venerdì 29 giugno 2007

Guardo la sua mano

Sto guardando la mano di mio padre. Era tanto che non la osservavo così attentamente, probabilmente da che ero piccolo. Non la ricordavo cosi, una volta era grande e forte mentre ora giace li immobile da anni, leggermente bluastra e fredda, segue, quasi svogliatamente, i suoi movimenti, dopo che una paralisi lo ha colpito nella parte sinistra del corpo.
E' però la stessa mano che ricordo alzata nel gesto di una carezza, la stessa che spesso tratteneva tra l'indice e il medio una sigaretta che poi portava, svogliatamente ma con ampi gesti, alla bocca. Ricordo ancora, anche se meno frequente, l'indice di quella mano alzato, nel segno tipico di minaccia o di rimprovero, ci rimaneva per pochi secondi, quasi se ne vergognasse, per poi ritornare occupata nelle sue faccende. E come dimenticarla quando gesticolava, sostituendosi integralamente a quelle parole, cosi restie ad uscire dalla sua bocca.
Ora è li, immobile e taciturna, tenuta a fatica aderente a quel corpo e non vive più se non nei miei ricordi.

mercoledì 27 giugno 2007

Non mi hanno rubato solo denaro

Il furto è il peggiore dei peccati dice Hoesseini ne "Il cacciatore di aquiloni", il furto è il peccato che riassume e sublima in sè ogni altro peccato.
Proprio ieri sera, appena rientrato a casa dall' ufficio, ho avuto la sgradita sorpresa di scoprire di essere stato derubato. Nulla di clamoroso, non ingenti fortune ma solo un centinaio di euro forse, anche se non li abbiamo ancora quantificati con certezza, qualche monile in oro, un cellulare e due coca-cola, e non perchè queste siano state considerate oggetti di culto, ma semplicemente perchè le ladre erano forse un po' accaldate o forse perchè sentivano la necessità di brindare alla mia salute.
Oltretutto le hanno anche viste, erano due giovani ragazze, forse rom dicono, ma forse nell' immaginario collettivo tutti i ladri sono rom.
Le hanno viste che "uscivano ridendo e bevendo due coca-cola".
Le mie coca-cola aggiungo io.
Tralascio di descrivere il momento dell ' ingresso in casa e della scoperta del furto , molti lo hanno già sperimentato sulla propria pelle, al fenomeno c'è una certa assuefazione e tutte le case svaligiate hanno le stesse caratteristiche, oggetti gettati per terra alla rinfusa, cassetti ed armadietti aperti.
Il disordine è ovunque non solo li attorno ma è anche una sorta di disordine mentale che ti assale, ti prende dal di dentro come se qualcuno avesser rovistato alla rinfusa nella tua vita o dentro di te.
Cerchi gli oggetti nei posti a te familiari e non li trovi più e non sai se sono loro ad aver cambiato posto o se sei tu ad aver sbagliato casa o se semplicemente sei andato via di testa o sei confuso.
Scopri così che non è solo il valore delle cose rubate ma spesso anche quello che esse rappresentavano per te, erano i ricordi a cui erano legate, erano esse stesse ricordi.
Nella mia ricerca di capire sempre e comunque, o di dare giustificazione a cose che magari non l'hanno, cerco di capire anche i perchè celati dietro ai comportamenti di quelle ragazze.
Cerco anche di capire come se fosse una giustificazione cosa possano avere rubato loro, e forse mi dico a loro è stato rubato ben di piu, a loro è stata rubato forse una vita diversa, forse gli è stata rubata la loro gioventù o la loro dignità.
Ma questo non mi basta anche se fosse vero.
La rabbia, è inutile, comunque mi assale, e mi accorgo sotto sotto di odiarle e di volerle vedere al più presto acciuffate e rinchiuse nel primo carcere disponibile, anche se fossero minorenni, perchè se è vero che tutto si deve capire non necessariamente si deve accettare o giustificare tutto.
E allora mi accorgo che non è più vero che mi abbiano rubato solo pochi oggetti ma mi hanno rubato la possibiltà di essere migliore o semplicemnete diverso; mi hanno rubato la mia innata fiducia nella gente di ogni razza e di ogni colore, mi hanno rubato le mie idee, mi hanno costretto ad odiarle e mi costringeranno, da oggi in poi, a rinchiudermi nella mia abitazione ed in me stesso, a guardare ogni estraneo con sospetto ed a essere un poco piu razzista di ieri.

lunedì 25 giugno 2007

La Nuova Societa "Penitalia" di Bari


Che le vecchie Ferrovie dello Stato fossero state smembrate in varie società già lo sapevamo, ma di questa non avevamo ancora notizia.

La locomotiva della nuova Società "Penitalia" (con logo e nominativo sulla fiancata) viaggia indisturbata nel deposito di Bari, momentaneamente , pare, impiegata nel solo servizio merci.
Non disperiamo però, vista la suggestione evocativa del "nome" e le potenzialità intrinseche, di vedere ben presto la compartecipata di Trenitalia impegnata anche nel servizio viaggiatori.

sabato 23 giugno 2007

Quattro ministri scrivono

Si apprende da una notizia Ansa che i quattro ministri Pegoraro Scanio, Fabio Mussi, Paolo Ferrero e Alessandro Bianchi hanno scritto una lettera al Presidente del Consiglio per dirgli che la trattativa con le parti sociali sul Dpef non va e che serve un cambio di rotta.
Il cambio di rotta mi convince.
Scrivere è vero aiuta a ricordare meglio le cose ma io mi chiedo, non potevano prendere due appunti e discuterne poi nel primo Consiglio dei Ministri ? o forse sono cosi ai ferri corti che non si parlano nemmeno più.
Puo essere che nel periodo della tecnologia e delle mail far lavorare un po' le poste spedendo una bella lettera possa servire. Sarei però curioso di sapere se di lettere ne hanno spedite quattro, perchè se così fosse avrebbero anche smentito il detto che il postino suona sempre due volte. Chissa che emozione per Prodi sentirlo suonare per ben quattro volte, finalmente avrà vissuto l'emozione dell'importanza del ruolo e della carica.
Ma un dubbio mi assale repentinamente, non è che sia già iniziata quella sottile e strisciante campagna elettorale che porterà i partitti dei quattro ministri a guadagnare il loro bel 0,02 per cento e tutti gli Italiani a prenderselo ancora una volta nel didietro ?
Anche Ricucci, signori ministri, diceva che tutti sono bravi a fare gli omosessuali con il culo degli altri...ma forse ho deciso che al riguardo anch'io vi scriverò una lettera...scrivere mi aiuterà a dirvi meglio quello che sento.

Una vita degna di essere vissuta

Ho letto con attenzione una storiella postata da Bayle che mi da lo spunto per alcune brevi considerazioni.
La prima considerazione appartiene anche all' autore ed è che spesso, di quello che leggiamo, riusciamo a cogliere aspetti e considerazioni diverse a secondo delle varie sensibilità o di una differente cultura. La storiella di Bayle mi ha particolarmente colpito però non per questo ma per un altro aspetto e cioè per una idea di felicità che si coglie leggendo la storia, per quella sottintesa ricerca della felicità che appartiene ai personaggi. Pare di intendere che la felicità sia in un dolce affidarsi alla vita, ad un lasciarsi vivere senza problemi, senza preoccupazioni ed in fondo senza pensieri.
E Bayle ha ragione per questo aspetto, la ragione e l'intelligenza umana sono grandi, sono sublimi ma sono anche un inferno ed una dannazione.
La vita felice non ha in se bisogno di grandi pensieri o di grandi ideali, anzi a volte questi possono rovinare un'esistenza.
Una vita piatta o mediocre riesce a dare piu tranquillità e all'apparenza anche più serenità.
Ma questa vita io la confronto con altre vite, e qui mi viene istintivo il paragone, avendo postato in altro luogo una sua poesia, con la vita condotta da Madre Teresa di Calcutta ad esempio, fatta di grandi slanci ideali, di grandi rinunce e di grandi sofferenze, ma quanta intensità e quanta grandezza vi si coglie.
Questa santa moderna che non fa miracoli spettacolari, che non parla con dio e non ha visioni suggestive dell'aldila, ti da l'immagine della grandezza a cui puo arrivare l'essere umano, ti fa cogliere i grandi valori che ti danno il vero senso delle cose e dei sentimenti, il loro vero significato.
Qui credo Bayle stia la vera felicità, non in quel dolce ma illusorio lasciarsi vivere senza ideali, senza slanci, senza pensieri e senza ambizioni che si coglie sottinteso nella tua storia, ma nel lottare con costanza ed impegno per affermare, vuoi i tuoi ideali o principi, vuoi la tua concezione del mondo, vuoi la giustizia o la libertà su questa terra.
L'una vita sarà stata forse tranquilla e serena, l'altra, questa, sarà stata costellata ed infarcita di fatica, di lavoro e di impegno, ma quanta grandezza , quanta intensità, quanta forza vi si coglie.
L'una inutile, l'altra degna di essere vissuta.

mercoledì 20 giugno 2007

Quando il saggio mostra la luna con il dito l'idiota guarda il dito

Quando il saggio mostra la luna con il dito, l'idiota guarda il dito.
Mi ricordo di questo vecchio proverbio cinese proprio ora che sto leggendo una dichiarazione, rilasciata dall'Onorevole D'Alema e battuta dall'agenzia Ansa.
La dichiarazione si riassume in due battute "aria irrespirabile e clima preoccupante"; personalmente condivido ma non concordo.
Ma poi D'Alema prosegue e la cosa diventa addirittura aberrante, minaccia che se va in crisi questo governo ci potranno solo essere le elezioni anticipate, così sono tutti avvisati.
Io però ho l'impressione che, se togliamo i 315 senatori ed i 630 deputati, non saranno molti gli italiani che verseranno copiose lacrime.
Prosegue poi con un'altra chicca asserendo che "classe politica ed economica nel mondo fanno squadra" proprio così "squadra".
Ma allora, mi dico, richiamiamo Berlusconi che fa tutto da solo, incarna tutto lui anche il pensiero di D'Alema, ma perchè abbiamo insistito così tanto per mandarlo a casa ?
Di seguito e tutto d'un fiato D'Alema dice di giudicare normale che la politica si occupi di fusioni bancarie; anche qui io la mia idea l'avrei allora, e se facessimo Consorte primo ministro non sarebbe meglio?
Ma, tralasciando le facili battute, aggiungo io che, è sì normale tutto ciò, ma solo in Italia, in altre nazioni, se non se ne sono accorti, esiste il libero mercato.
Nelle restanti parti del mondo la politica detta le regole ed il mercato determina il resto.
In Italia la politica fa spesso mercato ed il libero mercato tenta di imporre poi, con buoni risultati, le sue regole alla politica.
Ma ritorniamo al vecchio proverbio cinese e riconosciamo, noi siamo obiettivi, che le procure sono spesso dei colabrodo di notizie di ogni tipo e che tutto prima o poi finisce sui giornali.
Siamo d'accordo non è normale tutto ciò, ma non è questo il vero scandalo , non guardiamo solo il dito, quello che veramente è scandaloso e inaccettabile è che esista in Italia una tale commistione di interessi pubblici ed interessi privati e se questo accade la colpa non è dei giornalisti o della stampa o delle procure.
Non guardiamo solo il dito, perchè se D'Alema avesse parlato con Consorte solo di ferie (come D'Alema stesso aveva in precedenza dichiarato) nessuno avrebbe avuto nulla da ridire, non sarebbe finito su tutti i giornali. Il vero problema non sono le intercettazioni ma sono i contenuti delle intercettazioni che quand'anche siano penalmente irrilevanti sono moralmente inaccettabili.

martedì 19 giugno 2007

Principi e convinzioni

La vita va vissuta per essere felici, non per i principi - dice Ka - ma senza principi e convinzioni nessuno può essere felice - replica Kadife - .
Il libro è "Neve" di Pamuk e profonde verità si intravedono dietro questa apparente contraddizione, dietro questo dualismo tra felicità e principi ed ideali.
In paesi in cui la vita umana non ha alcun valore sembra spesso sciocco perderla in nome di principi ed ideali astratti quali libertà, uguglianza o fraternità.
Al contrario le società occidentali vivono spesso di principi ed ideali, a volte grandi e sublimi valori della mente e della ragione, a volte idee astratte e stili di vita, ricerca ansiosa ed affannata del piacere e della felicità della mente e del corpo.
In un paese povero invece l'uomo ha un solo grande ideale da abbraciare ed è la fede, esterna all'uomo e ad esso trascendente, a questa sacrifica tutti i suoi principi, tutti i suoi ideali e tutte le sue convinzioni, nessun altra felicità gli è data cosi come nessuna altra felicità viene cercata.
I principi e gli ideali in fondo sono solo delle civiltà opulente e ricche

lunedì 18 giugno 2007

Sono felice perchè pago le tasse.

Venerdì Luca Moretto rimandava in twitter il link di un articolo apparso su "La Repubblica" . Appena letto mi veniva istintivo considerare che certa stampa e certi giornalisti non sai come prenderli. Ti spieghi però a volte, anche se dispiaciuto per un' intera categoria, per quale motivo gli editori non volessero rinnovare il contratto; avessi pagato io non avrei sicuramente "cacciato" una lira.
Il giornalista (meglio tacere il nome vi è sempre paura di ritorsioni in questi casi) sosteneva la tesi che pagare le tasse è "appagante" e ti fa sentire bene, con più percepisci di aver fatto il tuo dovere di cittadino con più ti senti appagato e felice. Leggendo l'articolo mi rallegro e rido, penso istintivamente a come devono sentirsi infelici, tristi ed incazzati gli evasori fiscali, di colpo capisco perchè io sono sempre così allegro e mio cognato, che è industriale, è sempre così "nero".
Ho capito anche una cosa però, che da domani è meglio risparmiare i soldi del giornale e che non sempre nella vita è utile essere gentili e cortesi, rischi di esse preso per i fondelli, alcune volte un bel "ma andate a cagare" anche se brutale e poco fine ti fa sentire meglio, più appagato e felice.

sabato 16 giugno 2007

Spazzatura

Ovunque ti giri trovi spazzatura, anche qui, non solo a Napoli. Tutto diventa spazzatura, tutto si butta all'insegna che, tanto prima o poi tutto deve ritornare alla terra. In fondo anche Whitman nelle sue poesie riesce ad essere precursore del concetto.
Spesso anche le idee ed i sentimenti sono e possono diventare spazzatura.
Ma, mentre mi risulta difficile immaginare che un essere umano possa essere considerato spazzatura mi è del tutto impossibile concepire che una madre consideri un figlio come della spazzatura e lo possa buttare, ben chiuso in un sacchetto di plastica, in un cassonetto dei rifiuti.
Ma come spesso accade quello che sembra impossibile concepire diventa triste realtà e scopro così che anche gli uomini possono essere o diventare spazzatura.

venerdì 15 giugno 2007

Garibaldi vuole i mocassini nuovi.

Oggi a Iseo è giorno di mercato, scaffali, bancherelle e mercanzie in ogni luogo fanno bella mostra di sè ovunque tu guardi.
La piazza ne è piena. Dal suo monumento centrale Garibaldi si guarda attorno, la vista lago è splendida, la compagnia degli iseani piacevole, dopo tanti tempo li conosce ormai quasi tutti. Qualcuno addirittura staziona in piazza da anni, come lui. Ma ora che fà, si sta guardando attorno, sembra aver adocchiato quel mantello, si proprio quello su quella bancarella.
No, forse cerca scarpe nuove, ottimi e comodi sembrano quei mocassini neri, proprio alla moda.
Ei mi raccomando però ambulanti, lui è ancora un uomo di altri tempi, è tutto d'un pezzo, non facciamoci sempre riconoscere, non facciamo sempre queste maledette figure.
Almeno a lui, a lui che ha fatto l'Italia, non facciamo vedere come sono questi italiani, a lui almeno e solo a lui, che vi costa rilasciare lo scontrino ?.

giovedì 14 giugno 2007

Lasciateci almeno sognare

Non è proprio possibile continuare con un governo che traballa un giorno sì ed uno anche. A tutto deve esserci un limite, anche alla decenza, e tale limite è stato abbondantemente superato. Di questo governo non si riesce più a capire neanche quale sia il suo programma, e i risultati delle elezioni amministrative non potranno che peggiorare la situazione.
Da una parte Prodi che stringe la mano a Bush, dall'altra Diliberto che protesta in piazza contro Bush. Il governo decide che la TAV si farà e Pegoraro Scanio subito dice che è una iattura.
Mi assilla il dubbio che siano tutti diventati masochisti ad eccezione di Mastella e Di Pietro che invece sono sadici.
Ma davvero non si sono accorti che gli italiani non ne possono più ?
Davvero non si sono accorti che l'Italia ha bisogno di credere e sperare nel suo sviluppo economico, politico e culturale.
Se siamo governati da irresponsabili non rimane molto da fare, è inevitabile che si trovi al più presto un accordo tra destra e sinistra, tra chi ci sta, solo alcuni punti essenziali, che ne sò , la riforma elettorale, il conflitto di interessi, la riforma della giustizia , alcune liberalizzazioni, le più necessarie. Se ancora rimane un po' di dignità in qualcuno, questa è la sola strada percorribile e poi tutti a casa, togliete il disturbo.
A noi lasciate per ora i sogni e le speranze del futuro, lasciateci immaginare e sognare un'Italia in cui ci sia lavoro e sicurezza economica, un'Italia in cui i giovani possano sperare in un futuro e dove possano pensare di poter avere prima o poi una famiglia, comunque la vogliano; lasciateci sognare un'Italia in cui gli anziani possano vivere e non sopravvivere, una dove vi siano strade , autostrade e trasporti degni di un paese civile, dove la pubblica amministrazione funzioni e dove i politici sappiano governare e siano a disposizione dei cittadini, lasciateci almeno queste speranze, lasciateci i progetti e la voglia di fare.
Lasciateci almeno i sogni, anche perchè abbiamo scoperto che neanche questi coincidono con i vostri, voi al massimo sognate delle scalate dell'Unipol o dell' Antonveneta, voi per sognare avete bisogno di Consorte e di Ricucci, di Gnutti e di Tronchetti Provera, noi sogniamo da soli.

sabato 9 giugno 2007

Boicottiamo la giornata dell' orgoglio pedofilo

Ci risiamo, anche quest' anno leggo che il 23 giugno si celebrerà la "giornata dell'orgoglio pedofilo".
Resto sempre indeciso in questi casi se sia più utile divulgare la notizia o tacerla, nella sciocca convinzione che forse si tratta solo di qualche imbecille in cerca di pubblicità.
Ma non è così, quello che leggo sul blog di Massimiliano Frassi mi fa inorridire, è come un pugno nello stomaco. E allora tutti assieme riprendiamo la notizia sui nostri blog e gridiamolo, forte e chiaro, tutto il nostro disappunto e la nostra rabbia e, manifestiamo apertamente e pubblicamente la nostra contrarietà e la nostra dura condanna nei confronti di chi, sotto qualsiasi forma, approvi, giustifichi o solamente tolleri tale manifestazione.
Lo meritano e ce lo chiedono tutti i ragazzi che, in ogni parte del mondo subiscono, incolpevoli ed indifesi , ogni giorno violenze e soprusi. A tutta questa gioventù violata manifestiamo la nostra solidarietà affinchè tutto questo "non debba più accadere".

venerdì 8 giugno 2007

Il teatro della storia

Hegel paragonava la storia ad un teatro in cui alcuni personaggi erano costretti ad avere e recitare una loro parte.
Mentre le parti avute da tanti personaggi famosi del passato sono talmente evidenti da avere lasciato segni indelebili nella nostra cultura o nella nostra storia, mi chiedo con sempre maggiore frequenza, quali potranno essere i personaggi moderni che assurgeranno agli onori della storia.
Penso con un sorriso ai nostri politici italiani , ai vari Berlusconi e Prodi, Mastella e Fini, Bossi Calderoli e Buttiglione, Casini.
E' evidente che non ho risposte sensate da darmi ma sospetti e intuizioni mi fanno presagire non lasceranno impronta alcuna, voleranno via con la leggerezza di una piuma.
Su Berlusconi, Bossi e Calderoli non aggiungo più di tanto, sono convinto che loro stessi confondano la storia con il teatro, i loro interessi con gli interessi della collettività , il mondo con il cortile di casa; lasciamoli recitare la loro comparsata, tanto alla fine l'intelligenza trionfa sempre, prima o poi viene a galla, e poi gli Italiani hanno secoli di storia e di civiltà, prima o poi capiranno.
Spesso poi mi chiedo se questo era il "nuovo" a cui pensavano gli italiani con la fine della prima repubblica, perchè se cosi fosse dovrebbero chiedere di più alle loro aspettative, alla loro fantasia.
Nulla di nuovo sotto il sole da questo punto di vista ma anzi, antichi difetti e un qualunquismo sempre più provinciale ed asfittico.
Penso però anche a Dalema ed ai DS, alla loro lungimiranza politica che li ha portati a dire, dopo la caduta del muro di Berlino e dopo la caduta dell' URSS che il comunismo era morto.
Bella e grande intuizione, peccato l' abbiano avuta dopo mio figlio che allora aveva sei anni.
Ricordo Dalema Presidente del Consiglio favorire la scalata di Colannino e Gnutti a Telecom (dicono li definisse capitani coraggiosi) salvo poi farceli scoprire spregiudicati finanzieri o addirittura "faccendieri" .
Anche qui grandi furono le sue intuizioni, dio ci salvi dalle prossime.
Ora Dalema naviga, non metaforicamente nel mare della storia, ma più realisticamente sul panfilo di Troncheti Provera e anche lui passerà sicuramente alla storia come un capitano coraggioso. Solo il suo coraggio gli ha permesso di acquistare un'azienda facendola poi pagare agli azionisti, ai risparmiatori ed ai dipendenti.
Penso poi ai vari Diliberto, Bertinotti o Pegoraro Scanio e immagino la loro Italia, un'Italietta fatta di divieti, costruita sui no, no alle strade ed alle autostrade, no alla TAV, no agli inceneritori e no ai gassificatori, un'Italia sempre più arretrata e sempre più simile all' Albania di Enver Hoxha.
Di questi allora ci chiediamo quale sarà il loro peso nella storia ? quale sarà il loro copione o la loro parte. Semplicemente non avranno parte, non avranno storia, non lasceranno memoria perché non hanno copione.
Se questo è il loro spettacolo, auguriamoci finisca presto, noi non riusciremo ad applaudire per le loro interpretazione nè chiederemo alcun bis, ma potremo solo sperare che nuovi attori e nuovi personaggi calchino, al piu presto possibile, il sempre più piccolo palcoscenico della storia della nostra Italia.

martedì 5 giugno 2007

Ricordiamo Tiananmen

Nel giugno del 1989 raggiunge il suo apice la protesta studentesca cinese nata per denunciare la corruzione politica e l'instabilità economica dello stato.
La rivolta fu stroncata nel sangue, 200/300 morti secondo le autorità cinesi, 2.000/3.000 secondo le associazioni studentesche.
La protesta sembrava chiedere maggiore democrazia al governo cinese.
Ricordiamone oggi i morti, ma ricordiamo che ancora oggi in Cina gli oppositori politici del regime vengono imprigionati, torturati e brutalmente uccisi, nella totale indifferenza delle democrazie occidentali, attente, come spesso succede, più ai loro interessi economici che ai principi su cui hanno fondato e reggono la loro civiltà e la loro cultura.
Ancora oggi 1.306.313.813 cinesi vivono senza poter esprimere liberamente le loro convinzioni politiche o la loro fede religiosa.
Riportiamo anche alla memoria di questo occidente, sempre più distratto a tanta parte del mondo, la condizione di schiavitù o di esilio in cui si trova costretto il popolo tibetano, con tanta parte del loro territorio, occupato militarmente dall'esercito cinese.
A quando, mi chiedo, una grande manifestazione in loro favore?

sabato 2 giugno 2007

"Scandaloso Anno Zero "

Non credo si debba essere degli indovini per sapere che Santoro è uomo di parte, ma il dire che Santoro ha utilizzato la trasmissione "Sex crimes and the Vatican" per fare una trasmissione di parte contro la chiesa è altra cosa. Io credo personalmente che al contrario abbia fatto, nei limiti del possibile, una puntata equilibrata tra le testimonianze degli uni e quelle degli altri.
Non voglio qui entrare nel tema della puntata, non vi era bisogno del documentario della BBC per sapere che alcune cose esistono, bastava girare un po' per qualche oratorio in Italia o in quelli sparsi per il mondo.
La cosa che mi interessa qui ora, è solo vedere come tanti, dai vari Cesa a Buttiglione a Fini si sentano offesi e scandalizzati e come riescano a dire che non si dovrebbero permettere trasmissioni simili. Dovrebbero proporre una bella legge che reintroduca la censura magari nominando un qualche cardinale presidente di commissione.
Vietiamo per legge queste trasmissioni, lasciamo che certe argomenti siano trattati dalla televisione Inglese, che non fa testo ed è anche poco seguita, da noi molto meglio gli sceneggiati del tipo "il mulino del po" dice Tremonti, creano meno problemi e in assenza di quelli abbiamo sempre poi il "grande fratello" che fa tanto share.