venerdì 10 luglio 2009

La nascita delle Lega del Sud e l'inevitabile contrapposizione con quella del Nord rischiano di dividere il paese.

Lo scenario politico italiano in cui i partiti sembravano vivere nell'ingessatura dei rispettivi ruoli è , negli ultimi periodi in netta scomposizione, in rapido movimento.
Gli obiettivi  sembrano meglio delinearsi strada facendo, dapprima alcuni segnali, per poi affidarsi a rapidi accellerazioni. Per prima cosa il fallimento del referendum elettorale che avrebbe portato definitivamente l'Italia verso un sistema fortemente maggioritario.  Gli stessi risultati elettorali delle europee e delle amministrative hanno decretato il rinascere e il rafforzarsi dei partiti intermedi, la Lega, l'Idv, lo stesso Udc.
Nei due partiti maggiori , Pd e Pdl, con il passare del tempo, ma anche a seguito di un'attenta analisi del voto, aumentano le insofferenze e, assieme al disagio anche i distinguo.
An fatica ad integrarsi e riconoscersi compiutamente nel Pdl, non a caso Fini cerca ininterrottamente di mantenere alto il dissenso interno e le differenziazioni con il  Pdl.
Sul fronte opposto , un Pd comatoso, non riesce proprio a mantenere unite le anime interne del partito e lo scontro tra i vari e presunti leader aumenta con l'avvicinarsi del congresso.
Berlusconi si è collocato fino ad ora esattamente al centro di questo sistema politico ; è riuscito ad unificare la destra ed a mantenerla unita e nel contempo ha funzionato da collante anche della sinistra.
Esiste però in molti il dubbio che il tempo politico del Premier sia al termine e che stia per finire non solo il suo indiscusso ruolo politico ma anche la sua leadership all'interno della maggioranza.
Gli scandali che accompagnano la sua vita pare ne stiano anche accellerando la caduta.
Il sistema politico a cui ci hanno abituato gli ultimi anni sembra entrato decisamente in crisi.
I tanti analisti politici che , come Gad Ledner, l'Annunziata o lo stesso D'Alema prefigurano, a breve, la caduta del Premier danno l'impressione di aver colto decisamente nel segno.
Che cosa aspetterà l'Italia dopo Berlusconi non è ancora dato sapere, sicuramente però è utile ci si prepari al passaggio sia a destra come a sinistra.
Ma la politica , anche se scienza non esatta, non si sottrae ad alcune leggi fondamentali della fisica ad esempio a quella legge che vuole che ad ogni azione se ne contrapponga una uguale e contraria.
L'avvento del fascismo ad esempio unifico e coagulo il comunismo , le stragi periodiche in italia unirono alternativamanete la destra come la sinistra, all'estero il nazionalismo serbo si è contrapposto a quello croato.
In Italia gli indiscussi successi della Lega ed il suo inesorabile avanzare accrescono in molti le inquetudini e preparano la reazione.
Il Cavaliere fino ad ora è riuscito a mantenere coesa la maggioranza , ma An vede con sempre maggiore preoccupazione l'asse Berlusconi - Bossi - Tremonti.
L'avanzare della Lega non divide sola la maggioranza , divide anche il paese, ed è questa a mio avviso la maggiore fonte di preoccupazione.
Il governatore della Sicilia Lombardo non fa più mistero delle sue intenzioni politiche, così come il Sud sente sempre più la necessità della nascita di un partito autonomo solo per il Sud.
Quella di Lombardo è sempre più una rivincita, non interna al Pdl, ma un vero e proprio riscatto del Meridione  nei confronti di un settentrione che alza in continuazione non solo la voce ma la posta del gioco.
E' un vero e proprio partito del Sud quello che Lombardo pensa di costituire, un partito che difenda gli interessi del sud del paese e che raccolga attorno a sè personaggi scontenti sia a destra che a sinistra.
Non si tratta più ora solo di un progetto , il nuovo partito sta nascendo, negli ultimi giorni è un vero e proprio pigiare sull'accelleratore, cominciano a circolare già i primi nomi, si pensa alla Prestigiacomo, a Micchichè ma anche a Bassolino.
E' fondatissimo il dubbio di quanti pensano che il partito che ci si appresta costituire, ed il conseguente ed inevitabile scontro tra Nord e Sud , più che una felice novità rischi di diventare un' incognita, un ulteriore motivo di divisione  e di contrapposizione, un nuovo e più preoccupante segnale di crisi non solo del sistema politico in sè ma anche di tutto il paese.
La situazione politica è in evoluzione come si vede, non è detto però che sia in miglioramento.

giovedì 9 luglio 2009

Sulla stampa estera la fama personale di Berlusconi precede i risultati del G8.

La stampa estera non demorde e, nonostante l'interesse vero che dovrebbe trovare il terremoto sulle pagine dei quotidiani di tutto il mondo, continuano inesorabili gli attacchi a Berlusconi, che, ora si scopre essere il leader europeo più squalificato ed odiato.
I temi all'ordine del giorno sempre gli stessi, le prime pagine dei giornali occupati da Escort e minorenni.
Senza preoccuparsi minimamente nè delle minaccie del Premier nè dello spirito del G8 all'Aquila, i media mondiali , senza distinzione , continuano a puntare i riflettori su Silvio Berlusconi.
"Showmanship, perhaps; leadership, no". Capacità di fare spettacolo, forse; capacità di leadership, no è il titolo del New York Times, che non cambia idea nonostante gli interventi di Obama , preoccupato di salvare un G8 tentennante.
Persino Al Jazeera parla di un G8 offuscato dagli scandali.
La Cnn , pur registrando anche le smentite del cavaliere, si affida alle argomentazioni della D'Addario, e alla sua, dichiarata, piccante notte con Berlusconi, ma ricorda anche i molti dubbi, a livello internazionale, sulla capacità del premier di guidare l'Italia.
Il Guardian , incurante delle polemiche, rirprone oggi un editoriale che rilancia le perplessità sul premier italiano: "Se l'Italia vuole Berlusconi come primo ministro, dovrebbe il G8 volere l'Italia trai suoi membri?".
I leader del G8 che oggi arrivano all'Aquila possono chiedersi se sono arrivati in un paese del primo mondo o del terzo. Finché l'Italia non esigerà standard più seri dai suoi leader, forse non è il paese più giusto per ospitare un serio summit internazionale".
Il Times, altro quotidiano londinese, pubblica una vignetta in cui Berlusconi tiene in mano un simbolo del G8: solo che il numero 8 è un reggiseno tenuto in verticale, e altri indumenti intimi femminili gli escono dalle tasche della giacca.
Il titolo più offensivo è forse del settimanale francese L'Express, che mette in copertina una foto del nostro premier presentandolo così: "Berlusconi, il buffone d'Europa, è un'anomalia".
Come si vede una bella rassegna stampa, che fa onore all'Italia ed al suo Premier , che di colpo occupa la scena internazionale, indipendentemente dai risultati del G8.
Si capisce in fondo il forte imbarazzo dei grandi del mondo.
E pensare che doveva essere un vertice che si apriva con buone prospettive.

mercoledì 8 luglio 2009

Il poco Onorevole Salvini e le sue "finte" dimissioni.

Il poco Onorevole Salvini non si pente, Salvini non si scusa, Salvini non si rende nemmeno conto, per  farlo bisognerebbe avere almeno una testa con dentro anche qualche pensiero che si agiti una volta ogni tanto.
Ma Salvini evidentemente possiede i neuroni del cervello scollegati dalla terminazione della bocca, per cui può parlare a ruota libera e le cazzate possono uscire così, quasi senza nemmeno rendersene conto.
Ora Salvini , tanto per mantenere il ritmo, precisa che le polemiche sul coro anti-napoletani sono "tanta panna montata" e le sue dimissioni (dalla Camera, visto che comunque ha optato per l'Europarlamento) le aveva gia' decise. Bravo Salvini, neanche il ritegno di tacere.
Se "qualche Napoletano si è offeso" , e come potrebbe non essere, "le mie piu' sincere e sentite scuse", in fondo dice lui tutti dovrebbero riuscire a distinguere tra ruolo privato e quello pubblico.
In fondo anche Bossi è intervenuto "pubblicamente" a difenderlo e sostenerlo.
Neanche "gli" sfiora, al nostro poco onorevole, l'idea che le dichiarazioni private di un parlamentare non possono essere diverse da quelle pubbliche.
Forse non è colpa sua, ma sempre di quei famosi "neuroni". 
In fondo gli italiani non si devono preoccupare troppo di lui , delle sue affermazioni come delle sue idee, Salvini alla fine   non è nessuno nemmeno nel suo partito.
In fondo è "solo" direttore di 'Radio Padania' , è stato per cinque anni consigliere comunale a Milano, ora è parlamentare europeo e per un anno lo è stato anche italiano.
Matteo Salvini , classe '73, appassionato di Milan, dei dialetti e dei tortelli di zucca, responsabile, del gruppo giovani della Lega di Milano dal 1994 al 1997, segretario provinciale dal 1998 al 2004, e poi di nuovo dal 2006, dal 1993 siede in consiglio comunale e oggi a Palazzo Marino ricopre l'incarico di capogruppo della Lega.
Salvini , eletto con i voti di 70 mila italiani che forse la pensano come lui, che lo eleggono a loro rappresentante.
Salvini che propone vagoni separati per gli immigrati  nella metropolitana di Milano.
Dovremmo forse preoccuparci di un Salvini qualsiasi ? Sicuramente no.
Un vecchio proverbio sostiene che "la mamma degli ignoranti è sempre incinta".
Forse è giunto il momento di parlare seriamente  e ampiamente anche di aborto, e se non fosse poco cristiano di prevederlo su "scala".

G8: I preoccupanti buoni auspici di Berlusconi.

Un Berlusconi sorridente annuncia che "questo G8 si apre sotto buoni auspici". Analizziamoli.
Il presidente cinese Hu Jintao ha rinunciato a partecipare ai lavori del G8 all'Aquila e sta rientrando precipitosamente in patria, si dice per far fronte alla crisi nel Xinjiang e dirigere la repressione in atto.
Solo per inciso si ricorda che , nella regione del nordovest della Cina, già 200 persone hanno perso la vita negli ultimi scontri tra la  minoranza etnica degli uiguri e le forze dell'ordine.
Come sia possibile raggiungere accordi sul clima e sulle emissioni inquinanti nell'atmosfera oppure definire nuove regole dei mercati internazionali senza coinvolgere la Cina , la più grande economia del mondo, rimane un mistero.
Scosse di assestamento continuano a interessare il martoriato l''Abruzzo, intralciando ed ostacolando la ricostruzione per primo, e preoccupando non poco gli organizzatori del G8 oltre ai grandi della terra.   
La stampa internazionale continua negli attacchi al nostro Premier.
Il Financial Times sostiene che Berlusconi  "è una figura controversa che irrita gli alleati".
Il Daily Telegraph titola , con sottile ironia, che "Berlusconi sceglie l’ex modella Mara Carfagna come accompagnatrice del G8".
Lo spagnolo El País, per la prima volta nella sua storia, si schiera con i vescovi contro il "libertinaggio allegro e irresponsabile", mentre El Mundo si chiede addirittura se "il Cavaliere sopravviverà al vertice del G8".
Ma un affondo sostanziale, quello peggiore perchè coinvolge l'intero nostro paese, arriva dal Guardian che ipotizza l’Italia, a breve, fuori dal G8 e sostituita dalla Spagna.
Tutto questo avviene mentre il nostro Cavaliere ci parla , con ottimismo tipico, "dei buoni auspici con cui si apre questo G8".
Se queste sono le premesse aspettiamo di vedere i risultati.
E' vero che l'ottimismo rende a volte più sereno e migliore il mondo, ma quando questo impedisce di valutare la realtà delle cose e dei fatti rischia di diventare pericoloso, anche per il paese che si rappresenta.
Più realisticamente del Cavaliere , raccogliendo tutto l'"ottimismo" di cui sono capace,  mi pare si possa dire che questo G8 inizia sotto "preoccupanti buoni auspici".
  

martedì 7 luglio 2009

Canzone razzista di Salvini ; pochezza culturale e mentale di un parlamentare della Lega o mentalità diffusa ?

Colpa del vino o colpa delle cattive abitudini ? Ancora non si hanno notizie certe, qualcuno dirà sia una goliardata con un sottofondo di idiozia. Forse è un segno dei tempi, del livello culturale dei nostri rappresentanti in Parlamento o semplicemente del livello culturale dei notri elettori , visto che all fina ognuno ha i parlamentari che si merita. Siamo alla Festa di Pontida , anno 2009 dopo crsito.
Il deputato ed europarlamentare della Lega Matteo Salvini, con un bicchiere di vino in mano ed il resto nello stomaco , si intrattiene con un folto gruppo di persone. La serata è allegra, si è parlato dei successi elettorali, dei programmi realizzati e quelli ancora da realizzare , ma il clima conviviale lo fa partire con un ritornello tipico di quelle latitudini , di quei luoghi e di quelle teste : «Senti che puzza, scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani...».
Il video finisce su YouTube.
Non pare il caso di aggiungere altro , il fatto e la notizia si commentano da se.
Se fosse stato un minorenne o uno studente a comportarsi in tale maniera si sarebbe parlato di bullismo o di immaturità.
Inutile rimproverare i figli se questi sono i padri .
Inutile parlare di sottocultura se questi sono gli esempi.
Superfluo chiedere le dimissioni di chi rappresenta così bene una mentalità diffusa che troverebbe subito un nuovo rappresentante, come suo degno sostituto.
Senz'altro è sconfortante, non solo la pochezza culturale ma anche quella mentale, certamente indegna di un parlamentare della Repubblica italiana.
A fine mattinata lo stesso Salvini prova a placare la bufera con una dichiarazione all'Ansa.
La dichiarazione è forse più sconfortante della canzone stessa e non lascia adito più ad alcun dubbio.
 "Qui la politica non c’entra nulla - dice Salvini - , non c’entra nulla il razzismo, e chi si stupisce o si scandalizza vuol dire che sono almeno 30 anni che non mette piede in uno stadio..".
Qui finalmente Salvini dimostra di aver centrato il problema, di aver colto la sua vocazione, la sua essenza, certa gente può sedersi tranquillamente in uno stadio o in una osteria, ora può trovare spazio anche nelle feste della Lega, ma sicuramente si fatica e ci si rammarica di vederle simili personaggi occupare gli scranni delle aule parlamentari. E' un segno di quanto siamo caduti in basso invece di progredire.
Costa dabvvero fatica pensare che qualcuno possa chiamare Salvini "Onorevole"; di "onore" in lui se ne trova davvero poco, meno ancora nei suoi comportamenti.

lunedì 6 luglio 2009

L'insostenibile "pesantezza" di Berlusconi in vista del G8.

Proprio alla vigilia del prossimo G8 dell' Aquila , numerose testate giornalistiche Europee preannunciano la pubblicazione di nuove fotografie scattate a villa Certosa.
Naturalmente le reazioni del Cavaliere sono quelle tipiche del personaggio e che sembrano funzionare e reggere così bene in Italia.
Berlusconi parla ancora una volta di complotto, non più solo italiano, ma addirittura internazionale; accenna neanche tanto velatamente a nuove invidie ed a vecchi rancori di Murdoch.
Nemmeno rientra negli schemi logici di Belusconi che la stampa estera in fondo stia facendo solamente il proprio mestiere, incurante del vertice, incurante dei problemi del nostro premier, attenta solo a pubblicare ed a diffondere, nel momento opportuno, tutte quelle notizie che permetteranno, ai rispettivi giornali, di vendere il maggior numero di copie possibili.
E anche un cieco si accorgerebbe delle difficoltà e dei problemi del nostro Presidente del Consiglio, di quella insostenibile "pesantezza", morale ed intellettuale, che si porta dietro come uomo e come politico. Una sorta di pesantissima cappa che grava sul Cavaliere , sul G8 e sull' intero nostro paese.
A poco possono servire, sul piano internazionale, quelle minacce del Cavaliere che invece erano sembrate così utili ed opportune in Italia, e che tentavano di chiudere definitivamente la bocca all'opposizione ed alla stampa ostile
Si vedano ad esempio gli attacchi alla "sinistra" definita sempre "comunista" ed "irresposabile" , o l'esplicito invito, rivolto agli industriali , di non fornire più pubblicità a certi giornali definiti catastrofisti, oppure basterebbe guardare le nuove misure punitive, preparate e predisposte, per i giornalisti e gli editori riguardo alla pubblicazione delle "intercettazioni".
Sul fronte interno le cose sono andate un po' meglio , in soccorso del Cavaliere è sceso in campo , con tutta la sua autorevolezza proprio il Presidente delle Repubblica, che aveva invitato tutti a porre termine , almeno nel periodo del G8 ,ad ogni polemica.
Ma la tregua temporale italiana non reggerà all'estero.
Il fuoco di fila sarà numeroso e farà parecchio rumore, animerà il vertice, in maniera negativa e rischierà di far passare notti insonni e giorni tormentosi al Cavaliere.
I nodi prima o poi vengono al pettine, la leggerezza dei comportamenti rischia di diventare pesantissima, il mondo in fondo non vive della stessa provincialità o ingenuità Italiana.
E' impossibile non vedere come questo vertice rischi di essere già morto prima di nascere, sarà il vertice del gossip, se non interverranno scosse sismiche a movimentarlo e ad interessare i media.
Paradossalmente il nostro leader in questi giorni può contare solo sulla natura , può solo augurarsi e ne è cosciente, che alcune scosse di assestamento, che tutti si augurano non gravi, riescano a richiamare un'attenzione internazionale che invece rischia di essere tutta concentrata sui suoi veri o presunti scandali.
Avere un Presidente del Consiglio così esposto, costretto a districarsi tra il caso Noemi e quello della D'addario, tra il processo Mills e le polemiche sulle veline, sarà motivo di imbarazzo, non solo personale del Cavaliere, ma dei suoi alleati e dell'intero paese.
Fose ha veramente ragione D'Alema, quando sostiene pubblicamente, che la caduta di Berlusconi non è molto lontana e che non sarà indolore ma rischia di essere catastrofica, non solo per lui, ma per l'intero paese.

sabato 4 luglio 2009

Legge sulle intercettazioni: irragionevole, gravemente dannosa per lei indagini e anticostituzionale.

Come molti si aspettavano il Presidente della Repubblica Napolitano non intende rimanere silenzioso al Quirinale in attesa che gli venga inviata, già approvata, la legge sulle intercettazioni.
Al contrario il Presidente, proprio cercando di evitare quello scontro istituzionale che potrebbe derivare da un eventuale rinvio alle camere tenta già da ora la strada della mediazione e della persuasione.
Non si tratta qui di usare mezzi termini , di tentare sfumature dialettiche, sottigliezze giuridiche inutili, la legge in sè è giudicata, dalla stragrande maggioranza degli italiani, "irragionevole, incostituzionale, gravemente dannosa per le indagini, foriera di scontri con una stampa, già pronta allo sciopero del 13 luglio", e con l'intero mondo dei blog e di internet pronto al primo sciopero della sua storia.
In pratica la legge, così come è stata pensata proprio non va.
E così ieri , il Presidente Napolitano, rompendo ogni indugio, ha convocato al Quirinale il ministro Alfano a cui ha manifestato tutte le perplessità dell'intero mondo della giustizia, della stampa, dei normali cittadini, oltre che le sue.
Pesa sulla legge un legittimo ed evidente vizio di incostituzionalità che ha obbligato Napolitano a puntualizzare allusivamente al ministro che se questa legge "dovesse passare così come è al Senato" , lui si troverebbe "costretto a fare un passo che di certo non sarebbe gradito al Governo".
Ma sulla legge pesano fortemente i tanti e manifesti dubbi.
Che ne sarà di tante inchieste su ignoti assassini, di quelle sulla corruzione, sulla mafia, sull'usura, sul racket ? Come si conciliano le indagini e le intercettazioni con quegli "evidenti indizi di colpevolezza" necessari per ottenere un ascolto ?
Quando si può veramente dire che gli indizi sono evidenti ? quando si ha già il colpevole e le intercettazioni sono superflue ed inutili.
Proprio in questi giorni, al Csm stanno protestando i più noti procuratori antimafia.
E come è possibile che in un paese civile, i giornalisti che pubblicano intercettazioni , possano rischiare fino ad un anno di carcere e gli editori multe salatissime ? Neanche fossero stupratori e ladri.
Le motivazioni sono evidenti, non si vogliono qui solo impedire le intercettazioni, si vuole imporre anche un evidente bavaglio alla stampa ed all'informazione, giudicate "nemiche".
Se si dovesse approvare la legge non sarebbe solo la morte della giustizia, come dice l'Associazione magistrati, ma anche la fine dell'informazione e della libertà di stampa.
Napolitano, per ora, ha buttato un macigno sulla strada della legge, ma la sua approvazione dipenderà anche dalla consistenza delle proteste che da qui ad oggi ne potranno seguire.
Pe questo non è auspicabile, per nessuno degli interessati, abbassare i toni e le proteste, questo vale per i magistrati , per i giornalisti, per ogni blog che si occupi di informazione , e per tutti quei cittadini che ancora credono in uno stato di diritto, che abbia a fondamento della sua esistenza sia la giustizia che la libertà di stampa.

venerdì 3 luglio 2009

Maroni critica il Vaticano , tanto le elezioni sono lontane ed il clero ha già cristianamente apprezzato i soldi dati alla scuola cattolica.

Il governo ha approvato , nella giornata di ieri, il tanto discusso ddl sulla sicurezza.
Inutile dire che sono rimaste inalterate tutte le precedenti posizioni dei due diversi schieramenti politici.
Il Pd e l'opposizione criticano e parlano di un provvedimento inutile, disumano e dannoso. La maggioranza al contrario esulta soddisfata.
Sullo sfondo, sempre defilato, pronto alle critiche ma attento a precisare e successivamente a puntualizzare o smentire il Vaticano.
Questa volta le critiche sono affidate a monsignor Marchetto che giudica disumana e cristianamente discutibile la legge.
Piccata e scortese la risposta di Maroni "dal Vaticano la solita liturgia".
Nessuno però si preoccupi di un presunto scontro tra potere spirituale e potere temporale.
In fin dei conti è il solito balletto, una sorta di tango rituale.
Le agenzie non avevano fatto in tempo a battere la risposta del ministro che subito, il portavoce  della Santa Sede, affermava che "Non consta che ci siano state critiche che si debbano qualificare come critiche del Vaticano, ma solo opinioni personali, espresse dall'arcivescovo Agostino Marchetto, numero due del Consiglio per la pastorale dei migranti.
Lo scontro come si vede tra stato e chiesa è rimandato a data da destinarsi, in fondo, per mantenere dei buoni rapporti tra i due poteri , si può sacrificare anche un pò di carità cristiana.
Maroni può sentirsi così libero di esprimere taglienti giudizi sulla chiesa, visto che le elezioni sono lontane, anzi si sono appena concluse.
Il Vaticano al contrario può ritenersi soddisfatto dei molti soldi che ha ricevuto per la scuola privata, in fondo non si è trattato di " carità" , questi sono stati soldoni, sonanti e consistenti, a testimonianza che di  solo "amore" o di "carità"  non si vive, non si va da nessuna parte.

Sto con la la Serracchiani proprio perchè è simpatica e moderna. C'è qualche cosa di male ?

Non aveva ancora finito di pronunciarle quelle parole  "Sto con Franceschini perché è il più simpatico. Di qua c'è il progetto del Pd, dall'altra parte c'è D'Alema. Io sto col Pd" che subito una marea di critiche ha sommerso la povera Debora, la neo eletta eurodeputata che è riuscita a superare preferenze persino Silvio Berlusconi.
Le sue parole hanno scosso l'intero apparato del partito sopratutto i sostenitori di Bersani e D'Alema.
Qualcuno, con aria di sufficienza, ha parlato di "infelice dichiarazione di una giovane e ancora inesperta eurodeputata".
Parlavano con sufficienza anche di Berlusconi questi, pontificavano sul "voto di protesta", senza neanche immaginare o capire quanto questa fosse grande e diffusa nel paese.
Anche ora , in fase precongressuale , è facile immaginare che le battute saranno al vetriolo. In fondo all'interno di questo partito c'è ancora gente che si appassiona e si infiamma del duello tutto immaginario e cerebrale tra D'Alema e Veltroni, ritornato a rilasciare dichiarazioni, che tra l'altro dovrebbero essere tenute in seria considerazione. Ecco allora che le parole di quella che è diventata il simbolo del rinnovamento del partito irritano l'intero stato maggiore del Pd. Le battute si sprecano, "sapete perché preferisco Bersani? perché sa cantare" è l'ironica replica di Barbara Pollastrini, d'alemiana di ferro.
Persino Follini e la "pasionaria" Rosy Bindi  , che d'alemiani non sono, non riescono a dimostrare neutrlità alcuna e intervengono pesantemente ; il primo affermando , tra lo spiritoso ed il dotto , " che ora finalmente so a cosa serve il rinnovamento: a sbaragliare gli antipatici. Un argomento così significativo da consegnare finalmente agli archivi le frivole opere di Tocqueville e i superficiali dibattiti della Costituente del '46" .
La seconda, allargando le braccia sconsolata, forse con un pizzico di gelosia tutta femminile, se la cava parlando dell' "inconsistenza della Serracchiani".
Eppure anche se nel Pd in pochi se ne sonoi accorti , mai come in questo congressso si vive la necessità di un ricambio generazionale. Non solo nel partito ma nel paese intero vi è una diffusa "voglia di nuovo", di idee nuove al di fuori dei vecchi schemi. Le vecchie ideologie vivono oramai di nicchie, mai come ora si sente la necessità di un partito moderno, realista e pragmatico.
E in fondo se la Serrachiani decide di stare con Franceschini perchè tra i due mali ha deciso di scegliere il male minore, o semplicemente perchè Francescini è simpatico, o sa comunicare meglio la sua voglia di nuovo, che male c'è. Si sono mai chiesti nel Pd perchè gli italiani hanno scelto Berlusconi ? O hanno deciso per caso di rimanere a vita partito di opposizione in attesa di un messia che diffonda una nuova verità rivelata ?
E se io personalmente , e come me molti altri , abbiamo deciso di stare con la Serracchiani perchè è la "cosa" più nuova, più "simpatica", più moderna e più vera, che vediamo , o semplicemente percepiamo, a sinistra, che male c'è ?
In fondo un leader deve fare bene alcune cose, avere idee chiare, programmi seri, carisma induscusso, ma alla fine deve raccogliere voti  e consensi.          
Da qui al congresso è certo che la battaglia e lo scontro diventeranno durissimi, le battute al vetriolo si sprecheranno, nella speranza che non si sprechi tutto un congresso e le sue opportunità.
E' certo normale che il dibattito e lo scontro possano essere anche aspri e le contrapposizioni dure sopratutto in un partito che non ha più un leader indiscusso (ammesso lo abbia mai avuto) .
E' anche questo segno e indice di vivacità e di vitalità, oltrechè di democrazia.
Ma fino a un certo punto, se poi il dibattito si chiude e diventa solo interno, incomprensibile al paese, ed agli elettori:
Si deve capire che vi è necessità di rinnovamento , anche generazionale.
Dove andrà il Pd ancora non è dato sapere, ma l'importante è rimettere a nuovo la nave , uscire dalle secche , spiegare le vele al vento e riprendere il largo, navigando di nuovo in mare aperto,  il timone ben saldo nelle mani di un nuovo comandante , nonostante le tempeste, nonostante i venti contrari.
Ma dietro l'angolo vi è anche il rischio di uno scontro sterile, tra funzionari di partito, piccole beghe o gelosie, incomprensibile ad un paese che ha sempre più bisogno di realtà e di fatti; vi è il rischio che questo scontro, tra vecchio e nuovo, sia solo per la supremazia in un partito che "non c'è" , che ha una storia ed un passato , gloriosi finchè si vuole, ma che rischia ora di non avere più un avvenire.
"Dum Romae consulitur , Saguntum expugnatur" diceva Tito Livio.
Con molto meno autorevolezza della sua, anche io  vorrei ricordare che il rischio è proprio questo , che a "Roma" ci si perda in discussioni inutili mentre il paese è già nelle salde mani degli avversari politici, ed il partito ha iniziato il suo inesorabile declino, la sua lenta agonia, nonostante i buoni consigli, nonostante i tanti soccorritori, nonostante tutte le cure prestate, lasciando di colpo orfani di una "rappresentanza" tutti i suoi tanti elettori.  

giovedì 2 luglio 2009

Berlusconi a cena con i giudici che dovranno decidere del lodo Alfano.

Berlusconi una sciocchezza la fa e l'altra la prepara.
Non se ne è ancora uscito indenne dai casi Noemi e D'Addario che subito si butta a capofitto in un nuovo e più preoccupante scandalo, che non coinvolge  come i precedenti , solo aspetti della sua vita privata, ma rischia di screditare alcuni organi istituzionali.
Motivo del nuovo scandalo una cena a casa del giudice costituzionale Luigi Mazzella; presenti il premier Silvio Berlusconi, il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, il ministro della Giustizia  Alfano, il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Carlo Vizzini e un altro giudice costituzionale, Paolo Maria Napolitano.
Una cena, normalmente è un conviviale incontro tra amici, ci si diverte, si parla del passato o dei progetti del futuro, a volte di politica e anche di calcio, si stringono amicizie o si fanno affari.
Nulla di male si dirà, ma lo strano e il fatto scandaloso è che a questa cena siano stati presenti, oltre al ministro Alfano, anche due dei giudici che il 6 ottobre prossimo dovranno decidere sulla costituzionalità o meno del lodo Alfano. Puerile e ingenuo è pensare che a quella cena non si sia parlato anche di questo.
E come era inevitabile subito scoppia il caso politico e istituzionale.
Di Pietro ed il Pd criticano e mettono sotto accusa il ministro della Giustizia Alfano e i due giudici della Corte costituzionale.
Si chiedono apertamente le dimissioni, non solo dei giudici ,ma anche del ministro.
Inutile chiedere le dimissioni a Berlusconi, visto che non le hai mai date per nessun scandalo.
Questa seconda Repubblica ci ha oramai abituato a scandali che la prima nemmeno sognava, e se Di Pietro, nelle aule parlamentari, ha accusato Berlusconi e Alfano di aver "infangato la sacralità della Corte che vediamo totalmente minata" , una qualche ragione ce l'ha.
Inutile ricordare, al Ministro e a Berlusconi, che in casi simili i magistrati ordinari  "possono essere ricusati" in qualsiasi causa.
In un colpo solo, non si capisce se con estrema superficialità o per una precisa volontà , si sono calpestati sia l'etica che il diritto.
Certo ognuno è libero di invitare a cena, a casa propria, chi vuole, almeno così dicono i sostenitori del Premier, ma opportunità avrebbe voluto che quella cena non ci fosse mai stata, perchè non solo non "sta decisamente bene invitare a casa propria una persona sulla quale si dovrà decidere", ma anche perchè , qualunque saranno poi le decisioni dei giudici sul discutibilissimo lodo Alfano, agli italiani rimarrà sempre il leggittimo sospetto, che quella cena abbia agevolato o favorite la decisione, tanto più se rimarrà vivo il dubbio , come dice Di Pietro, "che i risultati siano frutto di una cena carbonara e piduista".
Come si vede una brutta storia dietro l'altra, in un crescendo senza fine.