo vedi come è bello quello" e che poi al contrario basterebbe lasciarli fare e loro un idiota vestito così manco lo degnerebbero di uno sguardo.
Alle bambine invece date una bella Barby di quelle con il piombo, quelle fatte in Cina, ti ammazzano piano piano ma lo fanno senza sporcarti i vestiti e le manine.
Poi non reclamate se vorranno mettersi il rossetto o la minigonna o gli stivali da 520 euro.
Non stupitevi se da grandi vorranno fare le indossatrici o le veline e mai le ricercatrici o l'architetto.
Non meravigliatevi se invece di ritornare a casa dalla discoteca a sera, come Cenerentola, a mezzanotte in punto e abbandonando di corsa il principe azzurro decideranno, al contrario, che magari è meglio fermarsi in quell'albergo li vicino ed andarci anche a dormire con il loro principe sicuramente simile a Corona, così non correranno neanche il pericolo di uscire di strada al rientro con qualche birra di troppo o per qualche pasticca non utile per il mal di testa, dormirete così un po' più tranquilli.
In fin dei conti la favola di Cenerentola manco gliel' avete mai raccontata.
Loro i figli, non hanno colpe, potrebbero anche provare a crescere diversi, basterebbe a volte lasciarli fare in autonomia.
Ma quando vi dicono che fa bene guardare la tv assieme con loro non dovete per forza pensare di fargli vedere solo idiote pubblicità televisive, il Grande Fratello o i reality di turno che così rimane informata anche la mamma e li possiamo vedere in compagnia, lasciateli giocare soli è molto meglio.
Imparerenno forse che il mondo non è come quello che vedono nel paese delle brioche del Mulino Bianco e che per spegnere gli incendi basti lo scoiattolo scoreggione invece dei pompieri che si sporcano e diventano neri da capo a piedi.
Vaglielo a spiegare poi che nella vita dovranno spesso accapigliarsi con i compagni, dovranno sporcarsi le mani oltre che i vestiti, che dovranno a volte prendere a calci in culo qualche collega ed a volte essere presi a calci in culo dal capoufficio senza per questo andare a piagnucolare dai genitori.
Vagli a spiegare che non sempre ci potrà essere chi gli dirà di fare questo perchè è bene e di non fare l'altro perchè è male.
Non meravigliamoci poi se al contrariro vorranno rimanere in casa fino ai 40 anni, non per necessità , non perchè sfortunati o impossibilitati a trovarsi un lavoro, che quelli li puoi capire, ma solo per inclinazione, perchè così è comodo.
No, loro non sono scemi, gli scemi siamo noi.

Le contestazioni a Fabrizio Corona e le due Italie


E' accaduto a Venosa (Potenza) che il fotografo Fabrizio Corona sia stato duramente contestato dal pubblico in una serata organizzata dalla Proloco cittadina.
Per la verità già prima del suo arrivo, e contro di lui, si erano pronunciati, con una petizione, alcune migliaia di cittadini e il consiglio comunale.
Corona è stato accolto al grido di "bufffone buffone vai via".
Io al contrario dei manifestanti invece non ho molto, allo stato attuale, da rimproverare a Corona.
Corona è solo uno che vive di queste cose, che sta cercando di fare il suo mestiere , spesso con poco gusto, ma nulla di più e nulla di diverso rispetto a tanta altra gente.
Non è colpa sua se il mondo oramai è fatto cosi, se le cose importanti per la gente sono queste, lui dà in genere quello che la gente gli chiede.
Noi non ci vogliamo però rassegnare a questa Italia, constatiamo solo che questa è un'Italia fatta di poco gusto, di cose effimere, di notizie banali e sciocche, di veline e di tanta superficialità.
Prendiamo atto di questo, come prendiamo atto che al contrario vi è ancora chi per intrattenere la gente affida a Benigni la lettura in piazza dei versi di Dante.
Delle due Italie preferiamo sicuramente la seconda e siamo anche convinti che forse i cittadini di Venosa, che ha dato i natali ad Orazio, avrebbero gradito, come noi, spettacoli diversi.

mercoledì 29 agosto 2007

Le strane esternazioni di una sinistra buonista e populista.

Sempre strana mi pare questa politica Italiana che pontifica su ogni cosa; vezzo agostano forse questo chiacchierio continuo dovuto forse ad una sorta di assuefazione all'ombrellone estivo, malcostume o desiderio dei riflettori, non riesco a cogliere, sicuramente per limiti miei e non per colpe dei partiti.
Ma dopo aver espresso il mio parere sui privilegi economici concessi dallo Stato Italiano alla Chiesa sotto i riflettori ora della Commissione Europea che al riguardo ha richiesto informazioni aggiuntive, non posso esimermi da alcune brevi considerazioni sulle ultime esternazioni di Bertinotti rilasciate a Telese ove partecipava alla festa dell'Udeur.
Bertinotti se la prende con il Comune di Firenze colpevole a suo dire di aver emesso un'ordinanza che considera i lavavetri come «mestiere girovago» e, visto che il Comune non ha mai rilasciato autorizzazioni del genere, riconosce come «abusivo» il mestiere di lavavetri.
Pertanto tutti i lavavetri che popolavano le strade della città, se colti sul fatto, avrebbero rischiato e rischiano una pena che può arrivare fino a tre mesi d´arresto o un´ammenda di 206 euro.
In sostanza Bertinotti avrebbe dichiarato che lui "per cultura ed esperienza" dubita " sempre quando la severità interviene sugli ultimi invece che sui primi colpevoli, che in questo caso e' il racket''.
Belle parole, credo condivisibili se dette dal cittadino Bertinotti, ma avrebbero dovuto avere altre motivazioni ed altri tempi se le avesse dette come Presidente della Camera dei Deputati.
Ma poi in pratica che cosa stanno a significare o che cosa voglia dire Bertinotti io faccio fatica a comprenderlo.
Anche io credo di poter condividere con lui il principio sacrosanto che la lotta primaria va fatta nei confronti delle organizzazioni criminali e dei racket, ma detto questo non devo poi giustificare o accettare tutto il resto, posso far finta di non vedere come oramai vi sia anche un problema di ordine pubblico in molte nostre città o regioni.
E che cosa c' entra poi l'essere uomo di sinistra. Anche io come Bertinotti mi considero uomo di sinistra, sentimentalmente ed istintivamente vorrei essere d'aiuto a chi nello stato sociale occupa gli ultimi posti.
Ma questo non vuol dire che per essere coerente con la mia sensibilità politica devo accettare i lavavetro petulanti e prepotenti agli incroci di tutte le strade che per amore degli ultimi devo accettare in silenzio il degrado continuo delle nostre città.
Quella che voglio io è una sinistra di progetti e di programmi per gli ultimi, ma che è schierata per l'ordine, per la legalità e per una vivibilità diversa delle nostre città e del nostro territorio.
La sinistra che immagino io è una sinistra di governo, non condanniamoci sempre, per antico costume, ad essere nient'altro che la sinistra del no eterno, la sinistra che tutto giustifica o che tutto tollera per un antico (io direi vecchio) buonismo o populismo che ci contraddistingue e che, in molte occasioni ci avvicina a quella mentalità cattolica di inconcludente buonismo e terzomondismo che tanti guasti ha causato sul piano politico a questa Italia e che come mentalità richiamavo non tanto tempo fa.
Facciamolo Fausto quel salto di qualità che porti tutta la sinistra Italiana ad essere una forza politica di governo che dia stabilità, sicurezza ed avvenire certo a questo paese , senza sempre scivolare su principi generali che nulla stanno a significare se detti in quelle forme e che nessuno riesce a condividere e comprendere quando sono a giustificazione di illegalità che fanno venire meno l'ordine e la sicurezza dei cittadini.
Non condanniamoci da soli per voler assolvere sempre tutti.

I privilegi fiscali della Chiesa

L'Unione Europea è tornato alla carica sugli sconti che lo stato italiano concede alla Santa Sede. Le agevolazioni fiscali di cui gode la Chiesa in Italia potrebbero essere presto bollate come aiuti di Stato illegali.
Per tali motivi L' Unione Europea richiede sull'argomento "informazioni supplementari" al governo Italiano.
"Si tratta della seconda richiesta nell'arco di soli due mesi. Il 25 giugno scorso, infatti, Bruxelles aveva annunciato di aver chiesto, per iscritto, al governo spiegazioni sull'esenzione del pagamento dell'Ici di cui gode la Chiesa per le sue attività commerciali".
L'iniziativa viene presa, afferma l'Unione, su ricorso di soggetti italiani di cui non vengono fornite indicazioni aggiuntive.
L'Italia come al solito appare già divisa tra il partito "clericale" ed il partito degli "anti-clericali", cosa che mi aspettavo di certo, ma mi lascia sempre sbigottito il sapere che anche il diritto viaggia per "pregiudizi" e convinzioni già espresse a priori prima di ogni altra valutazione.
Vediamo difatti come lo stesso Ministro della Giustizia intervenga a difesa dei privilegi della chiesa cattolica sottolineando e rimarcando quello che lui definisce già il "carattere pretestuoso della presunta violazione delle norme della libera concorrenza...,".
Anche Rocco Buttiglione interviene in materia dicendo che "la questione è delicata, ma è dubbio che sia di competenza dell'Unione europea, anche perché la fonte giuridica di questi rapporti è nel Concordato, un trattato internazionale tra due Stati", di fatto non si riconosce il diritto di intervento sulla questione alla Comunità Economica Europea.
Analoghi sono gli interventi della Lega che, per bocca di Calderoli, afferma che l'Unione europea andrebbe addirittura scomunicata, mentre per Maurizio Gasparri di An "é incredibile l'offensiva, anche sul piano fiscale, che il Governo muove contro la Chiesa".
E' certo invece che l' Unione Europea abbia il diritto di intervento su una materia che riconosce, in uno stato membro, privilegi sostanziali ad un soggetto, in questo caso la chiesa, nella gestione di attività commerciali, con grave turbativa al principio della libera concorrenza.
Stabilito quindi che l'intervento è legittimo non possiamo che aspettare le decisioni UE a cui poi L'Italia potrà più o meno adeguarsi.
Certo è che di privilegi si tratta e quand' anche non si vogliano riconoscere i diritti dell'Europa o del liberalismo per questioni di cortile, non si prendano almeno per i fondelli gli italiani disconoscendoli.

martedì 28 agosto 2007

La caduta della Turchia

E con estrema attenzione che il mondo occidentale dovrebbe guardare alle cose "turche".
Abdullah Gul è il nuovo presidente della Repubblica Turca.
Strano paese la Turchia diviso dallo stretto dei Bosforo tra due continenti e tra due culture, in pratica due mondi diversi e spesso antagonisti di cui vive le stridenti contraddizioni.
Da una parte la modernità occidentale , dall'altra un ritorno al passato ed all'integralismo religioso.
Abdullah Gul è il primo Presidente Turco che proviene dalle file di un partito islamico. Per la prima volta nella sua storia moderna la turchia ha un Presidente della Repubblica con un passato islamico alle spalle. Abdullah Gul, fino a oggi vice premier e ministro degli Esteri, è stato eletto dal Parlamento al terzo scrutinio, quando bastava la maggioranza semplice. Ha raccolto 339 voti su 550 deputati, in pratica solo quelli del suo partito, l'Akp di matrice islamica che è al governo dal 2002".
Kemal Ataturk, fondatore della Turchia moderna mai avrebbe pensato di poter avere contemporaneamente nel sue paese le due principali cariche politiche in mano a rappresentanti comunque legati al partito islamico, visto anche anche il Premier Turco proviene dalle liste di un partito islamico. Ora resta solo da vedere che cosa accadrà in Turchia e quale sarà la reazione delle forze armate custodi fedeli della laicità dello stato, visto che queste hanno cercato in tutti i modi di ostacolare queste elezioni.
Mai la Turchia è stata tanto vicina al baratro di un ritorno all'oscurantismo islamico e il mondo occidentale non può far altro che constatare come un altro avamposto, in cui forse avrebbe con il tempo potuto attecchire una democrazia in uno stato a maggioranza islamica, sia andato probabilmente perso definitivamente a seguito della sua totale disattenzione.
Credo che lo scenario turco sia per tanti versi inquietante e quanto accaduto non sia che l'inizio, la nascita di un nuovo stato integralista alla porte di quella che per tanti anni è stata la strada di accesso all' Europa.

Un viaggio meraviglioso attraverso questo mondo di matti.

Apprendo che domani dovrebbe partire, da Pechino, il primo aereo destinato a riportare in Italia un gruppo di 60 utenti di centri di assistenza psichiatrica che, assieme ai loro familiari, ai loro psichiatri ed ai loro infermieri hanno attraversato mezzo mondo in treno, dall'Italia alla Cina.
Li avevamo incoraggiati a partire in questo loro viaggio, con quel treno che avrebbe attraversato, con la Transiberiana, nazioni quasi sconosciute ai più, popoli diversi e per tanti aspetti strani, con costumi, tradizioni e consuetudini a volte incomprensibili.
Molti di loro provenivano da esperienze dure, tentativi di suicidio, famiglie difficili e a volte distrutte, esperienze di alcolismo e di droga, spesso erano stati accompagnati in parte della loro vita dalle inevitabili compagne di queste situazioni , dalla depressione, dalla paranoia e dalla schizofrenia; a volte avevano vissuto ansie profonde, attacchi tremendi di panico, nella costante ricerca di ricominciare una vita, che ai più forse sembrava lontana e difficile.
A loro faccio un augurio, che questo viaggio abbia rivestito un significato profondo,che sia stato si la scoperta e la "visione" di un mondo impensato e mai visto, una esperienza sicuramente unica e straordinaria, ma che abbia anche potuto essere un viaggio alla riscoperta di stessi , che sia stato un viaggio utile alla loro mente ed alla loro vita.
Finalmente forse finirà quel loro senso di inadeguatezza, nel momento in cui si saranno, per la prima volta, resi conto di quanto sia inadeguato questo nostro mondo, di quanto sia difficile non solo la loro vita ma la vita di tante persone, e quanto coraggio serva a tutti per affrontarla e viverla, senza ansie e senza paure.
Sono curioso di sentire i loro racconti, credo mi daranno idee e immagini che mai sarei riuscito a cogliere, in fin dei conti io su quel treno un po' mi sono sentito ideale viaggiatore, le loro paure sono spesso state le mie, le loro ansie hanno costellato la mia vita come quella di ogni uomo.
Vorrei capire con loro che al di là delle nostre frenesie e delle nostre spesso futili aspirazioni, poche sono le cose che contano veramente nella vita di ognuno e tutte in qualche maniera sono legate alla sfera dei sentimenti, all'amore , all'amicizia ed alla solidarietà, proprio quelle cose che noi spesso mettiamo in second' ordine, proprio quelle a cui assegnamo una parte così esigua del nostro tempo e delle nostre cure, tutti presi dalla voglia dell'apparire rispetto a quella dell'essere.
Il mio cuore e la mia mente, da amico e compagno, sono lì con loro, a cercare di cogliere ed assaporare la bellezza vera, le cose veramente importanti, per cercare di comprendere questo nostro mondo, per capire noi stessi e dare un senso alla nostra vita.

lunedì 27 agosto 2007

Il silenzio e la pietà sarebbero stati meglio accetti

Un aborto, sia pure anche terapeutico, è sempre una tragedia per chi lo deve subire e per chi lo deve praticare.
Naturalmente la speranza è che il tutto avvenga nelle migliori condizioni e che tutto vada a buon fine.
La notizia è di quelle che lasciano l'amaro in bocca quando si apprende che, a Milano per sbaglio è stato soppresso un feto gemellare sano prima di dover poi sopprimere quello malforme.
Solo per attimo posso pensare a quali e quanti possano essere stati i sentimenti di quella madre, a quante notti insonni abbia trascorso, prima di assumere quella sofferta decisione e a quanto dolore ed a quanto sofferenza andrà incontro, ora che avrà davanti a sè una intera vita costellata anche di rimorso.
E' per questi motivi che, neanche all'Osservatore Romano, lascio quindi il diritto di accusare i genitori di aver compiuto tali scelte solo ed esclusivamente inseguendo, ciecamente, una ricerca edonistica del bello, dell'accattivante, della perfezione ad ogni costo, sembra quasi del puro e semplice capriccio.
Mi chiedo, se chi accusa sappia a quante e quali sofferenze sarebbero state condannate, in caso contrario, una intera famiglia assieme al nascituro.
L' Osservatore Romano parla di un mare di dolore, e sicuramente così è stato per quei genitori, che oltretutto hanno dovuto vivere due disgrazie, la soppressione di un figlio sano per un errore umano, purtroppo sempre possibile, e poi la soppressione del feto malforme.
E' sicuramente triste dover decidere di sopprimere una propria creatura, ma è anche notevolemnte triste e crudele voler condannare ad una vita di sofferenza un individuo deforme, nella falsa convinzione che Dio voglia tutto questo o che ne chieda quanto meno la sopportazione.
Dio non può essere dolore non può volerlo per nessuno, non possiamo essere così fatalisti di fronte al mondo ed alla natura, non è lecito pensare che Dio abbia voluto a tutti i costi quella nascita, così come non è lecito pensare che Dio voglia i terremoti o l'aids e le epidemie.
Ed è poi una immane tragedia ed un peccato di presunzione che, sia pure in nome di principi etici, ancora una volta la chiesa entri così pesantemente, a gamba tesa, nello spirito delle leggi di una stato che dovrebbe essere laico e che ancora una volta, invece di rispettare il dolore di tanta gente e di tante famiglie si abbandoni a giudizi di convenienza tanto superficiali.
In questi casi crediamo sia doveroso l'esercizio dell' umana pietà ed il silenzio.

Le "sparate" di Bossi e i movimenti dei partiti

L' Onorevole Bossi, dopo la pausa di riposo dovuta alle ferie estive, ecco che rilancia i toni dello scontro politico e rispolvera le sue "armi".
Armi a dire il vero che gli stessi leghisti considerano oramai un po' spuntate e arrugginite, a furia di essere tolte e rimesse in soffitta secondo le mattane del loro leader.
Certo è che certe sciocchezze e certi toni dovrebbero essere quanto meno condannati dagli alleati stessi di Bossi e non tollerati o giustificati per piccole convenienze di bottega.
Doveroso credo prenderne le distanze da chi ancora dimostri di avere chiaro il concetto di democrazia e fermo il senso delo stato.
Ho comunque l'impressione che i toni di Bossi e della Lega, nonostante il forte richiamo del capo dello Stato, verranno appositamente mantenuti alti, vuoi perchè la Lega si trova in forti difficolta progettuali, vuoi perchè, a seguito della sua malattia e delle sue condizioni Bossi non ha altre possibilità di rimanere leader di una Lega in buone condizioni.
Oramai la Lega ha ridotto fortemente la sua penetrazione nell'"intelligenza lombarda o veneta", puo contare ora solo su un bacino elettorale che si è ridotto alla parte culturalmente più arretrata, più becera e più qualunquista dell' intera "Padania".
Teniamo poi presente che la base Leghista sta osservando con preoccupazione e fortemente mugugnando per "l'assuefazione" e" l'abitudine " dei suoi leader alla politica dei Palazzi romani e si sono digeriti a fatica alcuni pettegolezzi che vedrebbero uomini della Lega coinvolti, avendone approvato l'acquisto in commissione, in operazioni di acquisizione di palazzi romani quantomeno dubbie.
Per ora rimaniamo ad osservare, certo è che i movimenti che avvengono proprio in questi giorni all'interno dei partiti e dei due schieramenti rischiano di essere i presupposti di profondi sommovimenti politici, che per me potrebbero forse portare ad una revisione della legge elettorale con forti accenti proporzionali e non più maggioritari.

domenica 26 agosto 2007

BLUBlog Day

Leggo su "Blublog" di Luca Moretto che è in corso il BLUBlog Day a cui decido di aderire.

E allora ecco alcune segnalazioni a caso fra le tante di tanti blog

Stefigno

Catepol

DELyMith

iSw4n

I nuovi monumenti sono spesso solo dedicati alla stupidita umana


L' Italia è il paese al mondo che possiede il maggior numero di opere d'arte e di monumenti storici.
Io sono spesso convinto, ma poi quotidianamente smentito, che chi ha la fortuna di nascere in Italia e di poter ammirare tante meraviglie e di vivere in mezzo a questa "cultura", dovrebbe poi sviluppare un innato senso del bello ed una naturale inclinazione al buon gusto di fronte ad ogni cosa.
Non sempre è così, anzi, spesso si nota come proprio in Italia questo senso del bello e questo buon gusto vengano meno, quasi per una forma di rigetto dovuto forse all'abitudine ed alla consuetudine giornaliera.
Basti osservare come oramai le opere d'arte ed i monumenti siano solo frutto della nostra storia passata e sempre più rari nell'era moderna.
Dico questo con cognizione di causa essendo appena rientrato da una terra meravigliosa, la Sardegna, una vera "opera d'arte naturale" ma spesso così maltrattata dall'uomo.
Vi mostro qui la meravigliosa spiaggia della Caletta, si trova a Carloforte (isola di San Pietro) ove di solito, là ospite, mi recavo giornalmente a fare il bagno.
Ebbene in lontananza potete vedere proprio, su uno spuntune di roccia, un vero e moderno monumento Italiano, un monumento alla "stupidità" degli italiani.
Qualche scellerato, privo di qualsisi forma di buon gusto, ha deciso che, su una costa bellissima, che doveva essere al massimo salvaguardata, si dovesse invece costruire un albergo, per buona pace dei villeggianti.
L'albergo è lì, diroccato, esempio e monito per i posteri a cui lasceremo questi orribili monumeti alla stupidità ed al al cattivo gusto.
E chissa che forse, crescendo in mezzo a queste brutture, non si possa forse meglio salvaguardare le nostre poche, oramai, bellezze naturali rimaste intatte.

venerdì 24 agosto 2007

Mi è stata dedicata una via.


Il clima è ancora agostano e io mi sento ancora in ferie, quindi mi dovrete, per forza di cose, perdonare il tema un po' leggero e forse mi dovrete scusare anche qualche attimo di presunzione.
Ma poi quando ci vuole ci vuole e quindi ve la racconto lo stesso la piccola leggenda metropolitana di un paese di provincia come Iseo.
Io ora abito in via Carlo Bonardi ma dovete sapere che da giovane ho abitato in un vicoletto di Iseo, si proprio quei vicoletti così caratteristici e tipici, che portava il romantico nome di "VICOLO DEL FICO", dicono perchè anticamente lì vi fosse una pianta di fico.
Be voi non ci crederete (ecco perchè allego la foto e vi invito a venire a controllare di persona) ma da che vi ho dimorato io il Comune di Iseo ha deciso di cambiarne il nome in "VICOLO DEL FIGO" .....
E poi dicono che uno diventa anche presuntuoso e si monta la testa.

giovedì 23 agosto 2007

Itinerari nel Tempo


Sono sempre stato convinto che la modernità ed il futuro di un paese si giudicano anche dal suo sistema di trasporto e complessivamente dalla sua "mobilità".
Tra i vari sistemi di trasporto, nessuno credo abbia più fascino e sappia suscitare più emozioni del treno.
E' anche per queste convinzioni, e non solo perchè comunque sono stato, per motivi professionali, uno dei collaboratori e, per motivi di interesse, uno dei sostenitore della sua programmazione, che ho deciso di pubblicizzare, su questo blog, una manifestazione che unirà idealmente e materialmente, non solo due laghi, quello di Garda e quello di Iseo, ma anche parte della storia e del futuro del sistema di Trasporto Bresciano, nella convinzione che chi non sa mantenere viva la "memoria" non potrà mai comunque avere un futuro.

Sabato 8 settembre alle ore 11.00 presso la stazione di Iseo , sala CRAL, avrà inizio il Convegno che vedrà coinvolta la Provincia di Brescia nella illustrazione del suo sistema di trasporto.
La manifestazione durerà in pratica due giorni e vedrà coinvolti ed utilizzati importanti "mezzi" storici quali alcuni
autobus storici:
Modello Saurer (anno 1938), Modello Fiat 306 carrozzato "DALLAVIA" (anno 1960) , Modello Fiat 306 carrozzato "CAMERI" (anno 1965), Modello Fiat carrozzato "PADANE" (anno 1973), Modello Fiat carrozzato "MENARINI (anno 1976)
treni storici:
Locomotiva a vapore 240-05 (LeNord), Locomotiva a vapore 625-177 (Trenitalia), Locomotiva a vapore 880-051 (Trenitalia), Locomotiva a vapore CCFR 7 (ACT), Locomotiva a vapore T3 (MFP), Automotrice storica Schienenbus (FTI/LeNord)
battello storico:
Piroscafo Italia
inoltre , durante tutta la manifestazione, presso la stazione di Iseo saranno esposti alcuni mezzi storici, un plastico ferroviario e verrà allestita una mostra fotografica, a cura della FIMF, dei mezzi storici che hanno preso servizio sulla linea Brescia - Iseo - Edolo.
Saranno previsti poi percorsi su itinerari rievocativi con mezzi storici

Sabato 8 settembre 2007
Itinerario Saronno - Iseo, ore 6.30 partenza da Saronno con treno storico a vapore, arrivo a Iseo alle ore 11.00 da dove poi si potrà proseguire per:
Itinerario valle Camonica: ore 15.25 partenza da Iseo con treno storico a vapore e con destinazione Darfo-Boario Terme, il rientro a Iseo è previsto per le ore 18.00
Itinerario Franciacorta: ore 15.30 partenza da Iseo con treno storico a vapore con destinazione Rovato Borgo e rientro a Iseo alle ore 16.45

Domenica 9 settembre 2007
Intermezzo tra i laghi, ore 8.50 partenza da Iseo con treno storico a vapore diretto a Bornato - Brescia - Lonato da dove si proseguirà con autobus storico fino a Salò e da qui, con battello storico, fino a Desenzano da dove si effettuerà poi rientro a Iseo (ore 18.36).
A bordo del battello storico è previsto anche pranzo.
Treno della Zucca, partenza da Milano Lambrate con treno storico a vapore diretto a Iseo e Sale Marasino. Il rientro a Milano Lambrate è previsto per le ore 19.50.
Itinerario lago , partenza da Iseo con automotrice storica Schienenbus diretta a Pisogne e rientro a Iseo per le ore 12.08
Itinerario Franciacorta, partenza da Iseo alle ore 11.20 con treno storico a vapore diretto a Brescia e rientro a Iseo per le ore 13.25
Itinerario Valle Camonica, partenza da Iseo con treno storico a vapore diretto a Darfo-Boario Terme e rientro a Iseo previsto per le ore 16.25
Itinerario Franciacorta, partenza da Iseo con automotrice storica Schienenbus diretta a Rovato Borgo e rientro a Iseo per le ore 16.45.

Per informazioni contattare i numeri 02 85114382 e 030 9849266.
Gli amici bloggers che decidessero di aderire o comunque di publicizzare la manifestazione potranno contattare direttamente il sottoscritto.

"Mille spendidi soli " e la condizione della donna nel mondo arabo

Ho appena terminato la lettura dell'ultimo romanzo di Khaled Hosseini, un libro di cui, per tanti versi ne consigio la lettura.
Un buon romanzo, scorrevole e ben strutturato, attuale e moderno.
Vi si narra sostanzialmente della storia moderna dell'Afghanistan, in una naturale prosecuzione del primo romanzo "il cacciatore di aquiloni" e della vita e della condizione umana di alcune donne afghane.
Nel romanzo appare un Afghanistan dilaniato dalla guerra e dalle lotte tribali, un paese in cui sembrano dare speranza due soli sentimenti l'amicizia e l'amore.
Quello che però appare sconvolgente, al di là della guerra che prima o poi potrebbe anche avere termine, è la condizione umana delle donne nel paese ed in generale nella cultura araba.
Soprusi e violenze, fisiche e morali , costituiscono il pane quotidiano in un crescendo continuo.
Nessuna speranza di riscatto per chi ha come unica prospettiva la rassegnazione ed il silenzio.
E qui credo corra l'obbligo morale per tutti noi di dire chiaramente che mai nel mondo occidentale potra essere accettata tale mentalità o tale cultura e non si tratta di essere più o meno razzisti ma solo di essere estremamente chiari.
Non vi può essere alcun rispetto per una cultura che fa della donna solo un oggetto di piacere o di possesso dell'uomo, e per chi vive in Italia non vi potrà che essere il riconoscimento della parità delle condizioni di vita delle donne.
Nella nostra cultura , nel nostro mondo occidentale, non potranno essere accettati principi diversi, siano essi principi morali, culturali o religiosi, ce lo impone la notra mentalità, la nostra intelligenza, la nostra storia e la nostra cultura.

mercoledì 22 agosto 2007

Ma davvero le peggiori tragedie avvengono in famiglia ?

Non so perchè ma da un po' di tempo a questa parte non avviene delitto in cui non siano inquisiti o in qualche modo sospettati i parenti ed i familiari.
Ne è esempio, ed ultimo caso, il delitto di Chiara Poggi a Garlasco ove i sospetti degli inquirenti vagano dalle cugine al fidanzato, ma questo non è certamente che l'ultimo caso.
Alcune volte si riesce ad individuare proprio in tale ambito il colpevole ma con altrettanta certezza si riesce a provare che sovente si sono ingiustamente sospettate persone che con il delitto non avevano alcuna attinenza.
E' vero che spesso proprio in ambito familiare covino gelosie profonde e inconfessate e rancori a lungo sottaciuti ma non mi convince del tutto l'idea che la socialità e le frequentazioni di una persona siano oramai così ristrette e limitate da ridursi all'ambito familiare.
Mi sorge il dubbio che spesso la necessità sia di individuare un colpevole il più velocemente possibile oppure che brancolando completamente nel buio si spari nel mucchio, nella falsa convinzione di qualche inquirente che al giorno d'oggi si uccide spesso solo per futili motivi e piccole gelosie.
Poi invece, spesso e volentieri, si scopre che si sono accusati genitori, figli o familiari, di delitti orrendi quando invece altri erano i reali colpevoli, si sono così distrutte famiglie e rapporti umani profondi, per inutili sospetti o per superficialità investigativa.
I casi risolti e comprovanti le tesi investigative dei magistrati non mi bastano per convincermi che sempre la prima strada da seguire sia questa.
Io resto sempre convinto che è meglio un colpevole libero che un innocente in prigione.

La regione Sardegna dovrebbe introdurre l'integrazione tariffaria

Un brevissimo post per segnalare un disservizio, verificato personalmente nel traghettamento tra l'Isola di San Pietro e Sant'Antantioco.
Due sono le società che offrono il servizio la Saremar , società pubblica della regione Sardegna, e la Delcomar.
La Saremar effettua una decina di corse giornaliere tra Carloforte e Calasetta mentre la Delcomar ne effettua 14 giornaliere, spesso gli orari dell'una sono quasi concomitanti con gli orari dell'altra.
Lo strano è che ad un viaggiatore che acquista un biglietto Saremar non è concessa la facoltà di effettuare il rientro per esempio con un traghetto Delcomar o viceversa.
Il tutto provoca notevole disagi ai turisti vuoi per le lunghe attese alle biglietterie vuoi per l'attesa del traghetto adeguato per cui è stato acquistato il biglietto.
Rimango convinto, ed è questo il suggerimento che invierò per iscritto alla Regione Sardegna, che sia obbligatorio, nell'interesse della Regione, e doveroso nei confronti degli utenti, una politica di integrazione tariffaria che possa permettere una migliore fruizione per tutti dei collegamenti.
Tra l'altro credo poi che una maggiore e migliore integrazione tra le due compagnie potrebbe permettere anche risparmi sostanziali a carico della collettività, dando per scontato che anche la Delcomar pur essendo una compagnia privata usufruirà di un contributo Regionale a carico della collettività svolgendo comunque un servizio pubblico.
Per quanto riguarda poi gli orari di servizio, sommandoli e facendoli diventare cadenzati, si raggiungerebbe la somma di 24 collegamenti giornalieri, più che sufficienti, se esistesse la possibilità di utilizzarli integralmente ed indipendentemente da chi effettua il sevizio, per un buon collegamento.

martedì 21 agosto 2007

Venerdì 17 agosto

La mattinata era splendida, come sempre durante il periodo delle vacanze la sveglia era programmata alle 7 in punto.
Subito una breve corsa al molo per respirare profondamente quell'aria che da Sant'Antioco si spinge freschissima e profumata fino a San Pietro.
Il programma prevedeva una giornata in mare, era stato affittato e già pagato un gommone per visitare grotte ed insenature, cosi numerose e belle su quel tratto di costa del'isola.
Purtroppo la programmata gita non ha potuto aver luogo a causa del forte vento di maestrale che spazzava il mare e l' isola intera già dalle prime ore del mattino.
Il vento era un diversivo della giornata e la rallegrava anche, ma certamente sconsigliava uscite a mare.
Una certa premonizione mi aveva già insospettito non appena mi ero accorto che la prenotazione era casualmente avvenuta per venerdì 17, ma io tanto, mi dicevo, non ho mai creduto nè alla sfortuna, ne alla cabala, nè ai segni premonitori.
Un obbligatorio cambio programma ci spinse ad optare per una gita a Sant'Antioco.
Detto fatto affittiamo gli scooter, traghetto e in successione una splendida spiaggia.
Lo strano è che a 3o km da Calasetta ci accorgiamo che lo scooter di mio cognato ha una gomma buca.
La sosta e la riparazione si rendono necessarie e così si finisce per girare alla ricerca di un gommista per un paio di ore sotto una canicola bestiale.
Io sono certo che tutto accadeva per cusualità e concidenze, mi rifiuto sempre di credere nelle giornate sfortunate, siano il 13 o il 17 come quel giorno.
Certo è che poi in successione alle 20 mio cognato viene informato, da mia nipote, che il suo cane era scappato e si trovava ospite del canile municipale e che, per poterlo riportare a casa, si sarebbero dovuto versare circa 80 euro; alle 11 poi, mentre ci stiamo godendo il fresco sul lungomare. sempre mio cognato, viene avvisato da un breve messaggio che nella ditta di sua proprietà sono scattati tutti gli allarmi degli uffici per cui deve richiamare subito la vigilanza ed i carabinieri.
Io sono comunque sempre convinto della casualità delle cose e sono certissimo che non esistono nè la sfortuna, nè il malocchio, mio cognato invece ora qualche dubbio in più o per meglio dire qualche certezza comincia ad averla.

Rientro semplicemente difficoltoso o anche rischioso ?

Ieri 20 agosto era per me previsto il rientro dall' isola di San Pietro.
Era purtroppo terminata la vacanza al mare ma erano programmate ancora ferie in montagna per alcuni giorni, anche se avrei dovuto, per problemi, rientrare due giorni al lavoro.
La partenza era prevista da Cagliari con volo Meridiana IG 1255 delle ore 19.50, l'arrivo era a Milano Linate.
L' imbarco avviene con 20 minuti di ritardo, ci dicono per problemi tecnici al velivolo.
Il decollo avviene regolarmente ma, dopo dieci minuti di volo, nuovo avviso di allacciare le cinture di sicurezza e , questa volta è il comandante che parla, veniamo informati che il velivolo presenta ancora problemi tecnici, pare ci fossero formazioni di ghiaccio sulle ali, per cui era impossibile, per questioni di sicurezza, viaggiare in quelle condizioni fino a Milano.
Si rende quindi necessario, ci informa ancora il comandante, la sostituzione del velivolo e naturalmente un atterraggio presso l'aeroporto di Olbia.
L'atterraggio si presenta abbastanza lungo.
Giriamo in continuazione su Olbia a bassa quota e a bordo si nutriva il fondato dubbio che questo avvenisse per permettere lo scioglimento del ghiaccio formatosi sulle ali.
Finalmente si atterra a Olbia e si viene ospitati in aeroporto e rifocillati, devo dire con solerzia e cortesia.
Siamo ripartiti con due ore di ritardo e solo dopo che si era provveduto alla sostituzione del velivolo.
Devo riconoscere di essermi mantenuto abbastanza calmo, a differenza di molti passeggeri a bordo, solo qualche attimo di agitazione nella fase di atterraggio.
Io non so se ieri sera abbiamo corso, su quel volo, un serio pericolo, pur tuttavia a bordo abbiamo tutti avuto la sensazione che che il guasto fosse più serio di quanto ci è stato comunicato o trasmesso.

sabato 11 agosto 2007

Si parte, tranquilli non è un addio ma solo un arrivederci


Finalmente è arrivato il momento del meritato riposo. Domani si preparano i bagagli e poi via, la Sardegna mi sta già aspettando, impaziente anche lei.
Sul come organizzerò le giornate rimane ancora un mistero assoluto anche per me, sicuramente passerò il tempo abusando delle tre esse e cioè tanto sole, tanto sale e tanto s.....
Poi forse qualche cosa alla fine mancherà all'appello, nel senso che metti ci sia brutto tempo e manchi il sole che ne posso sapere ora, metti che faccia freddo e non riesca a fare il bagno in mare per cui mi mancherà il sale.
Sulla terza s......, che manchi, non ci voglio neanche pensare.
Comunque io sarò a Carloforte sull'isola di san Pietro caso mai qualcuno ci vuole fare un salto...
forse mi troverà in spiaggia.
Dimenticavo, la vacanza purtroppo non sarà lunghissima per cui il giorno 27 ci si sentirà nuovamente di sicuro.
Arrivederci a tutti e, buone vacanze anche a voi o quantomeno buon ferragosto ovunque siate.

Dimenticavo di dire, lasciando forse qualche malizioso sospetto, di maligni si sa è pieno il mondo, che la terza s...... non era altro che lo studio a cui ancora mi dedico ..nonostante l'età.

La peste e il concetto di morte nella società moderna.


La "Santella", pregevolmente dipinta, si trova nelle vicinanze della mia abitazione e nei pressi di quello che fu, con ogni probabilità, l'antico Lazzaretto di Iseo, il luogo in cui venivano portati a morire, e pare sepolti, i contagiati dal terribile morbo della peste.
Ricordiamo che la peste fu il più grande disastro storico che l'umanità abbia mai subito.
Non regge nemmeno il paragone con il temutissimo AIDS, neanche se raffrontato con quanto accade in alcune zone endemiche dell' Africa.
La peste comparve in Europa verso la fine del 1347 e vi si diffuse rapidamente come un castigo divino decimandone la popolazione.
Per renderci conto delle proporzioni immani del disastro solo alcuni dati; morirono infatti più di 20 milioni di persone in soli due anni , la metà esatta della popolazione europea del periodo.
L' Italia ne fu tra i paesi più colpiti, morirono di peste i due terzi della popolazione italiana.
La malattia poi interessò il continente per circa 400 anni, a periodi ciclici di 15/20 anni , per rendere l'idea, il tempo di una generazione dell'epoca.
Essa fu colpevole di anni di sofferenze immani e portatrice, o causa primaria, oltrechè di morte, anche di anni di oscurantismo e di misticismo religioso e maniacale.
La "Santella " qui raffigurata fu eretta con ogni probabilità nel 600.
A Iseo, come nel resto d'Italia, imperversava, ancora una volta, la peste nell'anno 1630.
Il luogo ove è collocata la "Santella" si trovava al tempo abbastanza distante dal centro abitato e li venivano portati gli infetti, ad attendere in genere la morte, raramente il miracolo.
L' immagine raffigurata nell'affresco rappresenta Maria mentre, con femminea e dolce pietà umana, osserva il corpo del Cristo morto, trattenendolo con affetto sulle proprie ginocchia.
L'umana pietà di Maria verso il Cristo è la pietà che si deve ad ogni morto, a questa viene affidato ogni sofferente.
Il collocamento dei luoghi di cura degli appestati o degli infettivi in generale, è normalmente, ora come allora, lontano dai centri abitati, per questioni di salute pubblica e per il pericolo di contagio, ma l'atteggiamento degli uomini di quel periodo nei confronti della morte in generale è molto diverso dal nostro.
Fino all' 900 la morte è sempre vissuta come un fatto naturale, la continuazione e l'epilogo stesso della vita.
Si muore di solito in casa, circondati dall'affetto dei suoi cari e tutti assistono al trapasso, fanciulli compresi, vi è sempre fino a tutto il primo 900 un' assuefazione diffusa alla morte.
Ecco perchè risulta sempre così naturale raffigurare Maria, nell'affettuoso atteggiamento, mentre abbraccia il cadavere del Cristo.
Non si può, al contrario, fare a meno di pensare come oggi la morte sia bandita dalla società, e mentre risulta naturale e comprensibile rifuggirla, non altrettanto risulta il suo totale rifiuto , la sua rimozione integrale dalle nostre menti.
Oggi si muore in genere soli, nei ricoveri, negli ospedali, nei silenzi dei suoi corridoi, lontani dai propri cari e dai propri affetti e se qualcuno per puro caso si dovesse trovare ad assistervi, istintivamente girerebbe gli occhi da un'altra parte.
E' strano e persino crudele che proprio nel momento estremo, nel momento in cui forse ogni uomo vorrebbe sentire il calore degli affetti, il calore di una mano che lo accompagna, nel momento supremo e più difficile della sua vita, rischi di essere lasciato, nella sua angoscia e con le sue paure, terribilmente solo.
In quel momento forse, come quel Cristo, vorremmo avere qualcuno che abbia il coraggio di guardarci con quell'affetto e con quella compassione, tenendoci dolcemente la mano per farci coraggio.

venerdì 10 agosto 2007

Nella notte di san Lorenzo impariamo nuovamente a sognare e a desiderare

Mancano poche ore e poi, ancora una volta, comincerà la pioggia di stelle cadenti che passano sotto il nome di "lacrime di san Lorenzo" e allora potremo finalmente esprimere, anche per quest'anno, i nostri tanto agognati desideri.
Ancora una volta non possiamo fare altro che affidarci ad un santo, in fondo i sogni ed i desideri ne meritano uno che possa intercedere per loro.
Prepariamo quindi l'elenco dei nostri desideri e stiamo pronti, oggi avrà ufficialmente inizio la pioggia di stelle cadenti chiamate con il nome di San Lorenzo.
Quindi sogniamo se ancora è possibile avere sogni e desideri.
Una volta gli italiani pare osassero di più anche nei sogni, sembra sognassero, chi una grossa vincita al lotto, chi un principe azzurro, chi l'amore eterno.
Ora invece anche i sogni ed i desideri si sono un po' ristretti e ridimensionati sembra.
Pare che gli italiani al massimo riescano a sognare un posto di lavoro fisso, una casa di proprietà, dei giorni di vacanza in più.
Forse abbiamo perso la voglia e la capacità di sognare e di desiderare o, forse, sono questi desideri reali e materiali, che rischiano di rimanere solo sogni, visto i costi e le difficoltà.
Non invidio però chi non riesce più ad avere desideri e sogni nella sua vita, è un po' come non credere più nel futuro, è come morire d'inedia lentamente .
Ricominciamo quindi a sognare ed a desiderare, cominciamo proprio da questa sera, e guardiamo il mondo, indipendentemente dalla nostra età, con gli occhi di un bambino e sogniamo e crediamo , come sanno fare ancora loro, in un mondo migliore ed in una vita migliore.

giovedì 9 agosto 2007

Il treno dei matti è partito per Pechino

Sono partiti da Mestre, 208 tra operatori della salute mentale, psichiatri e pazienti, destinazione Pechino, attraversando mezzo mondo, dall'Ungheria alla Siberia per giungere in Mongolia e poi a Pechino.
Quando ho letto la notizia ho subito pensato che mi sarebbe piaciuto partire con loro e visitare la Cina.
Ancora una volta, mi sono detto, sono riuscito a perdere il treno.
Poi se mi guardo attorno mi sento risollevato, quante piccole o grandi manie, quanti disturbi , affettivi, sociali, intellettivi si riescono a notar e percepire nella gente cosi detta normale.
Allora ti accorgi di quanto in fondo sia esile ed evanescente il confine tra normalità ed anormalità.
Mi basta, a volte, pensare alla nostra vita ed al mondo che abbiamo costruito, per capire come si possa anche non riuscire ad accettare o capire tutto, di quanto sia difficile comprendere interamente ogni cosa e, di come ci si possa così perdere il sonno, la ragione e la mente.
Basta guardare a volte gli occhi dei "matti" per capire quanto possano contenere di profondo i loro pensieri , le loro insuperate ansie, le loro eterne paure, che a volte rischiano anche di diventare nostre.
Sovente ti pare che loro abbiano ragionato di più, capito di più, amato di più di quanto non siamo riusciti a fare noi.
A volte invece ti basta guardarli negli nostri occhi per accorgerti che forse siamo noi a non aver capito nulla.
Allora buon viaggio, buon viaggio a tutti voi, a voi auguro una buona permanenza su quel treno, ammirate il paesaggio , guardate con i vostri occhi e con la vostra mente ogni pianura ed ogni montagna , ogni giorno ed ogni tramonto, ogni ruscello o fiume o mare.
Conoscerete popoli e paesi diversi, ognuno con le proprie abitudini e la propria mentalità, non meravigliatevi se a volte vi parranno "strane" o inusuali, in fondo questo mondo e i suoi abitanti sanno essere così diversi e vari che vi è posto per ogni cosa, anche la più strana o insensata.
Nessuno in fondo, meglio di voi, sa quanto siano difficili e labili tutte le linee di confine, le linee di confine tra gli uomini, tra le culture, tra i pensieri e la mente, e quanto spesso in quell' esile spazio si annidino zone d'ombra inesplorate.
Da parte mia aspetterò con ansia il vostro ritorno e, Dio sa quanto vorrei poter finalmente sentire i vostri racconti, e capire e cogliere quello che voi avete capito e colto di questo mondo, un angolo diverso, un altro pensiero, una diversa realtà che, ne sono certo io non avrei mai provato o colto diversamente in tutta la mia vita.

mercoledì 8 agosto 2007

La Cina deve essere vicina quando sono in forse i diritti umani


Ha avuto inizio, con una manifestazione, la celebrazione della scadenza di un anno all'apertura delle Olimpiadi del 2008 di Pechino.
Un enorme orologio segna, su piazza Tiananmen, il simbolo della rivolta cinese, ancora 366 giorni all'apertura delle Olimpiadi.
Le celebrazioni si susseguono festose in una Pechino in cui l' inquinamento e lo smog che gravano costantemente sulla metropoli rendono l'idea della catastrofe ambientale che incombe oramai sulla Cina.
Il governo cinese non sembra per nulla preoccupato delle manifestazioni di protesta svolte nei giorni scorsi in varie parti del mondo, dalle organizzazioni umanitarie e dagli attivisti filotibetani, che hanno in tale modo voluto presentare al mondo la grave situazione dei diritti umani nel Paese.
Oggi è stato diffuso il testo di una lettera aperta inviata da quaranta dissidenti al governo.
"I firmatari, tra cui la scrittirice Dai Qin e l' animatore del "movimento degli avvocati" Teng Biao chiedono al governo di varare un' aministia per tutti i detenuti di opinione che, secondo le organizzazioni umanitarie, sono circa 25mila".
Ad un occidente sempre più interessato all' interscambio economico con la Cina, ma sempre più distratto nella richiesta del rispetto dei diritti umani che nel paese orientale sono quotidianamnete calpestati, ricordiamo che è, sempre più importante, manifestare in occasione delle Olimpiadi, il nostro forte dissenso su tale politica.
Ci auguriamo che molteplici potranno essere le manifestazioni di protesta, non volendo essere complici di un regime che si macchia ogni giorno di esecuzioni senza processo, di un regime che ha cancellato ogni libertà per più di un miliardo di persone, che occupa militarmente il Tibet ed ha anche responsabilità nella tragedia del Darfur".

Il mondo del web realtà o virtualità ?

Si avvicinano le vacanze, il 13 si parte, sarà dura lasciare tante abitudini consolidate, lo staccare la spina, il chiudere con la quotidianità delle cose.
Mi mancherà il paese, in fondo lo amo questo paese di provincia, mi mancheranno gli amici, anche se solo per alcuni giorni e poi mi mancherà, sì anche questo, il lavoro.
Ho difficoltà a riconoscerlo ma mi mancherà anche il blog e mi mancherete anche voi che mi leggete, a dimostrazione esplicita che questo mondo, tanto vituperato da qualcuno, tanto disprezzato da altri, sarà anche per tante persone un mondo virtuale, ma per noi, o almeno per me, è sempre più reale.
I più maliziosi potranno dire che mi sto staccando dalla realtà per entrare nel mondo della finzione, non è così, sono ancora attento ai valori ed alle cose, ho ancora la capacità di ragionamenti complessi e compiuti, sereni, distaccati ed obiettivi .
Ma una domanda mi sorge spontanea a volte, la faccio più a me stesso che a voi che leggete.
Ma perchè lo facciamo tutto questo ?
E strano come spesso sentiamo così pressante il bisogno di dialogare fra di noi, di metterci in mostra, di affidare ad altri i nostri pensieri, a volte proprio quelli più intimi, i più nascosti .
Come mai, mi chiedo e non so darmi risposte, a tratti abbandono parte della vita che gli altri definiscono reale, lasciando spezzoni di vera socialità familiare, per una , per me altrettanto reale vita "virtuale".
La risposta è una sola, riempio dei vuoti, dei vuoti che percepivo, a volte sottintesi, vuoti nei rapporti, vuoti di conoscenza, può essere anche vuoti relazionali.
Ma se così è, perchè questo non deve essere anche lui parte della mia vita, della mia vera vita, quella che viene definita "reale" ?
Io ne sono oramai certo, io non ho due vite, una reale e una virtuale, ne ho una sola e tutte due vi appartengono, ne sono parte integrante, si compenetrano l'una nell'altra.
Ma voglio farli tutti i ragionamenti e voglio li facciate anche voi con me, anche a costo di essere frainteso, di essere un poco sgradevole o sgradito a qualcuno.
Non voglio lasciare nessuna possibilità intentata, voglio un po' ragionarci sopra "la cosa", anche se il più brevemente possibile.
Molti dicono che noi siamo qui per una manifesta incapacità alla socializzazione, per incapacità a reggere rapporti umani reali e veri.
Tutte le persone che io ho conosciuto in Internet, sui blog, in twitter, a parte rare eccezioni che confermano comunque la regola, si sono dimostrate sempre aperte ai rapporti sociali, tutti hanno , o sembrano avere, una intensa vita sociale anche nella realtà quotidiana e se questa a volte puo sembrare non sufficiente, non dipende dalla fragilità dei rapporti o dalla loro scarsa consistenza, ma solo ed esclusivamente da mancanza di tempo.
Quindi, al contrario di quanto normalmente possa apparire, tutti sembrano dare, sul piano umano in generale, un qualche cosa in più rispetto alla norma, rispetto alle persone che normalmente frequentiamo nella vita.
Allora dove sta l'inghippo ?
C'è qualcuno che ci definisce esibizionisti, egocentrici, leggermente autistici.
Esibizionisti perchè dicono vogliamo mostrare a tutti quanto siamo convinti di valere.
Non sentendoci realizzati nella vita reale ci rifugiamo in questa, convinti di essere , in quella reale, incompresi dalla società, dagli amici o dai compagni.
Per me non è così, io mi sento realizzato nella vita, ho un discreto lavoro che mi dà soddisfazioni , sinceramente anche economiche, mi sento oltretutto anche apprezzato e stimato.
A volte ci definiscono egocentrici per lo stesso motivo.
Credendoci meglio e di più degli altri e non riuscendo a capire perchè invece la società ci considera del tutto normali, ci rifugiamo qui, nel nostro rassicurante gruppo, nella nostra cerchia di amici, ad adularci, ad incensarci a vicenda.
Anche questo non regge, per molti di noi è una falsità bella e buona, io non sono così e non è così la gente che io qui "vivo" che io qui frequento.
Qui io ho trovato gente normale, simpatica e disponibile.
Anche il "cazzeggio", il dolce far niente assieme, ha il sapore dell'intelligenza e della profondità che spesso non si trova da altre parti.
Qualcuno poi dice che abbiamo la tendenza a rinchiuderci in noi stessi, cioè in parole povere che siamo leggermente "autistici"
Per me questo non vale, io anche nella vita reale non sono così, io socializzo con tutti, è forse questo, per tanti, il mio difetto peggiore, sono sempre pronto a nuove amicizie ed a nuove conoscenze.
Lo stesso noto in molti di quelli che qui conosco, lo percepisco nei vari "blog" che leggo, nella gente che ho conosciuto o negli amici di twitter.
Anzi dirò di più, io frequentando il "web" mi sono aperto a pensieri nuovi, esperienze nuove, conoscenze nuove.
E vero riconosco alle amicizie che qui ho fatto una frequentazione inferiore alle reali, un legame di affetti diverso e sicuramente che pongo per ora su un piano inferiore, ma non meno capacità e potenzialità di sviluppo e di profondità.
Ed è altrettanto vero che qui ho trovato gente di norma più preparata che nella vita reale, con maggiore disponibilità, spesso con più sensibilità, con più e migliori conoscenze, il che potrà anche essere un caso ma è comunque un caso reale.
Allora mi richiedo dove sta l'inghippo, dove è per me l'incomprensibile.
Un solo grande sospetto, come sempre alla fine, e cioè che le statistiche e gli studi sul mondo del web siano sempre più spesso affidati a gente che del web non ne capisce proprio nulla e che lo vive solo come una perdita di tempo, gente quindi superata, parrucconi d'altri tempi.
Mi dicano perchè per esempio giudicano alcuni rapporti reali più importanti dei cosiddetti "virtuali" ?
A me sinceramente, per esempio, ha insegnato e mi ha dato di più sul piano umano, lo studio e la lettura di quanto non mi abbiano dato tante frequentazioni e conoscenze, e si che i libri sono virtuali al pari di internet e dei blog.
Allora la finisco con un unico consiglio, freghiamocene dei giudizi o dei pregiudizi di tanta gente, lasciamo a loro le loro convinzioni, le loro semplicistiche affermazioni e continuiamo per la nostra strada, io almeno così farò, in quello che mi piace fare e con gli amici che meglio preferisco e soprattutto come mi piace essere.
Se qualcuno, sempre prodigo di consigli, vorrà poi dirmi o dirci, che è meglio uscire da "questo mondo" per un bel bagno nel mondo vero, un risposta sola da parte mia, chiara; nel vero io o noi ci siamo già, lo viviamo già integralmente, piaccia o non piaccia a loro, il mondo oramai è fatto anche di questo, quindi non perdano tempo e cerchino d'entrarci al più presto possibile anche loro, forse riusciranno a capire meglio la realtà moderna, forse riusciranno a cogliere quello che noi abbiamo già colto.
Senza anche questo, senza internet la vita moderna, la vita vera, non quella voluta od immaginabile, non sarebbe possibile per nessuno oramai.

La lista completa degli asini "italiani"


"Asini sì, ma pura razza italiana doc" si legge in una notizia ANSA di oggi.
E io che ero convinto che gli asini fossero asini punto e basta e invece no, qui serve tanto di patentino e tanto di riconoscimento.
Allora capisco tante sortite di queste giorni, era già iniziata la gara al riconoscimento di chi fosse più asino dell'altro.
E se cosi deve essere, se anche gli asini devono essere protetti, se anche loro devono avere le loro "emissioni" di francobolli, il loro marchio doc, il loro pedigree, azzardiamo un poco di più, prepariamo una bella lista dove ci possano essere tutti ma proprio tutti.
Non fermiamoci a sette razze soltanto ma diamo sfogo alla nostra fantasia, dimostriamoci veramente italiani.
E comincio io inserendovi di diritto nella categoria degli "asini", non so se da "fiuto" o da "monta" l'onorevole Mele, in quelli da "difesa" don Gelmini anche perchè ha il vizio di "tirare" sempre a "destra" , Elton John invece lo destinerei oramai al macello.
Il gioco, leggero e tutto estivo, potrebbe essere interessante basterebbe lasciarsi un po' andare alla fantasia, potrebbe essere il meme frizzante del ferragosto a cui dedicare anche un premio e chissà non possa avere al riguardo qualche speranza pure io.

martedì 7 agosto 2007

L'Onorevole Mele ovvero come si predica bene e poi si razzola male


A "Oggi" la squillo pizzicata con Mele ha detto che "La cocaina era lì e basta, era tanta ed era troppa".
La ragazza prosegue poi dicendo «Una notte da incubo. Potevo morire, mi hanno lasciata lì, completamente nuda, sdraiata sulla moquette».
Secondo quanto viene riportato nell’intervista la ragazza ha «una madre molto religiosa, un passato di anoressia e depressione, un presente fatto di frequentazioni di persone importanti e danarose ».
L'Onorevole Mele invece replica su "La Stampa" che "si sente il mondo cadere addosso. Lo so, è una frase fatta, ma è proprio quello che sento".
Ricordiamo che l'Onorevole Mele è indagato per omissione di soccorso e cessione di sostanze stupefacenti.
Noi pensiamo invece che forse poteva sentirselo cadere addosso un po' prima il mondo e che l'unica persona a cui va ora tutta la nostra comprensione possa essere solo la signora Mele visto che oltre che cornuta si ritrova anche in attesa di un figlio.
All' Onorevole Mele ricordiamo che forse un po' più di dignità gli avrebbe impedito di predicare bene e razzolare estremamente male.
Ai personaggi come lui, di cui è così ricco il transatlantico di Montecitorio, ricordiamo che il diavolo fa spesso le pentole ma poi si dimentica dei coperchi e a volte si riesce così a scoprire cosa vi si nasconde veramente dentro.

Ancora su don Gelmini ed i suoi numerosi "fans".

Leggo questa mattina alcune notizie riguardanti don Piero Gelmini che lasciano trasparire una immagine del sacerdote molto diversa, rispetto a quello che lo stesso ha veicolato e presentato fino ad oggi.
Pare che don Gelmini abbia avuto, se le notizie saranno confermate, un passato abbastanza burrascoso con la giustizia degli uomini, più fallace sicuramente della divina ma, del pari, incline al perdono anche se non obbligatoriamente richiede la confessione dei peccati.
Le notizie dicono che fu inquisito per bancarotta fraudolenta, emissione di assegni a vuoto e truffa.
In seguito a tali disavventure - pare - si sia rifugiato in Vietnam ove ha lasciato segni evidenti del suo passaggio.
Pare che lì sia stato denunciato per appropriazione indebita.
Rientrato poi in Italia "gli danno 4 anni di carcere, nel luglio del '71. Li sconta tutti.
Come detenuto - si aggiunge - non è esattamente un modello e spesso costringe il direttore ad isolarlo per "promiscuità" con gli altri reclusi".
Questo, per sommi capi, quanto si apprende oggi, con dovizia di particolari, su don Gelmini .
Sicuramente l'immagine del sacerdote ne esce un po' offuscata e malconcia, lontana da quella del Cristo sulla croce a cui lo stesso amava riferirsi.
Non voglio ora nè rettificare nè cambiare quanto riportato in due miei precedenti interventi sull'argomento.
Riporto solo, per completezza di notizie, quanto oggi apparso sugli organi di stampa, ma rimango fiducioso, come già detto, in attesa delle decisioni della magistratura, scontando comunque che per me don Gelmini rimane innocente fino a prova contraria.
Questo nuovo intervento su don Gelmini mi è utile soltanto per scardinare e smantellare definitivamente, spero , quella concezione manichea del mondo così diffusa anche come mentalità e che in ogni occasione ci fa "schierare" come "fans" , sempre e solo, o da una parte o dall'altra, o con il bianco o con il nero.
Il bene ed il male , la ragione ed il torto, come sempre accade , non si dividono mai con un taglio netto - diceva il Manzoni - così come ogni uomo non è mai o solo santo o solo dannato, ma le due cose spesso coesistono in ognuno di noi.
Insegniamo questo a tutti quei fanatici che subito, sull'onda degli istinti e delle simpatie, hanno condannato o l'uno o gli altri, ma insegniamolo anche a tutta quella schiera di illustri politici a cui forse il silenzio e l'attesa avrebbero conferito sicuramente maggiore autorevolezza e prestigio.

lunedì 6 agosto 2007

Sedurre in spiaggia è molto più difficoltoso che in internet.

Da una statistica pubblicata da Riza Psicosomatica sembrerebbe oramai certo che anche il sesso prima o poi rischierà di diventare esercizio o tecnica del tutto virtuale.
Già ascoltando delle avventure di alcuni amici avevo avuto il sospetto che spesso gli Italiani lo praticassero più a parole che "dal vivo", più come fatto onirico e della sfera del sogno che della realtà, ora rischio di radicalizzarmi nelle mie convinzioni.
Cerchiamo di analizzare più da vicino i dati statistici pubblicati dalla rivista e che hanno coinvolto 960 italiani intervistati tra i 25 e 50 anni.
La prima cosa che balza evidente è che gli italiani abbiano oramai la tendenza a socializzare più in internet e virtualmente che durante il periodo di vacanza.
I dati riportati parlano chiaro, si fa più conoscenza con persone nuove sui posti di lavoro (27%), su internet (23%), nei centri commerciali (19%), nelle palestre (12%), mentre solo 1 italiano su dieci dice di incrementare di più in vacanza le sue conoscenze che altrove.
Sinceramente resto un po' deluso dai dati, mi pare quasi in gioco l'onor patrio, essendo memore di vecchie statistiche che attribuivano alle spiagge italiane la nomea di spiagge più peccaminose d' Europa ed agli italiani performance amatorie da primato.
Mi chiedo, guardando i dati, che fine abbia fatto il maschio latino, il famoso latin lover, non vorrei che io e i miei pochi lettori fossimo oramai considerati specie protetta e a rischio di estinzione.
Sicuramente, anche accettando il principio che la concorrenza dei paesi emergenti sia agguerrita
e si faccia sentire non c'è da rimanere molto allegri.
E' vero che " Second Life " impera, ma non vorrei che anche il sesso diventi davvero prima o poi solo virtuale, visto che sulla questione non ho idee molto moderne, anzi mi considero piuttosto all'antica.
Non vorrei trovare chi con dotte disquisizioni riuscisse, prima o poi, a farmi vergognare della mia arretratezza culturale convincendomi della ineluttabilità del progresso umano.
Anche nelle motivazioni che spingono gli italiani a comportamenti così poco sociali nel periodo delle vacanze si nota sempre di più la difficoltà delle relazioni reali, in declino rispetto alla virtualità.
In percentuale si ha paura a socializzare davvero perchè si pensa di essere poco brillanti (29%), si tenta di nascondere i propri difetti fisici (17%) , un italiano su 3 poi (29%) arrossisce facilmente , il 26% è incapace di guardarsi negli occhi, il 13% si morde le labbra.
Anche qui mi chiedo che fine abbiano fatto i macho di provincia, cosi duri e sicuri di sè stessi, possibile che siano tutti solo qui in internet o finiti nelle leggende metropolitane di pochi affabulatori e che poi dal vero diano un'immagine da educande , timide , vergognose e paurose verginelle, incapaci di mantenere lo sguardo fisso negli occhi dei nostri vicini, di accettare la propria reale immagine o il proprio aspetto fisico.
Parrebbero cose da non credere e mi pare impossibile pensare che buona parte degli italiani preferisca restare nascosta dietro i propri tranquillanti avatar, sicuri, sereni e felici solo nella propria virtualità, ma sempre e solo "finti", piuttosto che mettersi in dubbio ed in concorrenza con altri nella vita reale.
Se gli italiani, si scopre, fanno fatica a guardarsi negli occhi, proviamo a vedere, come ultimo dato, quello che gli occhi degli italiani guardano veramente in vacanza delle donne, qui vediamo che guardano per buona parte il seno (29%) , il 28% guarda il sedere, il 18% le gambe, raggiungendo in totale il 75% che osserva solo ed esclusivamente il corpo.
Rimane da considerare, ma qui il mistero si infittisce , che cosa osservi il rimanente 35% degli italiani, ammesso che questa non sia la percentuale di quegli uomini che hanno scelto di guardare solo altri uomini.
L'ultima sorpresa è rappresentata dalle donne che dicono di osservare il viso degli uomini per il 26%, le mani per il 24% e gli occhi per il 21% .
Qui non ho commenti da fare ma un solo grande sospetto mi assale, un dubbio tremendo e cioè che, o le donne intervistate hanno risposto alla presenza dei propri mariti, oppure questa è la prova inequivocabile che le donne sanno, al 100% ,mentire molto meglio degli uomini.

Don Gelmini e la teoria delle lobby


Avevamo lasciato don Gelmini mentre pubblicamente passava il messaggio che i suoi accusatori e gli organi di stampa, lo volevano portare , al pari di Gesù Cristo, sul Golgota per essere crocefisso.
Lo ritroviamo ora , a pochi giorni di distanza, arrogante e pretenzioso mentre attacca tutti.
Naturalmente visto che il raffronto era quello con la croce e con Cristo, pareva logico, come atto di estrema superbia e come ha prontamente fatto, identificarsi fino in fondo con il suo illustre precedessore ed accusare quindi gli ebrei e le lobby "ebraico- radical chic " delle sue sventure e della sua Via Crucis.
Non possiamo che assistere a queste farneticazioni, esterefatti, sorpresi e del pari increduli, anche se alcune premesse, che avevamo già puntualizzato, ci avevano messo sull'avviso.
A nulla, mi pare, valgono le precisazioni postume, forse suggerite dai legali e le correzioni di pensiero.
Risulta semplicemente aberrante e preoccupante che si possa pensare di chiudere questa vicenda con attacchi demenziali a congiure, di questa o di quella lobby , di questa o di quella parte politica.
Scandaloso e vergognoso è poi il tentativo, più o meno sottinteso, di dimostrare o di passare il messaggio che le vicende di pedofilia e di abusi sessuali denunciate, che hanno visto coinvolto il clero americano, siano frutto di alcune "lobby che sicuramente combattono la chiesa e coloro che rendono testimonianza cristiana".
Prendiamo noi atto che questo genere di dichiarazioni ha veramente poco della testimonianza cristiana e molto della sciocchezza quotidiana.
A don Gelmini vogliamo poi ricordare che di solito in Italia, se non se ne è ancora accorto, ma crediamo lo sappia con precisione perchè vi appartiene, l'unica lobby veramente attiva, influente ed operante è quella scesa in campo a sua difesa e che raccoglie adepti nel mondo religioso, nella curia e nel mondo politico.

sabato 4 agosto 2007

Stevenson ha scritto inutilimente lo strano caso del Dottor Jeckill e mr. Hide


Don Gelmini, il fatto è ormai noto a tutti, è indagato dalla Procura di Terni, per abusi sessuali.
Ad accusare il fondatore della comunità Incontro sono alcuni ex-ospiti delle strutture della comunità.
L'indagine è in corso da alcuni mesi ed il fatto che prosegua dimostra che le dichiarazioni di accusa presentate, fino ad ora, hanno retto e si sono dimostrate concordanti.
Don Gelmini al contario si dichiara tranquillo e, a sua volta, accusa i ragazzi di volersi vendicare di lui perchè espulsi dalla comunità e la stampa di voler montare una "gogna mediatica".
Questo in sintesi è il caso e io non voglio in questa fase proseguire oltre.
Don Gelmini ha già avuto la solidarietà di tanti uomini politici, soprattutto del centro destra, quelli più vicini a lui.
A don Gelmini voglio dare anche tutta la mia solidarietà e dichiarare pubblicamente anche la fiducia e la mia speranza che alla fine riuscirà a dimostrare sicuramente la sua innocenza.
Su questo caso, come su altri, io,voglio sempre dichiarami garantista, per me don Gelmini rimane innocente fino a prova contaria.
Una sola osservazione mi viene sempre spontanea in questa come in altre occasioni ed è che alla fine Stevenson ha scritto il suo Dottr Jeckill e Mr Hide per nulla , tutti conosco la storia ma nessuno dimostra mai di averla meditata ed appresa.
Lo strano è che siamo uomini convinti di esprimere sempre pensieri articolati e complessi, ma le nostre concezioni e le nostre idee tendono sempre a viaggiare con linearità e per semplificazioni estreme.
In questi casi non riusciamo neanche a capire noi stessi, le nostre mentalità, i nostri vizi e le nostre virtu ed a comprendere che il mondo è pieno di uomini a noi simili e che i santi ed i diavoli esistono solo nell'aldila e nelle nostre schematizzazioni.
Non perdiamo mai occasione di dividere il mondo esattamente a metà.
Siamo schematici e semplicistici per eccellenza, mai riflettiamo che il mondo è come ogni uomo , giorno e notte, primavera ed inverno, fuoco ed acqua.
Mai riusciamo a liberarci, nel giudizio sugli uomini e sulle cose, di quella concezione manichea di pensiero, in noi tanto radicata.
Il bene ed il male esattamente divisi esistono solo nell'aldilà, Dio e Satana sono solo di quel mondo , in noi questa esatta divisione esiste solo come idea pura ed assoluta, metro di giudizio ideale.
"Chi è senza peccato scagli la prima pietra" diceva chi di uomini se ne intendeva e capiva che su questa terra non esiste uomo senza peccato.
Nè don Gelmini è il bene assoluto nè i suoi accusatori devono essere considerati il male in assoluto, come don Gelmini vorrebbe, additandoli come quelli che lo stanno portando alla croce.
Impariamo perciò a giudicare i fatti e attendiamo con serenità la sentenza che , prevedo, sarà sicuramente lunga e difficile.
Ma a sentenza avvenuta e comunque vada , diamo un giudizio articolato sulle persone, giudicando che in ogni uomo coesistono, in gradi diversi, sia il bene che il male.
Comunque sia la sentenza, giudicheremo don Gelmini anche per il tanto bene che ha fatto e quei ragazzi non dovranno essere comunque considerati solo come il male assoluto.

venerdì 3 agosto 2007

La tragedia del Darfur e l'impotenza del mondo.


Prendo spunto da un bell'articolo apparso oggi su "Repubblica" per ricordare a tutti, sia pure sommariamente e costretto dalle ristretteze di un post, la situazione drammatica della popolazione del Darfur.
Il Darfur è una area grande all'incirca come due volte l'Italia, situata nella parte occidentale del Sudan, ove è in atto un violentissimo conflitto interno tra le milizie filo-governative e vari gruppi armati locali, in mezzo come al solito l'inerme popolazione.
Nella regone vivono circa 6 milioni di persone in prevalenza neri.
La classe politica dominate "araba", dal 1987, ha proclamato la supremazia degli arabi e nel 2003 un gruppo di ribelli del Darfur ha dato il via alla guerra civile.
Da allora si contano circa 400.000 morti, 2 milioni di sfollati e 300.000 rifugiati.
Diverse inchieste interne dell'Onu hanno sempre evidenziato le terribili atrocità commesse nella regione in nome, ancora una volta, di una presunta o dichiarata supremazia di razza o di religione.
Attualmente nel Darfur muoiono circa 10.000 persone al mese e quotidianamente si assiste a scene di una barbarie inaudita; villaggi bruciati, donne e bambine violentate, bestiame e averi sequestrati, pozzi d'acqua avvelenati e coltivazioni date alle fiamme.
In pratica si distruggono le vite e gli averi dei neri colpevoli unicamente di non essere arabi.
La popolazione locale vive oramai quasi esclusivamente di quei pochi aiuti internazionali che riescono a raggiungere la regione e così alla guerra si aggiunge, come sempre accade, anche la carestia e la fame.
Come il ripetersi di un orrendo gioco di vita e morte, ogni giorno, nei cieli del Darfur, si assiste ad una stessa raccapricciante e ripetiva scena, con un rombo assordante cala dal cielo, come un moderno segno dell'apocalisse, un areo, di solito un Antonov, che inizia a bombardare un villaggio. La popolazione fugge spaventata in tutte le direzioni, cadendo così in pasto a quei feroci assassini arabi a cavallo, che immancabilmente compaiono sulla scena a seminare ovunque la morte.
Ricordo a solo titolo informativo che le Nazioni Unite non possono adottare alcune risoluzione, per impedire questo sterminio, per l'opposizione di quel fulgido esempio di democrazia internazionale, rappresentata dal Governo Cinese, sostenitore del Sudan, a cui noi occidentali abbiamo venduto, in nome dell'interesse, l'anima e la coscienza.
Tutto questo anche con il beneplacido assenso di tutti quei sostenitori dell'attribuzione all'Onu del potere decisionale di intervento, a regolazione di tutti i conflitti mondiali o locali.
Tutto questo è quanto abbiamo dimenticato, tutto questo è quello che accade, in nome di un Dio, ogni giorno sotto i nostri occhi distratti.
Non ho dubbi allora ad esclamare, non importa se verrò considerato blasfemo, che è ora di pensare meno a Dio e più all'uomo, è ora di lasciare, se questi sono i risultati, a lui il regno dei cieli e a noi la facoltà di rendere vivibile, migliore e felice per tutti, la vita su questa terra, affinchè nessuno possa maledire di essere nato, come stanno facendo tanti milioni di bambini e di uomini in Darfur.
Alle nostre coscienze lo sconforto di assistere impotenti a quella che è una guerra dimenticata da tutti ma che tutti non possono dimenticare.

giovedì 2 agosto 2007

Strage di Bologna, non perdiamo la memoria


Il due agosto del 1980 l'orologio della stazione di Bologna si fermò alle ore 10.25 a seguito dello scoppio di una bomba.
Per qualcuno, i più sfortunati, la vita si fermo nella stessa ora in quella stazione; 85 furono i morti, 200 i feriti.

Si fermò nel contempo la vita di una città e si fermarono con quell'orologio i cuori di quanti, in questo paese, amano la democrazia e la pace e hanno rispetto della vita umana.

Non si è fermato e non si deve fermare il progresso democratico di questo paese così come non deve venir meno la memoria ed il ricordo.

Dobbiamo proseguire fino in fondo nella ricerca della verità e dei colpevoli di questa ennesima tragedia italiana, lo chiedono i familiari, lo chiede una città, lo chiedono gli italiani tutti.

mercoledì 1 agosto 2007

L'ultimo luddista Elton John

Verso la fine del diciottesimo secolo ebbe inizio in Inghilterra la Rivoluzione Industriale, invenzioni come la macchina a vapore e, successivamente le prime macchine per la filatura cambiarono radicalmente le condizioni di lavoro e di vita di una società, fino ad allora prevalentemente legata alla terra.
Il processo di industrializzazione non fu ne facile ne lineare, purtuttavia, con le scoperte tecniche e scientifiche era sicuramente inevitabile, nessuno poteva pensare di opporsi a quel tipo di modernizzazione, così radicale per milioni di persone e per una intera società in profondo cambiamento.
Come tutte le rivoluzioni anche questa lascio sul campo migliaia di "morti ", morti reali o apparenti.
Morirono uomini per difendere i loro averi, le loro idee e le loro proprietà, "morirono" o semplicemente cambiarono migliaia di lavori fino ad allora conosciuti e praticati.
Sempre le innovazioni tecnologiche o scientifiche di questa entità portano con se il cambiamento profondo di una società, di una mentalità, di una cultura.
Ma vi fu anche chi si oppose con la forza a questo cambiamenti, che in un colpo solo spazzavano via le loro professioni, cancellavano i loro posti di lavoro e quindi erano, per loro, la principale causa di disoccupazione e dei bassi salari del tempo.
Il movimento di opposizione che ne nacque fu chiamato "Luddismo" ed i luddisti combatterono, non riuscendo a capire e cogliere i cambiamenti, la loro battaglia fino in fondo contro la storia.
Naturalmente la loro battaglia era persa già in partenza, nè la storia nè la scienza ammettono resistenze al loro progredire.
Dico questo perchè non credo sia oggi possibile chiudere Internet come chiede Elton John e sicuramente non risponde al vero, come lui afferma, che questa stia rovinando l'arte e la cultura.
Semplicemente il mondo sta progredendo e sta vivendo una profonda rivoluzione del modo di essere di ognuno di noi, piaccia o non piaccia ad
Elton John.
Elton John si sta semplicemente comportando come un moderno "luddista" che conduce la sua battaglia, già persa in partenza, contro il progresso ed il futuro.
Riusciamo tutti, credo, a capire che le vendite di dischi saranno anche calate, ma mai la musica ha avuto un tale livello di diffusione, mai ha raggiunto, come ora, ogni strato sociale, mai è stata essa stessa la forma culturale più diffusa nella società.
Mi spiace che Elton Jonh, che nonostante tutto considero persona intelligente e sensibile, non abbia compreso la portata degli eventi che lo stanno coinvolgendo e che rischi così di non comprendere, fino in fondo, il suo tempo ed il suo mondo.
Si può essere comunque un buon cantante anche senza avere capito a chi si deve rivolgere il proprio messaggio o a chi dedicare la propria musica.
Anche i luddisti ebbero i loro sostenitori, le loro forme di arte e di cultura, ma di loro la storia se ne è quasi dimanticata.
A Elton Jonh, in fondo, lasceremo comunque la scelta di decidere, già da domani, che "cosa" vuole cantare e chi vuole rappresentare.