giovedì 31 maggio 2007

E possibile che una madre uccida un figlio?

Mi chiedo come sia possibile che una madre improvvisamente impazzisca ed uccida la propria figlia.
Sembra impossibile a credere, contro natura , contro ogni logica, eppure succede.
Allora chiediamoci cosa gli sia potuto accadere, cosa possa averla indotta ad un gesto tanto improbabile quanto assurdo; scopriamo cosi che la colpa è della depressione, quella depressione a lungo covata.
E ci accorgiamo allora e forse pensiamo a quali e quante tragedie possano nascondersi in ogni casa, quali sentimenti possono celarsi in ognuno di noi.
E quanta indifferenza, indifferenza familiare, indifferenza dei vicini, indifferenza di un intero paese, ma anche di una società, in cui ognuno sembra solo impegnato a "farsi i fatti propri" , senza tempo e senza voglia di ascoltare neanche un vicino od un familiare, senza il coraggio di " sentire " quanto possano essere pesanti e a quali conseguenze giungano a volte i silenzi che possono accompagnare una vita e che spesso vengono confusi per personale riservatezza.

martedì 29 maggio 2007

Un breve saluto

Brutta giornata, ma a dire il vero, del tutto simile a tante altre. Mi alzo presto, colazione con caffelatte e cereali, come d'abitudine, e mi sento meglio pensando che in aggiunta ci sono le vitamine per la crescita, ammesso che io ne possa ancora avere bisogno.
Ho letto molto ieri sera per cui sono parecchio assonnato, sono ancora nel pallone, la scarica eccitante del caffè tarda a farsi sentire.
Il difficile è rimettersi in piedi, la testa sembra un ripostiglio, con dentro tutto alla rinfusa, i pensieri avrebbero bisogno di una shakerata, la postura eretta risulta difficoltosa ma una volta assunta regge.
Fuori piove che Dio la manda, ma è ora, devo andare. Come al solito da alcuni giorni, prima di recarmi al lavoro, passo dai miei anziani genitori per un breve saluto. Nulla di chè, nulla di eccezionale, gli chiedo semplicemente come stanno e se hanno bisogno di qualche cosa. Non serve mai nulla a onor del vero, ma vedo che serve la domanda.
A volte le cose che facciamo hanno meno meno significato delle cose che non facciamo, a volte quanto sembra sottinteso è più apprezzato dell'evidenza delle cose.

lunedì 28 maggio 2007

33° Anniversario della strage di Piazza Loggia.

8 maggio 1974 a Brescia, nella centrale piazza della loggia, scoppia una bomba nascosta in un cestino porta rifiuti mentre era in corso una manifestazione contro il terrorismo indetta dai sindacati e dal Comitato antifascista.
L'attentato, rivendicato da Ordine Nero, provoca otto morti e più di novanta feriti. L'ordigno fù fatto esplodere con un congegno elettronico a distanza.

Due istruttorie si sono susseguite negli anni: la prima porta a processo, nel 1979, diversi esponenti della destra radicale bresciana. In secondo grado, nel 1982, la sentenza di condanna viene annullata. L'assoluzione definitiva per tutti gli imputati arriva con la Cassazione nel 1985. La seconda istruttoria indica come imputati altri esponenti dell'estrema destra fra cui Mario Tuti. Anch'essi saranno prosciolti per insufficienza di prove nel 1989. Il fascicolo di una terza istruttoria è tuttora pendente presso la Procura di Brescia.
Indipendentemente dalle istruttorie si ha l'impressione che ancora una volta saremo di fronte ad una giustizia negata.

Un tranquillo week end

Aspettavo in grazia la domenica dopo aver lavorato tutta la settimana, sabato compreso per una riunione a Milano. Volevo fosse una giornata di tutto riposo e allora in mattinata, dopo aver indossato scarpe da ginnastica e tuta, di corsa in montagna.
La giornata era splendida, l'aria limpida, dopo la pioggia abbondante della notte, rendeva leggera ogni cosa, anche i pensieri.
In tali giornate si desidera solo abbandonarsi alle sensazioni ed alla loro leggerezza.
Ma proprio mentre mi stavo godendo lo splendido spettacolo delle montagne ed il chiarore del sole, riflesso nel lago in lontananza, un assordante rumore di un gruppo di motociclette mi richiamo alla realtà.
In un attimo lo spettacolo è rovinato dai gas di scarico di un centinaio di motociclette, l'idilliaca immagine dell'ambiente definitivamente distrutta.
Allora i sentimenti devono cedere il passo alla ragione per rendersi conto che nulla vi è di ragionevole nel puro e semplice spettacolo dell'uomo che per puro diletto distrugge ed inquina l'ambiente.
Solo allora ci si rende conto che l'uomo ha perso il senso della ragione e delle necessità.
Ciò che è ragionevole fare difficilmente viene fatto, ciò che si deve fare viene rinviato o disatteso. Si dovrebbe salvaguardare l'ambiente, tutti lo sanno, la ragione lo impone, ma poi una serie di comportamenti ci porta a disattendere tale necessità.
E cosi è per tutta una serie di comportamenti e allora viene istintivo chiedersi se il mondo non abbia perso la ragione, non abbia perso il senso delle cose, non abbia perso il senso delle necessità e se alla fine non rischi di perdere anche la speranza in un futuro.

giovedì 24 maggio 2007

E bravo Luca Cordero

E bravo Montezemolo era ora che qualcuno parlasse chiaro, che qualcuno dicesse che il paese reale è stanco, che il paese civile non può più sopportare una classe politica come questa.
La politica costa, la democrazia costa nessuno lo sa meglio di me che ho dedicato anni al sindacato ed alla politica, ma non è possibile che la nostra classe politica costi quanto quella inglese, francese e spagnola sommate assieme.
Ha ragione Montezemolo a ricordare quanti asili nido , quanti incentivi alle famiglie o quanti ospedali si potevano costruire con questi soldi.
Una classe politica seria deve governare un paese e non vivere di emergenze, deve farsi carico dei problemi di una nazione e governare i processi politici, economici, culturali e sociali.
Ma questa è una classe politica che non riesce a riformare neanche se stessa figuriamoci come può pensare alle riforme necessarie al paese. Ed i nuovi hanno preso i vizi degli antichi senza scoprirne alcune virtù. E ora di parlare chiaro al paese ma questi sanno parlare solo a se stessi, vogliono parlare della riforma delle pensioni portando tutti a 40 anni ma si dimenticano che loro maturano il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo. E nessuno grida alla scandalo nemmeno la sinistra, in disaccordo su tutto tranne che sui loro privilegi.
La cosa che più mi infastidisce è che sia la Confindustria a ricordare alcune cose, ma è ora che qualcuno cominci.
Non possiamo continuare a discutere di Berlusconi e Prodi è ora di cominciare a parlare seriamente di politica.

lunedì 21 maggio 2007

Il fine giustifica i mezzi?

La pigrizia è il rifiuto di fare non soltanto ciò che annoia, ma anche quella moltitudine di atti che senza essere, a rigore, noiosi, sono tutti inutili; allora la pigrizia dev’essere considerata una fra le manifestazioni piú sicure dell’intelligenza”.
Montherlant

Ho letto questo pensiero in un post e me lo sono appuntato. Mi dà lo spunto per una breve riflessione.
La pigrizia è normalmente da tutti considerata un vizio, ma se sono corrette le premesse, ed a me paiono ragionevoli e condivisibili, allora anche la pigrizia va rivalutata.
Domanda mia, non è che la pigrizia sia necessaria alla conservazione della specie uomo? Ma se cosi è, devono essere rivalutati anche altri manifestazioni umane, classificate comunemente tra i vizi. Anche queste dobbiamo considerarle necessarie alla conservazione della specie umana o allo spirito di sopravvivenza dell'uomo ?
Mi sorge il dubbio che il mentire, la vigliaccheria, la paura , la pigrizia e altri vizi, se si sono tramandati come caratteristica umana per tanti millenni, una qualche ragione d' essere l'abbiano avuta e che forse questa è che in certe situazioni aiutano la conservazione della specie.
Moralmente i vizi sono inaccettabili ma questo è un giudizio etico e come tale di origine culturale che cambia con il cambiare delle società. Ma se davvero quelli che noi consideriamo vizi sono utili alla conservazione della specie allora potrebbe essere che il fine veramente giustifica i mezzi, potrebbe essere che all'uomo è concesso di compiere anche azioni moralmente inaccettabili se queste sono funzionali e necessarie alla sua sopravvivenza.

Immigrazione e legalità

Leggo il blog di Grillo e anche se spesso lo considero qualunquista e retorico, devo però riconoscere che esiste un problema immigrazione. Lo dico anche con quel tanto di personale rammarico che obbliga un uomo di sinistra ad entrare in conflitto con le proprie idee.
Ma è ora di porsi il problema, è ora di dire si agli immigrati regolari ma con altrettanta chiarezza di dire che, chi è in Italia senza lavoro e magari solo per delinquere, non può essere accolto. Si deve ristabilire la legalità come prima atto, poi si discuterà su tutto.
Una sinistra moderna deve cominciare a porsi il problema prospettando possibili soluzioni che non siano il solito buonismo che ci porta a tollerare tutto.
Legalità ed ordine non sono nè di destra nè di sinistra, sono solo diritti riconosciuti ed essenziali in ogni società moderna.

sabato 19 maggio 2007

E le stelle stanno a guardare.

Di colpo spalanca gli occhi ed il dolore si fa insopportabile e non ricorda nemmeno cosa ci stia a fare li sdraiato nè come vi sia finito. I pensieri fanno fatica ad arrivare, si lasciano fuorviare da quel dolore diffuso ed insopportabile.
Lì attorno il buio è tale che gli verrebbe istintivo pensare al nulla se non fosse che là, in alto, vede quelle stelle che sembrano muoversi.
Ma è solo una prima impressione, poi riesce finalmente a muoversi, la testa sembra scoppiare.
Poco distante vede la sua automobile, da cui, ora ricorda, era stato sbalzato fuori e l'adrenalina di colpo lo rende cosciente.
Il ricordo si fa strada nella sua mente. Istintivamente si guarda attorno alla ricerca dei suoi amici.
Carlo ed Andrea eccoli lì poco distante, ancora nell'abitacolo della macchina, riversi, e non danno segni di vita. Cerca di chiamarli, di farsi forza e coraggio, ma nulla, si ritrova paralizzato dalla paura e dal dolore e quel grido poi che non riesce ad uscire.
Attorno nessuno a cui chiedere aiuto o soccorso, solo buio, se non fosse per quelle stelle tremolanti là in cielo.
I ricordi sembrano essere l'unica cosa viva in lui ed attorno a lui, ma costano fatica, dolore fisico e mentale, ma allo stesso lo assalgono dal profondo ed oltretutto sono intensissimi.
Poche ore prima era con gli amici in discoteca come al solito, tutto attorno a lui musica ed allegria e quel loro ritmato, dirompente frenetico ballo, a cui a cui rischi di sentirti inadeguato se non fai ricorso ad alcool e droga.
Musica, alcool e droga, e di seguito droga, alcool e musica, e ti senti Dio, ti senti di colpo liberato delle tue angosce, delle tue paure .
L'allegria, la forza, la vita stessa ti sembrano penetrare nel corpo attraverso ogni centimetro della tua pelle. Non sei mai stato cosi sensibile alle sensazioni esterne, gli odori, i sapori ed i rumori sono intensi al pari di quelle visioni che sembrano farti vivere la leggerezza di un sogno. Ti pare di volare.
Poi il rientro e la corsa frenetica, accompagnati inizialmente dal riso e dall'allegria, ma che cedono di colpo a quella strana sensazione di fatica fisica e mentale, di noia, di apatia e di depressione, cosi diffuse da annientarti.
Poi la stanchezza ed il sonno e quella macchina sempre più veloce e ancora quella stana sensazione di volare, ma questa volta vera e reale.
Un'improvviso colpo di sonno e la macchina sbanda e si rovescia in un ritmo frenetico.
La paura, il terrore, le urla e poi il nulla.
Ora tutto è chiaro. Istintivamente cerca di alzarsi, di muoversi, ma gli è impossibile e poi di colpo riesce a percepire ed a capire.
Il sangue è dappertutto. Solo allora si rende conto e ricorda, pensa a sua madre ed ai suoi cari come se istintivamente volesse chiedere il loro aiuto.
I ricordi gli danno tristezza e le lacrime gli offuscano gli occhi e rendono ancora più palpitanti e vive quelle stelle e quel cielo sopra di lui.
Ha amato la vita sopra ogni cosa ora se ne rende conto. L'ha amata talmente da volerla vivere sempre sopra le righe, sempre intensa, sempre "al massimo", sempre oltre misura.
Ne ha voluto assaporare ogni attimo ed ora di colpo sembra sfuggirgli, lasciarlo piano piano.
I ricordi lo sovrastano , e con essi i sentimenti e le emozioni, ma lo sovrasta anche quel dolore tremendo e non resiste più nè agli uni nè all'altro.
E piange, piange di paura, piange di dolore. Vede scorrere tutta la sua vita e vede in alto, flebili tra le sue lacrime quelle stelle dai contorni indefiniti che sembrano accendersi e spegnersi. Poi una luce intensa ed una pace profonda e poi il nulla e quelle stelle immobili là in alto che stanno a guardare.

venerdì 18 maggio 2007

I pod

"Ma spiegami per quale motivo ti senti l'IPOD dalla mattina alla sera - dammi qualche ragionevole spiegazione ?". Fatta cosi la domanda potrebbe sembrare anche banale ma nasconde varie insidie. Rischia di farti cadere la risposta.
Il primo pensiero che ti frulla in testa è il risvegliato interesse sulla tua persona e allora ti dici che le novità aiutano, ma poi guardando in faccia il tuo interlocutore cadono tutte le tue illusioni e concludi che forse era meglio la sua indifferenza.
Sicuramente non posso rispondere semplicemente "perchè mi piace"; anche se è vero mi renderebbe banale , non sarebbe esaustivo, non avrebbe l'originalità che spesso mi si richiede.
Allora la prima risposta potrebbe essere che mi mette allegria, che mi dà il ritmo giusto, non solo interiormente ma che dà proprio anche il ritmo al mio passo quando cammino e non è poca cosa, mi rende più dinoccolato, giovanile e prestante.
Ma anche se vera potrebbe sembrare una cazzata di quelle che ogni tanto mi vengono così spontanee.
Gli dico che forse lo faccio perchè mi piace stare solo con me stesso e con i miei pensieri e che la musica mi da serenità, ma secca arriva la domanda "ma pensa a quando non l'avevi, non vivevi lo stesso ? eppure anche all'ora eri sereno no ?. Domande che ad una prima impressione possono anche sembrare intelligenti ma se uno poi ci riflette non sono altro che una più idiota dell'altra, stronzate enormi a cui uno può anche rispondere "ma pensa allora se non avevo l'udito, se non avevo le orecchie o le gambe" e mi fermo perchè poi qui non posso dire "ed ero felice lo stesso ?" altrimenti sarei più idiota del mio interlocutore.
E allora mi balza alla mente, come un flash, una risposta, cosi scontata e cosi semplice. Come spesso succede la verità è semplice ed è sempre lì a portata di mano e davanti agli occhi di tutti . E allora scopri che ascolti musica tutto il giorno oltre che perchè ti piace anche per non ascoltare tutte le cazzate dei tuoi interlocutori, per non sentire altre domande idiote come questa, in fondo le persone che veramente sanno interessarti sono così poche.
Ma non glielo puoi dire si rischia di essere scortesi, maleducati, e allora ? allora avanti con l'Ipod e avanti con la musica e chi se ne frega se lasci inalterate tutte le perplessita o se ne aggiungi alcuna in più nel tuo interlocutore, che pur non avendo provato quanto sia piacevole continuerà a nutrire dubbi sulla tua sanità mentale.
Ma poi, faccio io a voce bassa una domanda "ma ognuno non può farsi i cazzi suoi e vivremmo più contenti tutti? " Ma qui rimango io senza risposte.

mercoledì 16 maggio 2007

Tagliando

- Ei Giovanni hai sentito che Mastella ha chiesto una verifica di Governo, un tagliando - dice - per il primo anno-
- Speriamo cambino almeno una ruota, in queste condizioni non si riesce più a viaggiare.-

I Leghisti sono sbarcati a Lampedusa

- Ei Giovanni hai sentito che a Lampedusa sono finalmete sbarcati i Leghisti?-
- Speriamo non li facciano uscire dai centri di prima accoglienza.-

Inferno e Paradiso

Non esiste un nell'aldila l' Inferno cosi come non esiste il Paradiso e i santi sono diventati oramai uomini comuni che non fanno più miracoli, che non resuscitano più i morti e che non predicano più di un mondo migliore in cui nessuno sembra credere.
Il paradiso e l'inferno sono qui , sono attorno a noi, nessuno si immagina più un paradiso diverso da quello che si vede attorno.
La sua negazione e la sua mancanza sono l'inferno.
Provate a chiedere, là nelle desolate terre africane, in Etiopia come in Senegal, nel Ciad come in Mauritania se esiste l'inferno. La risposta è univoca l'inferno non è nell' aldila non nell'altra vita ma è li attorno a loro, lo provano, lo vedono, lo vivono ogni giorno.
Chiedetelo ad un Talebano come può essere l'inferno e scoprirete che lo immagina caldo e rovente come i deserti dell'Afghanistan in cui vive, chiedetelo ad un fedayn della Cisgiordania così come ad un abitante delle favelas, chiedetelo a chi è senza speranza in questa vita e non può che augurarsi una vita migliore, non può che cercarla e rincorrerla.
Capiremo allora il diverso valore che ognuno di noi da alla vita, il valore e l'importanza che essa assume in occidente in contrapposizione a quello di cui gode nel terzo mondo o nell'islam.
Al mondo occidentale Dio ha promesso ed ha dato una vita migliore, non meravigliamoci se altri chiedono il mantenimento delle promesse fatte dal loro Dio o dai loro Dei, in fin dei conti non chiedono niente altro che quello che a noi è stato concesso.
I primi cristiani davano la loro vita, si facevano martiri nella speranza di un mondo in cui gli schiavi erano redenti, in cui il ricco era uguale al povero e in cui tutti erano uguali di fronte a Dio.
In tutto il mondo allora conosciuto dell'impero romano si spalancavano le porte di una vita più giusta, di una vita migliore qui in terra e di un paradiso di eterna felicità dopo la morte.
Non si tratta qui ora di capire comportamenti violenti ed azioni terroristiche adottati spesso, nel mondo arabo e nell'islam, in nome della religione, trasformata da strumento di felicità terrena ed eterna in male assoluto, in negazione quasi della vita e dei suoi fondamentali valori, no, non è questo.
Ma noi occidentali, laici o religiosi, credenti od agnostici, rendiamoci finalmente conto che, o sapremo dare una speranza di vita migliore anche al terzo mondo ed all'islam o alla fine non resisteremo ai loro assalti, non potremo continuare a vivere eternamente felici nei nostri paradisi.
Dio forse è morto, ma vivono sempre in ogni uomo quegli insegnamenti di uguaglianza e di fratellanza, cosi radicati nei miseri e negli oppressi di tutto il mondo, e se è Paradiso allora, alla fine dovrà essere il Paradiso di ogni uomo, il paradiso in cui tutti possono sperare senza distinzioni di razza e di fede religiosa, in caso contrario questa terra rischierà di essere l'inferno, ma l'inferno di tutti.

martedì 15 maggio 2007

Uguali diritti


Affermazioni del tipo " Non potremo mai permettere che le coppie di fatto abbiano gli stessi diritti delle coppie legali " non hanno bisogno di commenti, si commentano da solo.
Io preferisco ricordare che "Gli uomini nascono e vivono liberi e uguali nei diritti ".
È il Primo Articolo de "La dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino" .
L'Assemblea Nazionale Francese l'approva il 26 agosto 1789, dopo aver approvato qualche settimana prima, l'abolizione di tutti i diritti feudali, dei privilegi assegnati al clero e alla nobiltà. È la fine dell'antico regime. È il tempo, dice Tocqueville, del giovanile entusiasmo, della fierezza, delle passioni generose e sincere. Si chiude un'epoca. E quei principi del 1789 "restano una fondamentale linea di confine nella storia degli uomini, un punto di riferimento obbligato per gli amici e i nemici della libertà" ha detto Norberto Bobbio. E quei princìpi tornano alla mente non solo quando si vogliono proteggere i diritti, ma quando li si vuole estendere ed allargare.
Era il 1789, sono gli anni della rivoluzione francese ma in Italia siamo ancora ora in pieno Medio Evo.

lunedì 14 maggio 2007

Marco Travaglio

Ho deciso di riportare integralmente, condividendola, la lettera di Marco Travaglio al cardinale Ruini.

"Eminenza reverendissima cardinale Camillo Ruini,
mi rivolgo a lei anche se la so da poco in pensione, anziché al suo successore card. Bagnasco, perché lei è un po’ l’Andreotti del Vaticano: ha accompagnato la vita politica e religiosa del nostro paese per molti decenni.Come lei ben sa, non c’è paese d’Europa che abbia avuto tanti capi del governo
cattolici come l’Italia. Su 60 governi in 60 anni, 51 avevano come premier un cattolico e solo 9 un laico: 2 volte Spadolini, 2 Craxi, 2 Amato, 2 D’Alema, 1 Ciampi, che peraltro si dichiara cattolico. In 60 anni l’Italia è stata governata per 52 anni da un cattolico e per 8 da un laico.
Se la DC e i suoi numerosi eredi avessero fatto per la famiglia tutto ciò che avevano promesso, oggi le famiglie italiane dormirebbero tra due guanciali. Sa invece qual è il risultato? Che l’Italia investe nella spesa sociale il 26,4% del Pil, 5 punti in meno che nel resto d’Europa a 15,
quella infestata di massoni, mangiapreti, satanisti e - per dirla con Tremaglia - culattoni. Se poi andiamo a vedere quanti fondi vanno alle famiglie e all’infanzia nei paesi che non hanno avuto la fortuna di avere in casa Dc e Vaticano, scopriamo altri dati interessanti. L’Italia è penultima in Europa col 3,8% della spesa sociale alle famiglie, contro il 7,7% dell’Europa, il 10,2% della Germania, il 14,3% dell’Irlanda. Noi diamo alla famiglia l’1,1% del Pil: meno della metà della media europea (2,4). Sarà un caso, ma noi siamo in coda in Europa per tasso di natalità: la Francia ha il record con 2 figli per donna, la media europea è 1,5, quella italiana 1,3. E il resto d’Europa ha i Pacs, noi no: pare che riconoscere i diritti alle coppie di fatto non impedisca le politiche per la famiglia, anzi. Lei che ne dice?
Lei sa, poi, che per sposarsi e fare figli, una coppia ha bisogno di un lavoro stabile. Sa quanto spendiamo per aiutare i disoccupati? Il 2% della spesa sociale, ultimi in Europa. La media Ue è il 6%. La Spagna del terribile Zapatero spende il 12,5. I disoccupati che ricevono un sussidio in Italia sono il 17%, contro il 71 della Francia, l’80 della Germania, l’84 dell’Austria, il 92 del
Belgio, il 93 dell’Irlanda, il 95 dell’Olanda, il 100% del Regno Unito. E per i giovani è ancora peggio: sotto 25 anni, da noi, riceve il sussidio solo lo 0,65%; in Francia il 43, in Belgio il 51, in Danimarca il 53, nel Regno Unito il 57. Poi c’è la casa. Anche lì siamo penultimi: solo lo 0,06% della spesa sociale
va in politiche abitative (la media Ue è il 2%, il Regno Unito è al 5,5). Se in Italia i figli stanno meglio che nel resto del mondo, anche perché sono pochissimi, per i servizi alle madri siamo solo al 19° posto.
Forse, Eminenza, visto il rendimento dei politici cattolici o sedicentitali, avete sempre puntato sui cavalli sbagliati. O forse, se aveste dedicato un decimo delle energie spese per combattere i Dico e i gay a raccomandare qualche misura concreta per la famiglia, non saremmo i fanalini di coda dell’Europa: perché i nostri politici le promesse fatte agli elettori non le mantengono, ma quelle a voi le mantengono eccome. Sono proprio sacre.
Ora speriamo che il Family Day faccia il miracolo. A questo proposito, vorrei mettere una buona parola per evitare inutili imbarazzi. Come lei sa, hanno aderito all’iniziativa moltissimi politici così affezionati alla famiglia da averne due o tre a testa. Come Berlusconi, che ha avuto due
mogli, senza contare le giovani e avvenenti attiviste di Forza Italia con cui prepara il Family Day nel parco di villa Certosa. Le cito qualche altro esempio da un bell’articolo di Barbara Romano su Libero (di certo non ungiornale "comunista"). Vediamo la Lega, che fa fuoco e fiamme per la sacra famiglia. Bossi 2 mogli. Calderoli 2 mogli (la seconda sposata con rito celtico) e una compagna. Castelli, una moglie in chiesa e l’altra davanti al druido. Poi c’è l’Udc, l’Unione democratico cristiana, dunque piena di separati divorziati. Divorziato Casini, che ha avuto due figlie dalla prima moglie e
ora vive con Azzurra. Divorziati l’ex segretario Follini e il vicecapogruppo Giuseppe Drago, mentre la vicesegretaria Erminia Mazzoni sta con un divorziato.
D’Onofrio ha avuto l’annullamento dalla Sacra Rota. Anche An è ferocissima contro i Dico. Fini ha sposato una divorziata. L’on. Enzo Raisi ha detto:“Io vivo un pacs”. Altro “pacs” inconfessato è quello tra Alessio Butti e la sua compagna Giovanna. Poi i due capigruppo: alla Camera, Ignazio La Russa, avvocato divorzista e divorziato, convive; al Senato, Altero Matteoli, è divorziato e risposato con l’ex assistente. Adolfo Urso è separato. L’unico big in regola è Alemanno:si era separato dalla moglie Isabella Rauti, ma poi son tornati insieme. Divorziati gli ex ministri Baldassarri (risposato) e Martinat
(convivente). La Santanchè ha avuto le prime nozze annullate dalla Sacra Rota, poi ha convissuto a lungo. E Forza Italia? A parte il focoso Cavaliere, sono divorziati il capogruppo alla Camera Elio Vito e il vicecapogruppo Antonio Leone. L’altro vice, Paolo Romani, è già al secondo matrimonio: «e non è finita qui», minaccia. Gaetano Pecorella ha alle spalle una moglie e “diverse convivenze”. Divorziati anche Previti, Adornato, Vegas, Boniver. Libero cita tra gli irregolari persino Elisabetta Gardini, grande amica di Luxuria, che ha un figlio e (dice Libero) convive con un regista. Frattini, separato e convivente, è in pieno Pacs. Risposàti pure Malan, D’Alì e Gabriella Carlucci, mentre la Prestigiacomo ha sposato un divorziato. E al Family day ci sarà pure la Moratti col marito Gianmarco, pure lui divorziato.
Ecco, Eminenza, personalmente sono convinto che ciascuno a casa sua sia libero di fare ciò che vuole. Ma è difficile accettare l’idea che questi signori, solo perché siedono in Parlamento, abbiano dal ‘93 l’assistenza sanitaria per i conviventi more uxorio e vogliano negarla a chi sta fuori. E che lei Eminenza non abbia mai tuonato contro i Pacs parlamentari. Ora però non vorrei che qualche Onorevole Pacs disertasse il Family Day per paura di beccarsi una scomunica. Perciò mi appello a lei: se volesse concedere una speciale dispensa almeno per sabato, ne toglierebbe d’imbarazzo parecchi. Potrebbe pure autorizzarli a sfilare ciascuno con tutte le sue famiglie, magari entro e non oltre il numero di 3. Per far numero. Ne guadagnerebbe la partecipazione. Si potrebbe ribattezzare l’iniziativa Multifamily Day."

Marco Travaglio



La chiesa non fa politica

La chiesa non fa politica ribadisce Papa Benedetto XVI ma dà solo linee guida. Di seguito si pronuncia sul capitalismo , sul liberalismo e sul comunismo; tutti hanno fallito. Non è che per caso si stia tentando di organizzare in grande stile e con una grande manifestazione a Roma il ritorno al potere temporale dei Papi?
Berlusconi, Casini, Bossi e Fini avrebbero risolto in partenza ogni problema sulla leadership del nuovo partito.

domenica 13 maggio 2007

L'obbedienza non è una virtù

Oggi i ragazzi di Iseo hanno ricevuto le prime comunioni. No non è questa la cosa importante o perlomeno non è la cosa che più mi ha colpito. Quello che veramente mi ha impressionato è stata la retorica della predica sacerdotale. Cose sante forse, cose spesso scontate, ma alcune, passate per lo più inosservate, anche pericolose. Si ne sono proprio convinto anche pericolose. Resto sempre pensieroso e mi preoccupo quando sento dire a tanti ragazzini che la cosa migliore e più importante che possono fare nella loro vita e quella di obbedire, si proprio cosi obbedire punto e basta, a tutto e a tutti.
Ubbidire ai genitori, ubbidire alla chiesa, al vescovo, al papa,un piccolo esercito di soldati senza testa che deve solo ubbidire ad altri; senza idee, senza convinzioni, senza un proprio sentire e senza chiedersi mai perchè.
E' vero il pensare costa ed è faticoso e crea dubbi ed incertezze, costa la ragione e costano le idee, e a volte affermarle può costare ancora più caro. Ma il mondo è riuscito a progredire proprio perchè ha avuto spesso gente che invece di obbedire ha affermato le proprie idee. Tutti i nostri diritti civili sono nati e sono stati conquistati grazie alla disobbedienza.
Ricordiamo don Lorenzo Milani e l'esperienza della scuola di Barbiana e, contemporaneamente, insegnamo e ricordiamo spesso ai nostri figli che "l'obbedienza non è una virtu".

Cose perse

Be oggi è festa e le intenzioni sono buone, finalmente una giornata da dedicare a me stesso , agli altri o alle cose che amo fare? Mi risultano spesso difficile le scelte. Passo mentalmente in rapida rassegna tutto. A dire il vero dovrei cercare di sistemare il giardino. Pensandoci bene però non sembra così urgente. Potrei dedicare forse la giornata ad ascoltare musica ed a quel libro che ancora non ho finito; l'idea mi attrae, ma la giornata è talmente spendida che sembrerebbe un peccato mortale rinchiudersi tra quattro mura. Rinviamo quindi il programma a lunedì sera quando le previsioni del tempo promettono pioggia. Oggi forse potrebbe essere l'ideale per una passeggiata con gli amici, credo comunque già di sapere che finirebbe, per innata pigrizia, al solito bar e davanti al solito caffè. Non che gli amici non siamo importanti ma oggi proprio non mi va. Finalmente arriva la decisione; ecco oggi è proprio la giornata ideale per una corsa, da solo ed in montagna. Tuta , scarpe e via. Solo un pensiero, rivolto a tutte le cose che potevo fare e che non ho fatto, rinviandole a tempi migliori. Cose perse e forse destinate ad altri giorni, giorni diversi. Un caso, un semplice capriccio, una decisione improvvisa, molte delle nostre scelte avvengono così. Quante occasioni perse e quante cose perse, quanti affetti ed amicizie , quante persone incontrate e lasciate per semplice caso. Un solo rammarico, l'impossibilità di riprendere quello che è perso, che è svanito o che semplicemente è irrepetibile. Il libro lo leggerò la prossima settimana, il giardino sicuramente lo sistemerò domani ma gli affetti e le persone a volte non ritornano più, se ne sono semplicemente andate e spesso erano anche le migliori.

sabato 12 maggio 2007

Lasciamoli sfilare

Che sfilino pure, tutti assieme, e siano contenti di farlo. Avrei preferito che si potesse, tutti assieme, sfilare a difesa della famiglia, ma così non hanno voluto. E allora contiamoci e dividiamoci. Io sono idealmente a piazza Navona con "Orgoglio Laico" che sfila a difesa di tutte le famiglie, comunque costituite.
Loro al contrario non sfilano per qualche cosa, sfilano contro qualche cosa, contro le famiglie di fatto, contro i dico, contro gli omosessuali, contro un mondo che non capiscono.
Eccoli lì i nuovi guelfi, chiamati dal loro Papa e dai loro vescovi per difendere le mura del loro castello nel quale pretendono di imprigionare tutta la società. Non capiscono che la ragione è da tutt' altra parte, che nessuno pretende di imporre loro alcunché ma che uno stato laico e moderno vive di diritti universalmente accettati e riconosciuti a tutti, minoranze incluse.

Ricordo

Ricordo ancora quell'uomo e quegli occhi.
Lo ricordo su quel letto mentre mi fissava con quei grandi occhi spenti; quel letto che era stato il suo calvario ed il suo sudario. E ricordo ancora che il mio sguardo istintivamente si distoglieva da lui, cercava di liberarsi della sua presenza.
E lì ho capito. Solo guardando quel viso ho capito che la morte inizia dagli occhi, quando in essi si spegne ogni luce, quando vi muore qualsiasi desiderio, quando si prosciuga ogni speranza di vita.

Uomo

Come un masso all'addiaccio io sto sulla terra, ma penetro il cielo.

venerdì 11 maggio 2007

Ma quale famiglia ?

Vorrei sfilare idealmente con tutte le famiglie, comunque costituite, siano esse regolari, irregolari, tradizionali o diverse. Non esiste un solo modello di famiglia ma diverse famiglie e tutte legittimate al nostro rispetto.
I sostenitori del Family Day tentano di veicolare un modello standardizzato di famiglia naturale che oramai risulta superato dalla realta e dal vissuto quotidiano.
All'interno della famiglia compaiano nuove moralità, nuove sfide, si combattono su queste nuove battaglie di emancipazione, si vanno delineando e definendo nuove forme di amore e di vita comune. Quello che conta realmente in ogni famiglia è la qualità delle relazioni affettive ed un identico bisogno di diritti.

carpe diem

Cogli l'attimo. E allora cominciamo , è una promessa di ieri quella di cominciare un blog ; come sarà ancora non lo so. Sicuramente forse non correrà il rischio di essere troppo intelligente o interessante, diamo per scontato che le cose che si leggono meglio sono spesso le più sciocche e banali, le più leggere, le più divertenti, ma non precludiamoci la speranza di poter essere, con il tempo e l'esperienza, anche in parte interessanti.