sabato 11 ottobre 2008

Berlusconi sapeva dei brogli elettorali perche è un veggente

Ricordate quando Berlusconi parlava di brogli elettorali ?
Sbraitava ai quattro venti che aveva prove certe di brogli elettorali. Nessuno allora gli credeva ma evidentemente, come ora si dimostra, non parlava a vanvera, lo faceva con cognizione di causa.
E' di questi giorni infatti la notizia di quattro arresti a Palermo per brogli elettorali, commessi in occasione delle scorse elezioni amministrative palermitane del maggio 2007.
La lista di cui facevano parte gli arrestati sosteneva il candidato sindaco del centrodestra Diego Cammarata poi eletto con il 53.5% dei voti.
Purtroppo per il Cavaliere, come si può ben vedere, gli arrestati non sono nè comunisti, nè del centrosinistra; per sfortuna sua sono tutti legati, bene o male, alla sua formazione politica "Azzurri per Palermo".
Se da una parte ci rifiutiamo di credere che il Presidente del Consiglio goda del dono della premonizione o del vaticinio, ci turba non poco il pensare ad un vecchio proverbio Italiano che afferma che "la prima gallina che canta nel pollaio di solito ha già fatto l'uovo".

giovedì 9 ottobre 2008

Ora il Cavaliere dice che chi ha sbagliato deve pagare ma a me sorge il dubbio che pagheremo noi e che cadremo semplicemente dalla padella nelle brace

Se ancora non ce ne siamo accorti il mondo attorno a noi sta crollando, nulla sarà più come prima. Quella che stiamo attraversando è una crisi epocale, la peggiore dopo quella del 29'; solo gli idioti non se sono ancora accorti.
E' una crisi che cambierà le abitudini di molta gente, i loro stili di vita, probabilmente cambierà anche molte convinzioni.
Ancora forse non abbiamo toccato il fondo, quello che ne potrà seguire non è ancora chiaro del tutto.
Resta legittima una domanda, ma questa crisi era proprio così imprevedibile o ce la dovevamo aspettare ?
Propendo per la seconda ipotesi, la crisi era attesa da anni, già da tempo si avvertivano gli scricchiolii.
Ma allora se tutto poteva essere previsto, esistono anche dei colpevoli, gente che dovendo agire non ha agito, dovendo vigilare non ha vigilato.
In America dicono che l'FBI stia organizzando arresti a raffica nell'ambiente dei grandi banchieri, da noi, purtroppo e di solito, non paga mai nessuno.
In Italia si continua a dire che le nostre banche sono solide, mi chiedo , fino a quando ? Possibile che questa volta si riesca a scamparla ?
Lo spero e me lo auguro, ma non sono tranquillo fino in fondo; si parla ad esempio di una "buon investimento" delle nostre Poste Italiane in titoli Lehman.
Però questa volta credo sia giunto finalmente il momento tanto atteso ora credo che questa volta, davvero, chi ha sbagliato debba pagare, visto che nel frattempo loro in genere si sono fatti pagare profumatamente.
Dicono che ieri il Cavaliere abbia affermato che «La situazione è seria e, in questi momenti , sembra essere fondamentale dare un segnale di fiducia alla gente. Lo Stato deve garantire i risparmi dei cittadini. Dobbiamo garantire che nel nostro paese nessuna banca fallirà perchè lo Stato è pronto ad intervenire. Ma proprio per trasmettere fiducia chi ha sbagliato deve assumersi le sue responsabilità».
Aggiunge Tremonti che lo Stato se costretto ad intervenire non darà soldi a chi ha sbagliato. Bene, tuti noi ci auguriamo che questa sia davvero la volta buona e che questa crisi serva almeno a far pulizia di una vecchia classe dirigente che, come una piovra, ha stretto in un abbraccio mortale di interessi e di affari, più o meno leciti, questo paese; lo ha ingessato, paralizzato, rovinato.
Se ora si avrà il coraggio di andare fino in fondo e di fare "piazza pulita", se davvero ora chi ha sbagliato sarà chiamato a risponderne, questa volta saremo tutti d'accordo, questa volta davvero vi sarà unità nazionale sulla questione.
Non vorrei però che anche questa crisi possa servire ad interessi politici di parte, tanto per liberarsi con un colpo di spugna solamente di "alcuni banchieri", magari solo quelli "ostili", quelli vicini al centro-sinistra, tanto per farne i nomi, di Unicredit, di Banca Intesa, di Monte dei Paschi di Siena, di Unione Banche Italiane.
Non ci tranquillizza però in questo senso, proprio quello che il Governo ha fatto, e proprio in questi giorni, sul caso Alitalia, sembra proprio per salvare banchieri "amici del centrodestra", come Geronzi.
Non vorremmo che anche questa volta, e anche in questa drammatica situazione, si decidesse di seguire la vecchia strada, quella che ha visto questo centrodestra ed il Cavaliere, nei momenti di difficoltà, pronti a proporre e votare "leggi ad personam", pur di salvare sè stessi o qualche amico, o i "soliti noti" , dai rigori della legge e dalle incerte sentenze dei tribunali.
Vede Cavaliere, forse saremo anche maliziosi, ma sono l'esperienza e la storia recente che ci hanno resi tali.
Non vorremmo perciò, anche in questa occasione, vederci liberati di qualche "furbetto" Vostro nemico, solo per ritrovarci poco dopo attorniati da "furbetti" molto più protetti e consenzienti perchè Vostri amici, la cosa non passerebbe in silenzio, nè passerebbe inosservata.
Purtroppo per noi in questo caso la crisi non sarebbe servita proprio a nulla, l'avremmo solo pagata due volte, la prima con i nostri capitali e con il nostro lavoro, la seconda cadendo semplicemente dalla padella nelle brace.

mercoledì 8 ottobre 2008

Spacciare bugie e spacciare marijuna non è molto diverso, entrambe le cose servono ad annebbiare la mente.

A volte la semplicità dei fatti non sempre riesce a soddisfare tutti, per qualcuno non basta l'evidenza, nè la probabilità e neppure l'evidenza.
Eccoli allora i giornalisti della dietrologia, sempre pronti a negare, sempre pronti a scavare, non nella notizia o nella realtà ma nella intenzioni, vere o false poco importa, purchè siano funzionali ai loro interessi.
Scrive infatti Roberto Arditti su il Tempo, a proposito della veridicità del racconto di Emmanuel Bonsu, il giovane ghanese pestato a Parma, che quei giornalisti che come Maltese hanno creduto probabile la notizia e criticato così il comportamento della polizia, non hanno fatto niente altro che "sentenziare senza sapere, giudicare senza voler conoscere, mettere la loro abile penna al servizio di una verità «politica» che si vuole sostenere, del tutto indifferente dal controllare quanto essa sia lontana da una accettabile verità dei fatti".
Continua Arditti che "il problema della sinistra italiana è tutto qui, nella sua separatezza «salottiera» dalla vita dei cittadini, nel suo aderire per riflesso automatico alla demenziale idea secondo la quale un governo di destra (nazionale e locale, poiché Parma è la principale città emiliana non «rossa») è per definizione razzista e fomentatore di violenza".
Mi fermo qui, anche se Arditti prosegue oltre, l'articolo non merita altro.
Mi fermo qui anche perchè quanto scritto basta e avanza a rappresentare un cattivo giornalismo, quello dei pregiudizi, delle convinzioni personali sui fatti, quello della deformazione della realtà. Credo basti per ora, in attesa dell'inchiesta ufficiale, sapere che le deposizioni di alcune donne, testimoni dei fatti e che tra l'altro hanno l'indubbio vantaggio di essere bianche, hanno avvalorato la tesi del pestaggio del povero ragazzo nero; fatto assodato quindi, per ora, anche se per qualcuno sembrava essere inverosimile.
A volte a tanti giornalisti andrebbe consigliato il silenzio anche se li salva spesso la quotidianità delle notizie, che permette venga dimenticato oggi quanto si è scritto ieri.
Per tanti è una fortuna, ma a volte si rischia "l'indecenza" come quando si afferma che " se è razzista pensare che una persona di colore ha torto in quanto tale, è demenziale pensare che possa avere ragione a priori".
Il semplice fatto che normalmente le forze dell'ordine interpretino come loro naturale funzione la protezione dei cittadini,non sempre basta ad assolvere sempre i comportamenti delle forze dell'ordine.
E' demenziale pensarlo, come è demenziale pensare che il semplice fatto di avere un governo di destra debba impedire a priori e per forza ogni errore e ogni critica, anche quelle fondate.
Ancora una volta si dimostra l'insofferenza cronica di una certo pensiero di "destra" che non riesce a concepire nè la critica nè l'opposizione.
Inseguendo queste logiche, i giornalisti di destra come Arditi, provano a instillare nelle nostre menti, e a spandere tutto intorno a loro dubbi, provano a raccontarci un loro pregiudizio con l'intenzione di farlo diventare alla fine "un nostro giudizio".
Inseguendo i ragionamenti di questa stampa noi dovremmo alla fine lasciarci convincere che un "ghanese" pesto ed insanguinato si possa essere autoflagellato solo per "infangare" l'onore delle forze dell'ordine e del "Governo di centrodestra".
Viene istintivo qui concludere, facendo proprie, ora sì, alcune preconcette considerazioni che davvero in questo caso si dimostra tutta la pochezza culturale, oltrechè la disonestà intellettuale, di quella "destra" politica e culturale che pensa di governare ed operare solo e sempre gettando fango non solo sugli avversari, ma contro tutti.
"Ma in fondo, a loro, nulla importa di tutto questo", presi come sono dalla loro missione che è rimasta invariata nel tempo e negli anni ed quella di spacciare sempre e solo bugie come se fossero profonde verità, a volte negando persino l'evidenza. Non inseguono nè danno mai notizie impegnati come sono a darci i loro "giudizi", quasi sempre "pregiudizi".
In fondo, se ci pensate bene, non esiste molta differenza tra lo spacciare bugie per verità e spacciare marijuana , entrambe le cose vengono usate scientemente solo per annebbiare il cervello.


lunedì 6 ottobre 2008

Dice Tremonti che non si devono ascoltare i cretini, l'importante sarebbe averne almeno i nomi.

Tremonti, felice della fama che gli conferisce anche la paura della crisi finanziaria in atto, chiosa, compiaciuto di sè stesso "Adesso ci sono cretini che stanno dicendo che siamo come nel '29. Tutte le crisi finiscono, anche questa crisi finirà».
Bella scoperta, grande intuizione, dirà chi non sempre riesce a prendere seriamente Tremonti.
Tutte le crisi prima o poi finiscono, è scontato; così come è scontato che nulla vi è di eterno neanche la peggiore depressione.
Sarà poi vero che questa non è la crisi del 29 ma è sicuramente la peggiore dopo quella, e come quella lascerà sul campo morti e feriti.
Poi il ministro dell'Economia, chiamato in causa da D'Alema che aveva fatto notare come questi ripetesse spesso, pontificando, il concetto, non suo ma di Marx, che il "denaro non produce magicamente denaro", fa notare di non trovarvi nulla di male in questo.
Il problema - dice Tremonti — non è chi ha letto Marx, ma chi non lo ha capito e chi lo ha tradito senza neanche capire di averlo tradito".
Il dubbio che mi assale però è che oramai siano molti quelli che parlano senza aver capito nulla, nè della crisi nè della società, non solo di Marx.
Forse sarà anche vero il pensiero che solo i cretini possono paragonare l'attuale crisi a quella del 29 come dice Tremonti, ma è altrettanto vero però che per tanti anni ci sono stati moltissimi "cretini" che hanno ripetuto in tutte le salse che l'avvenire del mondo stava nel mercato, senza freni, senza controlli, senza misure.
La "politica se ne stia fuori", dicevano, "Noi daremo regole alla politica ed alla società; noi riusciremo a dare lavoro e ricchezza a tutti, lasciateci lavorare in pace senza interferire noi lavoriamo per voi".
Per anni questi "cretini", spacciandosi allora come ora per esperti, ci hanno ripetuto che il comunismo era morto e che finalmente il capitalismo, dilagante e sfrenato, avrebbe creato un mondo nuovo, dal volto umano; non più il controllo asfissiante dello Stato su tutto, ma finalmente la libertà di un mondo economico senza regole, per tutti.
Sono stati anche convincenti se riflettete bene, visto che sono riusciti a far parlare di "liberalizzazioni" (anche nei servizi essenziali) e di "libero mercato" persino i "comunisti".
Per fortuna in questo periodo nessun pontifica più, abbassano i toni e la voce i nostri Soloni, i nostri economisti non fiatano.
Trattengono appena il respiro, tacciono solo ora, e forse avrebbero dovuto farlo molto tempo fa. Tra l'altro proprio Tremonti, così ciarliero, in questi momenti in dichiarazioni ed interviste, era tra i fautori "del credito alle famiglie" sui mutui delle case, proprio quello che sta rovinando ora l'America ed è tra le cause principali dell'attuale crisi. Ammesso si riesca a scamparla sicuramente non sarà per merito di Tremonti, per fortuna abbiamo fatto l'esatto contrario di quanto lui "da grande tecnico ed esperto" proponeva negli anni scorsi.
Ora a forza di chiacchere e consigli, ascoltando ora gli uni e ora gli altri, ci hanno lasciato proprio senza bussola, senza indicazioni e verò ma anche senza scemenze. Solo a volte si percepisce ancora il raglio di qualche asino, ma in lontananza, come in questo caso.
Un risultato se non altro lo abbiamo raggiunto e che a dire il vero un poco ci disorienta, cosi abituati come eravamo alle divisioni politiche tra destra e sinistra.
Ora tutti assieme, finalmente, parlano ed operano secondo una sola logica, vadano a quel paese il libero mercato e la concorrenza, salviamo le industrie, salviamo le banche, salviamo il salvabile e proteggiamo e statalizziamo tutto ciò che è possibile statalizzare.
Gran bel risultato, dopo anni di scemenze e di libertà sfrenata di un mercato senza regole; pensiero grandioso, da veri esperti del settore che hanno dedicato una vita alla studio della materia.
A voler semplificare, da profani, il succo è tutto qui, sta nel riconoscimento implicito che per anni tutti questi Soloni non hanno capito "una mazza" di economia e di mercato, sono stati solo capaci di ripetere come tanti pappagalli, non capendo nulla della materia, i facili slogan del momento.
Hanno riempito così di parole e di idee senza senso teste sempre più vuote e bocche troppo ciarliere.
Prima "meno Stato e più mercato" e ora, dopo il si salvi chi può che sta facendo tremare il mondo, "meno mercato e più stato".
Nel frattempo "loro" si sono arricchiti in denaro e in fama immeritata; noi alla fine pagheremo per tutti, pagheremo per salvarli ora, pagheremo con i nostri soldi, pagheremo con il nostro lavoro. Così va il mondo, così va la vita.
E' giunto il momento però che questi "cretini" imparino, prima di ributtarsi nuovamente nello studio della materia e nelle dichiarazioni; è giunto il momento che capiscano, prima che sia troppo tardi, che il mercato da solo non ci porterà mai da nessuna parte, che ciò che conta veramente e sta al centro del problema non è nè il capitale, nè le macchine, nè il libero mercato; quello che conta è solo l'uomo.
Quando avranno riscoperto questo allora sì che veramente si potrà dire che la crisi è finita, ma questo avverrà solo quando si capirà che la politica deve ritornare a fare la sua parte, dando regole al mercato e che questo non riuscirà mai ad autogovernarsi, e che anche il "capitale", anche l'industria, anche il commercio devono avere regole chiare e precise, anche loro devono avere un'etica ed una morale.
Forse così avremo meno "tecnici esperti" che pontificano, meno "cretini" in circolazione, meno furbetti capaci solo di arricchirsi con i soldi degli altri, ma chissà che non si riesca ad avere forse anche un mondo migliore.

mercoledì 1 ottobre 2008

Speravo di vivere in un mondo in cui l'immaginazione fosse al potere, mi ritrovo in un mondo in cui la stupidità è al potere.

Capita sempre più spesso nella civile Italia.
E' capitato ora a Parma, che la Polizia Municipale della città massacri di botte un giovanissimo ghanese, Emmanuel Bonsu Foster. Sono questi i frutti esasperati di un concetto sempre più diffuso; la "tolleranza zero".
La storia racconta di un giovane di colore, forse scambiato dai vigili urbani per uno spacciatore, fermato all’uscita da scuola e selvaggiamente pestato, ammanettato e nuovamente picchiato anche dopo essere stato caricato sulla macchina di servizio.
Si racconta che sulla pratica del ragazzo sia stata scritta una semplice e chiarificatrice parola: "negro".
Per uno strano scherzo del destino sembra tra l'altro che Emmanuel fosse uno che, al contrario, gli spacciatori li combatteva; aveva da poco infatti cominciato a lavorare come volontario in un centro di recupero dei tossici.
A quegli agenti invece , poco importava delle idee, dei sentimenti, delle intenzioni o della vita di quel giovane; per qualcuno il semplice fatto di avere la pelle di un colore diverso dalla loro è già un segno di colpevolezza.
Patetica sembra la difesa d'ufficio della polizia, da parte dell'assessore alla sicurezza Costantino Monteverdi (Udc) , "A dimettermi non ci penso nemmeno, qui la gente ci chiede aiuto. Io non sono un poliziotto, ma i cittadini mi chiedono sicurezza e io devo rispondere".
Si è trattato secondo lui di "un'operazione esemplare per professionalità, risultato e correttezza, la polizia municipale ha dimostrato ancora una volta di essere all'altezza dei compiti assegnati".
Non si è messa tanta enfasi nemmeno nella comunicazione degli arresti di Al Capone.
A Parma i più sprovveduti sono stati costretti a dichiarare che alla fine forse si è trattato di un "madornale errore".
Sarà forse anche vero che alla fine tutto si risolverà nel riconoscere pubblicamente un "semplice banale errore", ma non è né possibile nè pensabile che gli errori in quella città capitino con tanta frequenza e costanza.
Parma è infatti la stessa città dove appena qualche settimana fa era stata picchiata e rinchiusa in un cella come un animale una prostituta africana.
Quella foto, quell'immagine ha fatto il giro dell'Italia intera e del mondo; era l'immagine ben visibile della civiltà del nostro paese.
No non può finire così , è troppo facile, troppo semplice dire ora che sempre e solo in questi casi si tratta dell'errore dei soliti scalmanati, per altro razzisti.
Qui l'errore non è individuale, è un errore che pesa sulla coscienza di molti e che quanto meno va diviso equamente, è l'errore del razzismo, è quello dell'intolleranza diffusa, e quello della stupidità.
Ma l'errore principale è stato nel voler dare la stella di sceriffi ai nostri sindaci, che ora fanno a gara nell' inseguire le idee più stupide e balzane che mente umana riesca ad immaginare, che brillano nell'arte dell'improvvisazione, del fai da te, delle scempiaggini
Ma la colpa principale sta in quella volontà politica, così mirabilmente espressa ed incarnata dalla Lega, che ha dato vita al "decreto Maroni", trasformando così una classe politica di incapaci, privi di idee e di programmi, a ricorrere alla "spettacolarizzazione" delle leggi e dei divieti più insulsi.
Da qui in poi è nata la rincorsa all'originalità ed alla stupidità, ed il dramma è che, con più si è stupidi ed arroganti, con più si aumenta in popolarità ed in consensi in alcuni ambienti.
A Parma dice Curzio Maltese sul Corriere della Sera ,"il sindaco Pietro Vignali, una vittima della cattiva televisione, ha firmato ordinanze contro chiunque, prostitute e clienti, accattoni e fumatori (all'aperto!), ragazzi colpevoli di festeggiare per strada. Si è insomma segnalato, nel suo piccolo, nel grande sport nazionale: la caccia al povero cristo. Sarà il caso di ricordare a questi sceriffi che nella classifica dei problemi delle città italiane la sicurezza legata all'immigrazione non figura neppure nei primi dieci posti. I problemi delle metropoli italiane, confrontate al resto d'Europa, sono l'inquinamento, gli abusi edilizi, le buche nelle strade, la pessima qualità dei servizi, il conseguente e drammatico crollo di presenze turistiche ecc. ecc.
E Parma non è che un esempio, anche se è uno di quelli che dà pessimi risultati. Stiamo tranquilli per ora è toccato a Parma ed a Emmanuel, ben presto toccherà ad altri, in altre città.
Ricordo che nei miei "tempi trascorsi ", ancora fiducioso di un futuro migliore, da "giovane contestatore studentesco" sognavo ed immaginavo un mondo in cui finalmente "l'immaginazione fosse al potere"; mai avrei pensato in quegli anni che nella mia maturità mi sarebbe alla fine toccato in sorte un mondo in cui la sola "stupidità sarebbe stata - alla fine - al potere".

martedì 30 settembre 2008

E' giunto il momento di dare agli Arabi anche parte di Gerusalemme est.

Ehud Olmert ex premier israeliano deve aver deciso oramai di abbandonare definitivamente la politica attiva, dopo aver rassegnato, già dal 21 settembre, le dimissioni da premier.
Le dimissioni di Olmert si erano rese necessarie dopo che questi si era trovato coinvolto in uno scandalo per presunte mazzette, ricevute nel periodo in cui aveva ricoperto la carica di sindaco di Gerusalemme.
Ora Olmert dimostra di aver abbandonato ogni velleità politica dopo aver rilasciato, al quotidiano Yediot Ahronot, una intervista che ha infiammato e diviso l'intero Stato di Israele.
E' con estremo realismo e grande lungimiranza politica che l'ex premier dichiara che," in cambio della pace" Israele "deve essere pronto a ritirarsi dalle alture del Golan, da quasi tutta la Cisgiordania e da porzioni di Gerusalemme est".
Continua Olmert,«Quello che vi dico io adesso prima di me non l'ha mai detto alcun leader israeliano. È giunto il momento di dire esplicitamente queste cose, di metterle sul tavolo».
Piaccia o meno agli intransigenti partiti religiosi Ebraici, Olmert dimostra, con queste dichiarazioni, di avere chiarissima la situazione del paese.
Non esiste infatti possibilità di pace in Palestina senza la restituzione dei territori occupati e senza importanti concessioni territoriali che vedano coinvolta la città di Gerusalemme.
Chiunque dichiari di volere la pace tra Arabi ed Israeliani e non parte da questo basilare presupposto vuole la pace solo a parole e non nei fatti.
Spiace solo che le dichiarazioni dell'ex premier giungano tardive, ma molto meglio tardi che mai. Ora finalmente, sia pure nei contrasti inevitabili, il dibattito risulta quanto meno aperto, la scelta è tra alcuni chilometri di territorio, alcune questioni di principio e la pace e la sicurezza definitiva dei confini dello Stato Israeliano e dell'intero Medio Oriente.
Ad Israele conviene decidere in fretta, incombe su tutta la regione, e sulle decisioni, il completamento del programma nucleare e politico Iraniano, e qui purtroppo l'attesa non sarà eterna; se per quella data non sarà ancora chiusa la questione palestinese il Medio Oriente rischierà di essere davvero una polveriera, destinata prima o poi, a scoppiare drammaticamente, in una delle regioni strategicamente più importanti del pianeta.

lunedì 29 settembre 2008

Un vento gelido di "reazione" attraversa l'Europa ed è il trionfo dell'estrema destra.

Il vento della reazione soffia sull'Europa facendo crollare di colpo le aspettative politiche e sociali di intere generazioni.
Quanto è successo oggi in Austria non è altro che un ulteriore campanello di allarme di una tendenza generale, registrata oramai in buona parte del vecchio continente.
Ad elezioni avvenute, anche se la vittoria spetta ai socialdemocratici ed ai popolari, si registra la grande vittoria politica dell'estrema destra, alle elezioni per il rinnovo anticipato del Parlamento Austriaco.
Sarà anche vero che il risultato elettorale punisce i partiti di "governo" soprattutto a fronte di un riconosciuto immobilismo elettorale durato più di venti mesi.
L'elettorato sempre più desiderosa di "decisionismo" non ha perdonato le inefficienze e le incertezze dei politici di fronte delle insicurezze dei tempi moderni.
Quello che conta ora davvero sembra essere il fare, il decidere, lo sperimentare, non importa cosa, non importa come; l'importante è che questo dia come risultato la semplificazione dei problemi e la sicurezza.
Socialdemocratici e popolari per la prima volta nella storia Austriaca scendono complessivamente al di sotto del 60%; il partito liberale di estrema destra Fpoe raggiunge il 18%; il partito populista di estrema destra Bzoe l’11%.
E' stata questa una valanga di voti dati all'estrema destra che vede quasi raddoppiati i suoi consensi passando da circa il 15% all'attuale 30% complessivo. Hanno contato probabilmente anche i voti delle nuove generazioni dei sedicenni, per la prima volta al voto, e forse anche la mentalità giovanile portata "generazionalmente" al "manicheismo".
Quello che accade in Austria ora , inutile nasconderlo, è un vero terremoto politico che fa vacillare anche le fondamenta dell'intera Europa. Se l'Austria piange, infatti , l'Europa non può ridire.
A differenza del passato questa volta la vittoria dell'estrema destra sembra essere davvero l'inizio di una nuova fase politica, rappresentata dal crollo e dalla caduta delle forze politiche tradizionali, uscite dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Crollano i valori su cui si fondava la società Austriaca, crollano i miti e le illusioni che hanno animato l'ultima parte del secolo.
Dalle urne escono premiati proprio quei partiti che più si sono dimostrati anti-europeisti e anti-immigrazione.
Socialdemocratici e cristiano-popolari pagano per la presunta incapacità a governare il "nuovo", a fronte di una crisi economica in continuo peggioramento e di dati sull'immigrazione che danno il fenomeno in costante aumento.
Questo è stato l'esempio tipico di un voto elettorale non fondato sulla speranza o sui progetti, ma uscito sostanzialmete dalle angosce e dalle paure di un intero popolo.
Non è stato un caso il fatto che la campagna elettorale delle destra sia stata tutta concentrata su questi temi, sulla promessa di una politica fortemente restrittiva nei confronti degli immigrati, sull’assicurazione di garantire più sicurezza anche con una maggiore presenza di polizia sul territorio.
Gli austriaci hanno premiato questa programma e hanno creduto in questi politici rendendoli molto più forti che nel passato.
Forse non è ancora giunto per loro il momento di entrare nella stanza dei bottoni e nel futuro governo, ma questo, fino a quando sarà possibile ? E dando comunque per probabile un nuovo governo formato comunque dai vecchi, e sia pure sconfitti partiti, magari anche allargato ad altre forze come potra essere governata l'Austria senza tener conto delle indicazioni degli elettori ?
Questa ondata di estrema destra non è mai stata così forte in Austria, ma a questo destino non sembra sfuggire l'intera Europa.
Un vento gelido di reazione, di intransigenza e di intolleranza, sembra percorrere e spazzare impetuoso ogni contrada d'Europa, a questo destino purtroppo non sembra sfuggire nemmeno l'Italia, tanto che mi rimane fondato il dubbio che dovremo aspettarci tristi anni a venire, basta guardarsi attorno per coglierne i segnali.

domenica 28 settembre 2008

Non è cattiveria è solo idiozia.

" La malvagità presuppone un certo spessore morale, forza di volontà e intelligenza. L'idiota invece non si sofferma a ragionare, risponde all'istinto, come un animale nella stalla, convinto di agire in nome del bene e di avere sempre ragione, si sente orgoglioso in quanto può rompere le palle, con licenza parlando, a tutti coloro che considera diversi, per il colore della pelle, perché hanno altre opinioni, perché parlano un'altra lingua, perché non sono nati nel suo paese o, come nel caso di don Federico, perché non approva il loro modo di divertirsi.
Nel mondo c'è bisogno di più gente cattiva e di meno rimbambiti".

Carlos Ruiz Zafon "L'ombra del vento"

venerdì 26 settembre 2008

Se il lodo Alfano dovesse essere incostituzionale consiglierei al Cavaliere la strada del Referendum Popolare.

Il "Lodo Alfano (la legge entrata in vigore lo scorso luglio e che riguarda l'immunità per le quattro più alte cariche dello Stato) solleva dubbi di incostituzionalità.
Secondo il pm Fabio De Pasquale la legge è infatti costituzionalmente illegittima sotto vari aspetti, così come lo fu il cosiddetto lodo Schifani-Maccanico, sempre riguardante l'immunità per le alte cariche dello stato, dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale già nel 2004.
Nel lodo Alfano, tra le altre cose, non vi sarebbe «una definizione del concetto di alte cariche nel corpo della legge»; il riferimento è invece solo nel titolo.
Il pm Milanese chiede quindi ai giudici di mandare gli atti alla Corte costituzionale, proprio per dichiarare "nulla" la norma entrata in vigore il 26 luglio scorso.
Pare evidente al giudice che la legge contrasti anche, in maniera evidente, con la Costituzione in relazione anche all' articolo 3 riguardante "l'uguaglianza dei cittadini" di fronte alla legge.
Per ultimo il giudice ricorda che si è arrivati al lodo Alfano, non con una legge costituzionale come si poteva pensare , ma con una legge ordinaria.
Ora non resta che aspettare il responso della Corte; comunque non si può non riconoscere che i dubbi del pm sono gli stessi che furono manifestati, già in fase di votazione, da vari costituzionalisti; sono identici a quelli manifestati da tanti Italiani.
Se la Corte dovesse accogliere la richiesta, verrebbe spontaneo riconoscere che si è fatta tanta fatica proprio per nulla, che si è perso tanto tempo per ritornare al punto di partenza.
Al Premier, se dovesse andar male, vorrei consigliare la strada del "Referendum Popolare", forse così potrebbe constatare di persona quanto giudichino importante questa legge gli Italiani.

giovedì 25 settembre 2008

Non si uccide neanche un animale a sprangate.

Ora che persino il corpo di Abdoul Guiebre, detto Abba, è già partito per il Burkina Faso, il paese delle sue origini, è giunto il momento di fare un po' di chiarezza sulla sua uccisione.
Per prima cosa pare non sia assolutamente vero che Abba sia stato ucciso a seguito di un colpo accidentale, come ha sostenuto la moglie, nonchè madre, dei due arrestati.
Sul corpo del giovane infatti sono stati trovati, a seguito dell'autopsia, ben sei colpi, tra i quali uno mortale.
Per quanto attiene poi alla dinamica dell'omicidio, sembra che non siano verosimili le dichiarazione dei due indagati quando asseriscono di aver ucciso Abba a seguito della falsa convinzione di essere stati derubati dell'incasso.
Secondo il magistrato infatti i due non potevano , nelle prime fasi dell'inseguimento, non essersi accorti che il borsello contenente l'incasso fosse rimasto posato sulla cassa.
Pare poi che il delitto, secondo le dichiarazioni del pm che indaga, non sia stato commesso per motivi razziali, e che gli insulti, urlati durante il pestaggio, siano stati solo un aggravante, non il motivo scatenante.
Per ultimo sembra che gli accusati avessero precedenti penali, il padre per tentato omicidio, violenza carnale e rapina; il figlio per “rapina”; una "ragazzata", dicono, del suo periodo scolastico.
Questi sono i "poveri" Italiani che hanno ucciso un ragazzo, come non si uccide neanche un animale, a sprangate.
Quanta differenza tra il bestiale gesto e le sciocche difese dei due assassini ed il grande e dignitoso atteggiamento del padre di Abba che, senza versare una lacrima, aveva chiesto che i funerali del figlio si trasformassero in una manifestazione sulla sicurezza: «Bianchi o neri non importa - ha detto - quello che conta è che in questa città si possa vivere».
Che poi di seguito ha chiesto «allo Stato, a Berlusconi e a Bossi, di spiegare agli italiani che gli stranieri non sono delinquenti, perché qualcuno fa presto a prendersela con noi».
Che, dopo aver dichiarato di aver educato i figli secondo "sani principi", ha ringraziato «tutti gli italiani per l'affetto che ci hanno dimostrato».
Io invece vorrei ringraziare Assane Guiebre, padre di Abba, di vivere in Italia, e nel contempo vorrei scusarmi con lui, vergognandomi di essere italiano, come gli assassini di suo figlio.