Fini sotto l'attacco concentrico degli "alleati".
Non accenna a diminuire la tensione nella maggioranza di Governo.
Il polemico attacco di Brunetta nei confronti di Tremonti durante l'assenza del Premier sembra solo un diversivo che fa però seguito al più usuale scambio di accuse e "apprezzamenti" reciproci tra Fini e la Lega.
L'attacco al Presidente della Camera però questa volta si irrobustisce e si allarga, sembra organizzato a tavolino e condotto in grande stile da un regista occulto che, da vero "puparo" muove le marionette e le polemiche.
Stavolta le critiche al presidente della Camera, non arrivano sparse o alla "chetichella", arrivano in blocco e contemporaneamente da tre quotidiani: "Il Giornale", "Libero" e "La Padania".
Naturalmente, in queste, si accenna alla scarsa riconoscenza di Fini nei confronti del Cavaliere, che nel giro di 16 anni "lo ha saputo trasformare da "camerata" a Presidente della Camera. Forse si è trattato di una inversione di ruoli.
Ora la destra si dice tradita , ma sottintende Feltri, il vero traditore è Fini.
Anche "Libero" dedica la sua interessata attenzione e una intera pagina al Presidente della Camera.
Al centro di questa colloca una foto d'archivio ove appare "il giovane" Fini con la fiamma del Movimento sociale alle spalle.
Il giornale di Maurizio Belpietro , al fine di mostrare la scarsa coerenza di Fini si preoccupa di mettere in bella fila 14 dichiarazioni del Presidente della Camera, pronunciate fra il 1987 e il 1993, tutte dedicate all’immigrazione, con un titolo eloquente: «Il curriculum anti immigrati di Fini".
Per ultima la Padania , questa, trasformando per l'occasione la sua innata superficialità in "spirito" , gioca , rischiando per questo molto, non più con gli immigrati, ma con le parole: "Clandestini e afFini verso il naufragio".
Dalla destra verso l'ignoto, la lunga "nuotata" del sub Fini, ancora ignoto il punto nel quale riemergerà, probabile però che sia oltre i confini dell’attuale centrodestra".
Come si vede si tratta di attacchi guidati e concentrici.
Il Presidente della Camera dovrebbe , a questo punto guardarsi più dagli amici che dai nemici.
Buona parte della gente , non solo all'interno del Pdl, assiste alla strisciante e continua polemica parteggiando e dividendosi a favore dell'uno o degli altri, mai o difficilmente , ora per l'uno ed ora per gli altri.
Questo conferma oltretutto una personale convinzione, in questi casi suffragata dai fatti, e cioè che la "destra" non è tutta uguale, come non sono uguali quanti vi aderiscono .
Vi sono spesso differenze di cultura, di sensibilità, di senso delle istituzioni, di percezione dei problemi o coscienza delle responsabilità.
E questo fa eccome la differenza tra gli uni e gli altri.
Ecco perchè dovendo proprio scegliere per chi parteggiare anche a me viene istintivo schierarmi con Fini, dimenticando persino il suo passato e rispettando il suo percorso ideologico , politico e culturale.
C'è destra e destra, e non nascondo che la mia simpatia va interamente a quella parte politica rappresentata dal Presidente della Camera , piuttosto che a quella di Berlusconi o di Bossi, checche ne dicano i direttori de "Il Giornale", di "Libero" o de la "Padania".
Se proprio dovessi mandare un augurio al "sub Fini", non potrebbe che essere quello , dopo la sua lunga e faticosa nuotata di emergere il più lontano possibile , non solo da Bossi e dalla lega ma anche da Berlusconi.

Ora interviene il nostro Ministro degli Esteri Franco Frattini per replicare a Schulz, "che il Governo Italiano non ha colpe per la mancata elezione di D'Alema, ma che al contrario, la responsabilità di quanto accaduto è da addebitarsi a Schulz stesso".
Il silenzio di Berlusconi in questi ultimi periodi preoccupa.
Italo Bocchino , interrogato dal TG3 dichiara che " la candidatura di Cosentino alla presidenza della Regione Campania non è più nell'ordine delle cose possibili. In seguito si discuterà insieme quale candidato proporre agli elettori campani. In ogni caso sarebbe più opportuno che , fino alla soluzione della vicenda ci fosse un passo indietro del Sottosegretario anche dal governo, per evitare che venga attaccato Berlusconi anche per questa vicenda"
L'elezione di Obama alla Casa Bianca era stata una grande speranza per molti.
Ancora riesco a mantenere delle buone maniere, ma non so fino a quando mi sarà possibile l'autocontrollo, visto che ora il fastidio nei confronti di Berlusconi è giunto a pelle.
E alla fine anche Fini ha ceduto , almeno in parte, davanti alle insistenze del Cavaliere sulla giustizia e, con l'accordo sui processi brevi ,di fatto gli ha permesso di trovare una via d'uscita che lo liberi dai processi in corso.

















