martedì 24 novembre 2009

Fini sotto l'attacco concentrico degli "alleati".

Non accenna a diminuire la tensione nella maggioranza di Governo.
Il polemico attacco di Brunetta nei confronti di Tremonti durante l'assenza del Premier sembra solo un diversivo che fa però seguito al più usuale scambio di  accuse e "apprezzamenti" reciproci tra Fini e la Lega.
L'attacco al Presidente della Camera però questa volta si irrobustisce e si allarga, sembra organizzato a tavolino e condotto in grande stile da un regista occulto che, da vero "puparo" muove le marionette e le polemiche.
Stavolta le critiche al presidente della Camera, non arrivano sparse o alla "chetichella", arrivano in blocco e  contemporaneamente da tre quotidiani: "Il Giornale", "Libero" e "La Padania".
Naturalmente, in queste, si accenna alla scarsa riconoscenza di Fini nei confronti del Cavaliere, che nel giro di 16 anni "lo ha saputo  trasformare da "camerata" a Presidente della Camera. Forse si è trattato di una inversione di ruoli.
Ora la destra si dice tradita , ma sottintende Feltri, il vero traditore è Fini.
Anche "Libero" dedica la sua interessata attenzione e una intera pagina al Presidente della Camera.
Al centro di questa colloca una foto d'archivio ove appare "il giovane" Fini con la fiamma del Movimento sociale alle spalle.
Il giornale di Maurizio Belpietro , al fine di mostrare la scarsa coerenza di Fini si preoccupa di mettere in bella fila 14 dichiarazioni del Presidente della Camera, pronunciate fra il 1987 e il 1993, tutte dedicate all’immigrazione, con un titolo eloquente: «Il curriculum anti immigrati di Fini".
Per ultima la Padania , questa, trasformando per l'occasione la sua innata superficialità in "spirito" , gioca , rischiando per questo molto, non più con gli immigrati, ma con le parole: "Clandestini e afFini verso il naufragio".
Dalla destra verso l'ignoto, la lunga "nuotata" del sub Fini, ancora ignoto il punto nel quale riemergerà, probabile però che sia oltre i confini dell’attuale centrodestra".
Come si vede si tratta di attacchi guidati e concentrici.
Il Presidente della Camera dovrebbe , a questo punto guardarsi più dagli amici che dai nemici.
Buona parte della gente , non solo all'interno del Pdl, assiste alla strisciante e continua polemica parteggiando e dividendosi a favore dell'uno o degli altri, mai o difficilmente , ora per l'uno ed ora per gli altri.
Questo conferma oltretutto una personale convinzione, in questi casi suffragata dai fatti, e cioè che la "destra" non è tutta uguale, come non sono uguali quanti vi aderiscono .
Vi sono spesso differenze di cultura, di sensibilità, di senso delle istituzioni, di percezione dei problemi o coscienza delle responsabilità.
E questo fa eccome la differenza tra gli uni e gli altri.
Ecco perchè dovendo proprio scegliere per chi parteggiare anche a me viene istintivo schierarmi con Fini, dimenticando persino il suo passato e rispettando il suo percorso ideologico , politico e culturale.
C'è destra e destra, e non nascondo che la mia simpatia va interamente a  quella parte politica rappresentata dal  Presidente della Camera ,  piuttosto che a  quella di Berlusconi o di Bossi, checche ne dicano  i direttori de "Il Giornale", di "Libero" o de la "Padania".
Se proprio dovessi mandare un augurio al "sub Fini", non potrebbe che essere quello , dopo la sua lunga e faticosa nuotata di emergere il più lontano possibile , non solo da Bossi e dalla lega ma anche da Berlusconi.

lunedì 23 novembre 2009

Cristo si è fermato in Franciacorta.


Chissà se nel vecchio sud degli Stati Uniti , o addirittura in Alabama , non dico qualche decennio fa , ma un secolo fa, si preparassero con tanta "solerzia ed entusiasmo" a festeggiare il santo Natale.
Già le strade ed i negozi sono interamente addobbati e brillano di luci.
Chi ancora può godere di un lavoro già pensa agli acquisti possibili con l'imminente tredicesima, alla soddisfazione dei regali , ai buoni sentimenti del periodo, quando ogni egoismo sembra destinato a smarrirsi sotto una coltre di neve, di nebbia o di freddo, per lasciare posto al calore dei sentimenti.
E' il segno dell'abbondanza, che si accompagna in questo caso a quello della generosità e dell'altruismo.
Tutto questo avviene a Natale, non solo qui, ma in molte parti del mondo e in molti luoghi d'Italia , anche se l'attesa non è uguale per tutti, come non lo sono le apettative.
Qui , in queste ricche terre , da questa parte del Po, si stanno preparando altri e diversi "spettacoli", qui si cede il campo e si lascia posto a ben altri sentimenti.
In queste terre , nelle mie terre, il Natale non è più bianco per la neve, invocata e sperata; è bianco solo per chi può contare sul chiaro colore della sua pelle.
A Coccaglio , in provincia di Brescia, già si pensa ad un nuovo censimento, sia pure molto diverso da quello così tollerante di Augusto, in cui vide la nascita il Cristo.
Qui a Coccaglio non trovano più posto i "migranti" , nemmeno quelli che si ovessero accontentare di umili stalle, qui non c'è più carità, non c'è generosità,  nemmeno a Natale.
Qui non potrebbe più nascere il Cristo.
Poco distante, nel comune di Adro, in questa Franciacorta così opulenta, Oscar Lancini, sindaco leghista , prepara sì un ricco Natale, ma solo per i suoi agenti municipali , il suo piccolo esercito da "Erode" di provincia.
La ricompensa per loro è costituita da 500 euro per ogni extracomunitario clandestino arrestato e accompagnato in questura.
Lui lo definisce un  bonus, un incentivo per chi vuole lavorare, qualcun altro la chiama semplicemente taglia: Cambia il vocabolo, ma la sostanza rimane inalterata.
E' questo il Natale che si prepara in queste terre, luoghi in cui lo "spirito" riconosciuto e chiaramente identificabile è solo quello che rimane, ben chiuso, nelle numerose bottiglie e nelle cantine che fanno la fama della regione e ne costituiscono la fortuna e la ricchezza.
Qui non crescono più buoni sentimenti, l'ospitalità è oramai quasi sconosciuta, la generosità incomprensibile ai più. Nessuno forse la pretenderebbe per tutto l'anno, ma almeno a natale, almeno in questo periodo sì.
E pensare che non c'è sindaco leghista che non abbia fatto la sua bella battaglia per la croce, per la salvaguardia della tradizione cristiana, per i valori della fede, per le nostre radici.
Se questi sono i valori e la tradizione, molto  meglio rinunciarvi, non riconoscersi in esse, molto meglio non pregare su quella croce che è diventata , per questa gente, un inutile e vuoto simbolo.
Il biancore di questo Natale , non sarà dato dalla neve, ma solo dal colore diffuso dei tanti "sepolcri imbiancati" che qui abitano.
I canti dei fedeli  per un " Dio" che sembra morto invano, immaginato senza passione nè sentimenti, crudele, inutile, potranno forse servire a creare nuove armonie in queste belle chiese.
Ma tutto questo non riuscirò a coprire il  dolore e la rabbia del Dio dei poveri, di questi nuovi oppressi, di questi moderni derelitti.
Inutile in altre parti, ma qui doveroso ripetere che Dio ha creato l'uomo, tutti gli uomini, indipendentemente dal colore della loro pelle, uguali a sè stesso.
Carlo Levi scriveva anni fa che Cristo si era fermato ad Eboli, lì si era fermata la "ragione" e anche la speranza.
Ora anche Cristo si è portato un po' più a Nord ma non è riuscito a varcare quel confine ideale costituito dal Po.
Quelle acque e quel fiume rischiano davvero di diventare la linea di demarcazione tra i valori veri del cristianesimo, quello fatto di sentimenti , di carità , di uguaglianza , di rispetto e di amore, per chi quella croce la sente su di sè tutti i giorni ed è costretto a portarla, senza speranza , per le vie di un mondo sempre più indifferente, sempre più egoista , sempre meno cristiano.

Delle due l'una , o hanno scaricato D'alema, o in Europa non contiamo proprio niente.

Ora interviene il nostro Ministro degli Esteri Franco Frattini per replicare a  Schulz, "che il Governo Italiano non ha colpe per la mancata elezione di D'Alema, ma che al contrario, la responsabilità di quanto accaduto è da addebitarsi a Schulz stesso".
L'irritazione del nostro governo è palpabile, ed legata alla ricostruzione che Schulz aveva fatto sull'intera vicenda , dichiarando apertamente e senza mezzi termini che " se Berlusconi avesse ufficialmente proposto il nome dell'ex ministro degli Esteri Italiano , le cose sarebbero andate diversamente.
D'Alema non ha avuto un governo che lo sostenesse a differenza di  Catherine Ashton che ha goduto dell'appoggio ufficiale del governo Britannico". 
Ma c'è di più e di peggio racconta il capogruppo del Pse : " risulta che Berlusconi abbia addirittura contattato alcuni primi ministri conservatori per chiedere di far cadere la candidatura di D'Alema".
Ora , checchè ne dica il nostro Governo, le dichiarazioni fatte da Martin Schulz sull'intera vicenda non sembrano tanto fantasiose , anzi, paiono proprio del tutto plausibili.
In ogni caso, comunque siano andate le cose, il Ministro Frattini ed il Governo Italiano scelgano, delle due l'una, o è vera la ricostruzione data da Schulz  oppure in Europa non contiamo molto, anzi , proprio meno di niente.

sabato 21 novembre 2009

Chiare fresce e dolci acque.


Il parlamento ha approvato il decreto per la privatizzazione dei servizi pubblici locali , tra cui è finita anche la distribuzione dell'acqua.
Al contrario si sarebbe dovuto riconoscere che l' acqua è un bene pubblico, e come tale non dovrebbe essere  privatizzata.
Il Governo si è giustificato asserendo che queste privatizzazione sono state proposte per uniformarsi alle direttive  Europee.
Nulla di più falso , l' Europa ha lasciato ai singoli Governi l'individuazione di quei bene essenziali che potevano anche non essere oggetto di privatizzazione.
 Tra l'altro due diverse risoluzioni del Parlamento europeo affermano a chiare lettere il principio che l'acqua è un “bene comune dell'umanità” e che “alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza”.
La scelta e la responsabilità della privatizzazzione ricade quindi interamente sul Parlamento e sulla maggioranza di Governo.
E' vero che le tariffe dell'acqua in alcune Regioni sono relativamente basse , ma è altrettanto evidente che le privatizzazzioni porteranno ben presto ad un sostanziale rialzo delle tariffe per tutti , senza minimamente migliorare il servizio.
Una volta il Petrarca cantava le nostre "chiare fresche e dolci acque"; già ora era difficle averle dolci , tra poco vedrete , in seguito agli aumenti, saremo costretti a definirle "care acque" .

giovedì 19 novembre 2009

Gli incubi di Berlusconi ?

Il silenzio di Berlusconi in questi ultimi periodi preoccupa.
 Lui, così loquace e pronto alla polemica se ne rimane silenzioso proprio nel momento in cui Fini diventa così loquace attaccando ogni sua posizione.
Il premier è riuscito a delegare persino Schifani a parlare in sua vece.
Qualcuno afferma che questo sia dovuto  ai tanti consigli interessati degli "amici" che alla fine, preoccupati della tenuta del governo ma sopratutto della caduta degli indici di gradimento del premier,   lo hanno in tal senso consigliato.
Se la cosa rallegra gli oppositori, purtroppo disturba e preoccupa i fedeli sostenitori che sono alla ricerca delle cause e dei motivi che sembrano aver tolto la parola e l'allegria al loro Premier
E'  interessante in tal senso l'interpretazione data  dal quotidiano la Stampa al riguardo dei "silenzi" del Cavaliere.
Proprio ieri , si legge nel quotidiano torinese , l’Unità ha dedicato a un pentito di mafia, tale Gaspare Spatuzza, un intero articolo , rivelando che questi " accusa Dell’Utri e chiama in causa il premier come nuovi referenti politici di Cosa Nostra nel ‘93 al termine della sanguinosa campagna stragista a Roma, Firenze e Milano".
"Il timore del Cavaliere - vi si legge - è che da Palermo gli arrivi un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa.
Poi, continua la Stampa, "vi sono altri due fronti aperti: quello della procura di Caltanisetta, che indaga sugli attentati a Falcone e Borsellini nel ‘92: e l’inchiesta di Firenze sui mandanti esterni delle stragi del ‘93. A tutto questo si aggiunge l’inchiesta milanese sull’Arnerbank (oggetto della puntata di idomenica di «Report») che i procuratori milanesi sospettano sia una sorta di lavanderia per il denaro sporco che arriva fino a Marina e Piersilvio Berlusconi". Come si vede se le notizie riportate dal quotidiano fossero vere , al pari dell'interesse delle procure , ce n'è a sufficienza per rendere silenziosi anche i più loquaci, non solo il Cavaliere.
Altro che pensieri per Fini o per la tenuta del governo, si capirebbe se fosse semplicemente preoccupato per se stesso e se invece di "dolci sogni" si trovasse la notte ad avere i peggiori incubi.
Se fossi in lui , l'ultimo pensiero che avrei io, sarebbe proprio quello delle elezioni anticipate, che mi consegnerebbero integralmente nella mani dei giudici, il primo però sarebbe sicuramente quello di far digerire al ad ogni costo, al parlamento ed al paese una nuova legge, che mi mettesse definitivamente al riparo da ogni accusa e mi togliesse ogni preoccupazione.
Ma io , è noto , sono un emerito egoista ; tutti sanno invece che lui al contrario si è sacrificato per il bene degli Italiani .

martedì 17 novembre 2009

Cosentino e Berlusconi , due metri e due misure.

Italo Bocchino , interrogato dal TG3 dichiara che " la  candidatura di Cosentino alla presidenza della Regione Campania non è più nell'ordine delle cose possibili. In seguito si discuterà insieme quale candidato proporre agli elettori campani. In ogni caso sarebbe più opportuno che , fino alla soluzione della vicenda ci fosse un passo indietro del Sottosegretario anche dal governo, per evitare che venga attaccato Berlusconi anche per questa vicenda"
Per questi motivi, in assenza di decisioni adeguate, il "Pdl valuterà come votare se ci sarà una mozione di sfiducia dell'opposizione nei confronti del sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino, per il quale è stato richiesto l'arresto per concorso esterno in associazione mafiosa".
Una mozione per chiedere le dimissioni di Cosentino dal governo è stata infatti presentata dall'Idv da Antonio Di Pietro e dal capogruppo Massimo Donadi.
Lunedi sera,  a "Porta a Porta" il sottosegretario aveva detto che non si sarebbe mai dimesso, a meno che non glielo chiedesse Berlusconi in persona."
Già , ma perchè Berlusconi dovrebbe chiedere un passo indietro a  Cosentino quando lui stesso , sotto processo, non indietreggia di una virgola, anzi, attacca quotidianamente la magistratura ed i giudici e cerca con ogni mezzo possibile qualsiasi sotterfugio pur di non farsi giudicare.
Con quale coraggio il nostro Premier potrebbe presentarsi in conferenza stampa e dire che forse , in attesa del pronunciamento della magistratura, sarebbe opportuno un passo indietro del Sottosegretario Cosentino ?
E perchè poi un analogo comportamento non lo si dovrebbe chiedere per logica anche al Premier , che tra l'altro dovrebbe dare l'esempio ?
forse per il fatto che questi afferma di essere "perseguitato" o di essere innocente , oppure perchè è stato eletto dagli italiani ? ma in fondo sono le stesse argomentazioni di Cosentino. 
Certo i reati contestati sono diversi , ma c'è il rischio davvero per Berlusconi di rasentare il  ridicolo se dovesse chiedere a Cosentino quello che lui stesso rifiuta con ogni mezzo di dover fare, anche se tutto questo sarebbe logico, doveroso ed opportuno.

lunedì 16 novembre 2009

Ma Berlusconi i guai se li trova o se li cerca ?

"Report" la trasmissione di Milena Gabanelli andata in onda ieri sera si occupava di una piccola banca , la banca Arner , sconosciuta ai più, ma dagli addetti ai lavori considerata "La banca dei numeri uno".
Fondata nel 1994 da Paolo Del Bue, Nicola Bravetti, Giacomo Schraemli e Ivo Sciorilli Borelli, nell'anno 2003 viene aperta una sua sede Milanese e subito dopo hanno inizio tutta una serie di disavventure giu­diziarie.
Tra i clienti della banca , sempre secondo Report ci sarebbero En­nio Doris, fondatore del grup­po Mediolanum e socio di Berlusconi, e Stefano Pre­viti , figlio di Cesare.
Ma le casualità non finiscono con queste insignificanti notizie, quello che "Report" lascia intendere è una strana commistione" di "chiacchierati" personaggi, non ultimo l'avvocato Mills che, "per la sentenza di primo grado confermata in appello, si sarebbe fatto pagare da Ber­lusconi anche per nascondere fondi neri che facevano capo al­le società Century One e Uni­versal One".
La Banca Arner si scopre poi che , il 17 aprile del 2008, viene messa sotto tor­chio dagli ispettori della vigi­lanza della Banca d’Italia che ri­scontrano "gravi irregolarità a causa delle carenze delle viola­zioni in materia di contrasto del riciclaggio".
A questo punto Bankitalia commissaria la Banca Arner con Ales­sandro Marcheselli , ma questo , un an­no dopo viene sostituito con al­tri due commissari perché in­dagato pure lui per favoreggia­mento al riciclaggio.
Ora non è che per forza di cose si voglia sempre essere maliziosi ad ogni costo ma viene istintivo un sobbalzo quando si scopre che , secondo "Report" ,"nella sede milane­se della svizzera Banca Arner la famiglia Berlusconi ha quattro conti correnti per un totale di 60 milioni di euro, di cui uno intestato direttamente al presi­dente del Consiglio per dieci milioni".
Ebbene, diranno forse i più, non vediamo che cosa ci possa essere di male in tutto questo, in fondo il nostro Premier avrà pure il diritto di depositare i suoi soldi dove meglio crede, in fondo tutte queste casuali cirostanze non provano proprio nulla e se nessun magistrato ha avuto sinora nulla da dire , probabilmente è proprio perchè non c'è nulla di "" nei fatti analizzati.
Sarà pur vero tutto questo , e nessuno ha niente da dire , certo è che il nostro Premier dimostra una certa "propensione" a mettersi volontariamente in situazioni che definire imbarazzanti è solo un po eufemistico; tra l'altro anche le amicizie e le frequentazioni a volte sono un po' chiaccherate.
Viene così istintivo concludere con Milena Gaba­nelli, se alla fine, " sarebbe forse più opportuno, per il premier, prendere i suoi 60 mi­lioni di euro, spostarli da lì (la Banca Arner) e depositarli in un’altra banca italiana un po’ più trasparente", forse si eviterebbe una qualche ulteriore inchiesta o un nuovo scontro con la giustizia o una nuova legge ad personamvisto che ancora non abbiamo concluso la prima.

Obama in Cina, il bene di oggi e gli ideali del domani.

L'elezione di Obama alla Casa Bianca era stata una grande speranza per molti.
Forte era la speranze per un mondo diverso, per tanti aspetti migliore e più giusto.
Fra le tante speranze vi era posto anche ad  un accordo globale per il clima , visto che il problema era da tutti considerato prioritario ed urgente, visto che oramai il tempo oramai stringe e le possibilità di intervento diminuiscono con gli anni.
Si nutrivano però anche grandi speranze per i diritti civili, per la libertà e la democrazia, per i popoli oppressi, per la fame nel mondo.  
Molti ora pensano che Obama abbia deluso le iniziali aspettative, che la sua grande carica iniziale sia semplicemente svanita, al pari del  suo idealismo inghiottita dal vortice della grande crisi economica mondiale e dalla recessione.
Le grandi riforme e gli slanci innovativi hanno ceduto il passo a problemi più urgenti e reali, sembrano essersi  momentaneamente impantanate assieme alla riforma della sanità.
Ogni forza ideale ed ogni aspettativa è stata risucchiata da questa riforma come in un grande buco nero, tanto che tutto il resto sembra dipendere dalla sua approvazione e dal suo successo.      
Ora il Presidente Americano stà visitando l'oriente e la Cina, per tanti versi questo è un viaggio importante, fondamentale per Obama , per l'America come per l'intero  Occidente.
Obama con i suoi discorsi infiamma sempre gli animi ed i cuori, lo fà anche in questo suo viaggio dall'altra parte del mondo.
Mentre parla agli studenti cinesi a Shanghai ribadisce che la libertà di religione, di informazione e di partecipazione politica sono valori  universali.
Con una sorta di piccola "furberia" tocca poi una delle questioni più urgenti per le giovani generazioni del grande paese asiatico: la libertà di espressione e informazione sul web.
Ecco quindi il no del Presidente alla censura e lo scontato riconoscimento che il web deve essere libero.
Anche questo , dice Obama, è un  valore universale e dovrebbe essere garantite a tutti, "anche alle minoranze etniche e religiose, tanto che vivano negli Stati Uniti, in Cina o altrove".
Ma i duri e puri ,  gli  idealisti che non arretrano mai, i sostenitori del primato dei principi sulla realpolitik   avrebbero preteso di più , avrebbero voluto sentir tuonare , ad esempio, contro la repressione nel Tibet, a difesa dei diritti di ogni popolo alla libertà all'autodeterminazione ed all'indipendenza.
Così come molti avrebbero sperato in un grande accordo sul clima con il governo cinese.
Sembrava ve ne fossero tutte le premesse.
Ma gli accordi economici e la ricerca di una uscita dalla crisi per il suo paese hanno alla fine prevalso su tutto il resto.
I discorsi quindi sono rimasti lì , sempre ideali, ma senza accenni diretti alla realtà, semplici affermazioni di principio, privi di  riferimenti temporali e storici.
L'accordo sul clima e la riduzione dei gas serra è un accordo solo ricercato , un "accordo senza alcun accordo".
Semplicemente viene lasciata aperta la strada di un possibile futuro accordo.
E' il trionfo della politica e del realismo, e il messaggio di Obama al mondo è evidente e chiarissimo, magari non condiviso da tutti , ma comunque saggio e intriso di quel profondo realismo che appartiene ai grandi personaggi, è l'indicazione del fine e anche delle difficoltà di raggiugerlo.
Tutto si riassume in poche parole, in un consiglio appassionato e sincero ai leader ed ai popoli del mondo di non permettere che il «meglio sia nemico del bene».
Certo è il principio terra terra del meglio l'uovo oggi che la gallina domani, ma è quello che ci permette di mantenere salde le speranze future, di salvare gli ideali per il domani assieme al bene che è possibile avere oggi.
Tutto il resto avrebbe mischiato il fallimento di oggi  e quello di domani.

venerdì 13 novembre 2009

Ora Berlusconi ha propio rotto, ha ragione Grillo.

Ancora riesco a mantenere delle buone maniere, ma non so fino a quando mi sarà possibile l'autocontrollo, visto che ora il fastidio nei confronti di Berlusconi è giunto a pelle.
Mancava solo la proposta dei processi brevi per inquadrare del tutto il personaggio ed i metodi.
Con una "leggina", anzi con un vero e proprio pastrocchio ad uso e consumo del Premier, ancora una volta spacciato per interesse generale del paese, si procede alla depenalizzazione di una gran quantità di reati.
I cortigiani ed i giullari del Cavaliere sono impegnati, su più fronti e con grande impegno, nella difesa pubblica del "processo breve" .
Ma non c'è molto da credergli, per salvaguardare il loro padrone ed il loro "posto", oltre naturalmente al "pasto", giustificherebbero qualsiasi crimine.
Questo governo voleva differenziarsi sul problema della sicurezza e della giustizia, ma tra depenalizzazioni, condoni, sanatorie e "scudi" stanno uccidendo davvero anche il più piccolo barlume di "giustizia".
Ora, con questa ultima proposta, si dà l'ennesimo colpo di spugna su quelli che vengono considerati i reati dei colletti bianchi.
Si mettono davvero a rischio i principali processi attualmente in corso in Italia, da quello della Parmalat, a quello della Cirio, dall' Antonveneta a quello dell'Enelpower, della Thyssen, dell' Eternit e, tanto per finire, lo scandalo rifiuti della Regione Campania.
Se passa la legge difficilmente potranno essere perseguiti tutti i reati societari, come il falso in bilancio e il falso in prospetto, i reati tributari, la bancarotta, la corruzione, le truffe aggravate, l'appropriazione indebita.
Scopriamo però che sono anche davvero razzisti e che i clandestini quelli si li condanneremo comunque, il loro è un vero reato , non queste quisquilie da quattro soldi.
Io non so come la pensiate voi, ma io ho ancora la facoltà o il dono di "arrabbiarmi" per queste cose, di non riuscire a farmele passare , come se niente fosse, sulla pelle, ma di viverle ancora con sdegno morale e politico.
Oltre alla battaglia questa volta voglio davvero ascoltare Beppe Grillo e cominciare anche io a dire , e mi scuso per la volgarità, che "Mi sono davvero rotto i coglioni di Berlusconi".
Da oggi lo dirò in pubblico, al bar, al ristorante, ai semafori.
Lo scriverò ai giornali, sui blog , ai giornali italiani ed esteri; "Mi sono rotto i coglioni di Berlusconi".
Non voglio nemmeno io passare la mia vita a inseguire l'ultimo Lodo Alfano, l'ultima ghedinata, l'ultima assoluzione per legge di un corruttore, neanche voglio più sentirmi una sua battuta , una sua qualsiasi sciocchezza che tanto sono sempre le stesse, contro i comunisti, contro le toghe, contro la stampa . Neanche voglio più sentire nè Capezzone nè Schifani , nè Ghidini e neppure Bondi, appena li vedrò apparire cambierò canale.
Non voglio più essere preso per il culo , come fanno di solito , nè mettermi a discutere con passione , su di loro , sulle loro leggi, sulle loro sciocchezze, come sulle orrende battute del Premier.
Ma , come Grillo , non voglio nemmeno " sentire più i suoi "servi" che blaterano di riforma della giustizia nei programmi televisivi, che difendono disonestamente l'indifendibile, pagati per mentire, per prendersi gioco di noi e della nostra intelligenza.
Alla fine davvero nutro ancora la speranza che gli italiani non siano del tutto rincoglioniti e che alla fine prevalga in loro come si augura Grillo " un moto di rigetto, un conato di vomito a vedere la Repubblica Italiana trattata come una zoccola" , e che Berlusconi non riesca , come un novello Re Mida , a corrompere ogni cosa , dalla vita politica a quella pubblica.
Almeno la coscienze vorremmo vederle salve , l'Italia e gli italiani si meritano di meglio e di più, in fondo di figure ne abbiamo già fatte tante anche all'estero, visto che oramai non c'è giornale straniero che non consideri il nostro paese " lo zimbello del mondo".

giovedì 12 novembre 2009

Processo breve governo Berlusconi lungo.

E alla fine anche Fini ha ceduto , almeno in parte, davanti alle insistenze del Cavaliere sulla giustizia e, con l'accordo  sui processi brevi ,di fatto gli ha permesso di trovare una via d'uscita che lo liberi dai processi in corso.
Anche le buone coscienze, come si vede, alla fine si piegano per un qualche vantaggio , per non provocare il peggio o per non andare ad uno scontro che non avrebbe portato nulla di buono nè agli uni nè agli altri.
Così l'ennesimo "legge ad personam" viene spacciata come "riforma della Giustizia" per accorciare i processi a tuto vantaggio , si dice, dei cittadini onesti. Strano questo concetto di onestà sbandierato nel momento stesso in cui si compie una birbonata.
Peccato non si parli di maggiori risorse alle magistratura o di aumento degli organici dei magistrati.
A bene guardare sembra che l'obiettivo non sia quello di svolgere velocemente i processi , semplicemente si cerca proprio di non farli.
La bozza del disegno di legge del Pdl presentata in Parlamento prevede che un dibattimento non possa durare più di sei anni per reati fino a 10 anni.
Le uniche eccezioni previste sono per i reati di mafia, terrorismo, omicidio e rapina.
In pratica i processi dovranno durare , due anni per il primo grado, due per l’appello e due per il giudizio in Cassazione.
I processi che non rispetteranno questi tempi cadranno inevitabilmente in prescrizione, è questa la parte che più interessa al nostro Governo ed al Cavaliere, senza di essa non si sarebbero sognati di presentare alcuna proposta.
La nuova normativa naturalmente, altrimenti cadrebbe lo scopo, si applica agli imputati incensurati anche per i processi in corso, soltanto però di primo grado.
Come si vede un disegno di legge perfetto per Berlusconi, pare un abito fatto su misura, disegnato ed intagliato da abili sarti, finalmente pronto dopo tante prove.
I processi del Cavaliere che già hanno usufruito delle pause concesse dal Lodo Alfano sarebbero così , con la nuova legge, l'uno già prescritto essendo iniziato nel novembre del 2006 , l'altro (processo MIlls) già in via di prescrizione , vi andrà definitivamente nella primavera del 2011.
Tempi strettissimi come si vede.
Basterà questo a soddisfare ed a salvare il Cavaliere ? no, ancora non è soddisfatto Berlusconi  perchè la nuova legge lo metterebbe in salvo dai processi in corso ma non lo salverebbe da nuove ulteriori inchieste che già sembrano nell'aria.
Ecco quindi rispuntare l'immunità parlamentare come proposta definitiva, non solo per i reati di opinione o per quelli commessi nell'esercizio delle proprie funzioni o del proprio mandato, ma un'immunità parlamentare che con un colpo di spugna metterebbe tutti al riparo dalla giustizia, anche per reati comuni e forse di mafia.
C'è da dire che ne perdono di tempo i nostri Parlamentare per seguire i propri interessi, ne dedicassero la metà per fare il bene dei cittadini godremmo di leggi ineguagliabili , invece ci dobbiamo accontentare di questi sempre più iniqui "pastrocchi".
Per anni gli Italiani hanno coltivato il vezzo di considerarsi "furbi"  e "smaliziati" tanto che , proprio i Campani , avevano coniato il famoso motto, storpiato in parte e divenuto poi nazionale , "ca nissune è fesso".
Ebbene ,  le cose non stanno esattamente così, qui veniamo considerati  con qualche ragione, tutti fessi; i "furbi" , come si vede, sono solo loro , e se ne "fregano" di dimostrarlo.