Apparire o essere ?
E' un vezzo del tutto inglese quello di vedere sempre la pagliuzza nell'occhio del vicino piuttosto che la trave ben conficcata nel proprio.
Spesso poi agli inglesi non sembra neppure vero di poter, per un motivo o per l'altro, parlare male degli italiani che a volte, è vero, ci mettono del proprio affinchè qualcuno lo faccia.
Rimane poi il detto che a forza di parlar male a volte ci si azzecca anche.
Ma questa volta non condivido per nulla l'accusa che ci ha fatto il Finalcial Times.
O meglio non credo che tale accusa possa essere rivolta alle sole donne italiane, nè tanto meno esclusivamente alle donne in generale.
Non credo sia vera la notizia che solo l'Italia possa essere considerata il paradiso delle veline.
Basta vedere quanto succede in America, nei paesi nordici o nella stessa Inghilterra.
Spesso, è vero, si assiste in Tv, sui giornali, nei media in generale, ad una esibizione ostentata delle nudità femminili al solo scopo di aumentare le vendite di una crema, di un abbronzante o di un profumo, ma credo che questa volta il Finalcial Times sbagli il tiro.
Il problema non è solo la donna o il suo corpo. La mercificazione riguarda il corpo punto e basta, sia esso femminile, maschile e a volte anche di adolescenti.
E' il corpo "tout court" al centro dell'attenzione in tutti i popoli occidentali ed in tutta la sua cultura.
E' una società allegra e permissiva la nostra, gaudente e godereccia che fa del corpo, del piacere, del sesso uno dei centri della sua attenzione.
Il fenomeno è forse accentuato nella donna, per una certa cultura maschilista ancora imperante o per ragioni di mercato pure e semplici, ma non ascritto ne ascrivibile solo alla donna o solo all'Italia.
Non è giusto nè corretto colpevolizzare solo la donna o solo la donna italiana, giudicata superficiale, sciocca e vanesia.
Le colpe vanno ascritte a mio giudizio al mondo occidentale, ad una intera società, ad una mentalità, ad una cultura che ha oramai reso più importante l'apparire, in tutte le sue forme, che l'essere.



































2 commenti:
Così fan tutti? Mah. Resta il fatto che il fenomeno ha proporzioni simili soltanto in Italia, e che ci prendono in giro tutti per questo, non solo gli inglesi. Altrove ci sono presentatrici scollacciate, ma l'idea di un branco di ragazze in tanga, sorridenti sculettanti e MUTE, non l'ho mai trovata in altri Paesi. Se tu mi facessi qualche esempio, magari capirei.
E cos'è quest'astio contro uno dei popoli più democratici del mondo? Mi pare di leggere un certo pregiudizio contro gli inglesi. Non è una generalizzazione eccessiva anche la tua?
Personalmente condivido ogni parola dell'articolo, mi pare che fotografi perfettamente la situazione. Sarebbe da approfondire anche la parte sulla difficoltà per le donne di conciliare carriera e figli.
da ex-stagista del financial times (si parla del lontano 1994), sottoscrivo ogni parola...semplicemente, in italia il luogo della mortificazione della donna è la televisione (che in UK, almeno per l'offerta in chiaro, è ancora un luogo di esercizio del perbenismo vittoriano, non a caso la BBC è chiamata "zietta")...nel mondo britannico, i luoghi di mortificazione delle donne sono altri...i servizi di "escort", ampiamente pubblicizzati sullo stesso FT e sugli altri principali quotidiani sono forse l'esempio più lampante di quanto quel mondo possa essere ipocrita, pur di conservare certi equilibri...a
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